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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; farmaci</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>&#8220;Prevenzione Cardiovascolare, qual è la strategia più efficace&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 09:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina, presso il Senato della Repubblica, si è svolto l&#8217;evento &#8220;Prevenzione Cardiovascolare, qual è la strategia più efficace&#8221;. Un incontro scientifico organizzato da IBSA Farmaceutici con la partecipazione di specialisti e rappresentanti delle istituzioni. &#160; La salute del cuore passa dal cambiamento di alcune abitudini quali fumo, alcol, obesità, sedentarietà e dall’adozione di una sana [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa mattina, presso il Senato della Repubblica, si è svolto l&#8217;evento &#8220;Prevenzione Cardiovascolare, qual è la strategia più efficace&#8221;. Un incontro scientifico organizzato da IBSA Farmaceutici con la partecipazione di specialisti e rappresentanti delle istituzioni.</em><span id="more-4602"></span></p>
<p><a href="http://www.centerfordigitalhealthhumanities.com/wp-content/uploads/2016/09/Luisa-m-appunti.png"><img class="aligncenter wp-image-5179" src="https://www.centerfordigitalhealthhumanities.com/wp-content/uploads/2016/09/Luisa-m-appunti-1024x737.png" alt="Luisa m appunti" width="671" height="483" data-wp-imgselect="1" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La salute del cuore passa dal cambiamento di alcune abitudini quali fumo, alcol, obesità, sedentarietà e dall’adozione di una sana alimentazione. Insieme all’adozione di uno stile di vita virtuoso vi sono alcune molecole naturali amiche del cuore che potrebbero essere maggiormente accettate dai pazienti, ma sono efficaci? È l’esempio degli Omega-3. Ma quali sono le realtà, supportate da evidenze scientifiche, dell’effetto cardio protettivo degli acidi grassi Omega-3 e quali altri rimedi per controllare i livelli di colesterolemia? Il punto in un incontro scientifico a Roma, presso il Senato della Repubblica, dal titolo “<strong>Prevenzione Cardiovascolare, qual è la strategia più efficace?</strong>” con la partecipazione di specialisti e rappresentanti delle istituzioni tra cui la Commissione Igiene e Sanità, la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, la Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato della Repubblica e con il contributo incondizionato di <a href="http://www.ibsa.it/" target="_blank">IBSA Farmaceutici</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"> «Gli Omega 3 sono acidi grassi essenziali, sostanze indispensabili che devono essere assunte con la dieta in quanto non prodotte dall’organismo», spiega <strong>Leonardo Calò</strong>, Direttore Cardiologia <a href="http://www.policlinicocasilino.it/" target="_blank">Policlinico Casilino di Roma</a>. «Diversi studi hanno dimostrato che una dieta sana che preveda l’assunzione di alimenti ricchi di Omega 3 e ricca di agenti antiossidanti e di fibre aiuti a prevenire gli eventi cardiovascolari».</p>
<p style="text-align: justify;"> L’American Heart Association ha ribadito che la dieta dovrebbe includere almeno due porzioni di pesce a settimana all’interno di un regime alimentare finalizzato alla riduzione di eventi cardiaci. In particolare un recente studio condotto su 20.000 uomini adulti senza preesistenti malattie cardiovascolari, ha dimostrato che la dieta a basso rischio con alimenti ricchi di Omega 3 comporta, da sola, una riduzione del 16% del rischio di infarto.</p>
<p style="text-align: justify;">«Se non esiste una stretta correlazione tra Omega-3 e controllo del colesterolo», afferma <strong>Roberto Volpe</strong>, Ricercatore del<a href="https://www.cnr.it/" target="_blank"> CNR di Roma</a>, Presidente della <a href="http://www.sisa.it/index.php?menuTop=0&amp;class=Comp&amp;className=Target&amp;op=Show&amp;param=cid,1" target="_blank">SISA Lazio (Società Italiana per lo Studio della Arteriosclerosi)</a>. «Gli acidi grassi Omega-3 risultano molto efficaci nel ridurre i livelli di trigliceridemia. La ricerca scientifica si è occupata anche di contrastare non solo l’assorbimento intestinale e la sintesi epatica del colesterolo, ma anche l’ossidazione del colesterolo-LDL, responsabile delle alterazioni all’interno dei vasi sanguigni che portano alla formazione della placca arterosclerotica».</p>
<p style="text-align: justify;"> «Attualmente sono in commercio diverse preparazioni di integratori alimentari contenenti Omega-3, tuttavia non vi sono studi che dimostrino l’efficacia degli integratori nel ridurre il rischio cardiovascolare», spiega <strong>Pierluigi Navarra</strong>, Professore Ordinario Farmacologia <a href="http://roma.unicatt.it/" target="_blank">Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma</a>. «Gli integratori contengono una quantità inferiore di Omega-3 e si propongono generalmente solo come alternativa ad una dieta bilanciata, seppure i benefici nella prevenzione cardiovascolare derivanti da una dieta sana e da uno stile di vita corretto non possono essere sostituiti dalla sola assunzione di integratori. Ma sono solo i farmaci, il cui contenuto di Omega-3 è superiore all’85%, ad aver dimostrato proprietà terapeutiche che hanno portato gli enti regolatori a raccomandarlo con alcune indicazioni».</p>
<p style="text-align: justify;"> «Nonostante nel nostro Paese le malattie ischemiche del cuore siano responsabili di oltre 71 mila morti ogni annoe rappresentino una delle principali cause di morte, in Italia solo il 4,2 % della Spesa Sanitaria totale è destinato alle attività di prevenzione», spiega<strong> Alessandro Solipaca</strong><strong>, </strong><a href="http://www.osservasalute.it/" target="_blank">Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane</a> &#8211; Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. «I risultati di questa politica trovano riscontro in alcuni dati assai preoccupanti: più di un terzo della popolazione adulta è in sovrappeso, solo il 23% della popolazione si dedica allo sport in modo continuativo, peggiorano anche le abitudini alimentari».</p>
<p style="text-align: justify;"> La prevenzione e l’aderenza alla terapia sono un nodo critico per le patologie cardiovascolari, così come per tutte le patologie croniche. «Più di ogni altro organo il cuore ha una doppia vita: organica e metaforica, alimentata dai significati molteplici che assume nell’immaginario collettivo e personale. Questo influenza la percezione del rischio e il modo in cui i pazienti vivono e raccontano i problemi cardiaci e le terapie. Spesso nella percezione dei pazienti i farmaci hanno un impatto negativo sulla qualità della vita: curano il cuore organico ma non facilitano il recupero di un benessere più globale della persona. Sono ricorrenti comportamenti di autoriduzione della posologia o di vera e propria sospensione della cura, precisa <strong>Cristina Cenci</strong>, antropologa del Center for Digital Health Humanities. La prevenzione e l’aderenza terapeutica, soprattutto nelle patologie croniche, richiedono un processo decisionale condiviso tra il curante e il paziente, che abbia come obiettivo la cura di una persona e non di un organo. La medicina narrativa offre le metodologie e le competenze per questa co-costruzione di un percorso di cura su misura, a partire da tutte le opzioni terapeutiche disponibili: stili di vita e alimentari, farmaci, prodotti naturali per i quali è stata dimostrata l’efficacia. Per potenziare prevenzione e aderenza, occorre una medicina personalizzata che integri linee guida, esperienza clinica e preferenze del paziente».</p>
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		<title>IMPACT PROACTIVE: al via gli &#8220;stati generali&#8221; del dolore</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2016 08:15:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina Narrativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Focus sui diritti dei cittadini con dolore, rischio dipendenza da farmaci oppioidi reale o no, medicina narrativa, agopuntura e molto altro ancora  &#160; Perché a distanza di sei anni dall’approvazione della Legge sulla terapia del dolore (la 38/2010) ci sono ancora così tante disparità sul territorio italiano nell’accesso ai farmaci e alle cure? La attuale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Focus sui diritti dei cittadini con dolore, rischio dipendenza da farmaci oppioidi reale o no, medicina narrativa, agopuntura e molto altro ancora </em><span id="more-4482"></span></p>
<p><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/leopolda.jpg"><img class=" size-medium wp-image-4483 aligncenter" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/leopolda-300x200.jpg" alt="leopolda" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché a distanza di sei anni dall’approvazione della Legge sulla terapia del dolore (la 38/2010) ci sono ancora così tante disparità sul territorio italiano nell’accesso ai farmaci e alle cure? La attuale regionalizzazione della sanità riduce o aumenta le diseguaglianze? Perché i cittadini non sono ancora adeguatamente informati sui loro diritti in tema di cura? Quali sono le sfide che attendono gli specialisti che si occupano del dolore?</p>
<p>A queste domande, e a molte altre ancora, risponderanno <strong>gli oltre duecento partecipanti della sesta edizione del <a href="http://www.impactproactive.it/eventi/impact-proactive-2016/" target="_blank">Workshop IMPACT proactive</a>, che si svolgerà l’ 1 e il 2 luglio alla Stazione Leopolda di Firenze</strong>: esperti interdisciplinari del dolore, opinion leader nazionali, rappresentanti delle Istituzioni e delle Società Scientifiche, portavoce delle Associazioni di difesa dei diritti dei cittadini, ricercatori e medici di medicina generale.</p>
<p>«IMPACT proactive è un appuntamento fisso, che conferma sempre di più la sua natura di punto di riferimento sulla tematica del dolore, a 360°» spiega <strong>Gian Franco Gensini, Presidente e Responsabile Scientifico di <em>IMPACT proactive</em>.</strong> «Abbiamo voluto incentrare l’edizione di quest’anno sulle “disparities”: <strong>le disuguaglianze, che sono ancora troppe nelle diverse Regioni italiane per quanto riguarda la problematica della gestione del dolore</strong>. Ne parleremo con  la Senatrice Emilia de Biasi, che affronterà il tema delle diseguaglianze dal punto di vista delle Istituzioni, e a seguire con Nello Martini (ex Direttore Generale AIFA) affronteremo il tema delle –ampie- disparità che sussistono nelle varie Regioni nell’accesso ai farmaci per il dolore. Non potrà poi mancare una riflessione da parte di chi tutela i cittadini come Altroconsumo e Cittadinanzattiva, e di associazioni di assistenza ai malati come Fondazione ANT Italia Onlus, Fondazione ISAL e ANTEA».</p>
<p>Considerazioni riprese anche dal <strong>Senatore Andrea Mandelli, Presidente della  Federazione Ordini Farmacisti Italiani:</strong> «Grazie alla Legge 38, nel nostro paese si è compiuto un significativo passo avanti nel trattamento del dolore. Purtroppo, assistiamo però a una differenza di trattamento sul territorio nazionale che conosce diverse cause, da quelle organizzative a quelle culturali. É evidente che  un approccio basato su una più ampia gamma di farmaci, spesso anche molto differenti  per azione e avvertenze rispetto a quelli usati precedentemente, richiede sul territorio <strong>una maggiore sinergia tra i protagonisti del processo di cura, specialista, medico di famiglia e farmacista di comunità</strong>».</p>
<p>Un altro momento importante di <em>IMPACT proactive</em> sarà rappresentato dal <strong>dibattito sull’esistenza o meno, ad oggi in Italia, di un rischio reale di dipendenza nell’utilizzo di farmaci oppiacei nel dolore cronico, </strong>che vedrà da parte di Claudio Leonardi, Presidente Nazionale di S.I.Pa.D (Società italiana Patologie da Dipendenza) la presentazione di dati emersi dalla somministrazione di un Questionario attraverso la Rete <strong>PINHUB (Pain Interregional Network Hub), il primo “network del dolore” italiano che unisce più di 20 Centri Hub in campagne di Ricerca e sensibilizzazione sulla tematica del dolore,</strong> e le riflessioni sulle prospettive future e i potenziali rischi da parte di <strong>Diego Fornasari</strong>, Professore Associato di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano, mentre il dott. <strong>Sergio Liberatore</strong>, Amministratore Delegato di IMS Health Italia, mostrerà quanto siano profonde  le differenze nell’utilizzo di farmaci oppiacei fra gli Stati Uniti, alcuni Paesi europei e l’Italia.</p>
<p>Spazio anche agli scenari che si aprono nel campo della Medicina Narrativa con <strong>Cristina Cenci</strong>, socio fondatore di <strong><a href="http://www.omni-web.org/" target="_blank">OMNI</a>, Osservatorio Medicina Narrativa Italia</strong>, che mostra <strong><a href="http://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2016/05/06/medicina-narrativa-e-dolore-cosa-succede-se-un-farmaco-lo-somministra-un-computer/" target="_blank">l&#8217;importanza dell&#8217;approccio narrativo per la personalizzazione del percorso nella  terapia del dolore</a></strong>.</p>
<p>La seconda giornata di <em>IMPACT proactive</em> si apre nel segno delle “raccomandazioni” ai pazienti per quanto riguarda la terapia del dolore, oncologico e benigno. Ne parleranno gli esperti presenti, che affronteranno i diversi tipi dolore (ostearticolare, oncologico, post-operatorio), e poi lasceranno spazio ad un <strong>focus sul ruolo crescente dell’agopuntura a cura di Carlo Maria Giovanardi, Presidente della Federazione Italiana delle Società di Agopuntura</strong>. Spazio anche alle future Campagne del progetto <strong>PINHUB: ricerche</strong> (come PAIN-Omics, che studia la possibilità di identificare i marcatori genetici del dolore che causano il mal di schiena) <strong>e campagne di informazione e sensibilizzazione</strong> al grande pubblico con il coinvolgimento delle Farmacie FOFI sul territorio.</p>
<p>Tanti i temi, e gli spunti di riflessione. «<em>IMPACT proactive</em> è un evento di riferimento non solo perché riunisce i maggiori esperti nazionali e internazionali per fare il punto della situazione sulla lotta al dolore» commenta Gian Franco Gensini «ma sopratutto perché traccia anche le sfide del futuro che gli specialisti si troveranno ad affrontare».</p>
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