Al Sant’Andrea di Roma apre il primo centro di medicina narrativa e partecipata: “Mettiamo al centro la persona”

ospedale Foto di fernando zhiminaicela da Pixabay

Al Sant’Andrea di Roma apre un centro di medicina narrativa. I pazienti compileranno un diario narrativo digitale che sarà poi interpretato con il supporto dell’intelligenza artificiale.

All’ospedale Sant’Andrea di Roma nasce “il primo centro, nel Lazio e in Italia”, per la medicina narrativa e partecipata. Un’iniziativa che punta a mettere al centro la persona nei suoi bisogni bio-psico-sociali, superando il tradizionale approccio basato sulla singola prestazione per promuovere un modello incentrato sul percorso di cura integrato.

Che cos’è la medicina narrativa

Per medicina narrativa, secondo la definizione dell’Istituto Superiore di sanità, si intende una metodologia clinico-assistenziale che considera la narrazione lo strumento fondamentale per acquisire, comprendere e integrare le prospettive di tutti gli attori coinvolti nel processo di cura, costruendo percorsi terapeutici personalizzati attraverso un “Patto di cura” condiviso tra paziente e personale sanitario.

Il nuovo centro del Sant’Andrea

La struttura nata nell’ospedale romano fa seguito ad alcuni progetti pilota sulla medicina narrativa che hanno coinvolto decine di operatori sanitari e oltre 100 pazienti. È stata così dimostrata, spiegano dal Sant’Andrea, l’efficacia dell’approccio narrativo in diversi percorsi clinici, dalla cardiologia alle malattie neurodegenerative.

Nello studio e nella pratica di questa particolare metodologia clinico-assistenziale sono stati coinvolti anche i futuri dottori: dal 2018 la Facoltà di Medicina e psicologia della Sapienza ha attivato, infatti, un corso di medicina narrativa per gli studenti del terzo anno, contribuendo a formare una nuova generazione di medici.

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Una ricerca sulla prescrizione sociale delle attività artistiche e culturali: fa’ sentire la tua voce

Screenshot 2025-07-28 115606Il CCW-Cultural Welfare Center, in collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo, lancia un’indagine per raccogliere informazioni sulle finalità, modalità e impatti delle pratiche di prescrizione sociale di attività artistiche e culturali in Italia.

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La prescrizione sociale è un approccio, adottato soprattutto in ambito sanitario e sociale, per migliorare il ben-essere delle persone tramite attività, servizi e risorse di prossimità che, pur non essendo di natura medica, contribuiscono positivamente alla salute.

La prescrizione di attività artistiche e culturali consiste nel promuovere in modo strutturato e sistematico la partecipazione a laboratori creativi, programmi di lettura, attività teatrali, artistiche e museali, ecc., integrati in percorsi di cura o prevenzione, con l’obiettivo di ridurre l’isolamento, migliorare l’umore, rafforzare l’autostima e favorire il ben-essere mentale e fisico.

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Progetto #ENDOs, disponibile la piattaforma ENDOSTAND per semplificare il linguaggio medico

Screenshot 2025-07-23 150105Nell’ambito del progetto europeo #ENDOs, di cui DNM è partner, arriva un’importante novità: la piattaforma ENDOSTAND. 

La piattaforma ENDOSTAND sviluppata dai partner Vulgaroo , Università degli studi di Palermo & Maynooth University e supervisionata da Momentum Educate + Innovate, mira ad aiutare le pazienti affette da endometriosi a comprendere meglio i loro rapporti medici e a comunicare meglio con gli operatori sanitari.

I partner hanno avuto la possibilità di vedere in anteprima la piattaforma durante un incontro di partenariato a gennaio in Irlanda, ospitato dall’Università di Maynooth.
Alcune fortunate cittadine di Bordeaux avevano avuto l’opportunità di scoprirla in esclusiva a marzo in occasione di una conferenza data da Christophe Lelong di Vulgaroo, durante la mostra “#Endos Stories: Breaking This Silence aux avant-postes”, curata da Nadia Russell Kissoon de L’Agence Creative.

La piattaforma non è destinata a diagnosticare malattie o fornire raccomandazioni terapeutiche. Per questo, si prega sempre di contattare un medico.

È possibile valutare la tua esperienza sulla piattaforma e la qualità della divulgazione che è stata fornita, direttamente tramite il pulsante “valuta”, per permettere agli sviluppatori di migliorare lo strumento.

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PERLA 2025: al via la seconda edizione, aperta anche alle farmacie ospedaliere e territoriali

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Torna per la seconda edizione il percorso PERLA. Cura a misura di persona. Anche le farmacie ospedaliere e territoriali potranno candidarsi per ottenere la certificazione di qualità PERLA. Ecco in cosa consiste e come aderire.

Torna per la seconda edizione il percorso “PERLA. Cura a misura di persona” con importanti novità: per la prima volta, anche le farmacie ospedaliere e territoriali potranno candidarsi per ottenere la certificazione di qualità PERLA, entrando così in un percorso che promuove l’eccellenza e la centralità del paziente in tutte le fasi dell’assistenza sanitaria.

Un’opportunità per valorizzare il ruolo della farmacia nei percorsi di cura

L’apertura alle farmacie ospedaliere e territoriali rappresenta un riconoscimento concreto del ruolo cruciale che queste strutture svolgono nel garantire appropriatezza, continuità terapeutica e sicurezza nella gestione del farmaco. PERLA offre oggi anche a queste realtà la possibilità di misurarsi con indicatori di qualità, confrontarsi con best practice nazionali e internazionali, e attestare l’impegno verso una presa in carico sempre più efficace e personalizzata.

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Tumore al seno metastatico: Alessandro Rossi del Policlinico Gemelli vince il “My First Project” al Congresso Nazionale AIOM Giovani

Screenshot 2025-07-14 162032Alessandro Rossi, giovane oncologo presso la UOSD Medicina di precisione in Senologia del Policlinico A. Gemelli di Roma, ha vinto il premio “My First Project” durante il congresso AIOM Giovani, svoltosi a Firenze l’11 e 12 luglio.

Durante il congresso di quest’anno, dedicato alla “cura nelle parole”, Il dott. Rossi ha presentato lo studio Pergiqual, condotto al Gemelli nell’ambito del tumore al seno metastatico. Sotto la guida della dott.ssa Alessandra Fabi, lo studio ha come obiettivi il miglioramento della qualità di vita percepita dalla paziente, il miglioramento della qualità della relazione di cura e la personalizzazione del percorso di cura sulla base dei bisogni del paziente.

Grazie alle metodologie e agli strumenti della medicina narrativa, il progetto è in grado di integrare ai dati clinici l’esperienza soggettiva di malattia delle pazienti, utilizzando la piattaforma digitale DNMLab.

Guarda l’intervista completa

Cultura, sistema, narrazione: ripensare la cura – Intervista a Marco Testa

image-76-2Marco Testa è cardiologo presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma, specializzato in cardiologia clinica e molecolare. Docente alla Sapienza Università di Roma, integra l’insegnamento clinico con le Medical Humanities, promuovendo un approccio centrato sulla persona.
Presidente della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN), si dedica alla diffusione della Medicina Narrativa come pratica clinica integrata, valorizzando l’ascolto attivo, la scrittura riflessiva e la formazione umanistica. Con il suo impegno contribuisce a innovare la relazione di cura, rendendola più partecipata e attenta al vissuto individuale.

Cosa rappresenta per te come medico la medicina narrativa?

Grazie per questa domanda che mi permette di ripercorrere quello che ritengo un percorso di crescita personale e professionale, che parte dai primi anni del corso di laurea e arriva fino ad oggi, fino al mio impegno come presidente della Società Italiana di Medicina Narrativa – SIMeN.

La Medicina Narrativa rappresenta per me innanzitutto un ritorno alle origini più autentiche della professione medica. Come già ci diceva Karl Jaspers alcuni decenni or sono, e da allora sempre di più, la professione medica, sta andando in una direzione ipertecnologica che rischia di portarci a riparare un corpo, anzi spesso solo isolati organi, piuttosto che curare una persona.

La Medicina Narrativa ha permesso a me, e così spero sia anche per molti altri, di ritrovare quella dimensione relazionale che avevo intuito già durante gli anni universitari, quando seguivo i corsi di antropologia medica e bioetica del Professor Sandro Spinsanti, un vero pioniere per l’Italia, e non solo, di una necessaria riacquisizione di anima della medicina. È stata una vera e propria rivoluzione copernicana: aver rimesso al centro la persona mi ha dato nuove motivazioni per la mia professione.

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L’intervista a Cristina Cenci, antropologa e founder DNM, sul progetto NARR-ARTI

Screenshot 2025-06-30 153055Come si può unire il rigore dei dati clinici con la ricchezza irriducibile della storia di una persona?

Cristina Cenci, antropologa e fondatrice di Digital Narrative Medicine, ci guida alla scoperta di NARR-ARTI, un nuovo progetto di medicina narrativa digitale presso il Policlinico Gemelli. Come spiega, il progetto nasce per dare una risposta concreta a questa domanda, sfruttando le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale generativa.

Il principio è chiaro: la soggettività di una persona non è standardizzabile. La narrazione diventa lo strumento per ascoltare e accogliere questa unicità, mentre l’AI interviene per analizzare e organizzare i racconti in categorie tematiche, valorizzandoli.

Guarda la video-intervista a Cristina Cenci.

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NARR-ARTI, il progetto al Policlinico Gemelli che unisce medicina narrativa e intelligenza artificiale per valorizzare la storia e i bisogni di ogni persona

Screenshot 2025-06-30 150757Durante una visita, le parole a volte non bastano per esprimere tutto ciò che si prova. Emozioni, aspettative, il vissuto quotidiano della terapia: ogni dettaglio è fondamentale.

Per questo, al Policlinico Gemelli nasce NARR-ARTI: un progetto per ascoltare la voce delle pazienti affette da tumore alla mammella, per dare valore alla loro storia.

Come spiega la dott.ssa Alessandra Fabi, attraverso il diario in digitale DNMLab, protetto e personale, si potrà raccontare la propria esperienza con la patologia, le cure, i medici.

L’intera esperienza diventa parte integrante di un percorso di cura personalizzato in cui i professionisti del Policlinico Gemelli sapranno identificare al meglio le esigenze di ogni persona.

Guarda l’intervista alla dott.ssa Alessandra Fabi.

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Pubblicato sulla rivista ESMO l’articolo “Sexual health in cancer care: a narrative review and position statement from the Italian Association of Medical Oncology (AIOM)”

È stato recentemente pubblicato sulla rivista ESMO Open dell’European Society for Medical Oncology l’articolo “Sexual health in cancer care: a narrative review and position statement from the Italian Association of Medical Oncology (AIOM)”.
La disfunzione sessuale è un tema spesso sottovalutato e poco affrontato in oncologia a causa della mancanza di comunicazione con i professionisti sanitari, ma anche della convinzione che sia una conseguenza comune e inevitabile della malattia e del suo trattamento terapeutico. Negli ultimi anni, con i tassi di sopravvivenza notevolmente migliorati, si è prestata maggiore attenzione ai fattori che contribuiscono a definire la qualità della vita e in particolare alla salute sessuale, che comprende dimensioni fisiche, psicologiche ed emotive.
Un gruppo di lavoro dedicato dell’AIOM si è formato per offrire una panoramica aggiornata e un position statement sul tema, attraverso una revisione della letteratura, includendo approfondimenti specifici sulla prevalenza, le terapie disponibili e i percorsi terapeutici dedicati.

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Medicina narrativa, al via il corso ISS–SIMeN per i responsabili della formazione delle aziende sanitarie

Screenshot 2025-06-05 124559C’è tempo fino al 30 giugno per iscriversi.

L’Istituto Superiore di Sanità (Iss), tramite il Laboratorio di Health Humanities del Centro Nazionale Malattie Rare, in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN) – in continuità con il progetto “LIMeNar – Uso e contesti applicativi delle Linee di Indirizzo per l’utilizzo della Medicina Narrativa in ambito clinico-assistenziale e associativo” – promuove il corso “Formazione e Medicina narrativa. Competenze, Leadership, Innovazione” dedicato ai responsabili della formazione delle aziende sanitarie e ospedaliero-sanitarie e finalizzato a rafforzare le competenze progettuali nell’ambito della formazione continua, valorizzando l’integrazione della medicina narrativa nei percorsi formativi.

Il percorso prevede attività in presenza, moduli online e lavoro di gruppo guidato per elaborare progetti pronti per essere implementati nelle proprie aziende.

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