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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; Fondazione IRCCS Ca&#8217; Granda Ospedale Maggiore Policlinico</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>InPerson: un progetto per prendersi cura delle donne con tumore al seno metastatico</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 12:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[7° Convegno Nazionale di Medicina Narrativa]]></category>
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		<category><![CDATA[Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico]]></category>
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		<description><![CDATA[È dedicato a 50 donne, trattate presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, lo Studio InPerson, un nuovo modello per integrare le cure basate sulla persona nel trattamento del tumore del seno avanzato HER2-negativo. Supportato da un grant Pfizer, InPerson si avvarrà di strumenti di medicina narrativa e di terapie integrate in oncologia per assistere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/Alessandra-Fabi-e-Stefano-Magno-850x478.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7243" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/Alessandra-Fabi-e-Stefano-Magno-850x478-300x169.jpg" alt="Alessandra-Fabi-e-Stefano-Magno-850x478" width="300" height="169" /></a>È dedicato a 50 donne, trattate presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, lo Studio InPerson, un nuovo modello per integrare le cure basate sulla persona nel trattamento del tumore del seno avanzato HER2-negativo. Supportato da un grant Pfizer, InPerson si avvarrà di strumenti di medicina narrativa e di terapie integrate in oncologia per assistere le donne affette da tumore al seno in fase avanzata. È il primo programma di questo tipo in Europa.</em></strong></p>
<p>Accendere i riflettori sulle persone e ascoltarle con attenzione per intercettare i loro bisogni e le loro criticità, che spesso vanno ben oltre gli effetti indesiderati dei farmaci. Soprattutto quando si tratta di pazienti con una neoplasia avanzata, come quelle con tumore del seno HER2-negativo metastatiche. È a loro che è dedicato l’innovativo progetto InPerson che si avvale degli strumenti tipici della medicina narrativa e degli interventi offerti dalle terapie integrate in oncologica. Il progetto, che ha vinto un prestigioso bando Pfizer (Pfizer Global Medical Grant) è stato disegnato dalla dottoressa <strong>Alessandra Fabi</strong>, Responsabile della Medicina di Precisione in Senologia, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, in collaborazione con la dottoressa <strong>Cristina Cenci</strong>,<em> </em><em>F</em><em>ounder</em> DNM-Digital Narrative Medicine e si avvale della collaborazione della UOS di Terapie Integrate in Senologia, diretta dal dottor <strong>Stefano Magno</strong>.</p>
<p><span id="more-7242"></span></p>
<p>“Il progetto InPerson – spiega la dottoressa <strong>Alessandra Fabi</strong> – porta le pazienti con tumore del seno in fase avanzata proprio al centro della cura, secondo il <strong>modello <em>person-based care</em></strong>. Utilizzeremo per questo uno strumento di <strong><em>digital narrative medicine</em></strong> (DNM) una piattaforma consolidata, messa a punto al Gemelli con la collaborazione di un servizio esterno DNM. Su questa piattaforma, la paziente, dall’inizio del percorso terapeutico, fino alla fine del trattamento e oltre, annoterà non solo i benefici della cura, ma anche le tossicità, intese in senso dinamico”. <strong>Attraverso i PROMs e la narrazione del proprio vissuto</strong>, i medici avranno infatti la possibilità di conoscere la paziente in ogni sfumatura, relativa a benefici della cura, qualità di vita, aspetti emotivi e psicologici. “Nel racconto dinamico, giorno per giorno – spiega la dottoressa Fabi &#8211; cattureremo tutti i vari domini inerenti alla qualità della cura e del beneficio di cura”.</p>
<p>Ma l’InPerson non è costruito solo sulla <strong>‘stanza’ virtuale della narrazione</strong>, cioè del diario digitale che il medico può andare a leggere in qualsiasi momento della giornata. Il progetto infatti prevede anche un’altra <strong>‘stanza’, che è quella delle terapie integrate</strong>. “Nel momento in cui i medici e il personale sanitario dell’unità di terapia integrata identificano un <em>need</em> della paziente – spiega la dottoressa Fabi &#8211; si inseriscono nell’approccio terapeutico. La narrazione della paziente consente insomma di rilevare non solo le sue necessità, ma anche di trattarle in maniera innovativa, attraverso l’integrazione della cura”.</p>
<p><strong>Gli obiettivi del progetto InPerson.</strong> “Gli outcome del progetto – prosegue la dottoressa Fabi &#8211; sono i <strong>benefici della cura</strong>, registrati dai clinici e dalla paziente. Ma anche la <strong>rilevazione precoce dell’effetto collaterale</strong>, che permette di ridurre il grado di tossicità, <strong>l’individuazione di un <em>need</em> della paziente</strong>, quale l’approccio psicologico, un trattamento con l’agopuntura e altre terapie integrate per le parestesie, la nausea, le vampate. Anche l’intercettazione di una necessità di <strong>alimentazione</strong>, viene così precocizzata e addirittura diventa oggetto in maniera precauzionale di alcuni approcci che nella normalità non sono presenti in un percorso terapeutico”.</p>
<p><strong>Il progetto durerà un anno e mezzo e riguarderà 50 pazienti con tumore della mammella metastatico</strong>, trattate al Gemelli (studio monocentrico). La piattaforma DNM ha invece personale esterno.</p>
<p>“<strong>Siamo i primi in Europa a fare un progetto di questo tipo</strong> – conclude la dottoressa Fabi – <strong>con la medicina narrativa all’interno dei processi oncologici, e l’intervento farmacologico coadiuvato dalle cure integrate in oncologia”.</strong></p>
<p>“Di recente – commenta il dottor <strong>Stefano Magno</strong>, chirurgo senologo e direttore della UOS di Terapie Integrate in Senologia (Centro Komen Italia per i trattamenti integrati in oncologia), Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, afferente alla UOC di Chirurgia Senologica diretta dal professor <strong>Riccardo Masetti</strong> &#8211; si è assistito nell’erogazione delle cure a uno spostamento <strong>da un modello centrato sulla malattia, a un modello centrato sulla persona</strong>. E quest’ultimo richiede degli <strong>approcci sempre più integrati, empatici e orientati all’ascolto</strong> dei bisogni del paziente. Questo progetto mira dunque a <strong>migliorare la qualità di vita delle pazienti</strong> con tumori del seno in fase avanzata, HER2-negativi attraverso l’introduzione di un <strong>ascolto ‘digitale’</strong> e un sistema di comunicazione innovativo nella pratica clinica. A questo scopo verrà utilizzato un diario narrativo digitale che consente di integrare delle misurazioni standardizzate di qualità di vita (PROMs, <em>Patient Reported Outcome Measures</em>) con il racconto soggettivo del paziente (approccio di medicina narrativa) rispetto alla sua malattia, sfruttando la stessa piattaforma digitale (DNMLAB.IT) che si basa su <strong>metodologie validate di medicina narrativa</strong> e che è già da tempo utilizzata al Gemelli. In un’altra ‘stanza’ di questa piattaforma digitale si cercherà di personalizzare il percorso di cure oncologico con una serie di <strong>terapie integrative</strong> che rispondono ai bisogni di salute complessi della paziente e del suo stile di vita”.</p>
<p>Obiettivo principale dello studio InPerson è dunque quello di <strong>migliorare la qualità della relazione paziente-medico</strong>; obiettivi secondari sono rafforzare <strong>l’interazione del team multidisciplinare, validare degli strumenti digitali per introdurre modelli innovativi di engagement del paziente e di compliance, migliorare la qualità degli scambi di informazione tra pazienti con la stessa patologia</strong>. Obiettivo generale dello studio è quello di misurare la fattibilità dell’utilizzo di questo percorso digitale, per valutarne quindi l’impatto sulla relazione terapeutica, sulla qualità di vita dei pazienti e sulla loro capacità di affrontare la malattia. “Tenendo in considerazione i <strong><em>need</em> bio-psico-sociali dei pazienti</strong> (il focus sarà principalmente su <strong>nutrizione, attività fisica e qualità del sonno</strong>) – spiega il dottor Magno &#8211; questo progetto mira a ottenere un miglioramento significativo e misurabile della <strong>qualità di vita</strong> delle pazienti con tumore del seno in fase avanzata. Nella tipologia delle pazienti (con tumore del seno metastatico) che saranno incluse in questo progetto, il tema non è quello della prevenzione delle recidive, ma delle <strong>tossicità</strong>, argomento fondamentale perché è dirimente nel consentire alla paziente di prolungare i trattamenti oncologici e di migliorare la sua sopravvivenza. E dunque, il contenimento delle tossicità è un tema prioritario soprattutto in una paziente metastatica”. Ma le <strong>tossicità</strong> non sono solo quelle <strong>farmacologiche-somatiche</strong>. Ci sono tossicità inerenti alla <strong>vita emotiva, al distress legato alla malattia e ai suoi trattamenti</strong>. E non ultimo quello della <strong><em>time-toxicity</em></strong>. “La paziente con una prospettiva di vita non indefinita – riflette il dottor Magno &#8211; ha anche la necessità di concentrare gli interventi e la diagnostica, in modo da non togliere troppo tempo alla sua vita quotidiana con i familiari e gli amici. Il progetto è pensato anche per venire incontro a questa esigenza e per affrontare il tema della qualità di vita lungo due direttrici: quella degli effetti collaterali dei farmaci o dei trattamenti e quindi della compliance e quella dei comportamenti, degli stili di vita. Se riesco a contenere gli effetti collaterali, avrò una migliore aderenza e potrò effettuare terapie più a lungo, con un probabile impatto prognostico. Anche nella paziente metastatica inoltre, sappiamo che <strong>un’alimentazione sana, un’attività fisica commisurata e compatibile con il suo stato di malattia, una gestione e un’adeguata quantità e qualità del sonno fanno la differenza</strong>. Ma questi sono aspetti che di solito vengono largamente sottostimati e sottovalutati. Per questo, in questo progetto abbiamo deciso di dedicare una <strong>‘stanza’ virtuale alle terapie integrate</strong>. Qui si creeranno dei <strong>sottogruppi di 10-12 pazienti</strong>, delle piccole community per favorire gli scambi tra le pazienti e intercettare i loro bisogni. Tutto il progetto parte dall’ascolto, da un ascolto attivo; offriamo alle donne degli strumenti per aiutarle a raccontarci le loro esigenze e bisogni di salute, anche quelli ‘nascosti’. Noi le invogliamo a parlarcene attraverso il diario digitale narrativo e attraverso una serie di <strong>questionari validati</strong> (su sonno, qualità di vita, abitudini alimentari), che consentono una stima quali-quantitativa. Una volta intercettati i bisogni poi, favoriamo lo scambio all’interno della mini-community su questo argomento, perché anche questo aiuta a far emergere le criticità. Infine, proponiamo <strong>un intervento</strong> che rimane sulla piattaforma<strong>, erogato a distanza</strong>, se possibile (ad esempio, raccomandazioni alimentari) <strong>oppure più attivo, di persona</strong> che cerchiamo di abbinare alle visite oncologiche periodiche che la paziente fa in ospedale, per non gravare sulla <em>time-toxicity</em>. Anche i <strong>programmi di attività fisica</strong> vengono personalizzati sulla base delle caratteristiche delle singole pazienti (come la presenza di metastasi ossee o viscerali e la  <em>fatigue</em> estrema); ma va spiegato che non ci sono controindicazioni assolute all’attività fisica per nessuna paziente. E anzi, è un tema fondamentale, oltre che uno degli interventi più efficaci per la <em>fatigue</em>”.</p>
<p><strong><em>Maria Rita Montebelli</em></strong></p>
<p><a href="https://www.policlinicogemelli.it/news-eventi/inperson-un-progetto-per-prendersi-cura-delle-donne-con-tumore-al-seno-metastatico/" target="_blank">Fonte: Policlinico Gemelli</a></p>
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		<title>Medicina narrativa e personalizzazione del percorso terapeutico</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2016 08:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina Narrativa]]></category>
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		<category><![CDATA[caring narratives]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel ciclo Ca&#8217; Granda Seminar l&#8217;intervento di Cristina Cenci sulla Medicina Narrativa &#160; Il 24 Maggio dalle 15 alle 17, presso l&#8217;Aula INGM &#8211; Padiglione Invernizzi del Policlinico di Milano, la Medicina Narrativa è protagonista con l&#8217;intervento di Cristina Cenci (socia di OMNI &#8211; Osservatorio Medicina Narrativa Italia). Riprendendo le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità “Con il termine di Medicina [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel ciclo Ca&#8217; Granda Seminar l&#8217;intervento di Cristina Cenci sulla Medicina Narrativa</em><span id="more-4410"></span></p>
<p><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/LOCANDINA-APPROVATA2.png"><img class=" size-medium wp-image-4411 aligncenter" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/LOCANDINA-APPROVATA2-210x300.png" alt="LOCANDINA-APPROVATA2" width="210" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>24 Maggio dalle 15 alle 17</strong>, presso l&#8217;Aula INGM &#8211; Padiglione Invernizzi del <strong>Policlinico di Milano</strong>, la <strong><a href="http://www.centerfordigitalhealthhumanities.com/it/medicina-narrativa/" target="_blank">Medicina Narrativa</a></strong> è protagonista con l&#8217;intervento di <strong>Cristina Cenci</strong> (socia di <strong><a href="https://www.omni-web.org/chi-siamo/" target="_blank">OMNI</a> &#8211; Osservatorio Medicina Narrativa Italia</strong>).</p>
<p>Riprendendo le <strong><a href="http://www.iss.it/cnmr/index.php?lang=1&amp;id=2562&amp;tipo=82" target="_blank">linee guida</a></strong> dell’<strong>Istituto Superiore di Sanità</strong> “Con il termine di <strong>Medicina Narrativa</strong> (mutuato dall’inglese Narrative Medicine) si intende una metodologia d’intervento clinico-assistenziale basata su una specifica competenza comunicativa. La narrazione è lo strumento fondamentale per acquisire, comprendere e integrare i diversi punti di vista di quanti intervengono nella malattia e nel processo di cura. Il fine è la costruzione condivisa di un percorso di cura personalizzato (storia di cura). La Medicina Narrativa (NBM) si integra con l’Evidence-Based Medicine (EBM) e, tenendo conto della pluralità delle prospettive, rende le decisioni clinico-assistenziali più complete, personalizzate, efficaci e appropriate“.</p>
<p>La<strong> Medicina Narrativa</strong>, intesa come pratica clinica, può essere uno strumento fondamentale per la personalizzazione del percorso terapeutico. A questo scopo è utile leggere l&#8217;articolo sempre di <strong>Cristina Cenci</strong> su <strong>Nòva</strong><a href="http://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2015/11/18/storytelling-caring-narratives-e-medicina-narrativa-perche-le-storie-non-sono-tutte-uguali/" target="_blank"><strong> <em>Storytelling, caring narratives e medicina narrativa: perché le storie non sono tutte uguali</em></strong>.</a></p>
<p>L&#8217;evento, per il ciclo <em>Ca&#8217; Granda Lectures and Seminars in Molecular Medicine</em>, è organizzato da <strong><a href="http://www.policlinico.mi.it/" target="_blank">Fondazione IRCCS Ca&#8217; Granda Ospedale Maggiore Policlinico</a></strong>, <strong><a href="http://www.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Page&amp;childpagename=HomeSPRL/HomePageLayout&amp;cid=1194454760265&amp;pagename=HMSPRLWrapper&amp;rendermode=live" target="_blank">Regione Lombardia</a></strong> e <strong><a href="http://www.ingm.org/" target="_blank">Istituto Nazionale Genetica Molecolare</a></strong>.</p>
<p>Il responsabile scientifico è <strong>Pier Mannuccio Mannucci</strong>, Professore Emerito Fondazione IRCCS Ca&#8217; Granda dell&#8217;Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.</p>
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