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Progetto PERLA: intervista a Tiziana Nicoletti di Cittadinanzattiva APS

decalogo-1Una certificazione per la cura a misura di persona non nasce da sola.

Dietro #PERLA, la certificazione promossa dall’associazione CuraPerlaPersona, c’è un network di associazioni che condividono una convinzione comune: la qualità della relazione di cura non è un’opzione, ma una priorità.

Tra loro, anche Cittadinanzattiva APS, che attraverso le parole di Tiziana Nicoletti, Responsabile Coordinamento Associazioni Malati cronici e rari, ci ha lasciato una preziosa testimonianza di cosa significhi sostenere PERLA e perché è importante per loro essere collaborating partner del progetto:

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐏𝐄𝐑𝐋𝐀?

Cittadinanzattiva sostiene PERLA poiché il progetto risponde pienamente alla nostra missione storica: mettere la persona e i suoi diritti al centro del servizio sanitario. Inoltre, il progetto condivide tre pilastri fondamentali della nostra azione civica:

– Valutazione basata sull’esperienza diretta: riconosce le persone e le famiglie come primi e legittimi valutatori della qualità, in termini di esiti di salute, dell’assistenza ricevuta.

– Valorizzazione dell’umanizzazione: promuove l’ascolto, la relazione empatica e la medicina narrativa come elementi di cura indispensabili.

– Sviluppo di un’alleanza terapeutica: con l’obiettivo di creare un’effettiva collaborazione tra professionisti della salute e cittadini.

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Certificazione PERLA: aperte le iscrizioni alla terza edizione

Screenshot 2026-05-22 112140Sono aperte le iscrizioni alla Terza edizione della Certificazione PERLA.

PERLA è l’iniziativa promossa dall’associazione CuraPerlaPersona che certifica i centri che si distinguono per la qualità della relazione e la personalizzazione delle cure.

Il percorso si avvale del contributo di un prestigioso Board scientifico che include, tra gli altri, Istituto Superiore di Sanità, Agenas, FNOMCeO, FNOPI, Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN), Cittadinanzattiva APS e UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare.

Dopo il successo delle prime due edizioni, anche quest’anno si cercano team di professionisti che vogliano essere parte di un cambiamento significativo per una Sanità basata su ascolto, relazione e comunicazione.

A marzo 2026 sono stati certificati 34 centri in tutta Italia sulla base delle valutazioni espresse dalle persone che hanno ricevuto le cure.

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La relazione di cura come risorsa nel percorso sanitario dei pazienti, col progetto Perla un “bollino” a 34 strutture che la valorizzano

Logo-Perla_Tavola-disegno-1Un “bollino” di qualità per aver riservato all’interno della propria pratica clinica attenzione e risorse alla relazione di cura. E’ quello attribuito oggi a 34 centri sulla base della valutazione di più di 1600 pazienti in 9 regioni italiane durante il Convegno “La cura a misura di persona” all’Istituto Superiore di Sanità.

Il progetto Perla, promosso dall’associazione CuraPerlaPersona, è la prima certificazione che valuta la qualità della relazione e della comunicazione nei reparti e nei servizi sanitari attraverso la valutazione dell’esperienza diretta delle persone. Perla si avvale del contributo metodologico di un Board scientifico che include, tra gli altri, l’Istituto Superiore di Sanità, Agenas, SIMeN (Società italiana di medicina narrativa), Ordini degli infermieri e dei medici, Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere, Uniamo – Federazione italiana delle malattie rare e Cittadinanzattiva.

“Negli ultimi anni – sottolinea Rocco Bellantone, presidente dell’Iss – il Servizio Sanitario Nazionale è chiamato a confrontarsi con trasformazioni profonde: l’aumento delle condizioni croniche, l’invecchiamento della popolazione, l’innovazione scientifica e tecnologica, ma anche il cambiamento delle aspettative delle persone e delle comunità. In questo contesto diventa sempre più importante interrogarsi non soltanto su quali interventi offrire, ma anche su come i sistemi sanitari riescano ad accompagnare le persone nei loro percorsi di cura, garantendo qualità, appropriatezza ed equità. L’Istituto Superiore di Sanità, in quanto ente pubblico di ricerca del Servizio Sanitario Nazionale, è impegnato a contribuire a questi processi non solo attraverso la produzione di evidenze scientifiche, ma anche sostenendo iniziative e strumenti che possano favorire il miglioramento continuo della qualità dei servizi. In questo contesto si collocano anche diverse attività dell’Istituto dedicate alla promozione di approcci che valorizzano la dimensione relazionale nei percorsi di cura, come quelle sviluppate dal Laboratorio di Health Humanities, che da anni integra ricerca, formazione e comunicazione per promuovere una visione della salute attenta alle relazioni tra persone, professionisti e contesti di cura”

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