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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; qualità di vita</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>La medicina che ascolta: supporto, relazione e qualità della vita nei tumori femminili</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 14:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[qualità di vita]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[tumori femminili]]></category>

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		<description><![CDATA[INTERVISTA ALLA DOTTORESSA MARIA CRISTINA PETRELLA Maria Cristina Petrella è Direttrice dell’Oncologia Medica Ginecologica presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze. Ha lavorato presso centri di eccellenza come l’Ospedale Gustave Roussy a Parigi e lo IEO di Milano occupandosi di tumori femminili ed in particolar modo di tumori ginecologici Dottoressa Petrella, come è cambiato l’approccio alla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2025/10/IMG_1433.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8132" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2025/10/IMG_1433-300x293.jpeg" alt="IMG_1433" width="300" height="293" /></a></p>
<p><strong>INTERVISTA ALLA DOTTORESSA MARIA CRISTINA PETRELLA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Maria Cristina Petrella è Direttrice dell’Oncologia Medica Ginecologica presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze. Ha lavorato presso centri di eccellenza come l’Ospedale Gustave Roussy a Parigi e lo IEO di Milano occupandosi di tumori femminili ed in particolar modo di tumori ginecologici</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dottoressa Petrella, come è cambiato l’approccio alla cura dei tumori femminili con i recenti progressi nella medicina personalizzata?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con l’avvento della medicina personalizzata e il miglioramento significativo delle terapie, abbiamo creato una nuova popolazione di pazienti oncologiche che sopravvive a lungo. In questo contesto, la qualità di vita assume un’importanza cruciale, sebbene sia stata spesso trascurata per mancanza di tempo, risorse, o perché considerata secondaria.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8131"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, <strong>la qualità di vita comprende sia il benessere fisico che psicologico.</strong> Dobbiamo quindi considerare la paziente nella sua totalità: i suoi desideri, le paure, le relazioni e la quotidianità. Gli aspetti sociali, lavorativi e familiari sono altrettanto importanti quanto il trattamento stesso, e di questo ancora non c’è completa consapevolezza nei centri di cura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei si sta impegnando da molti anni nelle terapie integrate. Qual è il vostro modello di cura?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È molto importante adottare un percorso focalizzato sulla qualità di vita da subito, prima ancora che si abbia l’impatto delle terapie, e continuarlo anche dopo che le terapie sono terminate. Nei casi migliori, nei centri oggi ci si limita a mitigare gli effetti avversi e le tossicità. <strong>Prevale  un approccio reattivo e non proattivo.</strong>  Noi invece puntiamo a prevenire e a <strong>valorizzare le risorse positive</strong>, per garantire il massimo di continuità possibile nella vita quotidiana della persona. Fin dalla diagnosi, educhiamo le pazienti ai trattamenti ed insegniamo loro a gestire i potenziali effetti collaterali coinvolgendo anche i caregiver.</p>
<p style="text-align: justify;">Molte donne sperimentano una menopausa precoce a causa delle terapie, con i problemi ad essa correlati come aumento di peso e inattività fisica. Alle donne viene proposto tempestivamente la consulenza presso <strong>l’ambulatorio della menopausa oncologica</strong> che affronta anche gli aspetti legati alla <strong>sessualità,</strong> coinvolgendo attivamente il <strong>partner</strong> che rischia di  rimanere un semplice osservatore della malattia. È fondamentale riconoscere come cambia la gestione della casa, della famiglia e dei figli, oltre al rapporto di complicità con la moglie o compagna. L’ambulatorio della menopausa oncologica garantisce anche una valutazione basale per rischio di osteoporosi e si avvale del servizio degli ambulatori del metabolismo osseo quando riscontrano condizioni patologiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Per contrastare effetti collaterali come nausea, ansia, effetti vasomotori della menopausa e neuropatia, offriamo <strong>ambulatori di fitoterapia</strong> ed <strong>agopuntura</strong>. L’efficacia di queste terapie integrate è massima quando vengono introdotte tempestivamente .</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie alla collaborazione con <strong>ACTO</strong> (Associazione Contro il Tumore Ovarico), offriamo <strong>programmi personalizzati di attività fisica</strong> che ormai è stata riconosciuta come parte integrante della terapia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2025/10/25/la-medicina-che-ascolta-supporto-relazione-e-qualita-della-vita-nei-tumori-femminili/">Continua a leggere l&#8217;articolo di Cristina Cenci</a></p>
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		<title>Coltivare l’empatia per una cura migliore: il 6 giugno la Giornata Mondiale dell&#8217;Empatia</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2025 11:56:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[qualità di vita]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione della Giornata Mondiale dell’Empatia, il Gruppo Italiano Formazione Sanitaria e Professioni (GIFSP) promuove un momento di riflessione e confronto dal titolo Coltivare l’empatia per una cura migliore, per sottolineare come l’empatia, lungi dall’essere una generica disposizione affettiva, rappresenti una risorsa fondamentale per migliorare la qualità delle relazioni di cura e, più in generale, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/X4uhEi13URh.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-7979" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/X4uhEi13URh-238x300.png" alt="-X4uhEi13URh" width="238" height="300" /></a>In occasione della <strong>Giornata Mondiale dell’Empatia</strong>, il Gruppo Italiano Formazione Sanitaria e Professioni (GIFSP) promuove un momento di riflessione e confronto dal titolo Coltivare l’empatia per una cura migliore, per sottolineare come l’empatia, lungi dall’essere una generica disposizione affettiva, rappresenti una risorsa fondamentale per migliorare la qualità delle relazioni di cura e, più in generale, per promuovere benessere nei contesti socio-sanitari, educativi e familiari.<br />
Nel corso dell’incontro verranno esplorate, attraverso contributi scientifici, esperienze narrative e dati di ricerca, le molteplici dimensioni in cui l’empatia si manifesta e produce effetti tangibili. La prima parte della webconferenza sarà dedicata a una riflessione teorica sulla natura dell’empatia come dimensione della salute positiva, interrogandosi sulla sua misurabilità e sul suo valore trasformativo per i sistemi di cura. A seguire, verranno approfondite alcune aree tematiche centrali per la pratica quotidiana di operatori e operatrici: le differenze di genere nella percezione e nell’espressione empatica; il ruolo dell’empatia nel promuovere la soddisfazione professionale e nel contrastare il senso di inefficacia e l’abbandono del ruolo; l’importanza di una comunicazione empatica come fattore di qualità e sicurezza dell’assistenza; le connessioni tra empatia, contesto scolastico e dinamiche familiari; il rapporto tra empatia e burnout, in una prospettiva critica e fondata sulle evidenze.<br />
L’intento è duplice: da un lato, promuovere una maggiore consapevolezza delle implicazioni concrete dell’empatia nei diversi ambiti di intervento; dall’altro, offrire spunti operativi per formare, sostenere e valorizzare questa competenza relazionale tanto necessaria quanto spesso trascurata.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-7978"></span><br />
La webconference, grazie all’intervento di professionisti e professioniste provenienti da ambiti diversi – sanità, scuola, ricerca, formazione – si propone come uno spazio di dialogo e crescita condivisa, aperto a tutti coloro che desiderano contribuire a rendere l’empatia una pratica quotidiana e strutturale, e non un’eccezione affidata al buon cuore del singolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Programma</strong></p>
<p>15:00 Apertura (segretario nazionale GIFSP)<br />
15:15 Lettura magistrale sull’empatia<br />
<i>Naira Delgado</i><br />
16:00 Empatia e differenze di genere<br />
<i>Giovan Battista Previti e Stefano Maiorano</i><br />
16:20 Empatia e soddisfazione dei sanitari: evidenze e narrazioni<br />
<i>Mario Cerati e Maykol Costa</i><br />
16:40 Tacet. Imparare a tacere nella relazione empatica.<br />
<i>Sergio Ardis</i><br />
17:00 Interventi preordinati<br />
17:20 Empatia: elemento di qualità e di sicurezza dell&#8217;assistenza<br />
<i>Tommaso Bellandi e Alessandro Cerri</i><br />
17:40 Empatia fra scuola e famiglia: esperienze, evidenze e prospettive<br />
<i>Samantha Cipressi e Valentina Del Sarto</i><br />
18:00 Empatia e burnout: fra miti ed evidenze<br />
<i>Torre e D’Elia</i><br />
18:20 dibattito, foto di gruppo<br />
18:40 chiusura lavori</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Iscrizioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La webconference è aperta a tutti previa iscrizione utilizzando il seguente link: <a href="https://form.jotform.com/Aonia/empatia-che-cura" target="_blank">https://form.jotform.com/Aonia/empatia-che-cura</a></p>
<p style="text-align: justify;">È una iniziativa del IV Meeting Nazionale del Gruppo Italiano Felicità e Salute Positiva organizzata dalla Kalamazoo Consensus Statement Italia</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Patrocini<br />
</strong>AIQUAV &#8211; Associazione Italiana per gli studi sulla Qualità di Vita<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Pemoral, ASST Mantova, entra la Medicina narrativa in Oncologia</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 09:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il progetto rileva la duplice prospettiva di clinici e pazienti, al fine di personalizzare le cure e favorire il lavoro del team multidisciplinare orientandolo verso una visione bio-psico-sociale del percorso Un progetto multicentrico per misurare la tossicità emotiva delle terapie oncologiche, integrando il piano assistenziale con il progetto esistenziale, sancito dal piano nazionale della cronicità: [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/01/oncologia-seno-mantova-1024x547.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7278" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/01/oncologia-seno-mantova-1024x547-300x212.jpg" alt="oncologia-seno-mantova-1024x547" width="300" height="212" /></a>Il progetto rileva la duplice prospettiva di clinici e pazienti, al fine di personalizzare le cure e favorire il lavoro del team multidisciplinare orientandolo verso una visione bio-psico-sociale del percorso</em></p>
<p>Un progetto multicentrico per misurare la tossicità emotiva delle terapie oncologiche, integrando il piano assistenziale con il progetto esistenziale, sancito dal piano nazionale della cronicità: per la prima volta, l’ascolto e l’analisi dell’impatto delle terapie combina le metodologie narrative con i ‘PROMs’ (patient-reported outcomes measures).<br />
Si chiama Pemoral, percorso di person based care nella cura del tumore alla mammella in trattamento con terapie orali, e coinvolge anche l’Oncologia del Carlo Poma, insieme ad altri tre centri italiani: fondazione policlinico universitario Gemelli di Roma, ospedale Sacro Cuore Don Calabria Ircss di Negrar di Valpolicella (Verona); presidio ospedaliero Annunziata dell’azienda ospedaliera di Cosenza. Il progetto è realizzato con il contributo non condizionante di Novartis Farma Spa. Si tratta di un percorso di medicina narrativa digitale, reso possibile grazie alla piattaforma DNMLab, già utilizzata in vari studi condotti dal 2017 all’Ifo-Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, per pazienti in trattamento radio e chemioterapico e per pazienti affetti da sarcoma.<span id="more-7277"></span></p>
<p>La piattaforma permette di raccogliere le narrazioni dei pazienti all’interno di un diario narrativo digitale, totalmente protetto dal punto di vista della privacy e della sicurezza dei dati sanitari. Attraverso il diario, le pazienti coinvolte potranno raccontare il vissuto della malattia.</p>
<p>Da agosto 2023 la struttura di Oncologia di Asst Mantova ha arruolato 14 donne con cancro alla mammella metastatico, alle quali viene somministrata una terapia orale. L’obiettivo è coinvolgerne un’altra decina entro febbraio. Le pazienti, di età compresa fra i 40 e i 75 anni, sono invitate a raccontarsi rispetto ad alcune tematiche, quali: “Le cure, come le vivo e cosa ne penso”; “Pensando ai prossimi mesi”.</p>
<p>“Il vantaggio – spiega Giovanna Catania, medico referente per il progetto in Oncologia al Poma – è che fra una visita e l’altra l’oncologo conosce lo stato del percorso emotivo della paziente. Possiamo interessarci così al suo quotidiano, facendo attenzione alla qualità della vita, perché la guarigione non è possibile, ma possiamo gestire questa malattia come una malattia cronica con relativo trattamento che può durare anche tanti anni, per guadagnare tempo che deve essere di qualità”.</p>
<p>Così, in ambiente protetto, le donne si aprono, sentendosi rispettate nella loro intimità e più libere di esporsi: “Durante gli appuntamenti del day hospital il tempo è poco, in questo modo invece si dispone già di informazioni importanti. Alcune di loro interpretano questa esperienza più come un diario clinico, altre fanno emergere pensieri ed emozioni”.</p>
<p>Il modello mira a integrare i dati quantitativi sulla tossicità attesa e rilevata delle terapie con i dati qualitativi relativi al vissuto della malattia. Il percorso narrativo ambisce infatti a superare alcuni dei limiti delle rilevazioni quantitative standardizzate per giungere a una personalizzazione bio-psico-sociale del percorso di cura: una personalizzazione cucita in modo quasi sartoriale sui bisogni della paziente, che tenga conto delle criticità incontrate nel percorso di cura, nonché delle sue aspettative e prospettive di vita.</p>
<p>Il progetto rileva la duplice prospettiva di clinici e pazienti, al fine di personalizzare le cure e favorire il lavoro del team multidisciplinare orientandolo verso una visione bio-psico-sociale del percorso.</p>
<p>La coordinatrice del progetto Pemoral Alessandra Fabi, della fondazione policlinico Gemelli, che ha promosso l’iniziativa, ricorda l’importanza della narrazione soggettiva della qualità di vita e dell’esperienza delle terapie e della malattia: “Con il diario narrativo digitale ho rivalutato il mio concetto di chemioterapia e dell’integrazione degli effetti legati alla tossicità nel vissuto di ciascuno, scoprendo una quotidianità spesso normale, ricca di attività anche ricreative. Ho compreso quanto la tossicità abbia un peso diverso in funzione della professione o attività specifica”.</p>
<p>Il progetto Pemoral prevede due anni di percorso e il coinvolgimento di centinaia di pazienti oncologiche.</p>
<p><strong><a href="https://www.oglioponews.it/2024/01/17/pemoral-asst-mantova-entra-la-medicina-narrativa-in-oncologia/" target="_blank">Fonte: oligoponews.it</a></strong></p>
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		<title>Tumori: qualità di vita nel percorso di cura, al via telemonitoraggio narrativo</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Dec 2023 08:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[amenas]]></category>
		<category><![CDATA[DNM]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[Monitorare la qualità di vita nel percorso oncologico. È l’obiettivo di un progetto multicentrico di telemonitoraggio per misurare l’impatto bio-psico-sociale delle terapie e raggiungere l’obiettivo sancito dal Piano nazionale della cronicità del 2016 di integrare il piano assistenziale con il progetto esistenziale: per la prima volta, l’ascolto e l’analisi dell’impatto delle terapie orali integra i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/adn.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7260" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/adn-300x201.jpeg" alt="adn" width="300" height="201" /></a>Monitorare la qualità di vita nel percorso oncologico.</strong> È l’obiettivo di un progetto multicentrico di telemonitoraggio per misurare l’impatto bio-psico-sociale delle terapie e raggiungere l’obiettivo sancito dal Piano nazionale della cronicità del 2016 di integrare il piano assistenziale con il progetto esistenziale: per la prima volta, l’ascolto e l’analisi dell’impatto delle terapie orali integra i Proms (Patient-Reported Outcomes Measures) con le metodologie della medicina narrativa.</p>
<p>Si chiama <strong>Pemoral </strong>&#8211; Percorso di Person Based Care (PbC) nella cura del tumore alla mammella in trattamento con terapie orali, e coinvolge 4 centri in zone diverse del territorio italiano: Fondazione Policlinico universitario Gemelli di Roma; Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Irccs di Negrar di Valpolicella (Verona); Presidio ospedaliero Annunziata dell’azienda ospedaliera di Cosenza; Azienda Ospedaliera Carlo Poma di Mantova. Il progetto &#8211; si legge in una nota &#8211; è realizzato con il contributo non condizionante di Novartis Farma Spa e il patrocinio di Simen-Società italiana di medicina narrativa. Pemoral &#8211; riferisce la nota &#8211; è un <strong>percorso di medicina narrativa digitale,</strong> sviluppato dalla Pmi Innovativa Dnm Società Benefit Srl sulla piattaforma DnmLab, già utilizzata in vari studi condotti dal 2017 all’Ifo di Roma, con pazienti in trattamento radio e chemioterapico (Ameno e Amenart) e pazienti affetti da sarcoma (Amenas).</p>
<p><span id="more-7259"></span></p>
<div class="ar-cont">
<div class="ar-main">
<p class="art-text"><strong>“Curare la malattia e curare la persona che vive l’esperienza della malattia sono due cose ben diverse</strong> &#8211; spiega <strong>Stefania Polvani, </strong>presidente Simen &#8211; la medicina narrativa nasce proprio dal riconoscimento di un’esigenza comune tra i professionisti della salute e le persone che si trovano ad affrontare un’esperienza di malattia. Con l’empatia e con le abilità di comunicazione, che possono essere insegnate da esperti e quindi apprese da tutti i sanitari, è possibile migliorare entrambe le parti della relazione”.</p>
<p class="art-text">La coordinatrice del progetto Pemoral, la dottoressa <strong>Alessandra Fabi, </strong>della Fondazione Policlinico Gemelli, che ha promosso l’iniziativa, ricorda l’importanza della narrazione soggettiva della qualità di vita e dell’esperienza delle terapie e della malattia. “Con il diario narrativo digitale ho rivalutato il mio concetto di chemioterapia e della integrazione degli effetti legati alla tossicità nel vissuto di ciascuno – sottolinea Fabi &#8211; scoprendo una quotidianità spesso normale, ricca di attività anche ricreative. Ho compreso quanto la tossicità abbia un peso diverso in funzione della professione o attività specifica. I Proms fotografano un momento specifico, ma non ci dicono nulla sulla durata del sintomo e sull’impatto di quel sintomo sulla percezione soggettiva della qualità di vita&#8221;.</p>
<p class="art-text">Il progetto valorizza le tecnologie digitali – dettaglia la nota &#8211; con l’obiettivo di offrire uno strumento concreto per applicare le raccomandazioni delle Linee di indirizzo sulla medicina narrativa dell’Iss, secondo cui “la narrazione è lo strumento fondamentale per acquisire, comprendere e integrare i diversi punti di vista di quanti intervengono nella malattia e nel processo di cura. Il fine è la costruzione condivisa di un percorso di cura personalizzato (storia di cura)”.<strong> La piattaforma DnmLab</strong> permette di raccogliere le narrazioni dei pazienti all’interno di un diario narrativo digitale, totalmente protetto dal punto di vista della privacy e della sicurezza dei dati sanitari. Attraverso il diario, le pazienti con tumore della mammella in trattamento con terapie orali, coinvolte nel progetto Pemoral, potranno narrare il proprio vissuto della malattia e del percorso di cura.</p>
<div class="gptslot">
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<div id="google_ads_iframe_/5966054,21738307588/Adnkronos/Adnkronos_intext_1__container__">Il percorso – conclude la nota &#8211; mira a integrare i dati quantitativi sulla tossicità attesa e rilevata delle terapie con i dati qualitativi relativi al vissuto della malattia della persona. Il percorso narrativo ambisce infatti a superare alcuni limiti delle rilevazioni quantitative standardizzate, per consentire una personalizzazione bio-psico-sociale del piano di cura. I questionari di qualità di vita aiutano a individuare i problemi, ma non rilevano le risorse positive che le persone sviluppano durante un percorso oncologico e che possono essere valorizzate dal team curante.</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.adnkronos.com/cronaca/tumori-qualita-di-vita-nel-percorso-di-cura-al-via-telemonitoraggio-narrativo_3vrBWaPiJOp3tKp27Ki0Df" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Fonte: AdnKronos</strong></a></p>
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