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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; parole che curano</title>
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		<title>Parole che curano, lezione 6 Cristina Cenci: «Così il digitale aiuta la medicina narrativa»</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 15:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Narrazioni digitali: pratiche e sfide. Su questo tema si snoderà la sesta lezione del corso “Parole che curano”, lunedì 4 dicembre al Campus est di Lugano (inizio alle 18, con ingresso libero). Il corso è promosso dalla Facoltà di scienze biomediche dell’Università della Svizzera italiana (USI) con la Divisione Cultura della Città di Lugano e con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/cristina-cenci.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7235" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/cristina-cenci-300x198.jpg" alt="cristina cenci" width="300" height="198" /></a>Narrazioni digitali: pratiche e sfide. Su questo tema si snoderà la sesta lezione del corso <strong><a href="https://www.ibsafoundation.org/it/progetti/cultura-e-salute/corso-universitario-2023" target="_blank">“Parole che curano”</a></strong>, lunedì 4 dicembre al Campus est di Lugano (inizio alle 18, con ingresso libero). Il corso è promosso dalla Facoltà di scienze biomediche dell’Università della Svizzera italiana (USI) con la Divisione Cultura della Città di Lugano e con IBSA Foundation per la ricerca scientifica, e con la collaborazione artistica del LAC (Lugano Arte e Cultura).<br />
Relatrice della serata sarà <strong>Cristina Cenci</strong>, antropologa, senior partner dell’Istituto di ricerca Eikon e fondatrice della <a href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/" target="_blank">Digital Narrative Medicine (DNM)</a>, una piattaforma digitale per l’applicazione di metodologie narrative nei percorsi assistenziali. «Questo strumento &#8211; spiega Cenci &#8211; vuole rispondere a un’ingiustizia epistemica (come si dice in termine tecnico, cioè legata alla sfera della conoscenza, ndr), ovvero al fatto che quando entrano in un percorso di cura le persone non sono messe nella condizioni di valorizzare il proprio patrimonio di conoscenze e i propri bisogni. Se non vengono applicati “modelli narrativi” della cura, le parole del malato rischiano di essere considerate di minor valore rispetto a quelle del curante».</p>
<p><span id="more-7234"></span></p>
<p><strong>Che cosa si può fare per cancellare, o almeno attenuare, questa ingiustizia?</strong></p>
<p>«Le persone oggi vogliono partecipare attivamente alla costruzione del proprio percorso di cura &#8211; risponde Cenci. &#8211; Per poter curare, le parole devono innanzitutto essere condivise e riconosciute, ed è importante anche cambiare le parole che utilizziamo, perché questo può aiutarci a rimettere in discussione modelli che non hanno funzionato. Sembrerà strano, ma una delle espressioni che cambierei è “il paziente al centro”. La  sostituirei con “la relazione al centro”. Troppo spesso, infatti, “il paziente al centro” rievoca e si associa all’idea del “cliente al centro”, facendoci pensare che ci sia un solo soggetto da soddisfare. È invece importante una costruzione condivisa della storia di cura, che valorizzi le conoscenze, i vissuti,  le aspettative sia del curante che del paziente. Siamo abituati ad attribuire “il sapere” al medico e “il bisogno” al malato. In realtà, pur nelle importanti differenze, anche il paziente è portatore di un sapere di valore, così come il medico è portatore di aspettative ed esigenze. Il curante non è un erogatore di servizi a un cliente. È un potenziale mediatore di vita e di morte. Le sue parole e i suoi gesti hanno un fortissimo impatto emotivo».</p>
<p><strong>Ma cosa c’entra il digitale con tutto ciò? E perché portare le tecnologie digitali della narrazione all’interno della pratica di cura? </strong></p>
<p>«Per molti anni ho realizzato una netnography, cioé una etnografia (uno studio) dei canali digitali di comunicazione, osservando le diverse dinamiche all’interno dei gruppi di pazienti online e analizzando le storie condivise. Prima del digitale, certamente esistevano i gruppi di mutuo aiuto, ma non erano molto accessibili e diffusi. In più l’interazione “in presenza”, quando si tratta di patologie invalidanti, può essere talvolta problematica. Il mondo digitale consente di entrare in connessione con le persone, e non solo con le malattie. Facilita la condivisione di esigenze, bisogni, emozioni che spesso non si riesce a condividere nel mondo “analogico” (cioè al di fuori delle tecnologie digitali). Un esempio è rappresentato dalla community <a href="https://www.parolefertili.it/" target="_blank">parolefertili.it</a>, che ho creato qualche anno fa, grazie anche al contributo incondizionato ma appassionato della IBSA Foundation. È una comunità di <em>story sharing</em>, in cui si dona la propria storia per elaborare il proprio vissuto e per aiutare chi sta attraversando un percorso simile. Le storie sono organizzate anche con parole-chiave emotive (speranza, paura, incertezza), in modo che ognuno possa scegliere di leggere la storia che abbia la tonalità emotiva che più gli corrisponde. L’infertilità è ancora un’area di grande tabù nell’interazione sociale offline.  Lo spazio digitale consente di uscire dalla solitudine, di incontrare chi sta vivendo percorsi simili, di aprirsi a scenari diversi, o attingere a risorse inaspettate. La narrazione digitale si prende cura e accompagna nel percorso».</p>
<p><strong>Dunque la comunicazione digitale supera in certi casi la medicina narrativa classica?</strong></p>
<p>«Quando si parla di medicina narrativa si pensa subito a una relazione medico-paziente caratterizzata da maggiore vicinanza e attenzione. E spesso si tende ad associare questi aspetti a una relazione faccia a faccia. Le community digitali di pazienti mostrano come la  narrazione mediata da un computer o uno smartphone possa essere ugualmente efficace ed empatica.<br />
Anche nei percorsi di cura lo schermo digitale non introduce maggiore spersonalizzazione nella relazione. Anzi, al contrario può facilitare l’ascolto. Nei tempi stretti delle visite in presenza, per esempio, i pazienti tendono a non ricordare con chiarezza quello che dice il medico, e sono confusi, talvolta in soggezione. Spesso faticano anche a riflettere sulle proprie esigenze e bisogni, leggendo la “fretta” nello sguardo del medico. L’uso della comunicazione digitale può invece consentire al medico e al paziente di scegliere i tempi della scrittura e dell’ascolto. Il paziente scrive quando si sente, quando riesce, quando ha il problema. Il medico legge quando può, e riesce anche meglio a condividere con l’intero team curante osservazioni e commenti. Stanno diventando sempre più numerose le startup e i dispositivi per il telemonitoraggio dei parametri clinici. Insomma, come dicevo, sono convinta  che il digitale sia fondamentale anche per rilanciare e valorizzare l’uso delle narrazioni nella pratica clinica».</p>
<p><strong>Proprio con questa convinzione, Lei ha sviluppato un ambizioso progetto per mettere insieme gli aspetti positivi del  digitale e la medicina narrativa</strong></p>
<p>«Il mio punto di partenza sono state le Linee di Indirizzo sulla medicina narrativa dell’Istituto Superiore di Sanità italiano del 2015, che considerano la narrazione lo strumento fondamentale “per acquisire, comprendere e integrare i diversi punti di vista” e  costruire una cura personalizzata. Mi sono chiesta: come possiamo farlo veramente? Ho così iniziato a lavorare con gli  informatici per sviluppare una piattaforma che potesse utilizzare le tecnologie digitali per l’uso delle metodologie narrative nei percorsi di cura.<br />
Si chiama DNMLab, esiste dal 2016 ed è stata validata in una serie di studi relativi all’oncologia e alla cura dell’epilessia. Si tratta di un diario narrativo digitale che consente alla persona di condividere con il team curante bisogni, esigenze, aspettative. I questionari per la qualità di vita mirano a rilevare gli effetti negativi dei farmaci, ma in modo standard e confrontabile. Con l’integrazione del diario narrativo digitale, possiamo rilevare l’impatto personalizzato degli effetti collaterali per ogni paziente, considerando la sua biografia, e capire anche quali risorse positive la persona sta sviluppando, o vorrebbe sviluppare, grazie al supporto dei curanti».</p>
<p><strong>E cosa dicono i risultati?</strong></p>
<p>«I risultati degli studi sono promettenti. I pazienti riescono a condividere aspetti importanti che non avevano potuto condividere in altri modi. Anche i giudizi dei curanti sono molto positivi, ma emergono criticità per l’applicazione effettiva, una volta terminato lo studio pilota. La mancanza del tempo necessario e delle risorse viene ancora oggi usata in modo difensivo. Credo, però, che il vero  problema sia legato al fatto che i curanti hanno ancora difficoltà a vedere la persona, oltre la malattia. Su questo bisogna lavorare molto, già a partire proprio dalla formazione universitaria, con corsi come questo».</p>
<p><strong>Articolo di Valeria Camia su <a href="https://www.ticinoscienza.ch/it/news.php?parole-che-curano-lezione-6-cristina-cenci-il-digitale-aiuta-la-medicina-narrativa" target="_blank"> Ticino Scienza</a></strong></p>
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		<title>La medicina narrativa per una nuova relazione medico &#8211; paziente: Rita Charon a &#8220;Parole che curano&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2023 09:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì 27 novembre sarà Rita Charon, Professoressa di Medicina e Presidente di Medicina delle scienze umane ed Etica alla Columbia University, la relatrice dell&#8217;incontro intitolato &#8220;La medicina narrativa per una nuova relazione medico-paziente&#8221;, all&#8217;interno di &#8220;Parole che curano&#8221;, edizione 2023 del corso di Cultura e Salute. Secondo Rita Charon, la medicina narrativa descriverà un futuro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/11/parole-che.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7219" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/11/parole-che-300x141.jpg" alt="parole che" width="300" height="141" /></a>Lunedì 27 novembre sarà <strong>Rita Charon,</strong> Professoressa di Medicina e Presidente di Medicina delle scienze umane ed Etica alla Columbia University, la relatrice dell&#8217;incontro intitolato <em>&#8220;<strong>La medicina narrativa per una nuova relazione medico-paziente&#8221;</strong></em>, all&#8217;interno di &#8220;<strong>Parole che curano&#8221;</strong>, edizione 2023 del corso di Cultura e Salute.<br />
Secondo Rita Charon, la medicina narrativa descriverà un futuro radicale per l’assistenza sanitaria con la possibilità di stabilire un contatto autentico con i pazienti e le loro famiglie. I medici non devono essere solo tecnici che si occupano in modo impersonale delle malattie delle persone, ma devono invece sviluppare le capacità di ascolto profondo, e di forte affiliazione con i loro pazienti.</p>
<p><span id="more-7218"></span><br />
<strong>Pietro Majno-Hurst, </strong>Professore Ordinario di chirurgia USI e Direttore medico EOC, in qualità di discussant, parlerà del proprio studio<strong> “Conoscersi meglio è curare meglio”</strong>, in cui è stato offerto ai pazienti candidati a una chirurgia maggiore di presentarsi con una breve biografia strutturata, da cui si è avuto” un effetto positivo sul rapporto di fiducia. La lettura sarà interpretata da <strong>Fausto Cabra.</strong><br />
&#8220;Parole che curano&#8221; è il titolo della terza edizione del corso di <strong>Cultura e Salute</strong> promosso dalla Facoltà di scienze biomediche dell’USI con la Divisione Cultura della Città di Lugano e IBSA Foundation per la ricerca scientifica, con la collaborazione artistica del LAC di Lugano.<br />
Le lezioni tematiche, fino a lunedì 11 dicembre, si terranno nell’Aula polivalente del Campus Est a Lugano dalle 18.00 alle 19.30. Coinvolgeranno gli studenti e dottorandi della Facoltà di scienze biomediche e della Facoltà di comunicazione, cultura e cocietà dell’USI, oltre a tutti i cittadini che vorranno partecipare.<br />
Ogni lezione prevede un key-note speech introduttivo da parte di un ospite internazionale, a cui sarà dato il compito di presentare il tema della lezione sulla base della propria esperienza e competenza. A questa introduzione seguirà un dibattito al quale saranno coinvolti uno o più esperti in materia con il ruolo di discussant.</p>
<p>Info:<strong><a href="https://www.usi.ch/it/feeds/25901#:~:text=Le%20parole%20che%20curano%20sono,prevenzione%20del%20decadimento%20cognitivo%20in" target="_blank"> Parole che curano</a></strong></p>
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		<title>Parole che curano: il corso universitario dove la narrazione si fa medicina</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Oct 2023 09:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le parole che curano, il corso giunto alla terza edizione &#8211; Dal 16 ottobre all’11 dicembre si terrà presso l’Università della Svizzera italiana “Parole che curano”, la terza edizione del corso universitario di Cultura e Salute della Facoltà di scienze biomediche e della Facoltà di comunicazione, cultura e società dell’Università della Svizzera italiana (USI), promosso da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="col-12">
<div class="subtitle" style="text-align: left"><b><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/10/parole-cura.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7198" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/10/parole-cura-300x168.jpg" alt="parole cura" width="300" height="168" /></a>Le parole che curano, il corso giunto alla terza edizione &#8211; </b>Dal 16 ottobre all’11 dicembre si terrà presso l’Università della Svizzera italiana “Parole che curano”, la terza edizione del corso universitario di Cultura e Salute della Facoltà di scienze biomediche e della Facoltà di comunicazione, cultura e società dell’Università della Svizzera italiana (USI), promosso da IBSA Foundation per la ricerca scientifica e dalla Divisione Cultura della Città di Lugano con la collaborazione artistica del LAC di Lugano.</div>
<div class="subtitle" style="text-align: left">
<div class="col-12">
<div class="block_html flex-wrap">
<p><em><strong>«Le Parole che curano sono quelle narrazioni che apportano benessere alla salute umana»</strong></em> si legge in una nota.</p>
</div>
</div>
<div class="col-12">
<div class="block_html flex-wrap">
<p><b>L&#8217;edizione 2023 incentrata sulle &#8220;scienze culturali della medicina&#8221; &#8211;</b> L’edizione 2023 del corso si concentra sulle cosiddette Medical Humanities, «ovvero quelle che i filologi Bernegger e Malacrida definiscono “scienze culturali della medicina».</p>
<p><span id="more-7197"></span></p>
</div>
</div>
<div class="col-12"><b>La medicina narrativa &#8211;</b> ll racconto che il paziente fa della propria storia al curante «si configura nella medicina narrativa; ma anche altre pratiche coinvolgono la scrittura come le parole di uno scrittore si trasformano in lettura genitoriale che va a supporto del neurosviluppo in età pediatrica o, ancora, la scrittura espressiva costituita da ciò che un individuo scrive di sé stesso» spiegano i curatori. Inoltre, aggiungono, «le parole di chi diventa attore sul palcoscenico per condividere le proprie emozioni, possono diventare teatro-terapia».</div>
<div class="col-12">
<div class="block_html flex-wrap">
<p>«Oggi i medici non devono essere solo tecnici che si occupano in modo impersonale delle malattie delle persone, ma devono invece sviluppare le capacità di ascolto profondo. Con il nostro corso sulle Parole che curano vogliamo offrire ai nostri studenti – i professionisti di domani &#8211; una formazione scientifica che non tralascia l’aspetto umano» – sostiene Giovanni Pedrazzini, Decano della Facoltà di scienze biomediche dell’USI.</p>
</div>
</div>
<div class="col-12">
<div class="block_html flex-wrap">
<p><b>Il corso coordinato dal Prof. Enzo Grossi &#8211; </b>Il corso, coordinato dal Prof. Enzo Grossi, si svilupperà in sette lezioni aperte al pubblico in cui scienziati di alto livello ed esponenti del mondo culturale, si alterneranno nell’esposizione della materia. Partendo dall’assunto di base dell’intera disciplina Cultura e Salute, la quale concepisce mente e corpo come un’unità, il corso vuole approfondire questo legame e fornire chiavi interpretative al ruolo esercitato dalle parole e della narrativa sul benessere delle persone.</p>
</div>
</div>
<div class="col-12">
<div class="block_html flex-wrap">
<p>«Il benessere delle persone passa anche dalla capacità espressiva delle arti &#8211; dichiara Roberto Badaracco, Vicesindaco e Capodicastero della Divisione Cultura, Sport ed Eventi della Città di Lugano – il corso Cultura e Salute vuole proprio essere uno strumento in più per la comprensione di questo legame e rendere più chiaro il potere che emozioni, cultura e narrazione esercitano sulla nostra salute».</p>
<p><strong><a href="https://www.tio.ch/ticino/attualita/1704544/parole-che-curano-il-corso-universitario-dove-la-narrazione-si-fa-medicina" target="_blank">Continua a leggere l&#8217;articolo</a></strong></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Parole che curano: corso universitario Cultura e Salute 2023</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Oct 2023 06:32:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[corso universitario]]></category>
		<category><![CDATA[cultura e salute]]></category>
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		<description><![CDATA[Da ottobre a dicembre 2023, per sette lunedì, personalità del mondo della scienza e professori della Facoltà di scienze biomediche e della Facoltà di comunicazione dell’USI, coordinati dal prof. Enzo Grossi, si confronteranno su sette temi che legano la parola alla medicina e al benessere delle persone. È quanto propone “Parole che curano”, la terza edizione del corso di Cultura e Salute promosso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pwr-rich-text pwr-sec-txt__left">
<p class="alignnone"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/10/healing-words.jpg"><img class="size-full wp-image-7184 alignleft" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/10/healing-words.jpg" alt="healing words" width="706" height="314" /></a>Da ottobre a dicembre 2023, per sette lunedì, personalità del mondo della scienza e professori della Facoltà di scienze biomediche e della Facoltà di comunicazione dell’USI, coordinati dal prof. Enzo Grossi, si confronteranno su sette temi che legano la <strong>parola</strong> alla <strong>medicina</strong> e al <strong>benessere</strong> delle persone.<br />
È quanto propone “Parole che curano”, la <strong>terza edizione </strong>del corso di Cultura e Salute promosso dalla Facoltà di scienze biomediche dell’USI con la Divisione Cultura della Città di Lugano e IBSA Foundation per la ricerca scientifica, che quest’anno vede la collaborazione artistica del LAC di Lugano.</p>
<p><span id="more-7183"></span></p>
<p>Le sette <strong>lezioni tematiche, aperte al pubblico</strong>, si svolgeranno <strong>da lunedì 16 ottobre a lunedì 11 dicembre</strong> nell’Aula polivalente del Campus Est a Lugano dalle 18.00 alle 19.30. Coinvolgeranno gli studenti e dottorandi della Facoltà di Scienze Biomediche e della Facoltà di Comunicazione, Cultura e Società dell’USI, oltre a tutti i cittadini che vorranno partecipare. Ogni lezione prevede un <strong>key-note speech</strong> introduttivo da parte di un ospite internazionale, a cui sarà dato il compito di presentare il tema della lezione sulla base della propria esperienza e competenza. A questa introduzione seguirà un dibattito al quale saranno coinvolti uno o più esperti in materia con il ruolo di <strong>discussant</strong>.</p>
<div class="pwr-sec-txt__intro-sec pwr-sec__intro-sec">
<h3 id="programma-completo-del-corso" class="pwr-sec__title pwr-heading-style--default pwr-sec__title--narrow pwr-sec-txt__title aos-init aos-animate">Programma del corso</h3>
</div>
<div class="pwr-sec-txt__content pwr-sec-txt__content--top  pwr--clearfix">
<div class="pwr-rich-text pwr-sec-txt__left aos-init aos-animate">
<p>L’edizione 2023 del Corso USI Cultura e salute entra decisamente nel campo delle cosiddette <strong>Medical Humanities,</strong> definite da Bernegger e Malacrida come “scienze culturali della medicina”. Si tratta di un valido supporto per gli operatori sanitari a perseguire gli obiettivi della medicina attraverso strumenti complementari, tra cui spicca la narrazione in tutte le sue forme. Da qui il titolo del Corso: le parole che curano.</p>
<p>Le parole che curano sono quelle del paziente che racconta la propria storia al curante, configurandosi nella <strong>medicina narrativa;</strong> sono anche le parole di uno scrittore, che si trasforma in lettura genitoriale come supporto al neurosviluppo in età pediatrica o come strumento di prevenzione del decadimento cognitivo in età avanzata.</p>
</div>
<div class="pwr-rich-text pwr-sec-txt__right aos-init aos-animate">
<p>Altre parole sono quelle di un individuo che scrive di sé stesso, in altri termini la scrittura espressiva, e quelle di chi diventa attore sul palcoscenico per condividere le proprie emozioni, ovvero la teatro-terapia.</p>
<p>Per ognuna di queste modalità narrative esiste un’ampia mole di evidenze scientifiche, che ne attestano l’utilità per la salute umana. Saranno scienziati di alto livello ad alternarsi nella esposizione della materia in sei appuntamenti preceduti da una lezione di apertura sul concetto basilare per l’intera disciplina Cultura e salute: l’unità mente – corpo.</p>
<p>Ad accompagnare il corso saranno sette letture sul tema selezionate in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro, rielaborate dal drammaturgo Riccardo Favaro e messe in scena da Carmelo Rifici, direttore artistico del LAC, grazie alla voce di attori di primaria importanza.</p>
<p><a href="https://www.ibsafoundation.org/it/progetti/cultura-e-salute/corso-universitario-2023" target="_blank">Leggi il programma completo</a></p>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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