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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; EBM</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>Medicina narrativa: quando raccontare aiuta a curare</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 06:18:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuovo approccio che unisce cura e racconto Immagina di entrare nello studio di un medico non solo per descrivere i sintomi fisici che ti affliggono, ma per raccontare la tua storia: emozioni, paure, speranze. E ora immagina che questo racconto diventi parte integrante del tuo percorso di cura, un elemento fondamentale per costruire un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="l-shared-sec-outer show-mobile"><strong><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2022/06/treatment-4099432_1920.jpg"><img class="size-medium wp-image-6812 alignleft" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2022/06/treatment-4099432_1920-300x200.jpg" alt="treatment-4099432_1920" width="300" height="200" /></a>Un nuovo approccio che unisce cura e racconto<br />
</strong>Immagina di entrare nello studio di un medico non solo per descrivere i sintomi fisici che ti affliggono, ma per raccontare la tua storia: emozioni, paure, speranze. E ora immagina che questo racconto diventi parte integrante del tuo percorso di cura, un elemento fondamentale per costruire un trattamento personalizzato. Questo è il cuore della <strong>medicina narrativa</strong>, un approccio innovativo che sta trasformando la relazione tra medico e paziente. La medicina narrativa si fonda su un’idea semplice ma rivoluzionaria: le parole e le immagini, usate con consapevolezza, possono avere un potere straordinario. Attraverso la narrazione, i pazienti riescono a comprendere meglio la propria condizione, mentre i medici, ascoltando e interpretando le storie, possono prendersi cura non solo della malattia, ma anche di tutti gli aspetti emotivi e sociali che la accompagnano.</div>
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<p><span id="more-7796"></span></p>
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<h3 id="la-forza-delle-parole-nella-cura" class="rb-heading-index-1">La forza delle parole nella cura</h3>
<p>Le parole non sono solo strumenti per descrivere; se usate correttamente, possono creare legami, rafforzare la fiducia tra medico e paziente e favorire una diagnosi più accurata. Non si tratta di un semplice esercizio di comunicazione, ma di un cambiamento di paradigma. Come sottolinea la <strong>Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN)</strong>, la medicina narrativa non è una tecnica, ma un diverso modo di concepire la cura, che pone il racconto al centro del processo terapeutico.</p>
<p>Negli anni, il limite di un approccio esclusivamente tecnico, basato sulla cosiddetta <strong>evidence-based medicine</strong> (EBM), è diventato sempre più evidente. Se la medicina tradizionale si basa su prove scientifiche per definire i migliori trattamenti, la medicina narrativa aggiunge un tassello fondamentale: l’esperienza unica del paziente. Questo metodo, conosciuto come <strong>narrative-based medicine (NBM)</strong>, permette di dare voce alla complessità della malattia attraverso il racconto, sia da parte del paziente che del medico.</p>
<h3 id="la-narrazione-come-terapia" class="rb-heading-index-2">La narrazione come terapia</h3>
<p>Ogni paziente vive la malattia in modo diverso, e spesso fatica a esprimere tutte le sfumature del proprio disagio. Qui entra in gioco la narrazione: raccontare la propria esperienza, anche attraverso la scrittura o le immagini, può avere un effetto liberatorio e terapeutico. Come spiega <strong>Rita Charon</strong>, pioniera della medicina narrativa, “trovare le parole per contenere il disordine e le preoccupazioni della malattia dà forma e controllo al caos stesso”.</p>
<p>In un’epoca in cui si parla sempre più spesso di medicina personalizzata, la narrazione diventa uno strumento imprescindibile. Non è solo il paziente a trarre beneficio da questo approccio: anche i medici possono scoprire nuovi aspetti del proprio lavoro, sviluppare una maggiore empatia e affrontare meglio le sfide quotidiane.</p>
<h3 id="benefici-concreti-per-pazienti-e-medici" class="rb-heading-index-3">Benefici concreti per pazienti e medici</h3>
<p>Per i pazienti, la medicina narrativa rappresenta un’opportunità per sentirsi ascoltati e protagonisti del proprio percorso di cura. Raccontare la propria storia permette di mettere in luce aspetti che potrebbero sfuggire a una semplice anamnesi medica, favorendo diagnosi più accurate e trattamenti su misura.</p>
<p>Per i medici, la narrazione offre un punto di vista nuovo. Leggere e interpretare i racconti dei pazienti non solo aiuta a comprendere meglio le loro esigenze, ma contribuisce anche a migliorare il rapporto con loro, con i colleghi e persino con se stessi.</p>
<p>Come evidenziato dalla <strong>Association of American Medical Colleges (AAMC)</strong>, “gli studenti e i medici devono conoscere l’anatomia della storia del paziente così come conoscono l’anatomia del corpo umano”. Un’affermazione che ribadisce quanto sia importante non ridurre i pazienti a un insieme di sintomi, ma considerarli nella loro totalità.</p>
<h3 id="la-tecnologia-al-servizio-della-medicina-narrativa" class="rb-heading-index-4">La tecnologia al servizio della medicina narrativa</h3>
<p>Nell’era digitale, anche la medicina narrativa evolve. Strumenti come la piattaforma <strong>DNM (Digital Narrative Medicine)</strong>, sviluppata in Italia, offrono nuovi modi per integrare la narrazione nella pratica clinica quotidiana. Questi strumenti consentono di raccogliere e analizzare le storie dei pazienti in modo sistematico, dimostrando che la medicina narrativa non è solo un ideale, ma una realtà concreta e applicabile.</p>
<p><strong><a href="https://www.salutebuongiorno.it/2025/01/medicina-narrativa-quando-raccontare-aiuta-a-curare/" target="_blank">Continua a leggere l&#8217;articolo</a></strong></p>
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		<title>Formazione. Progettare la cura con la medicina narrativa. Strumenti per un uso quotidiano. Al via Fad asincrona</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 11:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[corsi online]]></category>
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		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Disponibile online dal 4 settembre 2023 al 3 settembre 2024 Fad in modalità asincrona dal titolo “Progettare la cura con la medicina narrativa. Strumenti per un uso quotidiana” La malattia è un’esperienza soggettiva che include il vissuto del paziente e la sua sfera relazionale, sociale ed emotiva. La medicina narrativa svolge un ruolo fondamentale quale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><i><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/09/formaz.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7150" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/09/formaz-300x118.jpg" alt="formaz" width="300" height="118" /></a>Disponibile online dal 4 settembre 2023 al 3 settembre 2024 Fad in modalità asincrona dal titolo “</i>Progettare la cura con la medicina narrativa. Strumenti per un uso quotidiana”</p>
<p>La malattia è un’esperienza soggettiva che include il vissuto del paziente e la sua sfera relazionale, sociale ed emotiva. La medicina narrativa svolge un ruolo fondamentale quale strumento di raccolta ed interpretazione delle informazioni relative a tale esperienza. Introdurre la medicina narrativa nel percorso di cura significa supportare il sistema-persona nel cambiamento che la malattia comporta. Essendo, in tale processo, coinvolti tutti i professionisti sanitari Edra ha organizzato il corso di formazione professionale, dal titolo “<b>Progettare la cura con la medicina narrativa. Strumenti per un uso quotidiano”</b>, disponibile dal 4 settembre, per acquisire conoscenze e competenze riguardo l’applicazione della medicina narrativa nella progettazione quotidiana della filiera sanitaria.<span id="more-7149"></span><br />
<b><br />
Ecco i dettagli del corso formativo<br />
</b>Il corso continua la formazione professionale sul tema, già avviata con le altre attività formative presenti sul catalogo, con l’obiettivo di diffondere e costruire il concetto di medicina narrativa partendo dal singolo e arrivando alla rete familiare, amicale, professionale fino all’incontro con il sistema sanitario. I principali presupposti teorici su cui si basa questo corso sono:<br />
• i principi della Evidence Based Medicine (EBM)<br />
• la teoria dei sistemi<br />
• il metodo della Medicina Narrativa<br />
• il Design Thinking</p>
<p>Ogni argomento è accompagnato da esercizi pratici per mettere in azione la teoria, secondo il metodo dell’apprendimento esperienziale.</p>
<p><a href="https://www.farmacista33.it/aggiornamento-professionale/27499/formazione-progettare-la-cura-con-la-medicina-narrativa-strumenti-per-un-uso-quotidiano-al-via-fad-asincrona.html" target="_blank">Continua a leggere l&#8217;articolo</a></p>
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		<title>L’uso etico dei dati</title>
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		<pubDate>Mon, 22 May 2017 11:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina Narrativa]]></category>
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		<category><![CDATA[biomedica]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Articolo di Luca de Fiore su Dottprof.com &#160; La dialettica tra la medicina basata sulle prove e la medicina narrativa è oggi la narrazione prevalente. Viene solitamente presentata come una contrapposizione tra un approccio alla cura basato sulla valutazione di dati impersonali e la presa in carico del malato come persona portatrice di una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-5032"></span></p>
<p><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/34c6395.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5033 aligncenter" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/34c6395-300x173.jpg" alt="34c6395" width="300" height="173" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Articolo di <strong>Luca de Fiore</strong> su <strong><a href="https://dottprof.com/2017/04/luso-etico-dei-dati/#.WSKZ70NVvK0.twitter" target="_blank">Dottprof.com</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La dialettica tra la <strong>medicina basata sulle prove</strong> e la <strong>medicina narrativa</strong> è oggi la narrazione prevalente. Viene solitamente presentata come una contrapposizione tra un approccio alla cura basato sulla valutazione di dati impersonali e la presa in carico del malato come persona portatrice di una propria <strong>storia</strong>, di un <strong>contesto</strong> sociale e affettivo di riferimento e, infine, di proprie preferenze basate su <strong>valori</strong> individuali.</p>
<p>La <strong>narrative-based medicine</strong> beneficia di un ricco <strong>storytelling</strong>, alimentato da una sempre ricca <em>illness narrative</em>, che porta con sé anche la recente riscoperta di uno stile di réportage fotografico che si richiama al lavoro di grandi autori degli anni Sessanta e Settanta, da Berengo Gardin a Carla Cerati o Letizia Battaglia. Anche le riviste accademiche hanno progressivamente adattato i propri contenuti a un crescente interesse per le sensazioni provate dal paziente, per i suoi stati d’animo e aspettative.(1) Come già accaduto per la <strong>evidence-based medicine</strong>, questa attenzione per la medicina narrativa è ormai terra di conquista da parte dell’industria, pronta a cogliere tutte le opportunità per sottolineare il primato del vissuto del malato rispetto ai dati che escono dalla ricerca. Anche le <strong>agenzie regolatorie</strong> sono messe sempre più in difficoltà dalla pressione delle associazioni di pazienti e di loro familiari. Un caso emblematico è quello del medicinale Eteplirsen, approvato dopo mesi di discussione con l’indicazione terapeutica della distrofia muscolare, senza che l’azienda produttrice avesse presentato dati robusti di efficacia clinica. <strong><a href="https://dottprof.com/2017/04/luso-etico-dei-dati/#.WSKZ70NVvK0.twitter" target="_blank">continua a leggere</a></strong></p>
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		<title>Centralità della persona e umanizzazione del percorso di cura</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 12:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina Narrativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Progetti di Storytelling e Medicina Narrativa agli Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma &#160; &#160; Giovedì 2 marzo si è tenuto,  presso gli IFO a Roma, il primo convegno sulla Centralità della persona e umanizzazione del percorso di cura, nell’ambito del piano di miglioramento richiesto dall’Organisation of European Cancer Institutes. Il convegno ha avuto come destinatari [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Progetti di Storytelling e Medicina Narrativa agli Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma</em><span id="more-4844"></span></p>
<p><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/convegno-roma.jpg"><img class="aligncenter wp-image-4845" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/convegno-roma.jpg" alt="convegno-roma" width="514" height="368" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giovedì 2 marzo si è tenuto,  presso gli <a href="http://www.ifo.it/index.html">IFO</a> a Roma, il primo convegno sulla <strong>Centralità della persona e umanizzazione del percorso di cura</strong>, nell’ambito del piano di miglioramento richiesto dall’<a href="http://www.oeci.eu/">Organisation of European Cancer Institutes</a>.</p>
<p>Il convegno ha avuto come destinatari i pazienti e i loro familiari ma anche medici, infermieri, psicologi e altri professionisti della salute, volontari ed esperti dell’informazione.</p>
<p>Il progetto sulla Centralità della persona e sull’umanizzazione del percorso di cura è stato organizzato al fine di coordinare ed incentivare le attività di <strong>accoglienza e sostegno ai pazienti</strong>, in un’ottica di empowerment che permetta uno sviluppo del loro ruolo attivo, garantendo allo stesso tempo una maggiore efficacia dei trattamenti.</p>
<p>Gli esperti che sono intervenuti hanno posto l’accento sull’importanza di una informazione accessibile ed efficace, sull’educazione terapeutica e sulla medicina integrata, facendo emergere in tale contesto tutte le iniziative che mirano a supportare il paziente durante il suo percorso, senza limitarsi esclusivamente alla pratica clinica.</p>
<p>Nell’ambito dell’umanizzazione del percorso di cura sono emersi i progetti di <strong>Storytelling e Medicina Narrativa</strong>, di cui ha parlato la Dr.ssa Elvira Colella, oncologa e medico dirigente agli <strong>IFO</strong>. Ha introdotto l’argomento parlando dell’evoluzione del sapere in medicina, partita ai tempi Ippocrate come scienza osservazionale e traformatasi oggi nella moderna <strong>EBM</strong>.</p>
<p>“Oggi si è arrivati alla necessità di affiancare, alla Medicina Basata sulle Evidenze, un elemento che la possa integrare, cioè una medicina che tenga conto dell’aspetto <strong>umanistico</strong> dei soggetti coinvolti, fondata su un sapere più condiviso”.</p>
<p>Dopo aver rimarcato la differenza tra <em>disease</em> e <em>illness</em>, la Dr.ssa Colella ha citato <strong>Rita Charon</strong> e i suoi studi sulla narrazione integrata nella pratica clinica, una metodologia che ogni professionista sanitario dovrebbe conoscere e praticare.</p>
<p>Partendo dalla definizione di <strong>Medicina Narativa</strong> fornita dall’<a href="http://www.iss.it/">Istituto Superiore di Sanità</a>, il discorso si è concentrato sulle esperienze italiane, fino ad arrivare al progetto nato e sviluppatosi agli <strong>IFO</strong>: “Il progetto ‘<em>Raccontami di Te</em>’, nato nel 2015, si è svolto negli ambulatori e nel DH dell’Oncologia Medica A, ed ha avuto l’obiettivo sia di indagare il livello di conoscenza della Medicina Narrativa tra gli specialisti dell’Istituto, sia di testarne l’applicabilità in senso pratico.”</p>
<p>I risultati dello studio sono stati presentati in occasione di un convegno svoltosi agli IFO, mentre i racconti sono stati raggruppati in un unico volume che è attualmente in stampa; inoltre, sono stati creati un abstract e un poster, presentati al <a href="http://www.aiom.it/aiom-servizi/congresso-nazionale-AIOM/aiom18-2016-roma/1,731,1,">XVIII Congresso Nazionale AIOM</a>.</p>
<p>“Attraverso questa esperienza abbiamo formato una comunità costituita da operatori sanitari e pazienti” conclude la Dr.ssa Colella “E il progetto oggi continua con uno studio concreto, appena approvato dal comitato clinico e chiamato ‘AMENO’, che consiste nell’integrazione di uno strumento digitale che avrà lo scopo di raccogliere le narrazioni del paziente, in un’ottica di miglioramento dell’assistenza clinico-assistenziale”.</p>
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		<title>Ma quanto è difficile operare in “scienza e coscienza”</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/ma-quanto-e-difficile-operare-in-scienza-e-coscienza/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2016 10:51:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina Narrativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Lettera di un medico contro l&#8217;ossessione per l&#8217;EBM con la voglia di riscoprire la relazione di cura &#160; Lettera di Ornella Mancin su Quotidiano Sanità La professione medica è basata sulla relazione medico-paziente, e se pur tale relazione è stata ed è  soggetta a rimaneggiamenti determinati dal cambiamento del contesto sociale , essa rimane elemento fondante dell’atto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lettera di un medico contro l&#8217;ossessione per l&#8217;EBM con la voglia di riscoprire la relazione di cura</em><span id="more-4514"></span></p>
<p><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Immagine2.png"><img class=" size-medium wp-image-4515 aligncenter" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Immagine2-300x176.png" alt="Immagine" width="300" height="176" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Lettera di <strong>Ornella Mancin</strong> su <strong><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=40376" target="_blank">Quotidiano Sanità</a></strong></p>
<p style="text-align: left;">La professione medica è basata sulla <strong>relazione medico-paziente</strong>, e se pur tale relazione è stata ed è  soggetta a rimaneggiamenti determinati dal cambiamento del contesto sociale , essa rimane elemento fondante dell’atto medico. Tuttavia   l’avvento dell’ <strong>Evidence  Based Medicine</strong> (EBM) con la sua “ossessione per l’evidenza e l’appropriatezza” (cit. <a href="http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=40190" target="_blank">Davide Sisto su QS</a>)  e le  sempre più frequenti spinte del mondo politico per una riduzione della spesa sanitaria, stanno minando  la relazione di cura,  relegando  sempre più il rapporto medico paziente a fatto marginale.</p>
<p>Il medico  infatti,  sempre più preoccupato a rispondere ai criteri di appropriatezza e  a seguire i protocolli e le linee guida, opera spesso basandosi esclusivamente  sulle   conoscenze scientifiche e sull’abilità tecnica acquisita , rinunciando facilmente  al proprio <em>ethos umanitario</em>, perché sempre più ritenuto un optional che sottrae tempo ai ritmi del lavoro.</p>
<p style="text-align: left;">I pazienti diventano così, come descrive bene <strong>Davide Sisto</strong> nel suo intervento,  “unità standardizzate di malattia, perché i protocolli non hanno tra le loro caratteristiche la capacità umana , quindi relazionale, di comprendere l’unicità delle storie individuali e la complessità esistenziale alla base dei valori, dei comportamenti, degli stati d’animo e dei modi di vivere che definiscono ogni persona nella sua singolarità irripetibile”.</p>
<p>Ma i medici possono essere tali se rinunciano alla relazione con il paziente? “Vogliamo guardare al futuro, ma partendo dalle nostre radici, e le nostre radici sono <strong>la relazione di cura</strong>, i principi etici fondanti della professione e il ruolo di mediatore del medico”. Queste sono state le parole della nostra presidente FNOMCeO Roberta Chersevani a Rimini in apertura dei lavori.</p>
<p>Ma il medico oggi ha quella autonomia professionale per coniugare al meglio appropriatezza, evidenze scientifiche e relazione di cura?<br />
Ognuno di noi nel suo ambito professionale sta sperimentando la fatica di operare in “scienza e coscienza”  sempre  più stretti  tra lacci burocratici e le esigenze dell’economia. <em><strong><a href="http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=40376" target="_blank">continua a leggere</a></strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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