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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; Pemoral</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>Pemoral, ASST Mantova, entra la Medicina narrativa in Oncologia</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 09:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il progetto rileva la duplice prospettiva di clinici e pazienti, al fine di personalizzare le cure e favorire il lavoro del team multidisciplinare orientandolo verso una visione bio-psico-sociale del percorso Un progetto multicentrico per misurare la tossicità emotiva delle terapie oncologiche, integrando il piano assistenziale con il progetto esistenziale, sancito dal piano nazionale della cronicità: [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/01/oncologia-seno-mantova-1024x547.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7278" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/01/oncologia-seno-mantova-1024x547-300x212.jpg" alt="oncologia-seno-mantova-1024x547" width="300" height="212" /></a>Il progetto rileva la duplice prospettiva di clinici e pazienti, al fine di personalizzare le cure e favorire il lavoro del team multidisciplinare orientandolo verso una visione bio-psico-sociale del percorso</em></p>
<p>Un progetto multicentrico per misurare la tossicità emotiva delle terapie oncologiche, integrando il piano assistenziale con il progetto esistenziale, sancito dal piano nazionale della cronicità: per la prima volta, l’ascolto e l’analisi dell’impatto delle terapie combina le metodologie narrative con i ‘PROMs’ (patient-reported outcomes measures).<br />
Si chiama Pemoral, percorso di person based care nella cura del tumore alla mammella in trattamento con terapie orali, e coinvolge anche l’Oncologia del Carlo Poma, insieme ad altri tre centri italiani: fondazione policlinico universitario Gemelli di Roma, ospedale Sacro Cuore Don Calabria Ircss di Negrar di Valpolicella (Verona); presidio ospedaliero Annunziata dell’azienda ospedaliera di Cosenza. Il progetto è realizzato con il contributo non condizionante di Novartis Farma Spa. Si tratta di un percorso di medicina narrativa digitale, reso possibile grazie alla piattaforma DNMLab, già utilizzata in vari studi condotti dal 2017 all’Ifo-Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, per pazienti in trattamento radio e chemioterapico e per pazienti affetti da sarcoma.<span id="more-7277"></span></p>
<p>La piattaforma permette di raccogliere le narrazioni dei pazienti all’interno di un diario narrativo digitale, totalmente protetto dal punto di vista della privacy e della sicurezza dei dati sanitari. Attraverso il diario, le pazienti coinvolte potranno raccontare il vissuto della malattia.</p>
<p>Da agosto 2023 la struttura di Oncologia di Asst Mantova ha arruolato 14 donne con cancro alla mammella metastatico, alle quali viene somministrata una terapia orale. L’obiettivo è coinvolgerne un’altra decina entro febbraio. Le pazienti, di età compresa fra i 40 e i 75 anni, sono invitate a raccontarsi rispetto ad alcune tematiche, quali: “Le cure, come le vivo e cosa ne penso”; “Pensando ai prossimi mesi”.</p>
<p>“Il vantaggio – spiega Giovanna Catania, medico referente per il progetto in Oncologia al Poma – è che fra una visita e l’altra l’oncologo conosce lo stato del percorso emotivo della paziente. Possiamo interessarci così al suo quotidiano, facendo attenzione alla qualità della vita, perché la guarigione non è possibile, ma possiamo gestire questa malattia come una malattia cronica con relativo trattamento che può durare anche tanti anni, per guadagnare tempo che deve essere di qualità”.</p>
<p>Così, in ambiente protetto, le donne si aprono, sentendosi rispettate nella loro intimità e più libere di esporsi: “Durante gli appuntamenti del day hospital il tempo è poco, in questo modo invece si dispone già di informazioni importanti. Alcune di loro interpretano questa esperienza più come un diario clinico, altre fanno emergere pensieri ed emozioni”.</p>
<p>Il modello mira a integrare i dati quantitativi sulla tossicità attesa e rilevata delle terapie con i dati qualitativi relativi al vissuto della malattia. Il percorso narrativo ambisce infatti a superare alcuni dei limiti delle rilevazioni quantitative standardizzate per giungere a una personalizzazione bio-psico-sociale del percorso di cura: una personalizzazione cucita in modo quasi sartoriale sui bisogni della paziente, che tenga conto delle criticità incontrate nel percorso di cura, nonché delle sue aspettative e prospettive di vita.</p>
<p>Il progetto rileva la duplice prospettiva di clinici e pazienti, al fine di personalizzare le cure e favorire il lavoro del team multidisciplinare orientandolo verso una visione bio-psico-sociale del percorso.</p>
<p>La coordinatrice del progetto Pemoral Alessandra Fabi, della fondazione policlinico Gemelli, che ha promosso l’iniziativa, ricorda l’importanza della narrazione soggettiva della qualità di vita e dell’esperienza delle terapie e della malattia: “Con il diario narrativo digitale ho rivalutato il mio concetto di chemioterapia e dell’integrazione degli effetti legati alla tossicità nel vissuto di ciascuno, scoprendo una quotidianità spesso normale, ricca di attività anche ricreative. Ho compreso quanto la tossicità abbia un peso diverso in funzione della professione o attività specifica”.</p>
<p>Il progetto Pemoral prevede due anni di percorso e il coinvolgimento di centinaia di pazienti oncologiche.</p>
<p><strong><a href="https://www.oglioponews.it/2024/01/17/pemoral-asst-mantova-entra-la-medicina-narrativa-in-oncologia/" target="_blank">Fonte: oligoponews.it</a></strong></p>
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		<title>Al “Poma” medicina narrativa per misurare la tossicità emotiva delle terapie oncologiche</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2024 16:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[carlo poma]]></category>
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		<description><![CDATA[Un progetto multicentrico per misurare la tossicità emotiva delle terapie oncologiche attraverso l’integrazione tra il piano assistenziale con il progetto esistenziale, sancito dal piano nazionale della cronicità: per la prima volta. Si chiama Pemoral, percorso di person based care nella cura del tumore alla mammella in trattamento con terapie orali, e coinvolge anche l’Oncologia del Carlo Poma, insieme ad altri [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/01/poma.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7275" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/01/poma-300x169.jpg" alt="poma" width="300" height="169" /></a>Un progetto multicentrico per <strong>misurare la tossicità emotiva delle terapie oncologiche</strong> attraverso <strong>l’integrazione tra il piano assistenziale con il progetto esistenziale,</strong> sancito dal piano nazionale della cronicità: per la prima volta. Si chiama <strong>Pemoral</strong>, percorso di person based care nella cura del tumore alla mammella in trattamento con terapie orali, e coinvolge anche l’Oncologia del Carlo Poma, insieme ad altri tre centri italiani: fondazione policlinico universitario Gemelli di Roma, ospedale Sacro Cuore Don Calabria Ircss di Negrar di Valpolicella (Verona); presidio ospedaliero Annunziata dell’azienda ospedaliera di Cosenza. Il progetto è realizzato con il contributo non condizionante di Novartis Farma Spa. Il percorso di medicina narrativa digitale è reso possibile grazie alla piattaforma DNMLab, già utilizzata in vari studi condotti dal 2017 all’Ifo-Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, per pazienti in trattamento radio e chemioterapico e per pazienti affetti da sarcoma. Attraverso la piattaforma vengono raccolte in un diario le narrazioni dei pazienti, in modo totalmente protetto dal punto di vista della privacy e della sicurezza dei dati sanitari, che possono così raccontare il vissuto della malattia.<span id="more-7274"></span></p>
<p>Un importante progetto che da agosto 2023 ha visto la struttura di Oncologia di Asst Mantova <strong>arruolare 14 donne con cancro alla mammella metastatico</strong>, alle quali viene somministrata una terapia orale. L’obiettivo è coinvolgerne<strong> un’altra decina entro febbraio.</strong> Le pazienti, di età compresa fra i 40 e i 75 anni, sono invitate a raccontarsi rispetto ad alcune tematiche, quali: “Le cure, come le vivo e cosa ne penso”; “Pensando ai prossimi mesi”. “Il vantaggio – spiega<strong> Giovanna Catania, medico referente per il progetto in Oncologia al Poma</strong> – è che fra una visita e l’altra<strong> l’oncologo conosce lo stato del percorso emotivo della paziente.</strong> Possiamo interessarci così al suo quotidiano, facendo attenzione alla qualità della vita, perché la guarigione non è possibile, ma <strong>possiamo gestire questa malattia come una malattia cronica</strong> con relativo trattamento che può durare anche tanti anni, per guadagnare tempo che deve essere di qualità. Durante gli appuntamenti del day hospital il tempo è poco, in questo modo invece si dispone già di informazioni importanti. Alcune di loro interpretano questa esperienza più come un diario clinico, altre fanno emergere pensieri ed emozioni”.</p>
<p>Obiettivo del progetto è, infatti,<strong> integrare i dati quantitativi sulla tossicità attesa e rilevata delle terapie</strong> con i <strong>dati qualitativi relativi al vissuto della malattia</strong>. Il percorso narrativo ambisce infatti a superare alcuni dei limiti delle rilevazioni quantitative standardizzate per giungere a una personalizzazione bio-psico-sociale del percorso di cura: <strong>una personalizzazione cucita in modo quasi sartoriale sui bisogni della paziente</strong>, che tenga conto delle criticità incontrate nel percorso di cura, nonché delle sue aspettative e prospettive di vita.</p>
<p>“Con il diario narrativo digitale ho rivalutato il mio concetto di chemioterapia e dell’integrazione degli effetti legati alla tossicità nel vissuto di ciascuno, scoprendo una quotidianità spesso normale, ricca di attività anche ricreative. Ho compreso quanto la tossicità abbia un peso diverso in funzione della professione o attività specifica”, afferma la <strong>coordinatrice del progetto Pemoral Alessandra Fabi,</strong> della fondazione policlinico Gemelli, che ha promosso l’iniziativa. Il progetto Pemoral prevede due anni di percorso e il coinvolgimento di centinaia di pazienti oncologiche.</p>
<p><a href="https://mantovauno.it/cronaca/al-poma-medicina-narrativa-per-misurare-la-tossicita-emotiva-delle-terapie-oncologiche/" target="_blank">Fonte: MantovaUno</a></p>
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		<title>Medicina narrativa digitale e qualità di vita in oncologia : il progetto PEMORAL</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Dec 2023 05:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il paradigma emergente della medicina centrata sulla persona ha determinato un cambiamento nell’approccio e nella gestione dei bisogni di salute, e l’introduzione di nuovi modelli e strumenti nella pratica clinica. Un cambiamento importante è rappresentato dall’introduzione dei Patient Reported Outcomes (PRO), misure di esito relative allo stato di salute riportate direttamente dal paziente, senza la mediazione dell’intervista clinica [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/chat.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-7270" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/chat-300x206.png" alt="chat" width="300" height="206" /></a>Il paradigma emergente della medicina centrata sulla persona ha determinato un cambiamento nell’approccio e nella gestione dei bisogni di salute, e l’introduzione di nuovi modelli e strumenti nella pratica clinica. Un <strong>cambiamento importante</strong> è rappresentato dall’introduzione dei <a href="https://forward.recentiprogressi.it/it/rivista/numero-32-esiti/video/patient-reported-outcomes-oncologia-massimo-di-maio/"><strong>Patient Reported Outcomes (PRO)</strong></a>, misure di esito relative allo stato di salute riportate direttamente dal paziente, senza la mediazione dell’intervista clinica che porta spesso a sottostimare gli effetti. I questionari per la raccolta dei PRO includono sia strumenti standardizzati specifici per patologia o condizione, sia strumenti che indagano lo stato di salute percepito e la qualità di vita del paziente. Uno <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26787278/"><strong>studio randomizzato</strong></a> condotto in pazienti sottoposti a chemioterapia, ha evidenziato benefici clinici, tra i quali una migliore sopravvivenza per tumore quando, oltre ai parametri standard di riferimento, vengono tenuti in considerazione i sintomi rilevati sistematicamente dallo stesso paziente con un sistema di monitoraggio web-based durante il trattamento. ESMO nel 2022 ha pubblicato le <a href="https://www.esmo.org/guidelines/guidelines-by-topic/esmo-clinical-practice-guidelines-supportive-and-palliative-care/patient-reported-outcome-measures"><em><strong>Clinical Practice Guideline</strong></em></a> per l’uso dei <strong>PRO in oncologia</strong>.<span id="more-7269"></span></p>
<p>Gli strumenti utilizzati per i PRO sono però ancorati ad un <strong>modello puramente clinico</strong>. Non entrano nel <strong>territorio identitario</strong> ed <strong>emotivo</strong> del soggetto specifico. Sappiamo tuttavia che la <strong>percezione della qualità di vita è estremamente soggettiva</strong>, associata alle aspettative di ognuno e alle specifiche percezioni di privazione relativa. Esiste una <strong>tossicità emotiva</strong> delle terapie che è fondamentale conoscere e che può essere rilevata con le metodologie narrative. L’integrazione strutturata del punto di vista del paziente può per questo essere rafforzata dall’introduzione della <a href="https://www.medicinanarrativa.network/wp-content/uploads/2021/03/Quaderno_n._7_02_CONSENSUS-CONF-FINALE_compressed.pdf"><strong>medicina narrativa</strong></a> e delle metodologie qualitative, che arricchiscono il punto di vista espresso in modalità standardizzata, favorendo una presa in cura centrata sulla persona e non sulla malattia.</p>
<p>Dal 2017 presso l’IRCSS <strong>Istituto Nazionale Tumori Regina Elena</strong> di Roma, coordinati dalla dottoressa <strong>Maria Cecilia Cercato</strong>,  sono stati realizzati <a href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/la-medicina-narrativa-al-xxv-congresso-aiom-i-progetti-condotti-da-ifo-con-dnm/"><strong>progetti di ricerca</strong></a> sull’applicazione della <strong>medicina narrativa nella pratica clinica oncologica</strong>, utilizzando il <strong>diario digitale narrativo</strong> della PMI  innovativa <strong>DNM </strong>(che ho ideato), durante il trattamento (chemioterapico e radioterapico) o il follow-up. Il diario rappresenta uno strumento progettato per la raccolta ed interpretazione delle narrazioni del paziente, orientate per tematiche, che il team curante utilizza, integrandole con i dati clinici, per personalizzare il percorso di cura.  I <strong>risultati in termini di fattibilità e di utilità sono positivi.</strong> Il punto di forza, sia nella valutazione dei clinici che dei pazienti, è rappresentato dalla possibilità di condividere elementi rilevanti del vissuto e delle esigenze della persona, non altrimenti rilevabili.</p>
<p>La <b>qualità di vita </b>è un’area di grande rilevanza in oncologia, sia nella sperimentazione clinica che nella personalizzazione del percorso terapeutico. In questo ambito, l’integrazione dei <strong>metodi quantitativi con le metodologie qualitative della medicina narrativa</strong> può consentire di esplorare meglio gli impatti delle cure e facilitare l’integrazione degli obiettivi clinici e degli obiettivi esistenziali, come raccomanda il <a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2584_allegato.pdf"><strong>Piano Nazionale della Cronicità</strong></a>.</p>
<p><a href="https://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2023/12/21/medicina-narrativa-digitale-e-qualita-di-vita-in-oncologia-il-progetto-pemoral/" target="_blank">Continua a leggere l&#8217;articolo</a><a href="https://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2023/12/21/medicina-narrativa-digitale-e-qualita-di-vita-in-oncologia-il-progetto-pemoral/" target="_blank"> di Cristina Cenci su Nova &#8211; il Sole 24 Ore</a></p>
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		<title>Tumori: qualità di vita nel percorso di cura, al via telemonitoraggio narrativo</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Dec 2023 08:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Monitorare la qualità di vita nel percorso oncologico. È l’obiettivo di un progetto multicentrico di telemonitoraggio per misurare l’impatto bio-psico-sociale delle terapie e raggiungere l’obiettivo sancito dal Piano nazionale della cronicità del 2016 di integrare il piano assistenziale con il progetto esistenziale: per la prima volta, l’ascolto e l’analisi dell’impatto delle terapie orali integra i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/adn.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7260" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/adn-300x201.jpeg" alt="adn" width="300" height="201" /></a>Monitorare la qualità di vita nel percorso oncologico.</strong> È l’obiettivo di un progetto multicentrico di telemonitoraggio per misurare l’impatto bio-psico-sociale delle terapie e raggiungere l’obiettivo sancito dal Piano nazionale della cronicità del 2016 di integrare il piano assistenziale con il progetto esistenziale: per la prima volta, l’ascolto e l’analisi dell’impatto delle terapie orali integra i Proms (Patient-Reported Outcomes Measures) con le metodologie della medicina narrativa.</p>
<p>Si chiama <strong>Pemoral </strong>&#8211; Percorso di Person Based Care (PbC) nella cura del tumore alla mammella in trattamento con terapie orali, e coinvolge 4 centri in zone diverse del territorio italiano: Fondazione Policlinico universitario Gemelli di Roma; Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Irccs di Negrar di Valpolicella (Verona); Presidio ospedaliero Annunziata dell’azienda ospedaliera di Cosenza; Azienda Ospedaliera Carlo Poma di Mantova. Il progetto &#8211; si legge in una nota &#8211; è realizzato con il contributo non condizionante di Novartis Farma Spa e il patrocinio di Simen-Società italiana di medicina narrativa. Pemoral &#8211; riferisce la nota &#8211; è un <strong>percorso di medicina narrativa digitale,</strong> sviluppato dalla Pmi Innovativa Dnm Società Benefit Srl sulla piattaforma DnmLab, già utilizzata in vari studi condotti dal 2017 all’Ifo di Roma, con pazienti in trattamento radio e chemioterapico (Ameno e Amenart) e pazienti affetti da sarcoma (Amenas).</p>
<p><span id="more-7259"></span></p>
<div class="ar-cont">
<div class="ar-main">
<p class="art-text"><strong>“Curare la malattia e curare la persona che vive l’esperienza della malattia sono due cose ben diverse</strong> &#8211; spiega <strong>Stefania Polvani, </strong>presidente Simen &#8211; la medicina narrativa nasce proprio dal riconoscimento di un’esigenza comune tra i professionisti della salute e le persone che si trovano ad affrontare un’esperienza di malattia. Con l’empatia e con le abilità di comunicazione, che possono essere insegnate da esperti e quindi apprese da tutti i sanitari, è possibile migliorare entrambe le parti della relazione”.</p>
<p class="art-text">La coordinatrice del progetto Pemoral, la dottoressa <strong>Alessandra Fabi, </strong>della Fondazione Policlinico Gemelli, che ha promosso l’iniziativa, ricorda l’importanza della narrazione soggettiva della qualità di vita e dell’esperienza delle terapie e della malattia. “Con il diario narrativo digitale ho rivalutato il mio concetto di chemioterapia e della integrazione degli effetti legati alla tossicità nel vissuto di ciascuno – sottolinea Fabi &#8211; scoprendo una quotidianità spesso normale, ricca di attività anche ricreative. Ho compreso quanto la tossicità abbia un peso diverso in funzione della professione o attività specifica. I Proms fotografano un momento specifico, ma non ci dicono nulla sulla durata del sintomo e sull’impatto di quel sintomo sulla percezione soggettiva della qualità di vita&#8221;.</p>
<p class="art-text">Il progetto valorizza le tecnologie digitali – dettaglia la nota &#8211; con l’obiettivo di offrire uno strumento concreto per applicare le raccomandazioni delle Linee di indirizzo sulla medicina narrativa dell’Iss, secondo cui “la narrazione è lo strumento fondamentale per acquisire, comprendere e integrare i diversi punti di vista di quanti intervengono nella malattia e nel processo di cura. Il fine è la costruzione condivisa di un percorso di cura personalizzato (storia di cura)”.<strong> La piattaforma DnmLab</strong> permette di raccogliere le narrazioni dei pazienti all’interno di un diario narrativo digitale, totalmente protetto dal punto di vista della privacy e della sicurezza dei dati sanitari. Attraverso il diario, le pazienti con tumore della mammella in trattamento con terapie orali, coinvolte nel progetto Pemoral, potranno narrare il proprio vissuto della malattia e del percorso di cura.</p>
<div class="gptslot">
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<div id="google_ads_iframe_/5966054,21738307588/Adnkronos/Adnkronos_intext_1__container__">Il percorso – conclude la nota &#8211; mira a integrare i dati quantitativi sulla tossicità attesa e rilevata delle terapie con i dati qualitativi relativi al vissuto della malattia della persona. Il percorso narrativo ambisce infatti a superare alcuni limiti delle rilevazioni quantitative standardizzate, per consentire una personalizzazione bio-psico-sociale del piano di cura. I questionari di qualità di vita aiutano a individuare i problemi, ma non rilevano le risorse positive che le persone sviluppano durante un percorso oncologico e che possono essere valorizzate dal team curante.</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.adnkronos.com/cronaca/tumori-qualita-di-vita-nel-percorso-di-cura-al-via-telemonitoraggio-narrativo_3vrBWaPiJOp3tKp27Ki0Df" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Fonte: AdnKronos</strong></a></p>
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