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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; medicina personalizzata</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>Il futuro, in remoto, dell’ospedale</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 13:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La medicina è cambiata, non può prescindere dalla tecnologia, che sta a noi trasformare in Human information technology Agnese Codignola, Nòva Benvenuti nell’ospedale del futuro. Si sarebbe potuto chiamare anche così il Med in Israel 2017, la conferenza svoltasi a Tel Aviv dal 6 al 9 marzo, organizzata dai ministeri degli Esteri, dell’Economia e della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>La medicina è cambiata, non può prescindere dalla tecnologia, che sta a noi trasformare in Human information technology</em><span id="more-4939"></span></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/rrr.gif"><img class=" size-full wp-image-4461 aligncenter" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/rrr.gif" alt="rrr" width="300" height="300" /></a></p>
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<p style="text-align: center">Agnese Codignola, <a href="http://nova.ilsole24ore.com/frontiere/il-futuro-in-remoto-dellospedale/?refresh_ce=1">Nòva</a></p>
<p style="text-align: left">Benvenuti nell’ospedale del futuro. Si sarebbe potuto chiamare anche così il <a href="http://www.medinisraelconf.com/">Med in Israel</a> 2017, la conferenza svoltasi a Tel Aviv dal 6 al 9 marzo, organizzata dai ministeri degli Esteri, dell’Economia e della Salute insieme all’Istituto per il commercio estero e nella quale, come quasi sempre in queste occasioni, l’intero mondo della ricerca biomedica israeliana si è ritrovato per fare il punto sui progressi raggiunti, ma anche per riflettere sui tumultuosi cambiamenti in atto.<br />
Una parola ha prevalso sulle altre: <strong>personalizzazione</strong>, cioè medicina personalizzata, da mettere in pratica in un ospedale incentrato non sulle malattie, ma sulle persone. E non certo o non solo per andare dietro a uno slogan tanto di moda quanto, a volte, vuoto, ma perché, che lo si voglia o no, la medicina di oggi è già così. Sono le strutture e l’organizzazione in generale a essere in ritardo.<br />
«Da una parte c’è la demografia – ha esordito <strong>Gadi Rennert</strong>, direttore del National Cancer Institute israeliano e docente di medicina al <a href="http://www.technion.ac.il/en/">Technion</a>, il politecnico di Haifa -. Quale che sia la zona geografica osservata, comprese quelle un tempo considerate in sviluppo come l’India, la Cina o i grandi paesi africani (l’Africa, insieme alla Cina, è presente in forze al meeting, ndr), la demografia e l’epidemiologia dicono tutte la stessa cosa: la vita media continuerà ad allungarsi e, con essa, cresceranno i milioni di persone colpite da malattie croniche quali quelle cardiovascolari, il diabete e il cancro, sempre più trattabili. Ci saranno centinaia di milioni di persone da curare, e non è pensabile farlo in un ospedale tradizionale. Dall’altra parte c’è la genetica, che continuerà a far crescere le nostre conoscenze specifiche e a darci strumenti nuovi. È chiaro che, in questo scenario, un centro di cura basato su esami strumentali fatti per individuare la patologia un po’ alla cieca, magari aspettando il responso di un laboratorio genetico esterno, è del tutto anacronistico e inadeguato». <a href="http://nova.ilsole24ore.com/frontiere/il-futuro-in-remoto-dellospedale/?refresh_ce=1">continua a leggere</a></p>
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		<title>La medicina vestita di narrazione</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2016 08:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi racconta e chi ascolta nell&#8217;ambito della cura? A Firenze la presentazione del libro di Sandro Spinsanti &#160; &#160; Venerdì 27 maggio 2016 a Firenze, alle ore 17 presso il Palazzo Bastogi (Consiglio Regionale della Toscana), verrà presentato il libro di Sandro Spinsanti, Direttore Istituto Giano per le Medical Humanities. &#160; Il libro &#8220;La medicina vestita di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Chi racconta e chi ascolta nell&#8217;ambito della cura? A Firenze la presentazione del libro di Sandro Spinsanti</em><span id="more-4419"></span></p>
<p><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/ggg.png"><img class=" size-medium wp-image-4420 aligncenter" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/ggg-212x300.png" alt="ggg" width="212" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><strong>Venerdì 27 maggio 2016</strong> a Firenze, alle <strong>ore 17</strong> presso il Palazzo Bastogi (Consiglio Regionale della Toscana), verrà presentato il libro di<strong> Sandro Spinsanti</strong>, <strong><a href="http://www.istitutogiano.it/" target="_blank">Direttore Istituto Giano</a></strong> per le Medical Humanities.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il libro &#8220;<strong><a href="http://www.amazon.it/medicina-vestita-narrazione-Sandro-Spinsanti/dp/8849005547" target="_blank">La medicina vestita di narrazione</a></strong>&#8221; affronta il delicato tema della personalizzazione della cura e del concetto di &#8220;<strong>narrazione</strong>&#8221; in medicina, segue una breve citazione: &#8220;<em>Potendo scegliere tra un vestito prodotto in serie e uno su misura, confezionato da un bravo sarto, non avremmo dubbi. La stessa preferenza possiamo trasporla alle cure mediche: quelle “sartoriali”, che rispettano il nostro profilo personale e non sono uguali per tutti, sono la nostra aspirazione. Il diritto riconosce l’autonomia nella scelta delle cure; la bioetica promuove l’informazione e il consenso. Ma la chiave che apre la serratura di una <strong>medicina personalizzata si chiama narrazione</strong>. Narrando, infatti, si comprende: dalla nascita alla morte, percorrendo i tortuosi sentieri della cura, le vicende del corpo acquistano il loro completo spessore solo quando sono illuminate dalle arti narrative. Narrando si guarisce: chi viene “delocalizzato” nella terra ignota della malattia trova nel racconto e nella condivisione del suo vissuto una risorsa per accedere alla Grande Salute, condizione di crescita complessiva. <strong>Narrando ci si cura</strong>: la medicina che “conta” – quella di precisione – non è l’antagonista di quella che si serve dell’ascolto e della comunicazione. Sono le due facce di un’unica medicina: la sola che la cultura del nostro tempo riconosce come “buona medicina”</em>.&#8221;</p>
<p><strong>Sandro Spinsanti</strong> è laureato in psicologia (Università di Roma “La Sapienza”) e in teologia (Pontificia Università Lateranense) con specializzazione in teologia morale (Accademia Alfonsiana). Ha insegnato etica medica nella facoltà di medicina dell’Università Cattolica di Roma e bioetica nell’Università di Firenze. Ha diretto il Centro internazionale Studi Famiglia (Milano) e il Dipartimento di scienze umane dell’Ospedale Fatebenefratelli all’Isola Tiberina (Roma). Ha fondato e dirige l’Istituto Giano (Roma). È stato componente del Comitato Nazionale per la Bioetica. Ha fondato e diretto la rivista L’Arco di Giano (Esse Editrice). Ha fondato e diretto la rivista &#8220;<strong>Janus. Medicina: cultura,culture</strong>&#8221; (Edizioni Zadig). È membro del Comitato scientifico di <strong><a href="http://www.leniterapia.it/" target="_blank">FILE</a></strong>.</p>
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