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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; rita charon</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>Nuovo Web-I-Narr SIMeN: presentazione del volume &#8220;Raccontare la malattia. Le nuove froniere della medicina narrativa&#8221; di Rita Charon</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 18 marzo 2026 alle 18:30, nell’ambito del ciclo di webinar Voci tra le righe: L’esperienza viva della narrazione, organizzato dalla Società Italiana di Medicina Narrativa, sarà presentato il volume Raccontare la malattia: Le nuove frontiere della medicina narrativa (Cortina, 2026) di Rita Charon. L’incontro, condotto da Mariateresa Dacquino, vedrà dialogare Nicoletta Suter e Marisa Del Ben con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/locandina-charon-def.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8232" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/locandina-charon-def-200x300.png" alt="locandina-charon-def" width="200" height="300" /></a>Il 18 marzo 2026 alle 18:30, nell’ambito del ciclo di webinar <strong><em>Voci tra le righe: L’esperienza viva della narrazione</em></strong>, organizzato dalla Società Italiana di Medicina Narrativa, sarà presentato il volume <strong><em>Raccontare la malattia: Le nuove frontiere della medicina narrativa</em></strong> (Cortina, 2026) di <strong>Rita Charon</strong>. L’incontro, condotto da <strong>Mariateresa Dacquino, </strong>vedrà dialogare<strong> Nicoletta Suter e Marisa Del Ben</strong> con il curatore e traduttore dell’opera, Christian Delorenzo, esperto internazionale di letterature comparate, medicina narrativa e<em> Medical humanities</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rita Charon</strong> è una figura di riferimento nota a livello mondiale: fondatrice della medicina narrativa nonché studiosa di Henry James, è medico internista e professoressa alla Columbia University, dove attualmente dirige il dipartimento di <em>Medical humanities </em>ed etica. È già autrice di <em>Medicina narrativa: Onorare le storie dei pazienti</em>, il libro che nel 2006 ha fondato la disciplina e che è stato tradotto in italiano nel 2019.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la nuova opera <em>Raccontare la malattia</em>, il curatore<strong> Christian Delorenzo h</strong>a riunito, introdotto e tradotto in italiano i contributi più innovativi e significativi che Rita Charon ha pubblicato negli ultimi vent’anni (proprio dopo aver dato alle stampe <em>Medicina narrativa</em>).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8231"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Affrontando le questioni fondamentali del <strong>corpo, delle pratiche e dei mondi che s’intrecciano con i racconti in sanità</strong>, il volume intende offrire un panorama aggiornato delle nuove frontiere che la medicina ha raggiunto o può raggiungere, rispondendo ad alcune domande fondamentali, tra cui: come rendere centrale la storia del paziente nel processo terapeutico? Quali sono i rapporti tra medicina narrativa e psicoanalisi? In che modo le narrazioni da leggere, da scrivere e da condividere contribuiscono non solo alla formazione degli studenti e dei professionisti sanitari ma anche alla pratica clinica e a una sanità più equa?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.simenitalia.it/raccontare-la-malattia/" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
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		<title>All&#8217;Università di Udine gli Stati Generali Itineranti per l&#8217;Umanizzazione delle Cure e il Benessere Organizzativo</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 08:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 30 novembre 2024 ad Udine si svolgeranno gli Stati Generali Itineranti per l&#8217;Umanizzazione delle Cure e il Benessere Organizzativo. Il convegno rappresenta l&#8217;evento di divulgazione scientifica promosso dall&#8217;Università degli Studi di Udine, polo economico-giuridico, per fissare una pietra miliare volta ad aprire, costruire e sviluppare una visione di sistema per un SSN sostenibile basato sull&#8217;Umanizzazione delle Cure [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/https___cdn.evbuc_.com_images_888803153_1963372429513_1_original.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7751" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/https___cdn.evbuc_.com_images_888803153_1963372429513_1_original-300x150.jpg" alt="https___cdn.evbuc.com_images_888803153_1963372429513_1_original" width="300" height="150" /></a>Il 30 novembre 2024 ad Udine si svolgeranno <strong>gli Stati Generali Itineranti per l&#8217;Umanizzazione delle Cure e il Benessere Organizzativo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il convegno rappresenta l&#8217;evento di divulgazione scientifica promosso dall&#8217;<strong>Università degli Studi di Udine</strong>, polo economico-giuridico, per fissare una pietra miliare volta ad aprire, costruire e sviluppare una visione di sistema per un SSN sostenibile basato sull&#8217;Umanizzazione delle Cure e sul Benessere Organizzativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Interverranno relatori di rilevanza nazionale e internazionale che tratteranno temi di forte impatto sociale, sia dal punto di vista clinico-assistenziale, sia sotto l&#8217;aspetto organizzativo-gestionale. Ospite d&#8217;eccezione sarà la Professoressa <strong>Rita Charon</strong> della Columbia University, pioniera della<strong> Medicina Narrativa</strong>, che condividerà le sue esperienze con tutti i partecipanti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’evento è stato accreditato per n. <strong>200 partecipanti</strong> presso il Ministero della Salute come da programma Ministeriale di Educazione Continua in Medicina per tutte le Professioni e Discipline.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-7750"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento si svolgerà presso l&#8217;Università di Udine, aula 3M Strassoldo del Polo Economico-Giuridico sito in Via Tomadini 30/A .</p>
<p style="text-align: justify;">La partecipazione al Convegno è <strong>gratuita</strong>. L’iscrizione per ECM va effettuata tramite la compilazione di un form on-line sul sito <a href="https://ecm.meetingsrl.eu/">www.meetingsrl.eu</a> andando alla pagina “Congressi” e cliccando sulla card dell’evento.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;iscrizione per i professionisti della Salute non ECM, Medici in Formazione, Studenti Universitari e Popolazione si effettua al link <a href="https://statigeneraliumanizzazione.eventbrite.com">https://statigeneraliumanizzazione.eventbrite.com</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per visionare il programma completo: <a href="https://fad.meetingsrl.eu/Files/Files/Program/ProgrammaCongresso_scientifico_91863.pdf">https://fad.meetingsrl.eu/Files/Files/Program/ProgrammaCongresso_scientifico_91863.pdf</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Che cosa è la medicina narrativa: raccontarsi per curarsi meglio</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 09:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[cure personalizzate]]></category>
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		<description><![CDATA[La medicina narrativa contribuisce a creare intorno al paziente un percorso di cura condiviso e personalizzato e migliorare le sue aspettative, con un risparmio anche per il servizio sanitario nazionale «Ogni medico ha una tasca piena di fantasmi. Sono le storie dei pazienti che ci hanno colpito, che non riusciamo a lasciare andare, e che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/med-nar.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7246" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/med-nar-300x225.jpg" alt="med nar" width="300" height="225" /></a>La medicina narrativa contribuisce a creare intorno al paziente un percorso di cura condiviso e personalizzato e migliorare le sue aspettative, con un risparmio anche per il servizio sanitario nazionale<br />
«Ogni medico ha una tasca piena di fantasmi. Sono le storie dei pazienti che ci hanno colpito, che non riusciamo a lasciare andare, e che cambiano il modo in cui siamo medici». Così Fiona Reilly, un medico d’emergenza pediatrica dell’università di Melbourne in Australia, ha di recente spiegato perché il suo ateneo ha deciso di aprire un corso di medicina narrativa dedicato ai clinici: il carico emotivo di quei fantasmi può essere così pesante da spingere tanti a evitare di pensarci, a nascondersi dietro un apparente stoicismo che però alla lunga può esaurire le risorse fisiche ed emotive. Una strategia diversa è quella offerta dalla medicina narrativa, che invita medici e pazienti a raccontare e raccontarsi perché l’atto medico non sia solo applicare conoscenze biomediche e tecnologie: «Tirare fuori quei fantasmi dalla tasca grazie alla medicina narrativa, che consente di farlo in modo etico, sensibile e anche creativo, è un vero dono», osserva Reilly.</p>
<p><span id="more-7245"></span><br />
Quella australiana è soltanto l’ultima delle tante esperienze che si stanno moltiplicando da quando, nel 2000, Rita Charon della Columbia University di New York ha inaugurato il primo corso di medicina narrativa per creare un ponte fra la medicina, che deve applicare ai pazienti protocolli generali, e il malato, che ogni volta è un caso unico per il suo vissuto. Perché la medicina narrativa può essere davvero una terapia: per il malato, che se ascoltato e accolto si cura e sta meglio, e per il medico, che può elaborare la sua vicinanza con la malattia, il dolore, la morte. I benefici ci sono per entrambi, a patto di intendersi su che cosa sia, davvero, la medicina narrativa. La medicina narrativa, oltre a essere un approccio relativamente nuovo, è ancora spesso banalizzata, confusa con un «raccontare storie», semplicistico e fuorviante.</p>
<p><strong><em>Che cosa non è</em></strong><br />
«Non è neppure una semplice empatia fra medico e paziente, né basta essere psicologi o psicoterapeuti per fare medicina narrativa», specifica Giovanni Melani della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN). Non è diventare «amici» del malato, non è scrivere un diario della malattia, non è aggiungere un po’ di tempo alle visite mediche per ascoltare il malato. Soprattutto, non è una strategia alternativa in competizione con la medicina basata sulle evidenze, anzi la integra, come ha specificato nel 2015 il primo, e finora unico, documento di consenso dell’Istituto Superiore di Sanità sull’argomento: la medicina narrativa è infatti un metodo di intervento clinico-assistenziale che si basa sulla narrazione, in qualsiasi forma, utilizzandola come un mezzo per acquisire, comprendere e integrare i diversi punti di vista di chi è coinvolto nella malattia e nella cura, dal paziente ai familiari, dai medici agli operatori sanitari.</p>
<div class="content">
<p class="chapter-paragraph"><em><strong><a href="https://www.corriere.it/salute/23_dicembre_17/che-cosa-medicina-narrativa-raccontarsi-curarsi-meglio-3352b94e-98e4-11ee-a0d7-fd10349463ac.shtml?&amp;appunica=true&amp;app_v1=true" target="_blank">Continua a leggere l&#8217;articolo</a></strong></em></p>
</div>
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		<title>La medicina narrativa per una nuova relazione medico &#8211; paziente: Rita Charon a &#8220;Parole che curano&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2023 09:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[columbia universiti]]></category>
		<category><![CDATA[corso universitario]]></category>
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		<description><![CDATA[Lunedì 27 novembre sarà Rita Charon, Professoressa di Medicina e Presidente di Medicina delle scienze umane ed Etica alla Columbia University, la relatrice dell&#8217;incontro intitolato &#8220;La medicina narrativa per una nuova relazione medico-paziente&#8221;, all&#8217;interno di &#8220;Parole che curano&#8221;, edizione 2023 del corso di Cultura e Salute. Secondo Rita Charon, la medicina narrativa descriverà un futuro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/11/parole-che.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7219" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/11/parole-che-300x141.jpg" alt="parole che" width="300" height="141" /></a>Lunedì 27 novembre sarà <strong>Rita Charon,</strong> Professoressa di Medicina e Presidente di Medicina delle scienze umane ed Etica alla Columbia University, la relatrice dell&#8217;incontro intitolato <em>&#8220;<strong>La medicina narrativa per una nuova relazione medico-paziente&#8221;</strong></em>, all&#8217;interno di &#8220;<strong>Parole che curano&#8221;</strong>, edizione 2023 del corso di Cultura e Salute.<br />
Secondo Rita Charon, la medicina narrativa descriverà un futuro radicale per l’assistenza sanitaria con la possibilità di stabilire un contatto autentico con i pazienti e le loro famiglie. I medici non devono essere solo tecnici che si occupano in modo impersonale delle malattie delle persone, ma devono invece sviluppare le capacità di ascolto profondo, e di forte affiliazione con i loro pazienti.</p>
<p><span id="more-7218"></span><br />
<strong>Pietro Majno-Hurst, </strong>Professore Ordinario di chirurgia USI e Direttore medico EOC, in qualità di discussant, parlerà del proprio studio<strong> “Conoscersi meglio è curare meglio”</strong>, in cui è stato offerto ai pazienti candidati a una chirurgia maggiore di presentarsi con una breve biografia strutturata, da cui si è avuto” un effetto positivo sul rapporto di fiducia. La lettura sarà interpretata da <strong>Fausto Cabra.</strong><br />
&#8220;Parole che curano&#8221; è il titolo della terza edizione del corso di <strong>Cultura e Salute</strong> promosso dalla Facoltà di scienze biomediche dell’USI con la Divisione Cultura della Città di Lugano e IBSA Foundation per la ricerca scientifica, con la collaborazione artistica del LAC di Lugano.<br />
Le lezioni tematiche, fino a lunedì 11 dicembre, si terranno nell’Aula polivalente del Campus Est a Lugano dalle 18.00 alle 19.30. Coinvolgeranno gli studenti e dottorandi della Facoltà di scienze biomediche e della Facoltà di comunicazione, cultura e cocietà dell’USI, oltre a tutti i cittadini che vorranno partecipare.<br />
Ogni lezione prevede un key-note speech introduttivo da parte di un ospite internazionale, a cui sarà dato il compito di presentare il tema della lezione sulla base della propria esperienza e competenza. A questa introduzione seguirà un dibattito al quale saranno coinvolti uno o più esperti in materia con il ruolo di discussant.</p>
<p>Info:<strong><a href="https://www.usi.ch/it/feeds/25901#:~:text=Le%20parole%20che%20curano%20sono,prevenzione%20del%20decadimento%20cognitivo%20in" target="_blank"> Parole che curano</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Il Narratore Ferito: intervista a Christian Delorenzo</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2022 09:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Christian Delorenzo, già traduttore di Medicina narrativa di Rita Charon (Cortina, 2019), è consulente letterario del Centre Hospitalier Intercommunal de Créteil e dottore di ricerca in medical humanities presso l’Université Paris-Est Créteil, dove insegna Medicina Narrativa agli studenti di medicina del terzo anno. Dott. Delorenzo, questo libro è nato quasi come una rivendicazione, una necessità [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2022/03/christian-delorenzo.jpg"><img class=" size-medium wp-image-6767 alignleft" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2022/03/christian-delorenzo-225x300.jpg" alt="christian delorenzo" width="225" height="300" /></a>Christian</em><em> Delorenzo, già traduttore di Medicina narrativa di Rita Charon (Cortina, 2019), è consulente letterario del Centre Hospitalier Intercommunal de Créteil e dottore di ricerca in medical humanities presso l’Université Paris-Est Créteil, dove insegna Medicina Narrativa agli studenti di medicina del terzo anno.</em></p>
<p><strong><em>Dott. Delorenzo, questo libro è nato quasi come una rivendicazione, una necessità di dare voce al corpo malato. Oggi, invece, sembra quasi non si parli di altro. Quali sono le reali conquiste e quali invece i passaggi ancora da compiere nella narrazione della malattia? </em></strong></p>
<p>Sicuramente, negli ultimi due anni, si è parlato molto della pandemia, che ci ha colpiti a tanti livelli: personale, sanitario, sociale, politico&#8230; Forse siamo stati sommersi dalla narrazione di questa specifica condizione.</p>
<p>Tuttavia, non esiste solo il Covid. Altre patologie sono passate sotto silenzio. Moltissimi interventi, per esempio, sono stati deprogrammati, nei momenti di crisi acuta. Il rischio secondario, ora, potrebbe essere quello di tapparsi le orecchie di fronte ad altre condizioni di sofferenza fisica (e non solo fisica).</p>
<p>La ripresa del libro di Frank mi sembra necessaria oggi anche per questo. Ci ricorda che la narrazione della malattia va ascoltata. Sempre. Ma servono strumenti e dispositivi, come quelli che <strong><em>Il narratore ferito</em></strong> fornisce, per poter prestare davvero orecchio al corpo che soffre, e che soffrendo si racconta.</p>
<p><span id="more-6766"></span></p>
<p><strong><em>La malattia è dunque opportunità, secondo Frank, occasione di sfida e cambiamento? Quali sono gli insegnamenti che dobbiamo apprendere dal racconto del Narratore ferito e come possiamo applicarli anche alla comunicazione quotidiana della malattia?</em></strong></p>
<p>Per Frank la malattia in sé non rappresenta un’opportunità. La malattia, quando va a colpire il corpo in maniera grave, provoca <em>in primis </em>una ferita. A volte ci getta in una condizione profondamente caotica. Si rischia di perde la «mappa» – per usare una metafora cara a Frank – che ha guidato il nostro percorso di vita fino a quel momento. Le priorità chiedono di essere riviste. I tempi, gli spazi, i corpi cambiano. Non si può dimenticare tutto questo. Sennò, si rischia di cadere in un sordo ottimismo, che a volte rappresenta una tra le forme dell’ascolto mancato.</p>
<p>Ciò non significa che non ci sia anche la possibilità di vivere l’esperienza della malattia alla stregua di una ricerca e di un’opportunità, per provare a comprendere cosa c’è da scoprire in un tale frangente su noi stessi, sulle nostre relazioni, sul mondo che ci circonda. È il modello narrativo della ricerca, per riprendere la categoria elaborata da Frank.</p>
<p>Nella comunicazione quotidiana della malattia, si può sviluppare, anche grazie a un libro come <strong><em>Il narratore ferito</em></strong>, la capacità di ascoltare e accogliere sofferenza che il corpo esprime attraverso le storie senza mai dimenticarsene, ma provando a sollecitare, con rispetto, attenzione e delicatezza, l’attribuzione di senso.</p>
<p><strong><em>Ognuno di noi ha affrontato o affronta una ferita, che sia un malato o un ‘non guarito’. Frank ci insegna a definirci “persone malate” e non “pazienti”, allontanando l’esterno, la medicalizzazione, per inoltrarsi nell’intimo. A cosa serve raccontarsi dal di dentro, come ha fatto Frank? E come questo racconto può servire agli altri?</em></strong></p>
<p>Prima del <strong><em>Narratore ferito</em></strong>, che rimane un saggio, Frank ha scritto un <em>memoir</em> che lui stesso ha definito «analitico»: <strong><em>At the Will of the Body</em></strong>. Qui, Frank racconta una doppia esperienza di malattia, allo scoccare dei quarant’anni: un infarto, probabilmente di origine virale, seguito dalla scoperta di un cancro, un seminoma testicolare.</p>
<p>Non starò a ripetere i vantaggi, per l’individuo che scrive, della narrazione autobiografica nell’ambito della malattia. Studiosi illustri come James W. Pennebaker o Duccio Demetrio l’hanno già fatto molto bene.</p>
<p>Ci tengo a sottolineare un effetto che di solito viene considerato in misura minore. A metterlo in luce è lo sguardo sociologico di Frank, che nel <strong><em>Narratore ferito</em></strong> raccoglie moltissime storie, oltre ad accennare alle sue esperienze.</p>
<p>La narrazione di malattia, soprattutto quando si fa libro o testimonianza pubblica, permette di costruire comunità. Fornisce un linguaggio non solo per sé, ma anche per l’altro. Scrivendo, e leggendo, si può uscire dal silenzio e dal mutismo in cui certe condizioni talvolta gettano. Il cerchio della testimonianza, per citare l’immagine di Frank, si amplia, coinvolgendo sempre più persone.</p>
<p>Non che questo debba trasformarsi in un imperativo etico: anche il silenzio va rispettato, se è una scelta comunicativa dell’individuo, e se non rappresenta una censura di tipo sociale, un’impossibilità di dire, un assoggettamento alle narrazioni dominanti, una trasformazione della persona malata in un corpo colonizzato.</p>
<p><strong><em>Ha un episodio di un “narratore ferito” che le è rimasto nel cuore?</em></strong></p>
<p>Nella postfazione del <strong><em>Narratore ferito</em></strong>, aggiunta per la seconda edizione americana del 2013, Frank riporta una vicenda già raccontata dall’antropologa Cheryl Mattingly: è la storia di Willy, un bimbo che ha dovuto subire un intervento di chirurgia ricostruttiva dopo un brutto incendio domestico. Per guarire Willy deve portare una maschera, ma è molto faticoso per lui. Le cose cominciano a cambiare quando l’ergoterapista lo paragona per la prima volta a Batman. E il piccolo Willy, passando di eroe in eroe, finisce per identificarsi con Buzz Lightyear, il personaggio spaziale di <em>Toy Story</em>. Anche i medici del reparto, a poco a poco, cominciano a utilizzare la narrazione di <em>Toy Story </em>per entrare in contatto con il piccolo Willy. Ma qui mi fermo, per invitare a leggere la continuazione di questa storia toccante nel libro.</p>
<p>Quella di Willy è una tra le vicende che durante la traduzione mi hanno commosso di più. Ma non dimentichiamo che <strong><em>Il narratore ferito</em></strong> riporta molte altre esperienze potenti ed emozionanti, come quelle di Oliver Sacks, Gilda Radner, Audre Lorde, Norman Cousins&#8230;</p>
<p><strong><em>Lei lavora in ospedale. Può raccontarci in che modo viene applicata la medicina narrativa e quali sono i vantaggi anche per il personale medico?</em></strong></p>
<p>Posso raccontare cosa facciamo nel nostro ospedale: il Centre Hospitalier Intercommunal di Créteil (CHIC), dove sono Attaché littéraire hospitalier (ALHO). In italiano suonerebbe come: «Consulente letterario-ospedaliero». Un nuovo ruolo professionale che abbiamo inventato per il nostro progetto di medicina narrativa.</p>
<p>Dall’inizio del 2019, ormai, i professionisti dello CHIC hanno la possibilità di partecipare per due ore al mese, sul loro orario di lavoro, a un laboratorio di medicina narrativa. Sono incontri in piccoli gruppi interprofessionali, transdisciplinari e fissi, formati da otto partecipanti al massimo. Questo significa che in un gruppo può esserci un internista, una caposala della pediatria, un infermiere della geriatria, una segretaria della maternità, uno psiconcologo, una psichiatra infantile, una dirigente sanitaria&#8230; La facilitazione è fornita da un tandem medico-letterario, di cui io sono sempre l’elemento fisso.</p>
<p>Per prima cosa, durante questi incontri, che riprendono i dispositivi e gli strumenti inventati da Rita Charon presso Columbia University, si legge con cura un testo letterario o no. Ma si può anche osservare un’opera d’arte e ascoltare un pezzo di musica strumentale o vocale. Poi, «all’ombra» di queste narrazioni, viene dato un «prompt»: un invito alla scrittura. I partecipanti hanno un tempo limitato (al massimo dieci minuti) per scrivere quello che preferiscono. Infine, i testi vengono letti ad alta voce e commentati secondo le categorie del <em>close reading</em>, o lettura accurata (come si fa all’inizio).</p>
<p>Il progetto, che è stato caldeggiato dal mio capo – il prof. Jean-Marc Baleyte dell’Université Paris-Est Créteil, nonché primario del reparto di neuropsichiatria infantile allo CHIC –, è sostenuto interamente dalla direzione. A mia conoscenza non c’è mai stata, in un ospedale, un’esperienza di medicina narrativa di così ampia portata.</p>
<p>Abbiamo anche pubblicato <a href="https://medecine-philosophie.com/wp-content/uploads/2021/12/12_Delorenzo_Baleyte_DOI_6.pdf" target="_blank">un primo articolo in francese, insieme con Rita Charon</a>, su questa esperienza: lo stiamo traducendo, proprio in questi giorni, per una pubblicazione in inglese, che è già stata accettata.</p>
<p>Ho raccontato e analizzato l’intero progetto nella mia tesi di dottorato <em>Pour un hôpital narratif</em>, dove elaboro un primo vero e proprio modello di medicina narrativa in ambito ospedaliero per formare i professionisti e trasformare i contesti allo stesso tempo. Come si fa ad ampliare l’orizzonte della narrazione se l’ambiente non è ricettivo e adatto? I singoli professionisti, pur con le loro competenze, rischiano di non poterle applicare appieno.</p>
<p>Grazie a una prima ricerca di tipo qualitativo, abbiamo registrano tre vantaggi per i professionisti del nostro ospedale: un miglioramento delle competenze di attenzione e rappresentazione, e quindi di ascolto; una riduzione dello stress e un aumento della qualità di vita al lavoro; un rafforzamento dei legami all’interno dell’istituzione.</p>
<p>Rimane ancora molto da fare in termini di diffusione, ampliamento e ricerca. Siamo all’opera, per esempio, affinché il modello dello CHIC possa trovare accoglimento in altre realtà ospedaliere.</p>
<p>Tre anni fa, nel 2019, lo CHIC – nelle figure del sottoscritto e di Jean-Marc Baleyte – ha inoltre partecipato, insieme con Vincenzo Alastra (ASL Biella), Micaela Castiglioni (Università di Milano Bicocca) e Roberto Poma (Université Paris-Est Créteil), alla fondazione della rete di ospedali narrativi NHN («Narrative Hospital Networks»), a cui è stato già dedicato un webinar nell’ambito di Pensieri Circolari.</p>
<p>Sono tutti inizi di un’avventura, che speriamo possa contribuire sempre di più, come il libro di Frank, a rafforzare quei dispositivi e quegli strumenti d’ascolto e di narrazione che ci permettono di stare sempre meglio nelle relazioni, nei sistemi e nei luoghi di cura.</p>
<p>Leggi: <em><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/it/il-narratore-ferito-il-bisogno-di-raccontare-la-malattia-nellopera-di-arthur-w-frank-curata-da-christian-delorenzo/" target="_blank">&#8220;Il Narratore Ferito: il bisogno di raccontare la malattia nell&#8217;opera di Arthur W. Frank curata da Christian Delorenzo&#8221;</a></em></p>
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		<title>Centralità della persona e umanizzazione del percorso di cura</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 12:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Progetti di Storytelling e Medicina Narrativa agli Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma &#160; &#160; Giovedì 2 marzo si è tenuto,  presso gli IFO a Roma, il primo convegno sulla Centralità della persona e umanizzazione del percorso di cura, nell’ambito del piano di miglioramento richiesto dall’Organisation of European Cancer Institutes. Il convegno ha avuto come destinatari [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Progetti di Storytelling e Medicina Narrativa agli Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma</em><span id="more-4844"></span></p>
<p><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/convegno-roma.jpg"><img class="aligncenter wp-image-4845" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/convegno-roma.jpg" alt="convegno-roma" width="514" height="368" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giovedì 2 marzo si è tenuto,  presso gli <a href="http://www.ifo.it/index.html">IFO</a> a Roma, il primo convegno sulla <strong>Centralità della persona e umanizzazione del percorso di cura</strong>, nell’ambito del piano di miglioramento richiesto dall’<a href="http://www.oeci.eu/">Organisation of European Cancer Institutes</a>.</p>
<p>Il convegno ha avuto come destinatari i pazienti e i loro familiari ma anche medici, infermieri, psicologi e altri professionisti della salute, volontari ed esperti dell’informazione.</p>
<p>Il progetto sulla Centralità della persona e sull’umanizzazione del percorso di cura è stato organizzato al fine di coordinare ed incentivare le attività di <strong>accoglienza e sostegno ai pazienti</strong>, in un’ottica di empowerment che permetta uno sviluppo del loro ruolo attivo, garantendo allo stesso tempo una maggiore efficacia dei trattamenti.</p>
<p>Gli esperti che sono intervenuti hanno posto l’accento sull’importanza di una informazione accessibile ed efficace, sull’educazione terapeutica e sulla medicina integrata, facendo emergere in tale contesto tutte le iniziative che mirano a supportare il paziente durante il suo percorso, senza limitarsi esclusivamente alla pratica clinica.</p>
<p>Nell’ambito dell’umanizzazione del percorso di cura sono emersi i progetti di <strong>Storytelling e Medicina Narrativa</strong>, di cui ha parlato la Dr.ssa Elvira Colella, oncologa e medico dirigente agli <strong>IFO</strong>. Ha introdotto l’argomento parlando dell’evoluzione del sapere in medicina, partita ai tempi Ippocrate come scienza osservazionale e traformatasi oggi nella moderna <strong>EBM</strong>.</p>
<p>“Oggi si è arrivati alla necessità di affiancare, alla Medicina Basata sulle Evidenze, un elemento che la possa integrare, cioè una medicina che tenga conto dell’aspetto <strong>umanistico</strong> dei soggetti coinvolti, fondata su un sapere più condiviso”.</p>
<p>Dopo aver rimarcato la differenza tra <em>disease</em> e <em>illness</em>, la Dr.ssa Colella ha citato <strong>Rita Charon</strong> e i suoi studi sulla narrazione integrata nella pratica clinica, una metodologia che ogni professionista sanitario dovrebbe conoscere e praticare.</p>
<p>Partendo dalla definizione di <strong>Medicina Narativa</strong> fornita dall’<a href="http://www.iss.it/">Istituto Superiore di Sanità</a>, il discorso si è concentrato sulle esperienze italiane, fino ad arrivare al progetto nato e sviluppatosi agli <strong>IFO</strong>: “Il progetto ‘<em>Raccontami di Te</em>’, nato nel 2015, si è svolto negli ambulatori e nel DH dell’Oncologia Medica A, ed ha avuto l’obiettivo sia di indagare il livello di conoscenza della Medicina Narrativa tra gli specialisti dell’Istituto, sia di testarne l’applicabilità in senso pratico.”</p>
<p>I risultati dello studio sono stati presentati in occasione di un convegno svoltosi agli IFO, mentre i racconti sono stati raggruppati in un unico volume che è attualmente in stampa; inoltre, sono stati creati un abstract e un poster, presentati al <a href="http://www.aiom.it/aiom-servizi/congresso-nazionale-AIOM/aiom18-2016-roma/1,731,1,">XVIII Congresso Nazionale AIOM</a>.</p>
<p>“Attraverso questa esperienza abbiamo formato una comunità costituita da operatori sanitari e pazienti” conclude la Dr.ssa Colella “E il progetto oggi continua con uno studio concreto, appena approvato dal comitato clinico e chiamato ‘AMENO’, che consiste nell’integrazione di uno strumento digitale che avrà lo scopo di raccogliere le narrazioni del paziente, in un’ottica di miglioramento dell’assistenza clinico-assistenziale”.</p>
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		<title>Principles and Practice of Narrative Medicine</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 11:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Richmond un corso pratico sulla medicina narrativa con Rita Charon &#160; This year’s focus for The Richmond Hospital Department of Psychiatry’s annual educational workshop will be Narrative Medicine, defined as medicine practiced with the narrative competence to recognize, absorb, interpret, and be moved by the stories of illness. Our distinguished speaker will be Rita Charon, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>A Richmond un corso pratico sulla medicina narrativa con Rita Charon</em><span id="more-4217"></span></p>
<p><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/just-listen.jpg"><img class=" size-medium wp-image-4218 aligncenter" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/just-listen-300x199.jpg" alt="just-listen" width="300" height="199" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>This year’s focus for The Richmond Hospital Department of Psychiatry’s annual educational workshop will be <strong>Narrative Medicine</strong>, defined as medicine practiced with the narrative competence to recognize, absorb, interpret, and be moved by the stories of illness. Our distinguished speaker will be<strong> Rita Charon, MD, PhD</strong>, Professor of Clinical Medicine and Executive Director of the Program in Narrative Medicine at Columbia University.</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni consultare questo <strong><a href="http://www.eventbrite.ca/e/2016-richmond-hospital-department-of-psychiatry-annual-clinical-day-tickets-15715578719?aff=estw&amp;utm_term=listing&amp;utm_medium=discovery&amp;utm_content=attendeeshare&amp;utm_source=tw&amp;utm_campaign=social" target="_blank">link</a></strong>.</p>
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		<title>Honoring The Storyes of Illness: la lecture di Rita Charon a Firenze</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2015 08:35:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 14 dicembre a Firenze, una conferenza della studiosa statunitense fondatrice della Narrative Based Medicine, l’approccio narrativo alla cura che mette al centro il vissuto del paziente La  ASL Firenze &#8211; Laboratorio di Medicina Narrativa, diretto da Stefania Polvani, in collaborazione con Società Italiana Medicina Narrativa e OMNI (e con il contributo non condizionante del Center for [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 14 dicembre a Firenze, una conferenza della studiosa statunitense fondatrice della Narrative Based Medicine, l’approccio narrativo alla cura che mette al centro il vissuto del paziente</em><span id="more-4087"></span></p>
<p><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/charon.jpg"><img class=" size-medium wp-image-4094 aligncenter" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/charon-242x300.jpg" alt="charon" width="242" height="300" /></a></p>
<p>La <a href="http://www.asf.toscana.it/index.php?option=com_content&amp;id=912:medicina-narrativa" target="_blank"><strong> ASL Firenze &#8211; Laboratorio di Medicina Narrativa</strong></a>, diretto da <strong>Stefania Polvani</strong>, in collaborazione con <strong><a href="http://www.medicinanarrativa.it/it/" target="_blank">Società Italiana Medicina Narrativa</a> </strong>e <strong><a href="http://omni-web.org/" target="_blank">OMNI</a> </strong>(e con il contributo non condizionante del <strong><a href="http://www.centerfordigitalhealthhumanities.com/it/home-style-3/" target="_blank">Center for Digital Health Humanities</a> </strong>e <strong><a href="http://www.pfizer.it/cont/pfizer-italia/pfizer-italia.asp" target="_blank">Pfizer</a></strong>), ospiterà il 14 Dicembre dalle ore 10 alle 13, presso il centro di formazione &#8220;<strong>Il Fuligno</strong>&#8221; di Firenze, la conferenza della studiosa<strong> </strong>statunitense <strong>Rita Charon </strong>fondatrice della <strong>Narrative Based Medicine</strong>, l’approccio narrativo alla cura che mette al centro il vissuto del paziente.</p>
<p>&#8220;<em>La Medicina Narrativa fortifica la pratica clinica con la competenza narrativa per riconoscere, assorbire, metabolizzare, interpretare ed essere sensibilizzati dalle storie della malattia: aiuta medici, infermieri, operatori sociali e terapisti a migliorare l’efficacia di cura attraverso lo sviluppo della capacità di attenzione, riflessioni, rappresentazione e affiliazione con i pazienti e i colleghi.</em>&#8221; <em>Rita Charon</em></p>
<p><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/CARDcharon2.jpg"><img class="aligncenter wp-image-4096 size-full" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/CARDcharon2.jpg" alt="CARDcharon2" width="996" height="585" /></a></p>
<p>Orario 10.00-13.00</p>
<p><em>A cura di</em><br />
<strong>Rita Charon</strong> M.D.Ph.D<br />
Professor of Medicine at Columbia University Medical Center New York<br />
Executive Director, <a href="http://www.narrativemedicine.org/" target="_blank"><strong>Program in Narrative Medicine</strong></a><br />
<em>Tutor</em><br />
<strong>Carly Slater</strong><br />
Liaison to the Columbia University Medical Center- <strong><a href="http://www.narrativemedicine.org/" target="_blank">Program in Narrative Medicine</a></strong></p>
<p><em>Comitato Scientifico</em><br />
<strong>Massimo Milli</strong> &#8211; Laboratorio Medicina Narrativa ASL Firenze<br />
<strong>Stefania Polvani</strong> &#8211; Laboratorio Medicina Narrativa ASL Firenze<br />
<strong>Armando Sarti</strong> &#8211; Laboratorio Medicina Narrativa ASL Firenze<br />
<strong>Carly Slater</strong> &#8211; Liaison to the Columbia University Medical Center- Program in Narrative Medicine<br />
<strong>Paolo Trenta</strong> &#8211; Presidente <strong><a href="http://omni-web.org/" target="_blank">OMNI Osservatorio Medicina Narrativa Italia</a></strong><br />
<strong>Antonio Virzì</strong> &#8211; Presidente <strong><a href="http://www.medicinanarrativa.it/it/" target="_blank">Società Italiana Medicina Narrativa</a></strong><br />
<strong>Alfredo Zuppiroli</strong> &#8211; Laboratorio Medicina Narrativa ASL Firenze</p>
<p><em>Sede del Congresso</em><br />
Centro di Formazione “<strong>Il Fuligno</strong>”<br />
Via Faenza, 48 &#8211; 50123 Firenze<br />
Tel: 055 23391</p>
<p>Per iscriversi basta inviare questo <strong><a href="http://www.medicinanarrativa.it/uploads/files/moduli/Scheda%20Iscrizione-Congresso%2014%20Dicembre%202015.pdf" target="_blank">modulo</a></strong> compilato e firmato via mail entro l&#8217;11 Dicembre a<strong> info@executivecongress.it</strong>.</p>
<p>L&#8217;evento potrà essere seguito in live tweeting  e in diretta Periscope con l&#8217;hashtag <strong><a href="https://twitter.com/search?f=tweets&amp;q=%23RitaCharonDay&amp;src=typd" target="_blank">#RitaCharonDay</a></strong></p>
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