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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; medinal</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>MEDINAL: la Medicina Narrativa per la personalizzazione del percorso di pazienti con Alzheimer</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2022 14:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alzheimer]]></category>
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		<description><![CDATA[L’applicazione della Medicina Narrativa per la personalizzazione del percorso dei pazienti con Alzheimer è una delle proposte di Digital Narrative Medicine (DNM), che nel 2018 ha avviato il progetto MEDINAL in collaborazione con l’Ospedale Careggi di Firenze, ottenendo risultati positivi e un riscontro incoraggiante da parte dei caregivers. Sono circa 1 milione, in Italia, le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2022/09/medinal.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6846" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2022/09/medinal-232x300.jpg" alt="medinal" width="232" height="300" /></a></p>
<p><em>L’applicazione della Medicina Narrativa per la personalizzazione del percorso dei pazienti con Alzheimer è una delle proposte di Digital Narrative Medicine (DNM), che nel 2018 ha avviato il progetto MEDINAL in collaborazione con l’Ospedale Careggi di Firenze, ottenendo risultati positivi e un riscontro incoraggiante da parte dei caregivers.</em></p>
<p>Sono circa 1 milione, in Italia, le persone malate di demenza, di cui la maggior parte affette da Alzheimer. Questa malattia, complessa e multifattoriale (che di solito si sviluppa dopo i 65 anni) ha una forte componente genetica. Si ritiene che la maggior parte dei casi sia causata dall’interazione di diversi fattori di predisposizione genetica con fattori ambientali.<span id="more-6845"></span></p>
<p>Sebbene la comprensione della malattia continui a migliorare, al momento non esiste una cura. I farmaci disponibili mirano principalmente a rallentare il declino cognitivo e ridurre alcuni disturbi comportamentali. Per comprendere meglio le origini della malattia, una delle principali sfide della Ricerca è quella di caratterizzare meglio i suoi fattori di rischio identificando i processi fisiopatologici in gioco e, quindi, proporre nuovi bersagli terapeutici. Due docenti di Neurologia dell’Università di Firenze, il prof. Sandro Sorbi e la prof.ssa Benedetta Nacmias (rispettivamente Past President e Vice Presidente di Airalzh – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer) sono stati convolti nello studio del genoma relativo al più grande gruppo di malati di Alzheimer analizzato finora. La ricerca, che è stata pubblicata sulla rivista <em>Nature Genetics</em>, ha individuato 75 regioni del genoma associate alla patologia, 42 delle quali mai state implicate in precedenza nella malattia.</p>
<p><a href="https://www.insalutenews.it/in-salute/alzheimer-studio-getta-nuova-luce-sui-meccanismi-cellulari-e-i-processi-patologici-alla-base-della-demenza/" target="_blank">Leggi l&#8217;articolo </a></p>
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