III Forum Nazionale di Medicina Narrativa: “Medicina Narrativa, Prescrizione Sociale e Cure Palliative: Ripensare la qualità di vita”
A Verona il terzo Forum Nazionale promosso da SIMeN
Nel linguaggio della cura, la qualità di vita è ancora spesso declinata in termini prevalentemente clinici: controllo dei sintomi, tossicità dei farmaci, funzionalità residue, aderenza ai trattamenti. Sono dimensioni essenziali, ma non esauriscono l’esperienza di vivere con una malattia.
La qualità di vita riguarda anche la possibilità di mantenere autonomia, relazioni, desideri e progettualità nei limiti imposti dalla condizione. Riguarda ciò che per una persona resta importante, possibile, desiderabile; ciò che permette di continuare a riconoscersi nella propria storia anche quando la malattia la modifica profondamente.
È da questa prospettiva che prende avvio il III Forum Nazionale di Medicina Narrativa, promosso da SIMeN – Società Italiana di Medicina Narrativa, in programma il 17 ottobre 2026 presso l’Aula Magna dell’Università di Verona.
Il Forum si propone come una giornata di riflessione su come la medicina narrativa possa contribuire a ripensare la qualità di vita all’interno di percorsi di cura integrati, tra prescrizione sociale, cure palliative e pratiche clinico-assistenziali orientate alla persona.
L’evento, anteprima della rassegna Poeti Sociali 2026, avrà una vocazione interdisciplinare e riunirà clinica, scienze umane, neuroscienze cognitive, sociologia, pratiche artistiche e culturali.
Oltre gli esiti clinici: costruire percorsi di cura
La terapia farmacologica e gli interventi clinici sono fondamentali, ma non bastano per comprendere cosa significhi prendersi cura di una persona. Definire un percorso terapeutico appropriato richiede anche di riconoscere bisogni, preferenze, risorse, relazioni, contesto di vita e possibilità concrete di scelta.
Curare significa quindi integrare, accanto agli interventi clinici, anche quelle risorse che attengono alle sfere relazionali, sociali, culturali ed esistenziali della persona. Non si tratta di aggiungere elementi accessori alla cura, ma di comprendere quali condizioni permettano alla persona di vivere nel modo più pieno possibile dentro i limiti della malattia.
È qui che entra in gioco la medicina narrativa: come disciplina e come pratica capace di far emergere ciò che conta davvero per la persona in quel preciso momento della sua storia di vita. Attraverso l’ascolto e la raccolta delle narrazioni, la medicina narrativa permette di integrare nel percorso di cura informazioni, significati e priorità che spesso restano invisibili agli strumenti clinici tradizionali.
Il Forum promosso da SIMeN esplorerà dunque come la medicina narrativa possa contribuire a costruire percorsi di cura meno standardizzati, più aderenti all’esperienza delle persone e più capaci di sostenere una qualità di vita intesa non solo come riduzione del carico di malattia, ma come possibilità di autonomia, relazione e progettualità.


