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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; omnyx</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>OMNYX: la patologia digitale trasforma l’oncologia</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2015 08:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Prendiamo l’ascensore, scendiamo al piano -2 dell’ospedale e lì troviamo il mondo di vetrini dell’anatomo-patologo, tanto centrale nella diagnosi e nel follow up del paziente oncologico, quanto spesso invisibile.</em><span id="more-3917"></span></p>
<p>E’ la bella immagine che ci restituisce <strong>Marco Campione</strong>, Presidente e Amministratore Delegato di GE Healthcare Italia e dei Paesi del Sud Europa. Il 95% dei casi di tumore, ricorda Campione, è legato ad un’indagine anatomo-patologica, un mondo per ora ancora prevalentemente analogico, caratterizzato da microscopio, vetrini e condivisione postale delle informazioni, quando ci si riesce.</p>
<p>Per quasi 10 anni <strong>l’Università di Pittsburgh</strong> e <strong>GE Healthcare</strong> hanno studiato le modalità migliori di digitalizzazione del lavoro dell’anatomo-patologo, coinvolgendo 30 patologi e 13 centri di eccellenza in tutto il mondo, ma anche specialisti dell’interazione uomo-macchina. Da questa partnership nasce <strong><a href="http://www.omnyx.com/">OMNYX</a></strong>, un progetto di <em><strong>digital pathology</strong></em> che utilizza un’apparecchiatura simile a uno scanner per  tradurre i vetrini in immagini digitali, che si guardano in un monitor e non al microscopio. Le immagini ad alta risoluzione possono essere esplorate con software ad hoc, ma anche condivise facilmente. In passato, per confrontarsi o ottenere una seconda opinione il patologo doveva spedire i vetrini con i campioni biologici, con tempi lunghi e rischi di danneggiamento.</p>
<p>Come racconta <strong>Giuseppe Cogliandro</strong>, General Manager per l’Healthcare IT di GE Healthcare,  la progettazione ha tenuto conto degli aspetti medico-scientifici, ma anche delle tecniche del corpo del patologo. Per chi è abituato a guardare in basso, nel microscopio, il guardare in alto nel monitor rappresenta già una discontinuità significativa. Per rendere più facile il passaggio, è stato allora introdotto un joystick che consente al patologo di conservare la postura e il movimento delle mani identici al passato. Sono aspetti di <em>design technology</em> che spesso vengono sottovalutati e che invece possono rappresentare punti di forza fondamentali per il successo di una tecnologia.</p>
<p>OMNYX ha un impatto non solo sull’efficacia e l’appropriatezza della pratica medica ma anche sul vissuto e l’<em>empowerment</em> del paziente. Nel modo dei vetrini,  l’analisi anatomo-patologica arrivava al paziente come un ‘verdetto’ di vita o di morte, sintetizzato dalle due parole simbolo del responso ‘benigno’ vs ‘maligno’. Nel processo analogico si perdeva la valenza interpretativa e probabilistica dell’indagine che diventava per i pazienti una sentenza senza appello, vista anche la difficoltà concreta di una seconda opinione e di un lavoro di team. Come dice Marco Campione, l’ambizione di OMNYX non è solo quella di digitalizzare il mondo della patologia, ma di spostare l’anatomo-patologo dal piano -2 dell’ospedale, al +2, di integrarlo nel team di cura,  di proiettarlo in un network internazionale di specialisti, capaci di confrontarsi <em>real time</em> per diagnosi e follow up più veloci e più accurati. Se esce dall’isolamento analogico, l’anatomo-patologo può facilitare un approccio sistemico e personalizzato in oncologia.<br />
OMNYX non rappresenta infatti solo una soluzione tecnologica, ha l’obiettivo di creare un network di professionisti e di dati. OMNYX valorizza al tempo stesso:  l’esperienza clinica specifica del singolo patologo, l’accessibilità di grandi banche dati, software sofisticati di analisi.</p>
<p>Il recente accordo tra GE Healthcare e la rete di laboratori <a href="http://www.aboutpharma.com/blog/2015/06/22/nasce-network-ue-di-patologia-digitale-per-una-diagnostica-piu-rapida-e-precisa/">LABCO</a> offre un contributo immediato e operativo all’integrazione e alla costruzione del network in patologia. Inizialmente il network coinvolgerà circa 50 patologi in Spagna e 15 nel Regno Unito, ognuno fortemente  specializzato nel proprio campo clinico. Il progetto è di creare a breve una rete di tutti i laboratori presenti in  Europa, con l’obiettivo di arrivare a collegare tutti i patologi del network di LABCO, che coinvolge  oltre 25 milioni di pazienti ogni anno in Spagna, Regno Unito, Francia, Belgio, Portogallo, Svizzera e anche Italia.</p>
<p>In un futuro prossimo, la patologia digitale contribuirà forse al superamento della  dicotomia oracolare benigno-maligno, favorendo la consapevolezza che il tumore si può sempre di più curare.</p>
<p>Articolo di <strong><a href="https://twitter.com/cristinacenci" target="_blank">Cristina Cenci</a></strong> su <strong><a href="http://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2015/08/03/omnyx-lanatomia-patologica-digitale-trasforma-loncologia/" target="_blank">Nòva</a></strong></p>
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