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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; presentazione</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>PERLA &#8211; Cura a misura di persona</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 12:09:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 10 aprile decisori istituzionali, medici, infermieri, associazioni di pazienti si ritroveranno per il lancio di PERLA, la prima certificazione della cura a misura di persona. Lo scenario metodologico e normativo relativo alla personalizzazione &#8211; non solo clinica ma anche psico-sociale &#8211; della cura in Italia mostra un crescente impegno di organizzazioni sanitarie, istituzioni, associazioni. Per questo, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class=""><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/03/perla.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7371" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/03/perla-235x300.jpg" alt="perla" width="235" height="300" /></a>Il 10 aprile decisori istituzionali, medici, infermieri, associazioni di pazienti si ritroveranno per il lancio di PERLA, la prima certificazione della cura a misura di persona.</div>
<div class="">Lo scenario metodologico e normativo relativo alla <b class="">personalizzazione &#8211; non solo clinica ma anche psico-sociale &#8211; della cura in Italia </b>mostra un crescente impegno di organizzazioni sanitarie, istituzioni, associazioni. Per questo, riteniamo fondamentale<b class=""> comprendere e analizzare quanto il cambiamento sia percepito dalle persone.</b></div>
<div class=""></div>
<p><span id="more-7370"></span></p>
<div class="">Chi accede a visite specialistiche, chi viene ricoverato e dimesso quanto percepisce di co-costruire la propria storia di cura, quanto sente di essere compreso come persona e non solo come portatore di una malattia? Quanto pensa che sia stato dato spazio all’ascolto dei propri bisogni esistenziali? Quanto percepisce che anche la propria storia conti e non solo i suoi numeri?</div>
<div class="">
<p class="xmprfx_MsoNormal"><span class=""> </span><span class="">In questo contesto, nasce il progetto </span><b class="">PERLA – CURA PER LA PERSONA</b><span class="">, promosso da</span><span class=""> </span><b class=""><span class="">EDRA S.p.A. </span></b><span class="">e</span><span class=""> </span><b class=""><span class="">DNM-Digital Narrative Medicine, </span></b><span class="">avvalendosi</span><span class=""> delle competenze dell&#8217;</span><span class=""> </span><span class="">Istituto di ricerche <b class="">Eikon Strategic Consulting </b>Italia Società Benefit e della </span><span class="">Dott.ssa <b class="">Stefania Polvani</b>, <b class="">sociologa e Presidente di SIMeN</b>, una delle massime esperte di medicina narrativa in Italia.</span></p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><span class=""><b class="">PERLA </b>è una </span><b class="">certificazione della cura a misura di persona </b><span class="">che si basa sul </span><b class="">punto di vista di chi ha avuto accesso ad una qualsiasi prestazione sanitaria </b><span class="">in una specifica area clinica, dalla visita specialistica al ricovero. L&#8217;</span><span class="">obiettivo è quello di </span><span class="">affiancare la misurazione dell’efficacia clinica delle prestazioni</span><span class="">, </span><span class="">con il grado di personalizzazione psico-sociale della cura</span><span class="">, favorendo la diffusione di un patto narrativo nella cura.</span></p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><span class="">Il percorso si avvale della consulenza di un <b class="">Board Scientifico</b>,</span><span class=""> costituito da esperti di alto profilo e con una solida esperienza nell’ambito.</span></p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><span class="">L&#8217;</span><b class="">evento di presentazione dell’iniziativa si terrà il 10 aprile a partire dalle ore 14 presso il Centro Studi Americani in Via Michelangelo Caetani, 32 a Roma.</b></p>
<div class="">L’evento è gratuito con iscrizione. Per confermare la propria partecipazione scrivere a:  info@DNMlab.it</div>
</div>
<div class=""></div>
<div class=""><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/03/perla.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7371" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/03/perla.jpg" alt="perla" width="600" height="767" /></a></div>
<div class=""></div>
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		<title>Corpo e Narrazioni: l&#8217;evento del 3 marzo</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 05:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[La Medicina Narrativa sta riscuotendo sempre più interesse, e non solo da parte del mondo accademico. Lo dimostra la straordinaria partecipazione che ha riscosso l’incontro “Corpo e Narrazioni”, in cui si è illustrato, discusso e raccontato il ruolo di questa metodologia “apolide” (come ha voluto definirla Sandro Spinsanti, tra gli illustri relatori della serata), ancora [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/03/330139572_202114092469313_8266150896938336866_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6988" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/03/330139572_202114092469313_8266150896938336866_n-300x223.jpg" alt="330139572_202114092469313_8266150896938336866_n" width="300" height="223" /></a></p>
<p>La Medicina Narrativa sta riscuotendo sempre più interesse, e non solo da parte del mondo accademico. Lo dimostra la straordinaria partecipazione che ha riscosso l’incontro <strong>“Corpo e Narrazioni”</strong>, in cui si è illustrato, discusso e raccontato il ruolo di questa metodologia “apolide” (come ha voluto definirla Sandro Spinsanti, tra gli illustri relatori della serata), ancora poco diffusa ma sempre più apprezzata.</p>
<p>Attraverso le parole e le definizioni racchiuse nel primo <strong><em>Dizionario di Medicina Narrativa, Parole e pratiche,</em></strong> un’opera collettiva coordinata da Massimiliano Marinelli, è stato tracciato un percorso pratico e simbolico tra la scoperta della narrazione come possibilità di cura e le sue infinite declinazioni.<span id="more-6984"></span></p>
<p>Introdotto e condotto da <strong>Marco Stancati</strong>, docente di Scienze della Comunicazione a La Sapienza, l’approfondimento ha riguardato differenti aspetti dello studio e dell’applicazione della Narrative Medicine, termine ufficialmente coniato negli Stati Uniti da Rita Charon alla fine degli anni ’90. Stancati ha inoltre ricordato la valenza dell’agenda del paziente, definita come l’insieme delle ragioni che lo hanno portato davanti al medico.</p>
<p><strong>Stefania Polvani,</strong> presidente della Società Italiana di Medicina Narrativa, ha evidenziato la parola “Cura” come parola chiave di un processo che non riguarda solo medico e paziente, ma coinvolge tutti, anche la cittadinanza e le istituzioni. La cura comprende ogni aspetto delle relazioni e assume un ruolo determinante nel momento in cui si ha la necessità di rivolgersi ad un luogo di cura. La diffusione crescente in Italia, negli ultimi anni, della Medicina Narrativa come metodologia d’intervento nei diversi ambiti clinici, è qualcosa di cui sentirsi soddisfatti e che va a vantaggio di tutti.</p>
<p>Il curatore del Dizionario, <strong>Massimo Marinelli,</strong> docente all’Università Politecnica delle Marche e direttore del Centro Studi SIMeN, ha definito la Medicina Narrativa come una delle risposte all’interrogativo che separa la tecnomedicina, la medicina scientifica, dalle scienze umane e sociali. La funzione narrativa che la medicina riconosce, orienta la cura verso la persona, ne ribadisce l’entità e migliora l’esito delle cure.</p>
<p><strong>Maddalena Pelagalli,</strong> vicepresidente SIMeN, ha raccontato, con un delicato esempio di vita vissuta in prima persona, come l’approccio tra medico e paziente, e tra medico e familiari, possa influire sull’intero percorso di cura, e come la Medicina Narrativa sposti la prospettiva dalla malattia sulla persona.</p>
<p><strong>Enrico Pozzi,</strong> PSI e direttore della rivista Il Corpo, di cui ha presentato il nuovo numero, ha creato un caleidoscopio di prospettive in cui poter osservare le differenti rappresentazioni del corpo e della sua narrazione. Il corpo è quel luogo, ha raccontato, dove i sapienti, o gli scienziati che dir si voglia, si mangiano tra loro, perché il corpo è sempre eccentrico, polimorfo, e sfugge a ogni narrazione che tenti di esaurirlo perché, in realtà, non vuole essere risolto.</p>
<p><strong><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/medicina-narrativa-intervista-a-sandro-spinsanti/" target="_blank">Sandro Spinsanti</a></strong>, una delle voci più autorevoli del panorama italiano in termini di Medicina Narrativa, ha tracciato un percorso per tentare di dare una collocazione a questa metodologia, che si colloca come un apolide tra le diverse discipline e allo stesso tempo può appartenere a ognuna di esse, e tra esse crea un legame. Tra le definizioni preferite da Spinsanti, vi è quella che Paolo Trenta, presidente OMNI, ha dato della ‘postura’: quell’atteggiamento abituale con cui la persona comunica con il mondo e definisce il suo modo di essere. Spiega Spinsanti che per ogni medico arriva, prima o poi, il momento di decidere che medico essere, un buon medico o un medico buono. Un bivio in cui bisogna scegliere che tipo di atteggiamento, quindi che postura, assumere. È questo il momento in cui la Medicina Narrativa fa la differenza.</p>
<p><strong>Maria Cecilia Cercato</strong>, epidomiologa oncologa IFO, che ha applicato la piattaforma DNM, ha riportato i risultati della propria esperienza sul campo e sottolineato l’importanza e la necessità di un cambiamento culturale, di una formazione che comprenda una vera e propria educazione alla narrazione, che valorizzi la soggettività, che indaghi quali sono le resistenze da parte dei curanti, che ridefinisca contesto e valori.</p>
<p><strong>Oriano Mecarelli</strong>, neurologo presidente della Fondazione LICE, ha raccontato i lavori della fondazione in materia di narrazione dell’epilessia, evidenziando come, oltre ai risultati per medico e paziente in termini di cura, questo risulti utile a superare alcune barriere socioculturali e l’accettazione della malattia da parte degli altri.</p>
<p><strong>Vincenzo Padiglione,</strong> antropologo e docente de La Sapienza, ha infine regalato una riflessione sulle diverse modalità in cui è possibile percepire e creare una narrazione. Osservando gli armadietti dei pazienti, ha raccontato, si può scoprire molto sulle persone e sul modo di affrontare la malattia. Negli armadietti, ha detto, si nascondono delle incredibili risorse.</p>
<p>Un simpatico intervento da parte di Marco Corazza, vicepresidente dell’associazione Rukije, ha infine reso alla platea il senso concreto del percorso, delle parole e delle pratiche di Medicina Narrativa che dal Dizionario diventano applicazione reale nel quotidiano, regalando alla chiusura dell’incontro una dimensione esterna già attuale.</p>
<p>Approfondisci gli argomenti e segui tutte le iniziative su<a href="https://digitalnarrativemedicine.com/" target="_blank"> Digital Narrative Medicine</a></p>
<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/programma-3-marzo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6926" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/programma-3-marzo-300x169.jpg" alt="programma 3 marzo" width="300" height="169" /></a></p>
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		<title>Corpo e narrazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2023 08:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un articolo di Cristina Cenci su Nòva &#8211; Digital Health Il Sole 24 Ore Il 3 marzo a Roma SIMeN-Società Italiana di Medicina Narrativa e la rivista IL CORPO propongono una riflessione sulla costruzione narrativa di corpi, malattia, salute, in occasione della presentazione del Dizionario di Medicina Narrativa e dell’ultimo numero della rivista (qui il modulo per iscriversi all’evento). L’interazione fisica tra i corpi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/programma-3-marzo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6927" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/programma-3-marzo1-300x169.jpg" alt="programma 3 marzo" width="300" height="169" /></a></p>
<p><em>Un articolo di Cristina Cenci su Nòva &#8211; Digital Health Il Sole 24 Ore</em></p>
<p>Il <strong>3 marzo a Roma</strong> <a href="http://medicinanarrativa.network/"><strong>SIMeN-Società Italiana di Medicina Narrativa</strong></a> e la rivista <a href="http://ilcorpo.com/"><strong>IL CORPO</strong></a> propongono una riflessione sulla costruzione narrativa di corpi, malattia, salute, in occasione della presentazione del <a href="https://www.morcelliana.net/orso-blu/4495-marinelli-dizionarietto-di-medicina-narrativa-charon-9788828404583.html"><strong>Dizionario di Medicina Narrativa</strong></a> e dell’<a href="https://www.ilcorpo.com/portfolio_page/dicembre-2022/"><strong>ultimo numero</strong></a> della rivista (<em><a href="https://s.alchemer.eu/s3/modulo-di-iscrizione"><strong>qui</strong></a> il modulo per iscriversi all’evento</em>).</p>
<p>L’interazione fisica tra i corpi si è ridotta moltissimo con la diffusione di massa degli strumenti di comunicazione digitale, accelerata dalla pandemia. Lavoro, spesa, musei, ginnastica, tempo libero, cura, ci vedono sempre di più in compagnia di effigi digitali con cui interagiamo senza tatto e senza odori, in una dislocazione spazio-temporale ambivalente in cui <em>siamo</em> e <em>non siamo</em> insieme nello stesso tempo.<span id="more-6957"></span></p>
<p>Il “<em>toccare è toccarsi</em>” di <a href="https://www.bompiani.it/catalogo/il-visibile-e-linvisibile-9788845254161%20="><strong>Merleau-Ponty</strong></a>  non è più mediato dal tatto fisico, ma da una narrazione, che sia verbale, scritta o iconica. Il nostro corpo interagisce sempre più con immagini e narrazioni di altri e sempre meno con corpi di altri. Orecchio e occhio sono gli organi che generano una grandissima parte della nostra esperienza quotidiana di altri corpi, di cui solo la voce ci arriva ‘quasi’ come se fossero presenti. Sarebbe importante riflettere di più sulla voce a partire dal saggio di <strong>Corrado Bologna</strong> del 1992, <a href="https://www.ibs.it/flatus-vocis-metafisica-antropologia-della-libro-corrado-bologna/e/9788832231601"><strong><em>Flatus vocis. Metafisica e antropologia della Voce</em></strong></a>, ripubblicato nel 2022. La voce è l’unico residuo fisico che resiste nell’interazione digitale.</p>
<p>Sempre di più nel nostro quotidiano attingiamo alla realtà di un altro attraverso la narrazione che vuole offrirci. I rumori del corpo e del suo ambiente possono essere messi a tacere con il tasto “muto” della tastiera. Lo sfondo può essere “sfocato” o sostituito. Nessuno sa quanto siamo alti. Il colore dei capelli si intuisce ma non è chiaro. In generale il più delle volte la nostra immagine è poco più grande di una foto tessera. Quando entreremo nei mondi virtuali del Metaverso spariremo del tutto come immagine e forse anche come voce fisica, sostituiti da <strong><a href="https://osservatoriometaverso.it/progetti/vocabolario-metaverso/">avatar e audio spaziale</a></strong>, diventeremo pura narrazione.</p>
<p>Sto incontrando in  convegni ed eventi in presenza moltissime persone con cui ho interagito per molti mesi a distanza, in progetti coinvolgenti e importanti: ho temuto di non riconoscerli. Mi sono scoperta a fare una cosa bizzarra. Ho cercato la loro immagine su internet, in modo che l’effigie digitale potesse confermarmi la verità del corpo reale. Mi è spesso capitato di sognare sconosciuti che incontravo nel quartiere o su un bus,  ma con cui non avevo mai parlato. Ogni volta che li incontravo dopo averli sognati, avevo una strana sensazione di intimità accompagnata da un forte senso di distanza ed estraneità. Ecco, i corpi reali in presenza di tutti coloro con cui in questi mesi ho interagito a distanza mi sono apparsi quasi come figure oniriche, vere e non vere allo stesso tempo. I corpi reali diventano effigi e le effigi generano realtà.</p>
<p>A tutto questo si affianca un altro fenomeno: l’infinita conversazione nei social media e nelle community online su ogni aspetto del proprio corpo. Non c’è organo che non venga fotografato e/o raccontato: dalle ciglia all’intestino tenue. Anche gli organi o le funzioni “tabù” sono al centro di una continua appropriazione narrativa nei gruppi digitali.</p>
<p>Lo schema corporeo è sempre più costruito in un crocevia di narrazioni che avvengono in uno spazio-tempo senza coordinate e senza limiti&#8230;</p>
<p><a href="https://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2023/02/19/corpo-e-narrazioni/" target="_blank">Continua a leggere l&#8217;articolo di Cristina Cenci su Nòva &#8211; Il Sole 24 Ore</a></p>
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