Certificazione PERLA: aperte le iscrizioni alla terza edizione

Screenshot 2026-05-22 112140Sono aperte le iscrizioni alla Terza edizione della Certificazione PERLA.

PERLA è l’iniziativa promossa dall’associazione CuraPerlaPersona che certifica i centri che si distinguono per la qualità della relazione e la personalizzazione delle cure.

Il percorso si avvale del contributo di un prestigioso Board scientifico che include, tra gli altri, Istituto Superiore di Sanità, Agenas, FNOMCeO, FNOPI, Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN), Cittadinanzattiva APS e UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare.

Dopo il successo delle prime due edizioni, anche quest’anno si cercano team di professionisti che vogliano essere parte di un cambiamento significativo per una Sanità basata su ascolto, relazione e comunicazione.

A marzo 2026 sono stati certificati 34 centri in tutta Italia sulla base delle valutazioni espresse dalle persone che hanno ricevuto le cure.

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“Emicrania: ascoltare, comprendere, curare. Dalla medicina narrativa alla medicina di genere, tra benessere, innovazione e personalizzazione delle cure”, webconference il 17 giugno 2026

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Il 17 giugno 2026 alle ore 15 si terrà onlina la webconference dal titolo “Emicrania: ascoltare, comprendere, curare. Dalla medicina narrativa alla medicina di genere, tra benessere, innovazione e personalizzazione delle cure”.

L’emicrania rappresenta una delle condizioni neurologiche croniche più diffuse e invalidanti, con un impatto significativo sulla qualità della vita, sulle relazioni personali, sul benessere psicofisico e sulla partecipazione sociale della persona. Tuttavia, accanto ai progressi della ricerca farmacologica e delle conoscenze fisiopatologiche, emerge con sempre maggiore evidenza la necessità di un approccio capace di andare oltre il sintomo, riconoscendo l’unicità della storia, dei vissuti e dei bisogni di ogni paziente.

Questa webconference nasce con l’obiettivo di offrire uno sguardo multidisciplinare e centrato sulla persona, integrando il contributo della Narrative Medicine, che invita ad ascoltare e comprendere l’esperienza soggettiva della malattia, con quello della Gender Medicine, oggi indispensabile per interpretare le differenze biologiche, ormonali e cliniche che caratterizzano l’emicrania lungo le diverse fasi della vita. Attraverso il dialogo tra esperienza dei pazienti, innovazione terapeutica, attenzione al benessere, alimentazione, età evolutiva e approcci integrati, l’incontro intende promuovere una cultura della cura sempre più personalizzata, capace non solo di trattare l’emicrania, ma di ascoltare, comprendere e prendersi cura della persona nella sua interezza.

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Medicina narrativa: le dieci eccellenze dell’ascolto

shutterstock_320035589Riprendiamo un recente articolo uscito su Fortune Italia a firma di Alessandro Pulcini, che cita dieci iniziative che rappresentano un’eccellenza nell’ambito della medicina narrativa. Tra queste, NARR-ARTI, il progetto in corso presso la UOSD di Medicina di Precisione in Senologia del Policlinico A. Gemelli, sostenuto da un contributo non condizionante di AstraZeneca, e che si avvale della piattaforma digitale DNMLab.

Da Aifa a Simen, tutte quelle realtà che sono a fianco di medici e caregiver che hanno fatto della medicina narrativa un bene comune.

No, la medicina narrativa non è solo un esperimento accademico: è ormai parte integrante del Servizio sanitario nazionale. Molte università, ospedali e associazioni stanno ridisegnando il concetto di cura, forti anche delle Linee di indirizzo dell’Istituto superiore di sanità che ne hanno riconosciuto la validità. Il nostro Paese vanta una rete capillare di ‘laboratori narrativi’: centri di ricerca che raccolgono storie per migliorare i percorsi clinici, master universitari che formano i medici del presente e del futuro, reparti dove alla cartella clinica vengono affiancate le parole del paziente.

Realtà che lavorano per i medici, per i pazienti, per i caregiver: una rete capillare dove i singoli vissuti diventano patrimonio comune. Conoscere questi centri significa sapere dove trovare ascolto, formazione e spazi in cui la propria storia di malattia smette di essere un peso solitario per diventare una risorsa terapeutica. Ecco dieci enti, associazioni, centri di ricerca e ospedali da tenere a mente (in rigoroso ordine alfabetico).

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