R-esistere: le storie dietro ai numeri

Raccogliere le storie di malattia, di trattamento, di guarigione o purtroppo di perdita, ma a volte anche di semplice quotidianità, di chi ha vissuto e vive l’esperienza della pandemia. Un invito a ritrovare un momento, un’emozione, una persona, un luogo e a raccontarle in una o molte storie“.

Questo l’intento del progetto R-Esistere: respiro, ricordo, racconto, della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN), con il supporto organizzativo di McCann Health Italia.

Il progetto e la proposta, da parte di SIMeN, di fare da collettore di questo racconto “universale” ha raccolto rapidamente un consenso trasversale, la fiducia e la collaborazione di tantissime realtà della società civile, sanitaria e accademica, ad oggi più di trenta collaborazioni che spaziano da Università ad associazioni di pazienti.

 

R-esistere

 

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FRONTIERS HEALTH 2020

Frontiers Health emerged over the last years as one of the premier global events on digital health and innovation in healthcare. In the last five years, the conference has turned into a unique platform for deal making, networking and learning in the industry and has been repeatedly defined as “home to the digital health ecosystem”, gathering thousands of innovators, leaders and key players from the health industry each year in Berlin and in other locations across the world.

Given the circumstances, the format of the 2020 edition will be hybrid combining online global streaming together with offline events and activities held at Local Hubs in multiple locations such as Italy, Germany, Finland, Malta, Spain, Switzerland and USA all streamed globally too.

The conference will be dedicated to the digital health innovation in the context of the ‘new normal’ focusing on telemedicine, digital therapies, breakthrough technologies, patient-centricity, healthcare transformation, investments and ecosystem development.

The program will start at 2:00 pm CET on both days with plenary sessions (talks and panels) and parallel break-out sessions (masterclass, workshop, deep-dive formats) in pure Frontiers style.

 

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L’importanza delle parole. Il 30°Anniversario di Parkinson Trento

10 Novembre 2020 – Tanti gli appuntamenti in occasione del 30° Anniversario Parkinson Trento #nonchiamatemimorbo. Una campagna socialeeducativamultimediale sulle malattie di Parkinson, fortemente voluta e promossa a livello nazionale da Parkinson Italia.

Dal 6 al 15 novembre un calendario fitto di incontri: diversi appuntamenti online, per dialogare insieme sui temi legati alle malattie di Parkinson, sull’importanza delle parole all’interno del percorso di cura, e per osservare l’originale mostra fotografica, che unisce la vista all’udito:

“Conoscenza, consapevolezza e promozione della salute sono gli obiettivi della campagna #nonchiamatemimorbo, La malattia di Parkinson non è contagiosa, non va nascosta agli altri e a sé stessi. È diffusa, ma poco conosciuta. Per sradicare gli stereotipi e i pregiudizi non basta fornire informazioni in quantità: servono storie, servono esempi da emulare. Questa mostra fotografica mira a raccontare queste storie, con uno sguardo diretto, autentico – senza lasciare spazio a facili pietismi, regalando al visitatore un’esperienza forte e coinvolgente.”

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Covid19 e i suoi effetti sulla salute mentale collettiva: un’intervista al Dott. Giuliano Castigliego, autore de “Il coraggio della fragilità”

Covid19 e i suoi effetti sulla salute mentale collettiva: una interessante ed approfondita intervista al Dott. Giuliano Castigliego,  specialista in psichiatria e psicoterapia, che lavora come psichiatra e psicoterapeuta ad indirizzo analitico a Coira, Svizzera, membro dell’Accademia psicoanalitica della Svizzera Italiana e della società Balint (Svizzera),  formatore, supervisore e conduttore di gruppi Balint.

Il Dottor Giuliano Castigliego è l’autore de Il coraggio della fragilità (Longanesi), reperibile al link: https://www.longanesi.it/libri/giuliano-castigliego-il-coraggio-della-fragilita-9788830456303/

Si tratta di un agile manuale che affronta il tema della salute mentale durante – e dopo – la pandemia: come sfruttare a nostro vantaggio quelle che chiama “le fratture della psiche”?

Questa ed altre domande nell’intervista:

Dottor Castigliego, grazie intanto per aver accordato questa intervista su un tema così presente; la prima domanda che le poniamo, per iniziare ad addentrarci nel tema della salute psicologica in relazione alla pandemia, è:

Perché la pandemia risulta essere un evento sconvolgente anche dal punto di vista psicologico? E qual è, o sarà, la sua portata?

La pandemia attuale da SARS-CoV-2 oltre che drammatici danni alla salute fisica delle persone e all‘equilibrio sociale ed economico della collettività (impoverimento delle risorse, grave accentuazione delle disparità economiche) sta provocando gravi ripercussioni sulla salute mentale individuale e collettiva. Ci ha scaraventato in uno di quegli scenari distopici evocati dai film degli anni novanta in cui una serie di catastrofi sconvolgeva il mondo portandolo a un passo dall’estinzione. Le drammatiche conseguenze sanitarie, sociali ed economiche e il carattere globale della pandemia comportano, e verosimilmente comporteranno per un tempo ancora imprecisato e imprecisabile, la perdita della «normalità» cui eravamo precedentemente abituati, così come del senso di sicurezza e di prevedibilità che di quella normalità facevano parte.
Il grande sociologo Baumann nel suo ultimo saggio „Retrotopia“ ci aveva avvisati constatando che il pendolo della mentalità pubblica ha cambiato rotta. Ora non insegue più il futuro, come aveva fatto negli ultimi secoli con l’idea di progresso, ma il passato, idealizzandolo. Scrive Baumann:“ „Tocca ora al futuro, deprecato perché inaffidabile e ingestibile, finire alla gogna ed essere contabilizzato come voce passiva, mentre il passato viene spostato tra i crediti e rivalutato, a torto o a ragione, come spazio in cui la scelta è libera e le speranze non sono ancora screditate“ „Zygmunt Bauman, Retrotopia, Laterza, Roma 2017.
L’epidemia del coronavirus e l’associata «infodemia» ci appaiono dunque come la conferma che il futuro, il cui fascino era già in crisi, è inaffidabile e ingestibile.
La pandemia inoltre aggrava, come già molti studi dimostrano, il malessere di persone già sofferenti di disturbi psichici.

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Prevenire e curare i tumori. Lo stato della ricerca e delle terapie

Zorba – Puntata 18 
“Prevenire e curare i tumori. Lo stato della ricerca e delle terapie”
Condotto da Franz Campi
Nel corso della diciottesima puntata live sul canale Facebook Zorba, il conduttore Franz Campi intervista la Dott.ssa Cecilia Cercato, Oncologo ed Epidemiologo, responsabile dei progetti di Medicina Narrativa presso l’IFO – Istituti Fisioterapici Ospitalieri, e Paola, paziente oncologica presso l’istituto.

La Medicina Narrativa è la medicina basata sulla narrazione. Il valore del racconto del paziente è andato perdendosi nel corso dei secoli, per una eccessiva attenzione all’aspetto tecnologico. Il paziente è però esperto della malattia per come la sta vivendo.
«Noi nel nostro Istituto abbiamo voluto raccogliere l’invito dell’Istituto Superiore di Sanità» racconta la Dott.ssa Cercato «che nel 2014 ha tenuto una Consensus Conference, proprio per stabilire cosa fosse la Medicina Narrativa, quali fossero gli strumenti e gli ambiti di applicazione e per raccomandarne l’introduzione sia nei percorsi formativi che nella ricerca. La medicina narrativa è una metodologia ad intervento clinico-assistenziale basato sulla competenza comunicativa e quindi che valorizza il racconto, la narrazione, come elemento di scambio e di comprensione tra il curante e il paziente».

Dottoressa Cecilia Cercato

 

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Le parole sono importanti, anche in Oncologia. Società scientifiche, Associazioni, linguisti lanciano una consultazione on line per far emergere significati condivisi tra specialisti e pazienti

Favorire la creazione di una lingua comune tra specialisti, pazienti e caregiver, cercando un punto d’incontro tra il linguaggio tecnico del medico e quello ad alto tasso emotivo dei pazienti: è l’obiettivo della campagna “Il senso delle parole” promossa da Takeda Italia in partnership con AIL, AIPaSiM, Salute Donna Onlus, SIPO e WALCE e con il patrocinio di Fondazione AIOM.

Fino all’8 novembre sulla piattaforma web www.ilsensodelleparole.it consultazione rivolta a pazienti, caregiver e oncologi per indicare i significati e la risonanza associate a 13 parole rilevanti della relazione di cura, preliminarmente mappate da un gruppo di ricerca coordinato dal professor Giuseppe Antonelli dell’Università di Pavia.

Dalla consultazione prenderà forma un “Dizionario Emozionale”, un Atlante delle parole chiave in oncologia con i significati condivisi tra specialisti e pazienti, da diffondere nei Centri oncologici e nelle sezioni delle Associazioni.    

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Malattie rare al tempo del Covid-19, dall’emergenza alla ripartenza

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L’Università di Catania ha lanciato l’indagine “Malattie rare al tempo del Covid-19: dall’emergenza alla ripartenza” per individuare e comprendere gli elementi che possono essere utili per migliorare la qualità della vita delle persone con malattie rare e delle loro famiglie alla luce degli eventi correlati alla pandemia da virus SARS-CoV-2.

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L’uso della narrazione nella pratica clinica

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Disponibile su YouTube il video del webinar organizzato dall’Istituto Superiore di Osteopatia di Milano con il patrocinio della Società Italiana di Pedagogia Medica (SIPeM), nel quale il filosofo Alessandro Franceschini affronta il tema dell’apporto che le Medical Humanities possono offrire all’arte della cura e sull’uso della narrazione in medicina. Al centro, l’applicazione della medicina narrativa digitale nella pratica clinica, attraverso la piattaforma DNMLAB, che nasce dall’intuizione dell’antropologa Cristina Cenci.

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Umiltà narrativa o empatia?

Nell’ambito dell’assistenza sanitaria, si discute molto sul ruolo dell’empatia nella comunicazione medico-paziente e se può e deve essere insegnata agli studenti di medicina. In un interessante articolo pubblicato sul sito web Synapsis dedicato alle Medical Humanities e alla Medicina Narrativa, la prospettiva, in tal senso, di far riferimento al più adeguato concetto di “umiltà narrativa” piuttosto che a quello di empatia.

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Raccontami la tua storia: medicina narrativa nei contesti di cura

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L’Istituto Superiore di Osteopatia di Milano, nell’ambito della rassegna di webinar gratuiti “Osteopatia e dintorni” patrocinati dalla Società Italiana di Pedagogia Medica (SIPeM), giovedì 16 luglio alle ore 18:00, ospiterà Alessandro Franceschini, filosofo esperto di Medical Humanities, per cercare di indagare l’integrazione tra narrazione e medicina nella pratica clinica anche attraverso la mediazione del digitale. Live su YouTube, iscrizione richiesta per partecipare.

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