<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Digital Narrative Medicine &#187; medicina narrativa</title>
	<atom:link href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/tag/medicina-narrativa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it</link>
	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
	<lastBuildDate>Tue, 16 Jun 2026 10:30:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Recensione a &#8220;Un’altra pratica della cura. Un ponte tra due sponde&#8221; di Sandro Spinsanti</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/recensione-a-unaltra-pratica-della-cura-un-ponte-tra-due-sponde-di-sandro-spinsanti/</link>
		<comments>https://digitalnarrativemedicine.com/it/recensione-a-unaltra-pratica-della-cura-un-ponte-tra-due-sponde-di-sandro-spinsanti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 09:54:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[sandro spinsanti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://digitalnarrativemedicine.com/it/?p=8297</guid>
		<description><![CDATA[Riportiamo la recensione del nuovo libro di Sandro Spinsanti scritta da Tania Milletti, medico e psicoterapeuta, membro del CD della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN). Leggere l’ultimo libro di Sandro Spinsanti, psicologo e teologo, significa immergersi in una scrittura intrisa di narrazione, dove il rigore clinico si fonde armoniosamente con inserzioni letterarie e sguardi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/06/9788849008340_0_0_536_0_75.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8303" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/06/9788849008340_0_0_536_0_75-198x300.jpg" alt="9788849008340_0_0_536_0_75" width="198" height="300" /></a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riportiamo la recensione del nuovo libro di Sandro Spinsanti scritta da Tania Milletti, medico e psicoterapeuta, membro del CD della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Leggere l’ultimo libro di Sandro Spinsanti, psicologo e teologo, significa immergersi in una scrittura intrisa di narrazione, dove il rigore clinico si fonde armoniosamente con inserzioni letterarie e sguardi sulla contemporaneità. È un’opera scritta in assenza di pregiudizio, capace di accompagnare il lettore con una semplicità quasi affettuosa, una carezza con cui riesce ad affrontare tematiche di notevole spessore e urgenza. La forza della sua penna risiede nella capacità di porsi al di sopra dei contrasti nei diversi ambiti della cura, ponendosi costantemente alla ricerca della “parola che congiunge”, quella parola capace di farsi ponte tra mondi spesso distanti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il cuore pulsante della riflessione di Spinsanti coincide e si fonde con l’orizzonte culturale della Medicina Narrativa. L’autore sottolinea come la cura nasca da un incontro “duale” che porta alla creazione di un soggetto inedito: un “Terzo Spazio” che non appartiene esclusivamente né al curante né al curato. Questo concetto evoca lo spazio analitico della relazione psicoterapeutica: una dimensione creativa, nuova rispetto a entrambi i soggetti, che diventa il luogo in cui la cura si personalizza e si trasforma in atto generativo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span id="more-8297"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Spinsanti non teme di addentrarsi nei territori più complessi del vivere contemporaneo, come il fine vita. Con sguardo lucido, l’autore osserva come nel nostro panorama attuale il morire sia stato eccessivamente medicalizzato; in risposta a ciò, la Medicina Narrativa e le Cure Palliative emergono non come una resa — un “subentrare quando non c’è più nulla da fare” — ma come forma altissima di cura in sé. Esse ci esortano a considerare la dimensione spirituale in senso ampio: una tensione esistenziale che abbraccia i valori profondi del paziente, ben oltre la sola appartenenza religiosa.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’opera non manca di concretezza sociologica, denunciando con vigore il cosiddetto “dolore burocratico” — quell’intoppo amministrativo che umilia il paziente — e invocando un necessario riconoscimento giuridico per la figura del caregiver, pilastro spesso invisibile del sistema di assistenza.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.simenitalia.it/recensione-unaltra-pratica-della-cura-un-ponte-tra-due-sponde/?_gl=1*5utqma*_up*MQ..*_ga*MTMwMjA4MzcxMy4xNzgxNjAzMjc3*_ga_K0XY4DVX6Y*czE3ODE2MDMyNzckbzEkZzAkdDE3ODE2MDMyNzckajYwJGwwJGgw" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://digitalnarrativemedicine.com/it/recensione-a-unaltra-pratica-della-cura-un-ponte-tra-due-sponde-di-sandro-spinsanti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Medicina narrativa e intelligenza artificiale: il progetto NARR-ARTI</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/medicina-narrativa-e-intelligenza-artificiale-il-progetto-narr-arti/</link>
		<comments>https://digitalnarrativemedicine.com/it/medicina-narrativa-e-intelligenza-artificiale-il-progetto-narr-arti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 14:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[cristina cenci]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[narr-arti]]></category>
		<category><![CDATA[narrative medicine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://digitalnarrativemedicine.com/it/?p=8286</guid>
		<description><![CDATA[Riportiamo l&#8217;articolo di Cristina Cenci, founder Digital Narrative Medicine, pubblicato sul blog Nòva de Il Sole 24Ore. &#8220;Nel 2017 ho condiviso su questo blog una piccola provocazione. Dopo l’ennesima risposta paternalistica del mio medico di base, ho immaginato di scrivere invece a un assistente virtuale che ho chiamato R2-D2, in omaggio a Guerre Stellari. La risposta che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-05-31-alle-15.50.14.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8287" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-05-31-alle-15.50.14-300x155.png" alt="Screenshot-2026-05-31-alle-15.50.14" width="300" height="155" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Riportiamo l&#8217;articolo di Cristina Cenci, founder Digital Narrative Medicine, pubblicato sul blog Nòva de Il Sole 24Ore.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nel <strong>2017</strong> ho condiviso su questo blog una piccola provocazione. Dopo l’ennesima risposta paternalistica del mio medico di base, ho immaginato di scrivere invece a un assistente virtuale che ho chiamato R2-D2, in omaggio a Guerre Stellari. La risposta che ho attribuito a R2-D2 era al tempo stesso empatica, personalizzata, utile per me. Concludevo con una domanda: <em>saranno le macchine ad aiutarci a superare il paternalismo nella relazione medico-paziente?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nove anni dopo, con l’arrivo degli LLM, le chatbot empatiche esistono davvero ma l’interrogativo resta valido.  Secondo uno <strong>studio</strong> di <strong>David Chen</strong> e colleghi del Princess Margaret Cancer Centre di Toronto, le persone con cancro valutano le risposte dei chatbot come più empatiche di quelle dei medici. La mia fantasia del 2017 è apparentemente diventata realtà. Ma non del tutto. Parlare di empatia per un chatbot rischia di non essere appropriato, visto che al massimo possiamo definirlo <em>mirroring</em> statistico. La situazione è al tempo stesso più problematica e più promettente.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2025 il Centro Studi SIMeN ha pubblicato un <strong>documento</strong> curato da <strong>Massimiliano Marinelli</strong> — <em>Medicina Narrativa e Intelligenza Artificiale. Una breve introduzione</em> — che sintetizza in modo molto efficace rischi e opportunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il testo descrive un paradosso identificato da diversi studiosi: “i sistemi sanitari cercano nell’AI efficienza e standardizzazione; la medicina narrativa insiste sulla singolarità del vissuto, sull’<em>illness script</em> come evento fenomenologico irriducibile”. Il rischio centrale è la nascita di un “(a)iRecord”, dominato dall’algoritmo e dalla presunta oggettività del dato, derivato da una procedura di codifica automatca. Avverte Marinelli: <em>“Quando la sofferenza di una madre — per il futuro dei figli, per esempio — viene compressa in una nota psicosociale o in una checkbox, la narrazione viene ‘dataficata’: trasformata in dato utile al sistema, ma impoverita come fonte di risonanza empatica e di comprensione condivisa. Il rischio, per la MN, è che la parola del paziente venga sì registrata, ma non davvero accolta.”</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8286"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sul risultato degli studi come quello di Chen et al., Marinelli segnala che il  vero banco di prova dell’empatia non è la messaggistica asincrona, ma la relazione in presenza: “<em>lo spazio in cui si sostengono silenzi, si tollera la confusione, si reggono sguardi che portano notizie che nessuno vorrebbe dare o ricevere</em>”. L’empatia è contestuale e relazionale ed è per gli umani, non per l’AI.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dossier segnala poi i rischi più sottili: la <em>passività narrativa</em> del clinico che accetta quasi in blocco i testi generati dall’AI, l’erosione della competenza narrativa, i bias algoritmici che rischiano di produrre una medicina che “sente” meglio certi aspetti e ne ignora altri rilevanti. La proposta richiama il cosiddetto modello <em>“centauro”</em>: <em>distant reading</em> all’AI, <em>close reading</em> all’umano. Bella formula. Come si può applicare nella pratica?</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo provato a proporre una declinazione concreta con il progetto <a href="http://digitalnarrativemedicine.com/it/narr-arti-il-progetto-al-policlinico-gemelli-che-unisce-medicina-narrativa-e-intelligenza-artificiale-per-valorizzare-la-storia-e-i-bisogni-di-ogni-persona/" target="_blank"><strong>NARR</strong><strong>-ARTI</strong></a>, realizzato con la <b>Medicina di Precisione in Senologia, </b>della <strong>Fondazione Policlinico Gemelli</strong>, guidata dalla dottoressa <strong>Alessandra Fabi, </strong>con il contributo incondizionato <strong>AstraZeneca.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le donne con tumore al seno in fase avanzata raccontano la propria esperienza con il diario narrativo digitale <strong>DNMLab</strong> — validato per utilità e fattibilità in diverse aree terapeutiche. Nel diario sono state integrate le <strong>API di ChatGPT</strong>, con la garanzia che le storie non vengano utilizzate per l’addestramento del sistema, preservando la privacy. L’AI analizza le narrazioni e genera per ogni paziente la <strong><em>Illness Digital StoryMap</em></strong> (IDS), visibile al team curante.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2026/05/31/medicina-narrativa-e-intelligenza-artificiale-il-progetto-narr-arti/" target="_blank">Continua a leggere l&#8217;articolo di Cristina Cenci</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://digitalnarrativemedicine.com/it/medicina-narrativa-e-intelligenza-artificiale-il-progetto-narr-arti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Emicrania: ascoltare, comprendere, curare. Dalla medicina narrativa alla medicina di genere, tra benessere, innovazione e personalizzazione delle cure&#8221;, webconference il 17 giugno 2026</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/emicrania-ascoltare-comprendere-curare-dalla-medicina-narrativa-alla-medicina-di-genere-tra-benessere-innovazione-e-personalizzazione-delle-cure-webconference-il-17-giugno-2026/</link>
		<comments>https://digitalnarrativemedicine.com/it/emicrania-ascoltare-comprendere-curare-dalla-medicina-narrativa-alla-medicina-di-genere-tra-benessere-innovazione-e-personalizzazione-delle-cure-webconference-il-17-giugno-2026/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 12:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://digitalnarrativemedicine.com/it/?p=8272</guid>
		<description><![CDATA[Il 17 giugno 2026 alle ore 15 si terrà onlina la webconference dal titolo &#8220;Emicrania: ascoltare, comprendere, curare. Dalla medicina narrativa alla medicina di genere, tra benessere, innovazione e personalizzazione delle cure&#8221;. L’emicrania rappresenta una delle condizioni neurologiche croniche più diffuse e invalidanti, con un impatto significativo sulla qualità della vita, sulle relazioni personali, sul [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/ug31YLG8pquW.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8273" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/ug31YLG8pquW-300x169.png" alt="ug31YLG8pquW" width="300" height="169" /></a></p>
<h2 class="default-heading2"></h2>
<p id="isPasted" class="default" style="text-align: justify;">Il<strong> 17 giugno 2026 alle ore 15</strong> si terrà onlina la webconference dal titolo <strong>&#8220;Emicrania: ascoltare, comprendere, curare. Dalla medicina narrativa alla medicina di genere, tra benessere, innovazione e personalizzazione delle cure&#8221;</strong>.</p>
<p class="default" style="text-align: justify;">L’emicrania rappresenta una delle <strong>condizioni neurologiche croniche più diffuse e invalidanti</strong>, con un impatto significativo sulla qualità della vita, sulle relazioni personali, sul benessere psicofisico e sulla partecipazione sociale della persona. Tuttavia, accanto ai progressi della ricerca farmacologica e delle conoscenze fisiopatologiche, emerge con sempre maggiore evidenza <strong>la necessità di un approccio capace di andare oltre il sintomo</strong>, riconoscendo l’unicità della storia, dei vissuti e dei bisogni di ogni paziente.</p>
<p id="isPasted" class="default" style="text-align: justify;">Questa webconference nasce con l’obiettivo di offrire uno <strong>sguardo multidisciplinare e centrato sulla persona</strong>, integrando il contributo della <strong>Narrative Medicine</strong>, che invita ad ascoltare e comprendere l’esperienza soggettiva della malattia, con quello della Gender Medicine, oggi indispensabile per interpretare le differenze biologiche, ormonali e cliniche che caratterizzano l’emicrania lungo le diverse fasi della vita. Attraverso il dialogo tra esperienza dei pazienti, innovazione terapeutica, attenzione al benessere, alimentazione, età evolutiva e approcci integrati, l’incontro intende promuovere una cultura della cura sempre più personalizzata, capace non solo di trattare l’emicrania, ma di ascoltare, comprendere e prendersi cura della persona nella sua interezza.</p>
<p class="default" style="text-align: justify;"><span id="more-8272"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Comitato scientifico</strong></p>
<p>Paola Antonioli &#8211; Referente Bollini Rosa, Ospedale Apuane di Massa<br />
Sergio Ardis &#8211;  Referente Aziendale Bollini Rosa<br />
Federica Cetica &#8211;  Referente Bollini Rosa, Ospedale di Portoferraio<br />
Marzia Chellini &#8211;  Referente Bollini Rosa, Ospedale di Livorno</p>
<p>Monica Di Ricco &#8211; Referente Bollini Rosa, Ospedale San Luca di Lucca<br />
Cinzia Marchetti &#8211;  Referente Bollini Rosa, Ospedale Versilia di Lido di Camaiore<br />
Letizia Paoletti &#8211;  Referente Bollini Rosa, Ospedale di Cecina<br />
Laura Piaggesi &#8211;  Referente Bollini Rosa, Ospedale di Barga<br />
Roberta Tana &#8211;  Referente Bollini Rosa, Ospedale Lotti di Pontedera</p>
<p><strong>Iscrizione</strong></p>
<p>La webconference aperta al pubblico in maniera gratuita. L&#8217;iscrizione è necessaria al seguente link:</p>
<p><a id="isPasted" href="https://9wcxx.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeG13GxFw0mJc0WoRn7Xp/8uayJOw2kBQB" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf4gB9_yym_zSvE8io-Ao00gjbG5k3I5IWsxFadb0LhAyzE0A/viewform?usp=publish-editor</a></p>
<p>È una iniziativa di interesse per il Gruppo Italiano Felicità e Salute Positiva.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://digitalnarrativemedicine.com/it/emicrania-ascoltare-comprendere-curare-dalla-medicina-narrativa-alla-medicina-di-genere-tra-benessere-innovazione-e-personalizzazione-delle-cure-webconference-il-17-giugno-2026/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Medicina narrativa: le dieci eccellenze dell’ascolto</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/medicina-narrativa-le-dieci-eccellenze-dellascolto/</link>
		<comments>https://digitalnarrativemedicine.com/it/medicina-narrativa-le-dieci-eccellenze-dellascolto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 17:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[narr-arti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://digitalnarrativemedicine.com/it/?p=8252</guid>
		<description><![CDATA[Riprendiamo un recente articolo uscito su Fortune Italia a firma di Alessandro Pulcini, che cita dieci iniziative che rappresentano un&#8217;eccellenza nell&#8217;ambito della medicina narrativa. Tra queste, NARR-ARTI, il progetto in corso presso la UOSD di Medicina di Precisione in Senologia del Policlinico A. Gemelli, sostenuto da un contributo non condizionante di AstraZeneca, e che si avvale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/shutterstock_320035589.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8253" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/shutterstock_320035589-300x200.jpg" alt="shutterstock_320035589" width="300" height="200" /></a><strong>Riprendiamo un recente articolo uscito su Fortune Italia a firma di Alessandro Pulcini, che cita dieci iniziative che rappresentano un&#8217;eccellenza nell&#8217;ambito della medicina narrativa. Tra queste, <a href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/al-policlinico-gemelli-un-progetto-di-medicina-narrativa-digitale/" target="_blank">NARR-ARTI</a>, il progetto in corso presso la UOSD di Medicina di Precisione in Senologia del Policlinico A. Gemelli, sostenuto da un contributo non condizionante di AstraZeneca, e che si avvale della piattaforma digitale DNMLab.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Da Aifa a Simen, tutte quelle realtà che sono a fianco di medici e caregiver che hanno fatto della medicina narrativa un bene comune.</em></p>
<p style="text-align: justify;">No, la <strong>medicina narrativa</strong> non è solo un esperimento accademico: è ormai parte integrante del Servizio sanitario nazionale. Molte università, ospedali e associazioni stanno ridisegnando il concetto di cura, forti anche delle Linee di indirizzo dell’Istituto superiore di sanità che ne hanno riconosciuto la validità. Il nostro Paese vanta una rete capillare di ‘laboratori narrativi’: centri di ricerca che raccolgono storie per migliorare i percorsi clinici, master universitari che formano i medici del presente e del futuro, reparti dove alla cartella clinica vengono affiancate le parole del paziente.</p>
<p style="text-align: justify;">Realtà che lavorano per i medici, per i pazienti, per i caregiver: una rete capillare dove i singoli vissuti diventano patrimonio comune. Conoscere questi centri significa sapere dove trovare ascolto, formazione e spazi in cui la propria storia di malattia smette di essere un peso solitario per diventare una risorsa terapeutica. Ecco dieci enti, associazioni, centri di ricerca e ospedali da tenere a mente (in rigoroso ordine alfabetico).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8252"></span></p>
<h3 style="text-align: justify;">Aifa</h3>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>Agenzia italiana del farmaco</strong> ha adottato a fine 2025 il regolamento di<em> Aifa Ascolta</em>, uno spazio di dialogo con l’Agenzia riservato ad associazioni, reti e federazioni dei pazienti. Un’iniziativa che si inserisce nelle politiche di ascolto attivo degli stakeholder e che si unisce ad Aifa Incontra, dedicata ad aziende farmaceutiche e istituti di ricerca.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Area Sanità e Salute ISTUD</h3>
<p style="text-align: justify;">Centro di ricerca che lavora a indagini come quella <strong>sull’idrosadenite suppurativa</strong>, una patologia cronica della pelle che ha un impatto pesante sul benessere psicologico di chi ne è affetto (le giovani ragazze). Una prova dell’importanza della medicina narrativa contro lo stigma di alcune malattie.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Centro Nazionale Malattie Rare (ISS)</h3>
<p style="text-align: justify;">All’interno dell’<strong>Istituto superiore di sanità</strong>, si lavora da oltre quindici anni per valorizzare le storie dei pazienti, che per le malattie rare (dove i numeri statistici sono bassi) sono preziose. Nel 2015, l’Iss ha pubblicato le Linee di Indirizzo per l’utilizzo della medicina narrativa in ambito clinico assistenziale per le malattie croniche e rare.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Eunames</h3>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>European society for narrative medicine and health humanities</strong> è nata da un’idea della Simen ed è un’associazione di studiosi dedicata all’indagine e alla promozione dei settori della medicina narrativa, delle Scienze umanistiche mediche e umanistiche per la salute.</p>
<h3 style="text-align: justify;">EUPATI Italia (Accademia del Paziente)</h3>
<p style="text-align: justify;">Non è un centro di medicina narrativa ma forma i ‘pazienti esperti’ affinché sappiano sedersi ai tavoli decisionali della sanità. Per il cittadino attivo, è l’opportunità di imparare per dialogare con le istituzioni e le case farmaceutiche.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Fondazione Giancarlo Quarta</h3>
<p style="text-align: justify;">È una onlus focalizzata sulla relazione di cura e sul comportamento relazionale nelle strutture sanitarie. Lavora a ricerche e premi per tesi di laurea sul tema. Organizza spesso iniziative e concorsi per raccogliere storie di ‘buona sanità’.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Master in Salute e Medicina Narrativa Applicata</h3>
<p style="text-align: justify;">Siamo alla diciassettesima edizione del <strong>Master organizzato da Istud</strong>. Un percorso formativo per medici, infermieri, operatori sociosanitari, psicologi, farmacisti, formatori, comunicatori, antropologi, decision makers e tutti i professionisti del mondo della cura.</p>
<h3 style="text-align: justify;">NARR-ARTI</h3>
<p style="text-align: justify;">È il progetto al <strong>Policlinico Gemelli</strong> che unisce<strong> medicina narrativa e intelligenza artificiale</strong> per valorizzare la storia e i bisogni di ogni persona. Viene condotto sulla piattaforma dnmab.it. Protagoniste le pazienti in cura per un tumore del seno metastatico.</p>
<p><a href="https://www.fortuneita.com/2026/03/27/medicina-narrativa-le-dieci-eccellenze-dellascolto/" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://digitalnarrativemedicine.com/it/medicina-narrativa-le-dieci-eccellenze-dellascolto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nuovo Web-I-Narr SIMeN: presentazione del volume &#8220;Raccontare la malattia. Le nuove froniere della medicina narrativa&#8221; di Rita Charon</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/nuovo-web-i-narr-simen-presentazione-del-volume-raccontare-la-malattia-le-nuove-froniere-della-medicina-narrativa-di-rita-charon/</link>
		<comments>https://digitalnarrativemedicine.com/it/nuovo-web-i-narr-simen-presentazione-del-volume-raccontare-la-malattia-le-nuove-froniere-della-medicina-narrativa-di-rita-charon/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[rita charon]]></category>
		<category><![CDATA[webinar]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://digitalnarrativemedicine.com/it/?p=8231</guid>
		<description><![CDATA[Il 18 marzo 2026 alle 18:30, nell’ambito del ciclo di webinar Voci tra le righe: L’esperienza viva della narrazione, organizzato dalla Società Italiana di Medicina Narrativa, sarà presentato il volume Raccontare la malattia: Le nuove frontiere della medicina narrativa (Cortina, 2026) di Rita Charon. L’incontro, condotto da Mariateresa Dacquino, vedrà dialogare Nicoletta Suter e Marisa Del Ben con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/locandina-charon-def.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8232" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/locandina-charon-def-200x300.png" alt="locandina-charon-def" width="200" height="300" /></a>Il 18 marzo 2026 alle 18:30, nell’ambito del ciclo di webinar <strong><em>Voci tra le righe: L’esperienza viva della narrazione</em></strong>, organizzato dalla Società Italiana di Medicina Narrativa, sarà presentato il volume <strong><em>Raccontare la malattia: Le nuove frontiere della medicina narrativa</em></strong> (Cortina, 2026) di <strong>Rita Charon</strong>. L’incontro, condotto da <strong>Mariateresa Dacquino, </strong>vedrà dialogare<strong> Nicoletta Suter e Marisa Del Ben</strong> con il curatore e traduttore dell’opera, Christian Delorenzo, esperto internazionale di letterature comparate, medicina narrativa e<em> Medical humanities</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rita Charon</strong> è una figura di riferimento nota a livello mondiale: fondatrice della medicina narrativa nonché studiosa di Henry James, è medico internista e professoressa alla Columbia University, dove attualmente dirige il dipartimento di <em>Medical humanities </em>ed etica. È già autrice di <em>Medicina narrativa: Onorare le storie dei pazienti</em>, il libro che nel 2006 ha fondato la disciplina e che è stato tradotto in italiano nel 2019.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la nuova opera <em>Raccontare la malattia</em>, il curatore<strong> Christian Delorenzo h</strong>a riunito, introdotto e tradotto in italiano i contributi più innovativi e significativi che Rita Charon ha pubblicato negli ultimi vent’anni (proprio dopo aver dato alle stampe <em>Medicina narrativa</em>).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8231"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Affrontando le questioni fondamentali del <strong>corpo, delle pratiche e dei mondi che s’intrecciano con i racconti in sanità</strong>, il volume intende offrire un panorama aggiornato delle nuove frontiere che la medicina ha raggiunto o può raggiungere, rispondendo ad alcune domande fondamentali, tra cui: come rendere centrale la storia del paziente nel processo terapeutico? Quali sono i rapporti tra medicina narrativa e psicoanalisi? In che modo le narrazioni da leggere, da scrivere e da condividere contribuiscono non solo alla formazione degli studenti e dei professionisti sanitari ma anche alla pratica clinica e a una sanità più equa?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.simenitalia.it/raccontare-la-malattia/" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://digitalnarrativemedicine.com/it/nuovo-web-i-narr-simen-presentazione-del-volume-raccontare-la-malattia-le-nuove-froniere-della-medicina-narrativa-di-rita-charon/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dalla salute mentale alla leadership, la medicina narrativa scende in campo con sei progetti sul territorio</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/dalla-salute-mentale-alla-leadership-la-medicina-narrativa-scende-in-campo-con-sei-progetti-sul-territorio/</link>
		<comments>https://digitalnarrativemedicine.com/it/dalla-salute-mentale-alla-leadership-la-medicina-narrativa-scende-in-campo-con-sei-progetti-sul-territorio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 09:54:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[health humanities]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[narrative medicine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://digitalnarrativemedicine.com/it/?p=8160</guid>
		<description><![CDATA[Dalla salute mentale alla leadership, dall’integrazione socio-sanitaria alla gestione dello stress nei contesti ad alta intensità emotiva. Sono diversi i contesti della sanità pubblica nei quali la medicina narrativa può essere integrata con successo. In particolare, sono sei i progetti di lavoro direttamente applicabili sul territorio selezionati nell’ambito di un corso di formazione promosso dall’Istituto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dalla salute mentale alla leadership, dall’integrazione socio-sanitaria alla gestione dello stress nei contesti ad alta intensità emotiva. Sono diversi i contesti della sanità pubblica nei quali la medicina narrativa può essere integrata con successo. In particolare, sono sei i progetti di lavoro direttamente applicabili sul territorio selezionati nell’ambito di un corso di formazione promosso dall’Istituto superiore di sanità e dalla Società italiana di medicina narrativa (SIMeN), rivolto ai responsabili dei servizi di formazione di Asl, Aziende ospedaliero-universitarie e Irccs.</p>
<p style="text-align: justify;">“La formazione &#8211; evidenzia Marco Silano, Direttore del Centro nazionale malattie rare &#8211; può essere una leva strategica per l’innovazione organizzativa del servizio pubblico, capace di generare progetti immediatamente implementabili e di valore per i territori”.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i sei progetti di lavoro vi sono ad esempio un percorso narrativo per le Unità di Salute Mentale per migliorare l’ascolto di pazienti e caregiver; un progetto dedicato alla continuità assistenziale territoriale ispirato al DM 77/2022; un intervento per dirigenti e coordinatori finalizzato a trasformare narrazioni e reclami in strumenti di governance; un’iniziativa che combina Medicina narrativa e digitale per produrre podcast e video contro lo stigma; un laboratorio per coordinatori infermieristici volto a rafforzare leadership empatica e coesione dei team; e un percorso per i professionisti dei Dipartimenti di Emergenza centrato su intelligenza emotiva e micro-narrazioni audio/video.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8160"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sei partecipanti, provenienti da quattro Regioni, hanno già inserito i progetti nei piani formativi 2026 delle rispettive organizzazioni: due in Toscana, uno in Puglia, uno nel Lazio e due in Piemonte, tra approvazioni già formalizzate e processi autorizzativi in corso. Un risultato che testimonia il passaggio concreto “dalla formazione all’azione”. I partecipanti hanno inoltre valorizzato in modo particolare l’importanza del percorso fatto al corso di formazione come esperienza in sé, ritenuta fondamentale per la collaborazione e lo sviluppo di relazioni professionali.</p>
<p style="text-align: justify;">“La rete professionale emersa dal corso – aggiunge Amalia Egle Gentile, responsabile del Laboratorio di health humanities del Centro nazionale malattie rare- rappresenta un patrimonio da valorizzare: è anche nei legami tra colleghi che si costruisce la sostenibilità delle pratiche innovative”.</p>
<p style="text-align: justify;"> “La collaborazione Iss–SIMeN – conclude Marco Testa, Presidente SIMeN e co-responsabile del percorso formativo- ha permesso di costruire percorsi formativi basati sulla narrazione e sull’esperienza, valorizzando la dimensione umana e professionale dei partecipanti”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.iss.it/web/guest//news/-/asset_publisher/gJ3hFqMQsykM/content/id/10593343" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://digitalnarrativemedicine.com/it/dalla-salute-mentale-alla-leadership-la-medicina-narrativa-scende-in-campo-con-sei-progetti-sul-territorio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>AI: una nuova Medicina Narrativa?</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/ai-una-nuova-medicina-narrativa/</link>
		<comments>https://digitalnarrativemedicine.com/it/ai-una-nuova-medicina-narrativa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 09:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[narrative medicine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://digitalnarrativemedicine.com/it/?p=8153</guid>
		<description><![CDATA[Riportiamo l&#8217;articolo di Massimiliano Marinelli pubblicato sul sito web della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN) a partire da: Schwartz, D., &#38; Lanphier, E. (2025). The new narrative medicine: ethical implications of artificial intelligence on healthcare narratives. Premessa Nel 2025, su Monash Bioethics Review, Danielle Schwartz ed Eric Lanphier propongono di leggere l’avvento dei modelli linguistici [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2025/12/unicita-della-storia-2-800x447.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8154" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2025/12/unicita-della-storia-2-800x447-300x168.png" alt="unicita-della-storia-2-800x447" width="300" height="168" /></a></em></strong><em>Riportiamo l&#8217;articolo di Massimiliano Marinelli pubblicato sul sito web della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN) a partire da:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Schwartz, D., &amp; Lanphier, E. (2025). The new narrative medicine: ethical implications of artificial intelligence on healthcare narratives.</strong></p>
<h3 id="toc_Premessa" class="fusion-responsive-typography-calculated" style="text-align: justify;" data-fontsize="24" data-lineheight="27.6px">Premessa</h3>
<p style="text-align: justify;">Nel 2025, su <em>Monash Bioethics Review</em>, Danielle Schwartz ed Eric Lanphier propongono di leggere l’avvento dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) come l’avvio di una “<strong>nuova medicina narrativa</strong>”. L’idea di fondo è chiara: se l’IA generativa è addestrata su immense quantità di testi, molte volte narrativi, e se produce a sua volta testi in forma narrata, allora le trasformazioni portate dagli LLM non riguardano solo la tecnica, ma anche e soprattutto le narrazioni che attraversano la cura.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo post prova a fare due cose:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>presentare i passaggi principali dell’articolo</strong>;</li>
<li><strong>offrire alcune riflessioni critiche</strong>, dal punto di vista della medicina narrativa, su come parlare di “narrazione” quando al centro c’è un modello linguistico statistico.</li>
</ol>
<p><span id="more-8153"></span></p>
<hr />
<h3 id="toc_1_Larticolo_in_breve" class="fusion-responsive-typography-calculated" style="text-align: justify;" data-fontsize="24" data-lineheight="27.6px"><strong>1. L’articolo in breve</strong></h3>
<h4 id="toc_11_LLM_come_progetto_narrativo" class="fusion-responsive-typography-calculated" style="text-align: justify;" data-fontsize="18" data-lineheight="20.7px"><strong>1.1. LLM come “progetto narrativo”</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Schwartz e Lanphier assumono un punto di vista esplicitamente narratologico: gli LLM vengono descritti come sistemi che <strong>consumano storie</strong> (nei dati di training), <strong>producono storie</strong> (nei testi generati) e <strong>si interfacciano attraverso storie</strong> (nei prompt e nelle conversazioni). In questo senso, parlano di un “progetto profondamente narrativo”, che trasforma il modo in cui le storie di malattia circolano nei contesti clinici.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa trasformazione, per gli autori, non è solo quantitativa (più testi, più velocemente), ma qualitativa: l’introduzione sistematica di strumenti che generano e riscrivono narrazioni potrebbe incidere sulle forme retoriche delle cartelle cliniche, sulle voci che vengono ascoltate e su quelle che rischiano di essere normalizzate o silenziate.</p>
<h4 id="toc_12_Dati_storie_e_la_scomparsa_della_loro" class="fusion-responsive-typography-calculated" style="text-align: justify;" data-fontsize="18" data-lineheight="20.7px"><strong>1.2. Dati, storie e la “scomparsa” della loro linea di demarcazione</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Un secondo asse del saggio riguarda la distinzione – classica per la medicina narrativa – fra <strong>dato</strong> e <strong>storia</strong>. In un contesto strutturato da LLM, dicono gli autori, questa distinzione tende a sfumare: le narrazioni diventano dati (materiale per il training, per il fine-tuning, per i sistemi di supporto alla documentazione) e, simmetricamente, i dati vengono riconfezionati in forma narrativa, per essere restituiti a pazienti e professionisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui l’ipotesi che la “vecchia” opposizione fra medicina basata sulle evidenze (EBM) e medicina basata sulle narrazioni (NBM) non regga più così com’era formulata negli anni Novanta e Duemila: le storie sono ormai, letteralmente, parte dell’infrastruttura dei dati.</p>
<h4 id="toc_13_Dal_clinico_autore_al_clinico_editor_il" class="fusion-responsive-typography-calculated" style="text-align: justify;" data-fontsize="18" data-lineheight="20.7px"><strong>1.3. Dal clinico autore al clinico editor: il caso della documentazione automatizzata</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Una delle parti più concrete dell’articolo è dedicata alle tecnologie che producono <strong>bozze automatizzate di documentazione clinica</strong> a partire da registrazioni audio o note frammentarie. Gli autori prendono come esempio il sistema DAX Copilot, che genera draft di note cliniche che il professionista può rivedere, correggere e firmare.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui emerge una figura nuova: quella del <strong>clinico come editor</strong> della narrazione generata dall’IA. Se prima il medico era autore diretto della nota, ora si trova sempre più spesso a revisionare testi proposti da un modello pre-addestrato, addestrato su milioni di note cliniche e conversazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Schwartz e Lanphier vedono in questa trasformazione sia <strong>potenziali vantaggi</strong> (riduzione del carico burocratico, più tempo per il paziente) sia <strong>rischi</strong>: fra questi, la tendenza alla standardizzazione delle storie e la possibilità che alcune dimensioni dell’esperienza del paziente vengano espulse dalle narrazioni cliniche perché difficili da “scrivere bene” per il modello.</p>
<h4 id="toc_14_Verso_una_collaborazione_tecnoumanista" class="fusion-responsive-typography-calculated" style="text-align: justify;" data-fontsize="18" data-lineheight="20.7px"><strong>1.4. Verso una “collaborazione tecno-umanista”</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Nella parte finale, gli autori propongono un orizzonte di <strong>collaborazione tecno-umanista</strong>. Da un lato, riconoscono la potenza degli strumenti LLM nel generare sintesi, adattare linguaggio e supportare la documentazione. Dall’altro, invitano a tenere al centro l’attenzione della medicina narrativa per le voci marginali, le asimmetrie di potere, la singolarità dei percorsi di malattia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il messaggio è, in sintesi, duplice: la medicina narrativa non può ignorare gli LLM, perché stanno già trasformando le narrazioni in sanità; ma allo stesso tempo è chiamata a vigilare criticamente sulle forme di questa trasformazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.simenitalia.it/ai-nuova-medicina-narrativa/?utm_campaign=newsletter-dicembre-2025-n-1&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=acumbamail">Continua a leggere </a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://digitalnarrativemedicine.com/it/ai-una-nuova-medicina-narrativa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Salute e marginalità sociale: accogliere è già curare”, il 26 novembre il secondo Web-I-Narr organizzato da SIMeN</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/salute-e-marginalita-sociale-accogliere-e-gia-curare-il-26-novembre-il-secondo-web-i-narr-organizzato-da-simen/</link>
		<comments>https://digitalnarrativemedicine.com/it/salute-e-marginalita-sociale-accogliere-e-gia-curare-il-26-novembre-il-secondo-web-i-narr-organizzato-da-simen/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 13:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[SIMeN]]></category>
		<category><![CDATA[webinar]]></category>
		<category><![CDATA[webinarr]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://digitalnarrativemedicine.com/it/?p=8147</guid>
		<description><![CDATA[Mercoledì 26 novembre alle ore 18 si terrà il secondo Web-I-Narr organizzato online dalla Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN) dal titolo “Salute e marginalità sociale: accogliere è già curare”. Dopo il primo incontro del ciclo di webinar con focus sulla “Fotografia come strumento di narrazione nella cura”, la Società Italiana di Medicina Narrativa prosegue sul sentiero di esplorazione nei territori [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2025/11/17634870244341.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8148" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2025/11/17634870244341-225x300.jpg" alt="1763487024434" width="225" height="300" /></a></p>
<div class="entry-content">
<p style="text-align: justify;">Mercoledì 26 novembre alle ore 18 si terrà il secondo <strong>Web-I-Narr</strong> organizzato online dalla <strong>Società Italiana di Medicina Narrativa</strong> <strong>(SIMeN)</strong> dal titolo “Salute e marginalità sociale: accogliere è già curare”.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il primo incontro del ciclo di webinar con focus sulla <em>“Fotografia come strumento di narrazione nella cura”</em>, la Società Italiana di Medicina Narrativa prosegue sul sentiero di <strong>esplorazione nei territori della medicina narrativa</strong> presentando un nuovo appuntamento che si lega al precedente con il <em>fil rouge</em> dell’attenzione alle fragilità e vulnerabilità che ci circondano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo webinar sarà dedicato a un tema rilevante: <strong>il rapporto tra Salute e Marginalità Sociale</strong>. Infatti, anche quando accedono alle cure, le persone migranti portano con sé un bagaglio culturale differente, talvolta inaccessibile al sistema sanitario.</p>
<p style="text-align: justify;">
</div>
<p><span id="more-8147"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’incontro esamina come la medicina narrativa possa raccogliere la ricchezza e gestire la distanza interculturale, etica e spirituale, utilizzando la narrazione come strumento di prossimità terapeutica.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante l’evento interverranno:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Giulia Civitelli</strong>, medico specializzato in Igiene e Medicina Preventiva con particolare interesse verso la Sanità Pubblica, che con la sua relazione <strong>“<em>Una porta sulla strada. Storie ed esperienze da un ambulatorio a bassa soglia”</em></strong> condividerà alcune riflessioni a partire dall’esperienza quotidiana vissuta presso il Poliambulatorio della Caritas Diocesana di Roma.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Federico Trentanove</strong>, antropologo specializzato sui temi della migrazione, della marginalizzazione, dell’educazione, della salute e dei percorsi partecipativi. Con la sua relazione <strong><em>“Verso una Medicina Narrativa inclusiva: riflessioni sui limiti e sulle opportunità delle narrazioni nell’incontro con le diversità” </em></strong>porterà una considerazione critica sulle potenzialità e sui limiti della Medicina Narrativa, esplorando, attraverso prospettive teoriche e casi clinici provenienti da contesti ad elevata complessità, ciò che abitualmente resta ai margini.</li>
</ul>
<p>Il webinar si svolgerà il 26 novembre alle ore 18 sulla piattaforma Zoom.</p>
<p>Link per iscriversi:</p>
<p><a class="BZlYAjikHPGRJsJDVXcEAIgyCHVdMWfWWELYvU " tabindex="0" href="https://lnkd.in/dwuegXdk" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/dwuegXdk</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://digitalnarrativemedicine.com/it/salute-e-marginalita-sociale-accogliere-e-gia-curare-il-26-novembre-il-secondo-web-i-narr-organizzato-da-simen/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Medicina narrativa, Iss avvia un corso per i responsabili della formazione di Asl, Aou e Irccs</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/medicina-narrativa-iss-avvia-un-corso-per-i-responsabili-della-formazione-di-asl-aou-e-irccs/</link>
		<comments>https://digitalnarrativemedicine.com/it/medicina-narrativa-iss-avvia-un-corso-per-i-responsabili-della-formazione-di-asl-aou-e-irccs/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 12:52:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[iss]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[narrativee medicine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://digitalnarrativemedicine.com/it/?p=8112</guid>
		<description><![CDATA[Il corso è rivolto ai responsabili dei servizi di formazione delle Aziende Sanitarie Locali, Aziende Ospedaliero-Universitarie e IRCCS e mira a guidarli nella progettazione di percorsi innovativi che coniughino efficacia, centralità della relazione e impatto organizzativo. Bellantone: “Guardiamo alla medicina narrativa non solo come pratica clinica, ma come strumento trasversale per sviluppare cultura organizzativa”. Programma completo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-19-145059.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8113" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-19-145059-245x300.png" alt="Screenshot 2025-10-19 145059" width="245" height="300" /></a>Il corso è rivolto ai responsabili dei servizi di formazione delle Aziende Sanitarie Locali, Aziende Ospedaliero-Universitarie e IRCCS e mira a guidarli nella progettazione di percorsi innovativi che coniughino efficacia, centralità della relazione e impatto organizzativo. Bellantone: “Guardiamo alla medicina narrativa non solo come pratica clinica, ma come strumento trasversale per sviluppare cultura organizzativa”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.iss.it/documents/20126/0/Programma+Corso+ISS+SIMeN.pdf/fda8b30a-07b5-25c7-58cc-6109f53c1a4d?t=1760360870428" target="_blank">Programma completo</a></p>
<p style="text-align: justify;">Promuovere competenze trasversali essenziali per la sanità di oggi e di domani: è questo l’obiettivo del corso “Formazione e Medicina Narrativa. Competenze, Leadership, Innovazione”, rivolto ai responsabili dei servizi di formazione delle Aziende Sanitarie Locali, Aziende Ospedaliero-Universitarie e IRCCS italiani, che prende il via oggi a Roma nella sede dell’Istituto Superiore di Sanità.</p>
<p style="text-align: justify;">Organizzato nell’ambito delle attività promosse dal Laboratorio di Health Humanities del Centro Nazionale Malattie Rare, e dalla Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN), il corso si pone continuità con il progetto “LIMeNar &#8211; Uso e contesti applicativi delle Linee di Indirizzo per l’utilizzo della Medicina Narrativa in ambito clinico-assistenziale e associativo” e guida i responsabili della formazione nella progettazione di percorsi innovativi che coniughino efficacia, centralità della relazione e impatto organizzativo, in linea con la Direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione del 16 gennaio 2025 (cosiddetta Direttiva Zangrillo), sulla valorizzazione del capitale umano nella PA.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8112"></span></p>
<p style="text-align: justify;">I partecipanti elaboreranno project work trasferibili nella propria realtà, utilizzando una piattaforma collaborativa non solo come repository, ma anche come spazio di confronto, co-progettazione e rete professionale.</p>
<p><strong>“Da oltre quindici anni – s</strong>ottolinea in una nota il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, <strong>Rocco Bellantone</strong> – il Laboratorio di Health Humanities dell’Iss promuove un approccio integrato alla salute, fondato sulla relazione e sulla contaminazione tra saperi scientifici, umanistici e artistici. In questa direzione si muove anche il percorso che prende il via oggi, che guarda alla medicina narrativa non solo come pratica clinica, ma come strumento trasversale per sviluppare cultura organizzativa”.</p>
<p><strong>“Il corso, frutto della collaborazione tra Iss e SIMeN </strong>– aggiunge <strong>Marco Silano,</strong> direttore del Centro Nazionale Malattie Rare – mira a utilizzare la medicina narrativa come leva per sviluppare progetti concreti, capaci di generare impatto nei contesti organizzativi e sostenere una cultura della performance pubblica”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=132730" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.iss.it/documents/20126/0/Programma+Corso+ISS+SIMeN.pdf/fda8b30a-07b5-25c7-58cc-6109f53c1a4d?t=1760360870428" target="_blank">Scopri il programma</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://digitalnarrativemedicine.com/it/medicina-narrativa-iss-avvia-un-corso-per-i-responsabili-della-formazione-di-asl-aou-e-irccs/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;immaginazione che cura: uno studio pilota sull’utilizzo della realtà virtuale immersiva durante la chemioterapia</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/limmaginazione-che-cura-uno-studio-pilota-sullutilizzo-della-realta-virtuale-immersiva-durante-la-chemioterapia/</link>
		<comments>https://digitalnarrativemedicine.com/it/limmaginazione-che-cura-uno-studio-pilota-sullutilizzo-della-realta-virtuale-immersiva-durante-la-chemioterapia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 21:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[digital health]]></category>
		<category><![CDATA[digital health humanities]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[realtà virtuale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://digitalnarrativemedicine.com/it/?p=8089</guid>
		<description><![CDATA[Nel 1949, l’antropologo francese Claude Lévi-Strauss introduce il concetto di efficacia simbolica per analizzare il canto sciamanico dei Kuna di Panama per la cura dei parti difficili. Il canto agisce come un dispositivo metaforico che consente alla paziente di dare ordine a una esperienza di caos fisico e psichico e in questo risiede il suo potere terapeutico. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2025/09/Terapia-VR-in-un-ambiente-sereno.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8090" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2025/09/Terapia-VR-in-un-ambiente-sereno-300x200.png" alt="Terapia-VR-in-un-ambiente-sereno" width="300" height="200" /></a>Nel 1949, l’antropologo francese Claude Lévi-Strauss introduce il concetto di <strong><em>efficacia simbolica</em></strong> per analizzare il canto sciamanico dei Kuna di Panama per la cura dei parti difficili. Il canto agisce come un dispositivo metaforico che consente alla paziente di dare ordine a una esperienza di caos fisico e psichico e in questo risiede il suo potere terapeutico. Non necessariamente però questo effetto di cura è ancorato al significato delle parole del canto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ricerche successive, infatti, hanno mostrato che la lingua dello sciamano è incomprensibile alle partorienti. Secondo Carlo Severi, il canto rituale contribuisce a creare un campo proiettivo condiviso che produce una “<strong><em>illusione percettiva guidata</em></strong>” e fa emergere ciò che non riuscirebbe a essere formulato in altro modo. Il canto abilita <strong>l’immaginazione </strong>della paziente, facilitando il percorso di risposta positiva alla situazione. “<em>Un canto che racconta una storia stereotipata – la stessa per tutti – diviene un’immagine sorprendentemente fedele dell’esperienza e della storia segreta del paziente. E ciò semplicemente perché è il paziente stesso a costruire per sé la propria efficacia simbolica”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8089"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’analisi antropologica sull’efficacia simbolica trova corrispondenze significative negli studi sugli effetti nocebo e placebo. Per Howard Brody (2000) il corpo umano è cablato per tradurre l’immaginazione in forze naturali che guariscono. Il neurofisiologo Fabrizio Benedetti (2018), tra i massimi esperti degli effetti placebo e nocebo, racconta la cura come un rituale in cui si somministrano non solo farmaci ma anche spazi, odori, colori, parole, cioè stimoli sociali e simbolici. Il placebo non è semplicemente un farmaco finto, è l’insieme di questi stimoli.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>cura non è solo un atto clinico</strong>, è anche un <strong>dispositivo simbolico</strong>. E come tale può generare effetti placebo o nocebo, a seconda della qualità dell’esperienza che accompagna la terapia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il setting di cura – l’ambiente fisico, ma anche quello relazionale– non è neutrale. In oncologia, questo è particolarmente evidente. Per alcuni pazienti, l’ospedale non è solo un luogo di cura, ma un potente stimolo anticipatorio di potenziali sintomi. Succede spesso che i pazienti comincino a sentirsi male già solo varcando la soglia di ingresso del <em>day hospital</em>, o quando sentono determinati odori o suoni. I corpi reagiscono prima ancora dell’infusione, attivati da una memoria fisica ed emotiva stratificata, come mostrano gli studi sull’<em><a href="https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3880638/" target="_blank"><strong>anticipatory nausea and vomiting (ANV)</strong>.</a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2025/09/18/limmaginazione-che-cura-uno-studio-pilota-sullutilizzo-della-realta-virtuale-immersiva-durante-la-chemioterapia/" target="_blank">Continua a leggere l&#8217;articolo di Cristina Cenci su NÒVA</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://digitalnarrativemedicine.com/it/limmaginazione-che-cura-uno-studio-pilota-sullutilizzo-della-realta-virtuale-immersiva-durante-la-chemioterapia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
