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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; medicina</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>Arte e medicina: il medico, il paziente e la malattia nei secoli</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2023 14:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal ciclo &#8220;Sette webconference sull&#8217;arte medica&#8221; nasce &#8220;Arte e medicina: il medico, il paziente e la malattia nei secoli&#8221; , il nuovo di Raffaele Domenici per Aonia Edizioni, che verrà presentato online  lunedì 20 febbraio alle ore 17. Le espressioni artistiche nel loro complesso, le arti visive, la letteratura, il teatro, la musica rivestono un ruolo importante [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/arte-e-medicina-g.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6913" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/arte-e-medicina-g-199x300.jpg" alt="arte e medicina g" width="199" height="300" /></a>Dal ciclo &#8220;Sette webconference sull&#8217;arte medica&#8221; nasce &#8220;Arte e medicina: il medico, il paziente e la malattia nei secoli&#8221; , il nuovo di Raffaele Domenici per Aonia Edizioni, che verrà presentato online  lunedì 20 febbraio alle ore 17.</p>
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<div dir="auto">Le espressioni artistiche nel loro complesso, le arti visive, la letteratura, il teatro, la musica rivestono un ruolo importante nell&#8217;educazione e nella formazione medica. Consentono di accrescere e di approfondire l&#8217;esperienza esistenziale dei sanitari e contribuiscono a promuovere la salute offrendo un supporto fondamentale per facilitare una maggior capacità di osservazione e di analisi.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">In un tempo in cui la medicina ha compiuto tanti progressi in ambito scientifico e tecnologico, con il rischio però di disumanizzare la relazione tra medico e paziente, l&#8217;integrazione tra pratica medica e ambito umanistico costituisce un valore fondamentale per dar vita a un rapporto personalizzato tra il sanitario e la persona ammalata.</div>
</div>
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<p><span id="more-6911"></span></p>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">L&#8217;evento, organizzato da Gruppo Italiano Felicità e Salute Positiva​, Società Italiana di Medicina Narrativa, Aonia Edizioni è disponibile sulla pagina facebook: <a href="https://www.facebook.com/events/749092846336148/?ref=newsfeed" target="_blank">Presentazione libro di Domenici &#8220;Arte e medicina. Il medico, il paziente e la malattia nei secoli&#8221; </a></div>
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		<title>“Il Narratore Ferito”:  il bisogno di raccontare la malattia nell’opera di Arthur W. Frank  curata da Christian Delorenzo</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2022 09:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[È un viaggio nelle narrazioni, quello compiuto dal sociologo canadese Arthur W. Frank nel momento in cui teme di non avere più tempo a causa di una sospetta recidiva del tumore che lo aveva colpito pochi anni prima. Il narratore ferito nasce così, come un’impellente necessità di riunire storie attorno alla malattia, dare voce al [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2022/02/narratore-ferito.jpg"><img class=" size-medium wp-image-6751 alignright" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2022/02/narratore-ferito-195x300.jpg" alt="narratore ferito" width="195" height="300" /></a></p>
<p>È un viaggio nelle narrazioni, quello compiuto dal sociologo canadese Arthur W. Frank nel momento in cui teme di non avere più tempo a causa di una sospetta recidiva del tumore che lo aveva colpito pochi anni prima. <strong><em>Il narratore ferito</em></strong> nasce così, come un’impellente necessità di riunire storie attorno alla malattia, dare voce al corpo e rendergli la sua dimensione essenziale, anche nel racconto.</p>
<p>Il saggio di Frank, uno tra i classici della medicina narrativa, crea un dialogo continuo tra moltissime storie, non senza l’obiettivo etico di una comunicazione che è capace di farsi comunione. “Le persone malate – sottolinea Frank citando Linda Garro – possono aiutare gli altri a capire quello che conta davvero”.</p>
<p>La malattia, dunque, per Frank non è più solo evento accidentale, negativo, da arginare. Ma soprattutto non è una condizione da censurare, qualcosa che viene vissuto esclusivamente in privato e in silenzio, come accadeva invece negli anni Novanta del secolo scorso, quando <strong><em>Il narratore ferito</em></strong> viene pubblicato in prima edizione.</p>
<p>La malattia, per Frank, è parte della storia, in alcuni casi addirittura “occasione”. Sicuramente, inevitabilmente, rappresenta un cambiamento. E non riguarda solo la “persona malata” (non più ridotta a semplice “paziente”), ma coinvolge e modifica anche la realtà circostante.</p>
<p><span id="more-6757"></span></p>
<p>Frank è noto per aver costruito, nel <strong><em>Narratore ferito</em></strong>, tre schemi base – <strong>restituzione, caos e ricerca</strong> – per migliorare l’ascolto, l’attenzione nei confronti delle storie di malattia. Non si tratta di rigide categorie tassonomiche, e Frank non ha certo l’intenzione di effettuare un intervento uniformatore come quello della medicina modernista: “Nessun racconto si conforma esclusivamente a un unico modello, perché nella realtà le categorie si combinano e si avvicendano”. Inoltre “ogni modello riflette forti preferenze culturali e personali che costituiscono l’ennesimo ostacolo all’ascolto”. La consapevolezza dei limiti può aiutare a superare tali ostacoli.</p>
<p>La restituzione racconta la malattia nell’immaginario come condizione passeggera, un viaggio verso il successo in cui la morte viene tenuta a distanza, in cui il finale è un trionfo clinico, con la restituzione, per l’appunto, della salute, mentre protagonisti diventano medici e farmaci.</p>
<p>Il caos, la malattia muta, è il contrario della restituzione: si immagina che le cose non andranno mai meglio e vengono annientate le prospettive. Torna a galla tutto ciò che la modernità prova a lasciarsi alle spalle. Ma rifiutando una storia caotica, si rifiuta anche chi la racconta, afferma Frank, che invita a non trascendere il caos, ma ad accettarlo.</p>
<p>La ricerca, infine, tenta di dare voce a un corpo che vuole farsi comunicativo, nel senso di comunicare ed essere in comunione con gli altri. La malattia, in questo caso, diventa un viaggio, una scoperta nel territorio del senso.</p>
<p>Quando Frank pubblica <strong><em>Il narratore ferito</em></strong> per la prima volta è il 1995. Un’epoca in cui parlare di malattia è quasi un tabù, come si accennava sopra. Nel 2022, agli argini della pandemia, il racconto della malattia trova uno spazio molto diverso, ed è in questo momento che il libro di Frank viene pubblicato in Italia da Einaudi, in un’edizione a cura di Christian Delorenzo.</p>
<p><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/it/il-narratore-ferito-intervista-a-christian-delorenzo/" target="_blank">Leggi l&#8217;intervista a Christian Delorenzo</a></p>
<p style="text-align: center">
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		<title>Online il portale ISSalute</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2018 10:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ stato appena presentato il nuovo portale dell’Istituto Superiore di Sanità destinato all’informazione dei cittadini in merito a salute, cure, prevenzione, malattie e fake news. Si chiama “ISSalute” ed è stato ideato per diffondere informazioni medico-scientifiche, un’enciclopedia della salute che raccoglie attualmente 1700 schede e l’analisi di 150 fake news (a breve 400). Notizie, La salute dalla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">E’ stato appena presentato il nuovo portale dell’Istituto Superiore di Sanità destinato all’informazione dei cittadini in merito a salute, cure, prevenzione, malattie e fake news.<span id="more-5713"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/03/Immagine.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-5710" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/03/Immagine-300x134.png" alt="Immagine" width="300" height="134" /></a></p>
<p>Si chiama “<strong><a href="https://www.issalute.it/">ISSalute</a></strong>” ed è stato ideato per diffondere informazioni medico-scientifiche, un’enciclopedia della salute che raccoglie attualmente 1700 schede e l’analisi di 150 fake news (a breve 400).</p>
<p><strong><em>Notizie</em>, <em>La salute dalla A alla Z</em>, <em>Stili di vita e ambiente</em>, <em>Falsi miti e bufale</em>.</strong> Queste le principali categorie del nuovo portale. Schede e video. Affiancati dai riferimenti per i Telefoni verdi Iss e per la donazione di sangue e organi.</p>
<p>Il portale è stato presentato da Iss il 28 febbraio in una conferenza stampa nella propria sede di Roma alla quale hanno preso parte il presidente dell’Istituto <strong>Walter Ricciardi</strong>, il ministro della Salute <strong>Beatrice Lorenzin</strong> e <strong>Piero Angela</strong>.</p>
<p>Così Ricciardi: “Il nostro portale nasce per spiegare ai cittadini il valore della ricerca e di tutta la conoscenza prodotta dall ISS e dall’intera comunità scientifica per renderla fruibile al maggior numero di persone possibile, senza discriminazione di reddito o di livello di alfabetizzazione. Scendiamo in campo contro le bufale online. <strong>Vogliamo offrire ai cittadini che sempre più spesso consultano il web per motivi di salute, trovando tutto e il contrario di tutto, un approdo sicuro, un punto di riferimento rigoroso e autorevole</strong>. È un’informazione certificata all’origine perché prodotta negli stessi luoghi in cui si fa ricerca e si produce conoscenza scientifica e un contributo all’equità e alla sostenibilità del nostro sistema sanitario”.</p>
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		<title>Il medico che ti salva la vita</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 08:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo di Gavino Maciocco su Salute Internazionale I medici di famiglia di Jamaica Plain usano un metodo incrementale. Essi seguono la salute del paziente nel corso del tempo, anche dell’intera vita. Tutte le decisioni sono provvisorie e soggette a continui aggiustamenti. Affrontano un problema specifico di un paziente senza perdere di vista la sua vita personale, la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-5384"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/dddd.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-5385" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/dddd-300x298.png" alt="dddd" width="300" height="298" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Articolo di <em>Gavino Maciocco</em> su <a href="http://www.saluteinternazionale.info/2017/11/il-medico-che-ti-salva-la-vita/?utm_content=buffer95005&amp;utm_medium=social&amp;utm_source=twitter.com&amp;utm_campaign=buffer" target="_blank">Salute Internazionale</a></p>
<p>I medici di famiglia di Jamaica Plain usano un metodo incrementale. Essi seguono la salute del paziente nel corso del tempo, anche dell’intera vita. Tutte le decisioni sono provvisorie e soggette a continui aggiustamenti. Affrontano un problema specifico di un paziente senza perdere di vista la sua vita personale, la sua storia familiare, la sua dieta, i suoi livelli di stress, e l’intrecciarsi di tutte queste cose.  Questo significa che nella medicina il successo non è determinato da vittorie episodiche e momentanee, sebbene anche queste abbiano la loro importanza. È determinato da una serie di passaggi graduali che producono progressi duraturi.<span id="more-12731"></span></p>
<p><strong>Atul Gawande, chirurgo statunitense, professore alla Harvard medical school di Boston, è anche un brillante pubblicista</strong>: il suo primo libro, del 2002, <em>“Salvo complicazioni: Appunti di un chirurgo americano su una scienza imperfetta”</em> è stato tradotto e venduto in oltre cento paesi; l’ultimo pubblicato in Italia è “<em>Essere mortale. Come scegliere la propria vita fino in fondo</em>” (Einaudi 2016). <a href="http://www.saluteinternazionale.info/2017/11/il-medico-che-ti-salva-la-vita/?utm_content=buffer95005&amp;utm_medium=social&amp;utm_source=twitter.com&amp;utm_campaign=buffer" target="_blank">continua a leggere</a></p>
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		<title>La Medicina che “ascolta”</title>
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		<pubDate>Wed, 24 May 2017 09:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rieccoci con la Rubrica “La Salute tra oggi e domani”. Un mese fa c’eravamo lasciati così, con una panoramica, seppur piuttosto grossolana, della sanità elettronica. Questa volta, invece, voglio fare un rewind e guardare, per un attimo, alla Sanità di ieri. Articolo di Giusi Di Salvio su wewomengineers Ebbene, proprio questo sarà il mantra del presente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Rieccoci con la Rubrica “La Salute tra oggi e domani”.</em><br />
<em>Un mese fa c’eravamo lasciati così, con una panoramica, seppur piuttosto grossolana, della sanità elettronica.</em><br />
<em>Questa volta, invece, voglio fare un rewind e guardare, per un attimo, alla Sanità di ieri.</em></p>
<p><span id="more-5035"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Immagine1.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-5036" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Immagine1-300x219.png" alt="Immagine" width="300" height="219" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Articolo di <strong>Giusi Di Salvio</strong> su <strong><a href="http://www.wewomengineers.com/2017/05/22/la-medicina-che-ascolta/" target="_blank">wewomengineers</a></strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p>Ebbene, proprio questo sarà il mantra del presente articolo.</p>
<p>Riavvolgiamo il nastro e torniamo a circa 50 anni fa, in un piccolo borgo medioevale: Teggiano.</p>
<p><img class=" wp-image-5082 alignright" src="https://i0.wp.com/www.wewomengineers.com/wp-content/uploads/2017/05/Teggiano.jpg?resize=446%2C297" sizes="(max-width: 446px) 100vw, 446px" srcset="https://i0.wp.com/www.wewomengineers.com/wp-content/uploads/2017/05/Teggiano.jpg?resize=300%2C200 300w, https://i0.wp.com/www.wewomengineers.com/wp-content/uploads/2017/05/Teggiano.jpg?resize=768%2C513 768w, https://i0.wp.com/www.wewomengineers.com/wp-content/uploads/2017/05/Teggiano.jpg?resize=1024%2C684 1024w, https://i0.wp.com/www.wewomengineers.com/wp-content/uploads/2017/05/Teggiano.jpg?w=2200 2200w" alt="Teggiano" width="446" height="298" /></p>
<p>Vi è un Medico, di tutti.</p>
<p>Dei neonati, dei bambini, degli adulti e degli anziani.</p>
<p>Un vero e proprio punto di riferimento per qualsiasi problema di salute, di chiunque. Il suo studio medico, rigorosamente all’interno della propria casa, è luogo di incontro per le persone che, in attesa della visita, sentendosi in un ambiente familiare, condividono i problemi, le ansie, le paure, in uno spirito di assoluta solidarietà. Una volta giunto il proprio turno, il Medico, prima di visitare il paziente, lo “ascolta”. Mette questi a proprio agio, facendolo sentire al sicuro nelle sue mani.</p>
<p>Nei suoi confronti: stima, fiducia e profonda riconoscenza che leggo, ancora oggi, nei racconti delle vecchiette che mi hanno permesso di conoscerlo. <strong><a href="http://www.wewomengineers.com/2017/05/22/la-medicina-che-ascolta/" target="_blank">continua a leggere</a></strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Crowd Medicine, Medicina Narrativa e Fascicolo Sanitario Elettronico</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 14:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cristina cenci]]></category>
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		<description><![CDATA[La crowd medicine è una medicina collaborativa, facilitata dallo sviluppo delle tecnologie e delle relazioni digitali. Assume varie forme, dalle meno strutturare e informali (crowd caring) fino allestart up come crowdmed. Al centro della crowd medicine non ci sono un paziente e un medico, ma un crowdhero e la sua rete. Il crowdhero è il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>La <strong>crowd medicine</strong> è una medicina collaborativa, facilitata dallo sviluppo delle tecnologie e delle relazioni digitali. Assume varie forme, dalle meno strutturare e informali (crowd caring) fino allestart up come <strong><a href="http://www.economist.com/news/science-and-technology/21651765-many-hands-make-diagnosis-work-crowd-will-see-you-now">crowdmed</a></strong>. Al centro della crowd medicine non ci sono un paziente e un medico, ma un <strong><a href="http://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2015/07/29/dal-paziente-al-crowdhero-perche-la-medicina-narrativa-puo-diventare-una-crowdmedicine/">crowdhero</a></strong> e la sua rete. Il crowdhero è il soggetto che diventa protagonista attraverso la costruzione collettiva in rete delle sue esperienze e delle sue scelte.</em></p>
<p><span id="more-4181"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Articolo di <strong>Cristina Cenci</strong> su <strong><a href="http://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2016/02/14/crowd-medicine-medicina-narrativa-e-fascicolo-sanitario-elettronico-2/" target="_blank">Nòva</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il percorso di salute del <em>crowdhero</em> è una <em>crowd medicine</em>, che assume caratteristiche e valenze diverse:</p>
<p><strong>1.</strong> Nella sua forma più semplice e diffusa, la <em>crowd medicine</em> è un percorso del tutto personale di ricerca e interazione online. Si parte dal motore di ricerca per arrivare alla blog terapia o alle community online. Le storie e i consigli degli altri aiutano a capire meglio i propri sintomi, mostrano pro e contro delle terapie, orientano verso la scelta del medico. In questa versione informale, la <em>crowd medicine</em> è un percorso di co-costruzione della propria malattia guidato dai propri bisogni e dalle proprie paure e aspettative. Può essere occasionale, legato a un problema specifico, può restare marginale rispetto al consulto medico, può arrivare all’autodiagnosi e all’autoterapia.</p>
<p><strong>2.</strong> Più strutturata e duratura nel tempo, la <em>crowd medicine</em> che si costruisce nelle comunità online di pazienti, soprattutto quando si tratta di patologie croniche o a grande impatto come i tumori o l’AIDS. In questo caso, la co-costruzione è ancorata ad una partecipazione stabile alla community e alla condivisione della propria storia con gli altri. Non ci si limita a cercare e a mettere insieme informazioni, significati, idee, si costruisce con gli altri la propria storia e il proprio percorso (<em>crowd caring</em>).</p>
<p><strong>3.</strong> Più vicina al consulto clinico, la <em>crowd medicine</em> che prevede l’interazione virtuale tra un paziente e una comunità di medici che consigliano, orientano e, talvolta, formulano ipotesi diagnostiche. L’esempio migliore è <em><strong><a href="http://www.medicitalia.it/">medicitalia</a></strong></em>.</p>
<p><strong>4.</strong> Più sbilanciata verso la formula <em>crowd,</em> la proposta dalla <em>start up</em>californiana <a href="http://crowdmed.com/"><strong><em>crowmed</em></strong></a>. La comunità è formata da pazienti in cerca di una diagnosi e da “<em>medical detective</em>”, pronti a offrire ipotesi e idee da seguire per raggiungere l’obiettivo. I <em>medical detective</em> possono essere professionisti sanitari, ma anche altri pazienti o chiunque pensi di poter fornire un contributo. Sistemi articolati di giudizio, ranking e moderazione costruiscono gerarchie di importanza e affidabilità. Il sistema premiante è associato anche a meccanismi di incentivazione economica. E’ un primo tentativo strutturato di diagnosi collettiva che valorizza non solo la condivisione del sapere medico, ma anche di chi si sente esperto e vuole offrire ad altri questa esperienza.</p>
<p>Qualunque sia la forma che assume, nella <em>crowd medicine</em> il paziente<em>crowdhero</em> si autocolloca al centro e si appropria delle leve e dei percorsi decisionali. Molti i rischi: la delegittimazione della pratica e del sapere del medico, il proliferare dell’ipocondria collettiva, la rinuncia alla privacy come bene prezioso e da tutelare, un allarme sociale crescente, il dominio occulto dei primi 10 risultati su google, il decrescere dell’aderenza terapeutica, la tendenza all’autodiagnosi.</p>
<p>La sfida è una nuova alleanza terapeutica che rinunci alla relazione gerarchica di saperi e poteri tra medico e paziente e coinvolga i diversi attori in un percorso collaborativo. La <strong><a href="http://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2015/11/18/storytelling-caring-narratives-e-medicina-narrativa-perche-le-storie-non-sono-tutte-uguali/">medicina narrativa</a></strong> può offrire gli strumenti per portare la <em>crowd medicine</em> nella pratica clinica. Come? Fornendo le metodologie per la co-costruzione della migliore <strong>storia di cura</strong> possibile. <strong><a href="http://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2016/02/14/crowd-medicine-medicina-narrativa-e-fascicolo-sanitario-elettronico-2/" target="_blank">continua a leggere</a></strong></p>
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		<title>L’uso di Twitter nell’healthcare: non solo comunicazione, ma anche ascolto del pubblico</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 07:52:42 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Accade molto spesso che <strong>pazienti e caregivers</strong> sentano l’esigenza di scambiarsi opinioni o condividano le esperienze. In questo senso, il web offre numerosi spazi come forum, chat e gli stessi <strong>social network</strong>. Tra questi ultimi, grazie alla sua natura di canale interattivo, alla possibilità di comunicare in tempo reale e all&#8217;ampio grado di disseminazione degli argomenti, <strong>Twitter</strong> sta diventando un importante mezzo di confronto in ambito <strong>salute</strong>. La sua immediatezza favorisce<strong> </strong>molto l’uso da parte dei pazienti rendendolo una fonte preziosa d’informazioni sui loro bisogni e, più in generale, sulle dinamiche che si sviluppano attorno a una patologia. <a href="http://www.upvalue.it/news/luso-di-twitter-nellhealthcare-non-solo-comunicazione-ma-anche-ascolto-del-pubblico/" target="_blank">continua a leggere</a></p>
<p>Articolo di <strong>Vanni Vischi</strong> su <strong>UpValue</strong></p>
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		<title>Chi sa solo di medicina, non sa niente di medicina</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2015 08:18:49 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Chi sa solo di medicina, non sa niente di medicina. Bravo, dottor Bronzetti, non perda mai quel senso di missione che traspare in ogni riga della sua lettera. È bello scoprire che da Bologna a Milano, passando per Pisa fino al Sud di dentro del Cilento, sono tanti i medici che trasmettono ai malati quell’amore per il loro lavoro che ho visto stampato nel cuore e negli occhi dei medici del Gemelli di Roma, scuola di medicina e di umanità, qualche settimana fa.</p>
<p>Chi arriva in una corsia di ospedale ha bisogno del suo “medico di famiglia” perché la debolezza e la paura lo rendono più fragile e avverte l’esigenza di «essere preso per mano e aiutato». Sente il bisogno di essere sempre al centro dell’attenzione del medico e se ne accorge subito quando accade oppure no,<strong> la fiducia e la tranquillità fanno parte della guarigione dalla malattia</strong>.<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2015-07-05/chi-sa-solo-medicina-non-sa-niente-medicina-100541.shtml?uuid=AC1Q48L&amp;refresh_ce=1" target="_blank"> continua a leggere</a></p>
<p>Articolo di <strong>Roberto Napoletano </strong>su <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>What Patients Gain By Reading Their Doctor’s Notes</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2015 07:47:09 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>During a recent physical, Jeff Gordon’s doctor told him he may be pre-diabetic. It was a quick mention, mixed in with a review of blood pressure numbers, other vital statistics like his heart rate, height and weight, and details about his prescription for cholesterol medication. Normally, Gordon, 70, a food broker who lives in Washington, D.C., would have paid it little attention.</p>
<p>But his physician, who recently joined MedStar Health, uses the system’s Web portal that allows him to share his office notes with patients. For Gordon, seeing the word “pre-diabetic” in writing made it difficult to ignore, and he took action. <a href="http://khn.org/news/what-patients-gain-by-reading-their-doctors-notes/" target="_blank">continua a leggere</a></p>
<p>Articolo di <strong>Shefali Luthra</strong> su <strong>KHN</strong></p>
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		<title>I social network nella comunicazione e nella promozione della salute</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2015 08:53:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In America, migliaia di persone accedono al profilo di Twitter e alla pagina pubblica di Facebook degli ospedali per essere informati sulle nuove scoperte scientifiche I social media e i social network stanno profondamente influenzando il modo di comunicare degli Italiani, soprattutto i più giovani. La comunicazione attraverso questi strumenti non poteva, quindi, non avere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>In America, migliaia di persone accedono al profilo di Twitter e alla pagina pubblica di Facebook degli ospedali per essere informati sulle nuove scoperte scientifiche</em><span id="more-3872"></span></p>
<p>I <strong>social media</strong> e i <strong>social network</strong> stanno profondamente influenzando il modo di comunicare degli Italiani, soprattutto i più giovani. La comunicazione attraverso questi strumenti non poteva, quindi, non avere ripercussioni sul mondo della salute. I social media come Facebook e Twitter, grazie alle loro potenzialità comunicative basate sui meccanismi della condivisione e del “mi piace”, sono impiegati da diversi anni da chi produce contenuti in ambito medico/salute. Precursori in quest’area sono state le società scientifiche e le riviste mediche professionali. Ora, anche ospedali, istituzioni sanitarie e associazioni di pazienti (in particolare, nei Paesi anglosassoni) si affidano ai social media per creare una <strong>relazione</strong> con i cittadini e offrire loro contenuti attraverso nuove modalità di fruizione. <a href="http://www.socialnews.it/wp-content/uploads/2014/SocialNews_Marzo2015.pdf" target="_blank">continua a leggere</a></p>
<p>Articolo di <strong>Eugenio Santoro</strong> su <strong>Social News</strong></p>
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