<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Digital Narrative Medicine &#187; empowerment</title>
	<atom:link href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/tag/empowerment/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it</link>
	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Apr 2026 10:10:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Paziente esperto, da passeggero a co-pilota della ricerca terapeutica?</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/paziente-esperto-da-passeggero-a-co-pilota-della-ricerca-terapeutica/</link>
		<comments>https://digitalnarrativemedicine.com/it/paziente-esperto-da-passeggero-a-co-pilota-della-ricerca-terapeutica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 13:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[empowerment]]></category>
		<category><![CDATA[fda]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[paziente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://digitalnarrativemedicine.com/it/?p=4667</guid>
		<description><![CDATA[Per favorire l’engagement del paziente nei processi di ricerca è necessario sia definire con maggior chiarezza i ruoli che il paziente può esercitare sia acquisire consapevolezza sulle modalità con le quali esercitarli &#160; &#160; Articolo di Giuseppe Recchia, Renza Barbon Galluppi, Stefano Mazzariol e Claudio Taranto su Forward Il 25 aprile 2016 un ragazzo di 17 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per favorire l’engagement del paziente nei processi di ricerca è necessario sia definire con maggior chiarezza i ruoli che il paziente può esercitare sia acquisire consapevolezza sulle modalità con le quali esercitarli</em><span id="more-4667"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/Immagine2.png"><img class=" size-medium wp-image-4668 aligncenter" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/Immagine2-281x300.png" alt="Immagine" width="281" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Articolo di <strong>Giuseppe Recchia</strong>, <strong>Renza Barbon Galluppi</strong>, <strong>Stefano Mazzariol</strong> e <strong>Claudio Taranto</strong> su <strong><a href="http://forward.recentiprogressi.it/numero-3/il-coinvolgimento-nella-ricerca/#paragrafo_4" target="_blank">Forward</a></strong></p>
<p class="selectionShareable">Il 25 aprile 2016 un ragazzo di 17 anni affetto da distrofia muscolare di Duchenne guidava la sua carrozzella elettrica nella sala conferenza dove la Food and drug administration (Fda) teneva le audizioni degli esperti incaricati di valutare l’efficacia e la tollerabilità di eteplirsen, un composto sperimentale per il trattamento della sua malattia. Prendendo il microfono davanti a una commissione di esperti e consulenti della Fda, il ragazzo, Austin Leclaire, dichiarava: “(questo farmaco) mi ha permesso di mangiare da solo, mi ha dato una possibilità. È tempo di ascoltare i veri esperti”.</p>
<p class="selectionShareable">Chi sono i veri esperti? I pazienti che hanno sperimentato il farmaco, secondo Austin e una parte crescente delle società. La Fda, dopo aver acquisito la valutazione condotta dagli esperti (che avevano votato 7 a 6 contro la sua efficacia nel trattamento della distrofia muscolare di Duchenne), avrebbe dovuto fornire la propria decisione sulla approvazione di eteplirsen entro il 25 maggio 2016. Tale data è stata posticipata, per poter completare le valutazioni secondo altre prospettive, e oggi Austin è ancora in attesa della valutazione finale della Fda.</p>
<p class="selectionShareable">Sebbene si tratti di cronaca di questi giorni, questo caso è destinato a fare storia per quanto riguarda il ruolo del paziente nelle decisioni regolatorie dei nuovi farmaci. Per alcuni aspetti, richiama episodi che in Italia hanno alimentato la discussione scientifica e politica negli anni scorsi, quali i casi Stamina e Di Bella. Il fatto che interessi un paese avanzato per quanto riguarda la cultura scientifica e interessi una agenzia quale la Fda rappresenta una assoluta novità. <em><strong><a href="http://forward.recentiprogressi.it/numero-3/il-coinvolgimento-nella-ricerca/#paragrafo_4" target="_blank">continua a leggere</a></strong></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://digitalnarrativemedicine.com/it/paziente-esperto-da-passeggero-a-co-pilota-della-ricerca-terapeutica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>OMNYX: la patologia digitale trasforma l’oncologia</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/omnyx-la-patologia-digitale-trasforma-loncologia/</link>
		<comments>https://digitalnarrativemedicine.com/it/omnyx-la-patologia-digitale-trasforma-loncologia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2015 08:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[digital narrative medicine]]></category>
		<category><![CDATA[empowerment]]></category>
		<category><![CDATA[healthcare]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[omnyx]]></category>
		<category><![CDATA[patologia digitale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://digitalnarrativemedicine.com/?p=3917</guid>
		<description><![CDATA[Prendiamo l’ascensore, scendiamo al piano -2 dell’ospedale e lì troviamo il mondo di vetrini dell’anatomo-patologo, tanto centrale nella diagnosi e nel follow up del paziente oncologico, quanto spesso invisibile. E’ la bella immagine che ci restituisce Marco Campione, Presidente e Amministratore Delegato di GE Healthcare Italia e dei Paesi del Sud Europa. Il 95% dei [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Prendiamo l’ascensore, scendiamo al piano -2 dell’ospedale e lì troviamo il mondo di vetrini dell’anatomo-patologo, tanto centrale nella diagnosi e nel follow up del paziente oncologico, quanto spesso invisibile.</em><span id="more-3917"></span></p>
<p>E’ la bella immagine che ci restituisce <strong>Marco Campione</strong>, Presidente e Amministratore Delegato di GE Healthcare Italia e dei Paesi del Sud Europa. Il 95% dei casi di tumore, ricorda Campione, è legato ad un’indagine anatomo-patologica, un mondo per ora ancora prevalentemente analogico, caratterizzato da microscopio, vetrini e condivisione postale delle informazioni, quando ci si riesce.</p>
<p>Per quasi 10 anni <strong>l’Università di Pittsburgh</strong> e <strong>GE Healthcare</strong> hanno studiato le modalità migliori di digitalizzazione del lavoro dell’anatomo-patologo, coinvolgendo 30 patologi e 13 centri di eccellenza in tutto il mondo, ma anche specialisti dell’interazione uomo-macchina. Da questa partnership nasce <strong><a href="http://www.omnyx.com/">OMNYX</a></strong>, un progetto di <em><strong>digital pathology</strong></em> che utilizza un’apparecchiatura simile a uno scanner per  tradurre i vetrini in immagini digitali, che si guardano in un monitor e non al microscopio. Le immagini ad alta risoluzione possono essere esplorate con software ad hoc, ma anche condivise facilmente. In passato, per confrontarsi o ottenere una seconda opinione il patologo doveva spedire i vetrini con i campioni biologici, con tempi lunghi e rischi di danneggiamento.</p>
<p>Come racconta <strong>Giuseppe Cogliandro</strong>, General Manager per l’Healthcare IT di GE Healthcare,  la progettazione ha tenuto conto degli aspetti medico-scientifici, ma anche delle tecniche del corpo del patologo. Per chi è abituato a guardare in basso, nel microscopio, il guardare in alto nel monitor rappresenta già una discontinuità significativa. Per rendere più facile il passaggio, è stato allora introdotto un joystick che consente al patologo di conservare la postura e il movimento delle mani identici al passato. Sono aspetti di <em>design technology</em> che spesso vengono sottovalutati e che invece possono rappresentare punti di forza fondamentali per il successo di una tecnologia.</p>
<p>OMNYX ha un impatto non solo sull’efficacia e l’appropriatezza della pratica medica ma anche sul vissuto e l’<em>empowerment</em> del paziente. Nel modo dei vetrini,  l’analisi anatomo-patologica arrivava al paziente come un ‘verdetto’ di vita o di morte, sintetizzato dalle due parole simbolo del responso ‘benigno’ vs ‘maligno’. Nel processo analogico si perdeva la valenza interpretativa e probabilistica dell’indagine che diventava per i pazienti una sentenza senza appello, vista anche la difficoltà concreta di una seconda opinione e di un lavoro di team. Come dice Marco Campione, l’ambizione di OMNYX non è solo quella di digitalizzare il mondo della patologia, ma di spostare l’anatomo-patologo dal piano -2 dell’ospedale, al +2, di integrarlo nel team di cura,  di proiettarlo in un network internazionale di specialisti, capaci di confrontarsi <em>real time</em> per diagnosi e follow up più veloci e più accurati. Se esce dall’isolamento analogico, l’anatomo-patologo può facilitare un approccio sistemico e personalizzato in oncologia.<br />
OMNYX non rappresenta infatti solo una soluzione tecnologica, ha l’obiettivo di creare un network di professionisti e di dati. OMNYX valorizza al tempo stesso:  l’esperienza clinica specifica del singolo patologo, l’accessibilità di grandi banche dati, software sofisticati di analisi.</p>
<p>Il recente accordo tra GE Healthcare e la rete di laboratori <a href="http://www.aboutpharma.com/blog/2015/06/22/nasce-network-ue-di-patologia-digitale-per-una-diagnostica-piu-rapida-e-precisa/">LABCO</a> offre un contributo immediato e operativo all’integrazione e alla costruzione del network in patologia. Inizialmente il network coinvolgerà circa 50 patologi in Spagna e 15 nel Regno Unito, ognuno fortemente  specializzato nel proprio campo clinico. Il progetto è di creare a breve una rete di tutti i laboratori presenti in  Europa, con l’obiettivo di arrivare a collegare tutti i patologi del network di LABCO, che coinvolge  oltre 25 milioni di pazienti ogni anno in Spagna, Regno Unito, Francia, Belgio, Portogallo, Svizzera e anche Italia.</p>
<p>In un futuro prossimo, la patologia digitale contribuirà forse al superamento della  dicotomia oracolare benigno-maligno, favorendo la consapevolezza che il tumore si può sempre di più curare.</p>
<p>Articolo di <strong><a href="https://twitter.com/cristinacenci" target="_blank">Cristina Cenci</a></strong> su <strong><a href="http://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2015/08/03/omnyx-lanatomia-patologica-digitale-trasforma-loncologia/" target="_blank">Nòva</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://digitalnarrativemedicine.com/it/omnyx-la-patologia-digitale-trasforma-loncologia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
