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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; laboratorio</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>Quale ruolo della persona in cura? Relazioni di cura, innovazione digitale e cura di sé nel continuum di salute</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Feb 2018 10:52:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da tempo esistono proposte teoriche, spesso avallate da ricerche ed esperienze locali, che indicano la necessità e l’utilità di sviluppare l’empowerment e l’engagement dei curati (definiti in modo eclettico come “pazienti”, “clienti”, “assistiti”, “cittadini”, “care-receiver”, “cared-for person”, ecc). Si parla, a tal proposito, di “consenso informato”, di “cittadinanza attiva”, di “scelte condivise di cura” e [&#8230;]]]></description>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/volantino2.5_Pagina_1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5603" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/volantino2.5_Pagina_1-212x300.jpg" alt="volantino2.5_Pagina_1" width="212" height="300" /></a></p>
<p>Da tempo esistono proposte teoriche, spesso avallate da ricerche ed esperienze locali, che indicano la necessità e l’utilità di sviluppare l’empowerment e l’engagement dei curati (definiti in modo eclettico come “pazienti”, “clienti”, “assistiti”, “cittadini”, “care-receiver”, “cared-for person”, ecc). Si parla, a tal proposito, di “consenso informato”, di “cittadinanza attiva”, di “scelte condivise di cura” e di molte altre proposte che vanno nella direzione di assegnare un nuovo ruolo al curato e di mutare i concetti, la terminologia, i comportamenti ancora oggi prevalenti nel mondo sanitario.</p>
<p>Il convegno, promosso dal Laboratorio Paracelso e programmato nelle giornate del 4-5 Maggio 2018 (Ferrara),  si propone, in primo luogo, di essere un luogo di incontro di diverse proposte che, potenzialmente, vanno in una direzione convergente al fine di una conoscenza e comunicazione reciproca.</p>
<p>In secondo luogo, il convegno si propone di mettere sul tappeto proposte organizzative, formative e culturali che possano favorire la transizione verso nuovi rapporti di cura nel campo sanitario e di salute.</p>
<p>In terzo luogo, il convegno si propone di sviluppare alcune proposte relative alla cura di sé in termini di metodologie per favorire la resilienza e la salutogenesi, nonché di spazi operativi e associativi utili a prefigurare un nuovo assetto del continuum di salute.</p>
<p>In riferimento a questa premessa, il Comitato scientifico invita a presentare proposte di contributi in merito ai temi e aspetti sopra evidenziati.</p>
<p>Le giornate saranno animate dagli interventi di numerosi esperti tra cui <strong>Cristina Cenci</strong>, del <strong>Center for Digital Health Humanities</strong>, che farà un intervento dal titolo <em>&#8220;Dimensioni comunicative digitali&#8221; </em>e presenzierà al w<em>orkshop: La cura di sé e il metodo dei diari di salute</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Modalità di invio delle proposte:</strong></p>
<p>Le proposte dovranno essere inviate entro il <strong>26 febbraio 2018</strong> a pierpaola.pierucci@unife.it.</p>
<p>L’esito della selezione verrà comunicato entro il  <strong>26 marzo</strong> <strong>2018.</strong></p>
<p>Si prevedono di ammettere alla presentazione nelle sessioni parallele non oltre 20 contributi.</p>
<p>Le proposte non dovranno superare una lunghezza di 3.000 caratteri (spazi e bibliografia inclusi).</p>
<p>Le proposte dovranno contenere:</p>
<ul>
<li>il titolo dell’intervento;</li>
<li>il nome ed i recapiti del/i proponente/i;</li>
<li>l’ente di appartenenza;</li>
<li>l’abstract della comunicazione o della ricerca presentata.</li>
</ul>
<p>Info: Pierpaola Pierucci, Enrico Marchetti</p>
<p>pierpaola.pierucci @ unife.it</p>
<p>Scarica il <strong><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/volantino2.5.pdf">programma completo</a></strong> e la <strong><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Call-for-paper.pdf">call for paper</a></strong>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Finalmente un corso che insegna ai medici ad ascoltare i pazienti (e il contrario)</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/finalmente-un-corso-che-insegna-ai-medici-ad-ascoltare-i-pazienti-e-il-contrario/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2016 12:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[medico]]></category>
		<category><![CDATA[paziente]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi è costretto a frequentare quotidianamente gli ospedali per le proprie cure o per quelle dei  propri familiari, sa perfettamente quale differenza possa fare, in termini umani ma anche banalmente medici, il fatto di incontrare professionisti aperti al confronto e al dialogo &#160; Articolo di Vanessa Niri su Wired Sentirsi ascoltati ed accolti da dottori, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Chi è costretto a frequentare quotidianamente gli ospedali per le proprie cure o per quelle dei  propri familiari, sa perfettamente quale differenza possa fare, in termini umani ma anche banalmente medici, il fatto di incontrare professionisti aperti al confronto e al dialogo</em><span id="more-4388"></span></p>
<p><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Immagine1.png"><img class=" size-medium wp-image-4389 aligncenter" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Immagine1-300x168.png" alt="Immagine" width="300" height="168" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Articolo di <strong>Vanessa Niri</strong> su <strong><a href="http://www.wired.it/lifestyle/salute/2016/04/26/finalmente-corso-per-insegnare-medici-ad-ascoltare-i-pazienti-contrario/" target="_blank">Wired</a></strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p><strong>Sentirsi ascoltati ed accolti</strong> da dottori, infermieri o semplici collaboratori è spesso un elemento fondamentale nel <strong>processo di guarigione.</strong><br />
E anche quando ci troviamo ad affrontare malattie incurabili, sapere di poter porre le domande più scomode, più paurose e più nascoste ricevendo attenzione, ascolto e accoglienza, è spesso elemento di grande e fondamentale conforto.</p>
<p>In Europa e nel mondo, l’importanza della relazione medico/paziente è elemento di studio e aggiornamento continuo.<br />
In Italia, come capita spesso, arriviamo un po’ in ritardo: come succede a scuola – in cui solo il caso, e non una progettazione specifica,  porta i nostri studenti ad incontrare insegnanti capaci di costruire relazione e confronto – anche in ospedale, fino ad oggi, la possibilità di avere a che fare con medici e infermieri accoglienti è stata soprattutto una <strong>questione di fortuna</strong>.<br />
È per iniziare a rispondere a questa mancanza che il 6 e il 7 maggio, a Roma, avrà luogo un corso di formazione mirato a scuotere dalle fondamenta il rapporto medico/paziente e dal titolo intrigante: <a href="http://informazione.gimema.it/corso.php?id=24" target="_blank"><em><strong>Raccontare è imparare a dare ascolto</strong></em></a>.</p>
<p>Il corso si strutturerà come un <strong>laboratorio di medicina narrativa</strong>: una tecnica che in Italia sta cercando di imporsi da anni e che finalmente sembra aver raggiunto anche qui l’interesse di molti professionisti socio sanitari. La due giorni a partecipazione gratuita sta infatti ricevendo decine di richieste di iscrizione, costringendo gli organizzatori ad un’imprevista necessità di selezione.</p>
<p>Scopo del laboratorio è quello di creare una cultura e una pratica diffusa basata sulle capacità di ascolto dei pazienti.<br />
Condividere, ascoltare e creare relazione sono le tre parole chiave su cui si basa il corso: elementi fondamentali per costruire strategie terapeutiche a misura di paziente.<br />
La condivisione, infatti, aumenta la capacità dei professionisti di generare domande chiare e quesiti clinici rilevanti, migliorando le possibilità di intervento efficace. Ad accorgersene sono stati gli americani, che fin dagli anni ’90 adottano la tecnica in particolare con i pazienti affetti da <strong>malattie cronico-degenerative</strong>. <em><a href="http://www.wired.it/lifestyle/salute/2016/04/26/finalmente-corso-per-insegnare-medici-ad-ascoltare-i-pazienti-contrario/" target="_blank">continua a leggere</a></em></p>
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