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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; diario narrativo digitale</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>#ENDOs: oggi la Conferenza Stampa di presentazione</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 09:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appuntamento oggi, giovedì 25 gennaio 2024, per la Conferenza Stampa di presentazione del progetto #ENDOs, una grande iniziativa europea dedicata alle malattie croniche e in particolare all’endometriosi, di cui Digital Narrative Medicine Società Benefit Srl (DNM) è partner per l’Italia. Il progetto, finanziato dall’Unione Europea e supportato da Erasmus+ National Agency Education &#38; Training, ha [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/01/logo-endo.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-7285" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/01/logo-endo-300x287.png" alt="logo endo" width="300" height="287" /></a>Appuntamento oggi, giovedì 25 gennaio 2024, per la Conferenza Stampa di presentazione del progetto <strong>#ENDOs,</strong> una grande iniziativa europea dedicata alle malattie croniche e in particolare all’endometriosi, di cui <b>Digital Narrative Medicine</b><b> Società Benefit Srl</b> <b>(DNM)</b> è partner per l’Italia.</p>
<p>Il progetto, finanziato dall’Unione Europea e supportato da Erasmus+ National Agency Education &amp; Training, <b>ha come obiettivo l’empowerment di persone adulte con endometriosi e altre malattie croniche, attraverso il contributo delle arti, della cultura, della medicina narrativa, oltre che delle tecnologie digitali avanzate, per la costruzione di una comunità di pratica europea.</b></p>
<p><b> </b><span id="more-7284"></span></p>
<p>Si stima che oltre 14 milioni di donne europee soffrano di endometriosi. Sono loro stesse, spesso, ad autodefinirsi “ENDOs” e a loro è dedicato il progetto nato per sensibilizzare, informare e offrire un valido supporto non solo dal punto di vista clinico, ma anche pratico ed emotivo, attraverso un approccio multidisciplinare e interattivo.</p>
<p>#ENDOs coinvolge partner e stakeholders di vari paesi europei con una comprovata esperienza nei differenti ambiti della salute, ricerca, istruzione, innovazione digitale, arte e cultura, e possiedono tutte le competenze adeguate a realizzare il coinvolgimento e l’empowerment delle persone con endometriosi. DNM ricopre un ruolo chiave nella realizzazione del progetto e nella diffusione di una nuova consapevolezza sull’endometriosi, mettendo a disposizione le potenzialità della piattaforma DNMLab per raccogliere le storie dei pazienti.</p>
<p>Il progetto verrà presentato oggi alle 17:00 in una Conferenza Stampa a Bordeaux, cui farà seguito martedì 30 gennaio il Vernissage “Breaking This Silence”, presso BAG – Bakery Art Gallery.</p>
<p>L’esposizione sarà aperta dal 26 gennaio al 2 febbraio presso BAG – 44 rue Saint-François, Bordeaux.</p>
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		<title>Medicina narrativa digitale e qualità di vita in oncologia : il progetto PEMORAL</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Dec 2023 05:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il paradigma emergente della medicina centrata sulla persona ha determinato un cambiamento nell’approccio e nella gestione dei bisogni di salute, e l’introduzione di nuovi modelli e strumenti nella pratica clinica. Un cambiamento importante è rappresentato dall’introduzione dei Patient Reported Outcomes (PRO), misure di esito relative allo stato di salute riportate direttamente dal paziente, senza la mediazione dell’intervista clinica [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/chat.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-7270" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/chat-300x206.png" alt="chat" width="300" height="206" /></a>Il paradigma emergente della medicina centrata sulla persona ha determinato un cambiamento nell’approccio e nella gestione dei bisogni di salute, e l’introduzione di nuovi modelli e strumenti nella pratica clinica. Un <strong>cambiamento importante</strong> è rappresentato dall’introduzione dei <a href="https://forward.recentiprogressi.it/it/rivista/numero-32-esiti/video/patient-reported-outcomes-oncologia-massimo-di-maio/"><strong>Patient Reported Outcomes (PRO)</strong></a>, misure di esito relative allo stato di salute riportate direttamente dal paziente, senza la mediazione dell’intervista clinica che porta spesso a sottostimare gli effetti. I questionari per la raccolta dei PRO includono sia strumenti standardizzati specifici per patologia o condizione, sia strumenti che indagano lo stato di salute percepito e la qualità di vita del paziente. Uno <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26787278/"><strong>studio randomizzato</strong></a> condotto in pazienti sottoposti a chemioterapia, ha evidenziato benefici clinici, tra i quali una migliore sopravvivenza per tumore quando, oltre ai parametri standard di riferimento, vengono tenuti in considerazione i sintomi rilevati sistematicamente dallo stesso paziente con un sistema di monitoraggio web-based durante il trattamento. ESMO nel 2022 ha pubblicato le <a href="https://www.esmo.org/guidelines/guidelines-by-topic/esmo-clinical-practice-guidelines-supportive-and-palliative-care/patient-reported-outcome-measures"><em><strong>Clinical Practice Guideline</strong></em></a> per l’uso dei <strong>PRO in oncologia</strong>.<span id="more-7269"></span></p>
<p>Gli strumenti utilizzati per i PRO sono però ancorati ad un <strong>modello puramente clinico</strong>. Non entrano nel <strong>territorio identitario</strong> ed <strong>emotivo</strong> del soggetto specifico. Sappiamo tuttavia che la <strong>percezione della qualità di vita è estremamente soggettiva</strong>, associata alle aspettative di ognuno e alle specifiche percezioni di privazione relativa. Esiste una <strong>tossicità emotiva</strong> delle terapie che è fondamentale conoscere e che può essere rilevata con le metodologie narrative. L’integrazione strutturata del punto di vista del paziente può per questo essere rafforzata dall’introduzione della <a href="https://www.medicinanarrativa.network/wp-content/uploads/2021/03/Quaderno_n._7_02_CONSENSUS-CONF-FINALE_compressed.pdf"><strong>medicina narrativa</strong></a> e delle metodologie qualitative, che arricchiscono il punto di vista espresso in modalità standardizzata, favorendo una presa in cura centrata sulla persona e non sulla malattia.</p>
<p>Dal 2017 presso l’IRCSS <strong>Istituto Nazionale Tumori Regina Elena</strong> di Roma, coordinati dalla dottoressa <strong>Maria Cecilia Cercato</strong>,  sono stati realizzati <a href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/la-medicina-narrativa-al-xxv-congresso-aiom-i-progetti-condotti-da-ifo-con-dnm/"><strong>progetti di ricerca</strong></a> sull’applicazione della <strong>medicina narrativa nella pratica clinica oncologica</strong>, utilizzando il <strong>diario digitale narrativo</strong> della PMI  innovativa <strong>DNM </strong>(che ho ideato), durante il trattamento (chemioterapico e radioterapico) o il follow-up. Il diario rappresenta uno strumento progettato per la raccolta ed interpretazione delle narrazioni del paziente, orientate per tematiche, che il team curante utilizza, integrandole con i dati clinici, per personalizzare il percorso di cura.  I <strong>risultati in termini di fattibilità e di utilità sono positivi.</strong> Il punto di forza, sia nella valutazione dei clinici che dei pazienti, è rappresentato dalla possibilità di condividere elementi rilevanti del vissuto e delle esigenze della persona, non altrimenti rilevabili.</p>
<p>La <b>qualità di vita </b>è un’area di grande rilevanza in oncologia, sia nella sperimentazione clinica che nella personalizzazione del percorso terapeutico. In questo ambito, l’integrazione dei <strong>metodi quantitativi con le metodologie qualitative della medicina narrativa</strong> può consentire di esplorare meglio gli impatti delle cure e facilitare l’integrazione degli obiettivi clinici e degli obiettivi esistenziali, come raccomanda il <a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2584_allegato.pdf"><strong>Piano Nazionale della Cronicità</strong></a>.</p>
<p><a href="https://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2023/12/21/medicina-narrativa-digitale-e-qualita-di-vita-in-oncologia-il-progetto-pemoral/" target="_blank">Continua a leggere l&#8217;articolo</a><a href="https://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2023/12/21/medicina-narrativa-digitale-e-qualita-di-vita-in-oncologia-il-progetto-pemoral/" target="_blank"> di Cristina Cenci su Nova &#8211; il Sole 24 Ore</a></p>
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		<title>La Medicina Narrativa al XXV Congresso AIOM: i progetti condotti da IFO con DNM</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 14:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono stati presentati nel corso del XXV Congresso AIOM i risultati degli studi di Medicina Narrativa condotti presso l’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena con Digital Narrative Medicine (DNM).  La Dottoressa Maria Cecilia Cercato, Responsabile Scientifico degli studi, è intervenuta come relatrice nella sezione “Salute pubblica e cura del paziente”, illustrando i progetti condotti dal [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/cer.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7249" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/cer-300x225.jpg" alt="cer" width="300" height="225" /></a>Sono stati presentati nel corso del <strong>XXV Congresso AIOM</strong> i risultati degli studi di Medicina Narrativa condotti presso l’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena con Digital Narrative Medicine (DNM).  La Dottoressa Maria Cecilia Cercato, Responsabile Scientifico degli studi, è intervenuta come relatrice nella sezione “<em>Salute pubblica e cura del paziente</em>”, illustrando i progetti condotti dal 2015 con una presentazione dal titolo<a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/2023_XXVAIOM_MCCERCAT.mp4" target="_blank"> <strong>“</strong><strong>A narrative digital diary applied to oncological clinical practice to personalize patient care”</strong></a><a href="https://cdn.ifo.it/wp-content/uploads/2019/06/Narrative-Based-Medicine_-a-digital-diary-during-chemo_radiotherapy-treatment-to-personalize-cancer-patients-care-pilot-study.pdf"><strong>.</strong></a> “Essere stati selezionati per una presentazione orale al Congresso Nazionale dell’Oncologia Medica Italiana– ha detto Cercato – è stato senz’altro un importante riconoscimento riguardo gli studi che abbiamo condotto, ma soprattutto è un segnale che i tempi sono maturi e che la comunità scientifica inizia ad aprirsi al tema della medicina narrativa, ne sente la necessità”.<span id="more-7248"></span></p>
<p>La dottoressa Cercato ha tracciato il percorso che &#8211; nel rispetto delle Linee Guida e delle raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità &#8211; ha permesso l’applicazione della Medicina Narrativa come strumento di realizzazione del Patto di Cura, come previsto dal <a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2584_allegato.pdf">Piano Nazionale della Cronicità</a>, mettendo al centro il paziente-persona e la sua salute globale.</p>
<p>“La Medicina Narrativa (NBM) si integra con l’EBM (Evidenced Based Medicine) rendendo le decisioni clinico-assistenziali più complete, personalizzate, efficaci e appropriate” ha spiegato, sottolineando come “<strong><em>la narrazione del paziente e di chi se ne prende cura è un elemento imprescindibile della medicina contemporanea </em></strong><a href="https://www.medicinanarrativa.network/wp-content/uploads/2021/03/Quaderno_n._7_02_CONSENSUS-CONF-FINALE_compressed.pdf">(Linee di Indirizzo per l’utilizzo della Medicina Narrativa in ambito clinico &#8211; assistenziale, per le malattie rare e cronico-degenerative </a> dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità<a href="https://www.medicinanarrativa.network/wp-content/uploads/2021/03/Quaderno_n._7_02_CONSENSUS-CONF-FINALE_compressed.pdf">),</a> fondata sulla partecipazione attiva dei soggetti coinvolti nelle scelte. Le persone, attraverso le loro storie, diventano protagoniste del processo di cura”.</p>
<p>In questo modo, è possibile realizzare quel Patto di Cura che prevede <strong>un progetto personalizzato e condiviso tra pazienti e curanti,</strong> che tenga inoltre in considerazione la qualità di vita delle persone, anche rispetto al contesto di vita vissuta e al progetto esistenziale.</p>
<p>Il Diario Narrativo Digitale è stato introdotto in Istituto nell’ambito di un percorso formativo e applicativo, condotto dal 2015 nell’ambito della ricerca clinica; l’obiettivo è stato quello di validare uno strumento per la raccolta della narrazione della <em>illness</em> e la sua integrazione con i dati clinici nella pratica clinica oncologica. E’ uno strumento web mobile per la raccolta e l’interpretazione del vissuto di cura durante l’iter assistenziale, che il curante, o il team, offre al paziente per raccontare la sua storia durante le varie fasi di trattamento e follow up. È un percorso guidato da stimoli narrativi, ma non è una chat, bensì <strong>uno strumento di telemedicina che rispetta tutte le regole della privacy e per la sicurezza dei dati sanitari.</strong></p>
<p><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38068266/" target="_blank">Gli studi pilota condotti dal 2017 al 2022 </a>hanno avuto come obiettivo quello di condividere e personalizzare il percorso terapeutico. “Il linguaggio utilizzato dagli stimoli narrativi, definiti dal team di cura, – aggiunge Cercato – è stato volutamente colloquiale, per consentire al paziente di <strong>raccontare ciò che, comunemente, non viene raccontato nel corso del tradizionale colloquio clinico”.</strong></p>
<p>Come riportato nella presentazione al Congresso AIOM, gli <strong>studi pilota </strong>condotti tra il 2017 e il 2022 presso diverse strutture dell’IFO (UOC Oncologia Medica1, UOC Radioterapia, UOSD Sarcomi e Tumori Rari, UOC Ortopedia Oncologia, Centro per la Cura della Epilessia Tumorale) hanno complessivamente coinvolto 63 pazienti e 15 rispettivi curanti (6 medici, 7 infermieri, 2 psicologi). Al termine è stata effettuata la valutazione dell’utilità dello strumento da parte dei partecipanti (pazienti e curanti) attraverso uno specifico questionario, nel quale sono state raccolte anche le impressioni soggettive rispetto all’utilizzo della piattaforma DNM.</p>
<p><strong>I pazienti</strong> hanno molto apprezzato l’opportunità di poter esprimere il proprio punto di vista rispetto alla cura. Questo ha offerto loro la percezione di una effettiva presa in carico, una maggiore consapevolezza e anche una raccomandazione all’introduzione di routine nella pratica clinica.</p>
<p><strong>I curanti</strong> hanno espresso interesse rispetto la possibilità di conoscere aspetti rilevanti ai fini della cura, che non sarebbero stati altrimenti rilevabili. Hanno inoltre riscontrato una implementazione della comunicazione e della relazione di cura, con un proficuo rinforzo dell’alleanza sia con il paziente, sia con l’intero team. Hanno, dunque, ritenuto l’uso della medicina narrativa una <strong>opportunità di crescita professionale e personale.</strong></p>
<p>“ Un oncologo medico con molti anni di esperienza clinica- sottolinea Cercato- ha affermato di aver rivalutato il proprio concetto di chemioterapia, scoprendo – grazie al racconto del vissuto attraverso il Diario Narrativo Digitale – quanta progettualità, in termini di vita quotidiana e aspettative, abbiano i pazienti anche in corso di chemioterapia e quanto la tossicità “pesi” in maniera differente per ciascuno in relazione, ad esempio, alla professione svolta”.</p>
<p>I dati raccolti hanno riguardato anche la tossicità vissuta e l’aspetto emotivo del paziente durante le cure chemioterapiche. “Attraverso una valutazione combinata di strumenti quantitativi e qualitativi è possibile giungere a una valutazione complessiva dell’impatto delle cure sulla vita e sulla progettualità- aggiunge Cercato- obiettivo degli ulteriori sviluppi della ricerca (Progetto <a href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/il-progetto-pergiqual-presentato-dalla-dott-alessandra-fabi-del-gemelli-vince-bando-di-gilead-per-area-oncologica/"><strong>Pergiqual</strong></a> e Studio <a href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/inperson-un-progetto-per-prendersi-cura-delle-donne-con-tumore-al-seno-metastatico/"><strong>Inperson</strong></a>)</p>
<p>“Il punto di vista e la valutazione del paziente nel percorso assistenziale – ha concluso Cercato – sono imprescindibili per un concetto di medicina personalizzata. La messa a punto di strumenti e metodologie applicate alla salute deve prevedere l’integrazione della valutazione oggettiva e soggettiva e nuovi progetti sono in corso in tal senso. Il setting digitale, integrato con incontri in presenza, ha dimostrato di offrire una dimensione idonea alla relazione di cura, garantendo il rispetto reciproco ed è pertanto <strong>uno strumento che avvicina</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Biblioteche e medicina narrativa</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jun 2023 13:37:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione del Maggio dei Libri, la Biblioteca Medica Statale ha ospitato la presentazione del libro Biblioteche e medicina narrativa: il ruolo del bibliotecario nei progetti di narrative based medicine in Italia di Virginia Scarinci, vincitore del “Premio De Gregori” dell’AIB edizione 2021. La tesi, divenuta libro, descrive il progetto di medicina narrativa nato presso l’IRCCS Istituto nazionale tumori Regina Elena, evidenziando [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/06/biblioteche.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7095" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/06/biblioteche-219x300.jpg" alt="biblioteche" width="219" height="300" /></a>In occasione del Maggio dei Libri, la Biblioteca Medica Statale ha ospitato la presentazione del libro<em> <strong>Biblioteche e medicina narrativa: il ruolo del bibliotecario nei progetti di narrative based medicine in Italia</strong></em><strong> </strong>di <strong>Virginia Scarinci</strong>, vincitore del <em>“Premio De Gregori”</em> dell’AIB edizione 2021.</p>
<p>La tesi, divenuta libro, descrive il progetto di medicina narrativa nato presso l’IRCCS Istituto nazionale tumori Regina Elena, evidenziando anche il ruolo dei bibliotecari nei progetti dedicati alla <em>narrative based medicine</em>.</p>
<p><strong>Intervista alla Dottoressa Virginia Scarinci</strong><span id="more-7094"></span></p>
<p><strong>Qual è stato il percorso che ha portato alla redazione di questa tesi? Come hai scoperto la medicina narrativa e cosa ti ha affascinato?<br />
</strong>Dopo una laurea triennale in comunicazione presso l’Università Sapienza, mi sono specializzata in archivistica e biblioteconomia, approfondendo tutti quegli aspetti che caratterizzano una biblioteca di tipo biomedico. Attualmente lavoro presso la<strong> <em>digital library</em></strong> dell’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, dove mi occupo di ricerche bibliografiche, monitoraggio delle pubblicazioni scientifiche e indicatori bibliometrici. Inoltre, nell’ambito dell’attività promossa dalla biblioteca del paziente, mi dedico ad accogliere l’utenza &#8211; pazienti e cittadini &#8211; raccogliendo il loro bisogno informativo e orientandoli verso l’informazione sanitaria di qualità.<br />
Ho sentito parlare per la prima volta di medicina narrativa nell’anno 2014 quando, presso la Biblioteca digitale dell’Istituto Regina Elena, in cui svolgevo un tirocinio formativo, è stato organizzato un corso ECM dedicato alla medicina umanistica e narrativa. In tale occasione ho avuto modo di conoscere i fondamenti di questo approccio innovativo e sono rimasta molto colpita dalle numerose potenzialità che questa metodologia offriva in ambito clinico.</p>
<p><strong>Come nasce l’idea di una tesi in medicina narrativa?<br />
</strong>L’idea della tesi è nata da una duplice esigenza: approfondire il concetto di medicina narrativa da un punto di vista inedito (cioè quello del bibliotecario che opera in contesti sanitari) e valorizzare al tempo stesso il ruolo del cosiddetto <strong><em>clinical medical librarian</em></strong>. Procedendo con le ricerche, ho avuto modo di comprendere quanto la medicina narrativa potesse essere trasversale e in che misura si prestasse ad un approccio multidisciplinare. Ho quindi cercato di indagare in che modo i bibliotecari biomedici fossero coinvolti in progetti e studi dedicati alla medicina narrativa.</p>
<p><strong>Puoi descriverci la struttura di questi tesi e quali concetti chiave affronta?<br />
</strong>Il libro è strutturato in quattro capitoli: nel primo vengono identificati i concetti-chiave che rappresentano la base teorica da cui prendono forma le pratiche descritte nei capitoli successivi. Viene delineato il modello di <em>welfare culturale,</em> definendo contestualmente il concetto di medicina narrativa secondo le note <em>linee di indirizzo</em>.<br />
Nel secondo capitolo vengono raccontate nel dettaglio le esperienze italiane alle quali il personale di biblioteca ha preso parte nel corso degli anni, attraverso interviste che si focalizzano sul contributo attivo fornito da bibliotecari e documentalisti biomedici.<br />
Nel terzo capitolo mi sono concentrata sul progetto <strong>“Raccontami di te”</strong>, il primo nel suo genere nato presso l’Istituto Regina Elena. A partire dall’anno 2015 ha preso il via l’iniziativa, promossa dal Servizio di Epidemiologia e Registro Tumori in collaborazione con l’Oncologia Medica 1 e la Biblioteca digitale, con l’obiettivo di far conoscere la metodologia di intervento clinico-assistenziale della medicina narrativa e, contemporaneamente, migliorare la comunicazione tra pazienti e operatori sanitari, rafforzando la relazione di cura attraverso il “racconto di sé”. Nell’ultimo capitolo ho cercato di offrire al lettore una panoramica conclusiva, affrontando possibili scenari e sviluppi futuri.</p>
<p><strong>E quali sono gli scenari e le prospettive che offre la tua tesi, rispetto alla Medicina narrativa e agli ambiti ad essa collegati?<br />
</strong>I progetti dedicati all’utilizzo dell’approccio narrativo nella pratica clinica potranno ancora essere supportati e promossi dalla figura del bibliotecario, il quale avrà occasione di mettere in campo la propria esperienza come “intermediario esperto” che opera in contesti sanitari, a metà strada fra pazienti e curanti. In un quadro più generale la metodologia narrativa, specialmente se integrata con le tecnologie digitali, potrà in futuro essere applicata nella pratica clinica in maniera sempre più efficace. Gli ultimi studi promossi e realizzati dall’Istituto Regina Elena nell’ambito dell’attività di ricerca, che hanno descritto l’utilizzo del <strong><em>diario narrativo digitale</em> <em>(DNM)</em></strong> in ambito oncologico, indicano i vantaggi che derivano dall’integrazione delle storie dei pazienti con i dati clinici attraverso l’uso della piattaforma online. I risultati di tali studi sono stati diffusi attraverso la pubblicazione in <em>peer reviewed journal</em>. Le nuove tecnologie applicate alle narrazioni potranno quindi favorire un cambiamento di paradigma, riportando al centro la relazione di cura tra medico e paziente.</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=cJHEKDSooaY&amp;t=3630s" target="_blank">Guarda il video dell&#8217;evento</a></p>
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		<title>La Medicina Narrativa come risorsa nella cura</title>
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		<pubDate>Tue, 02 May 2023 03:43:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’importanza di una narrazione giusta e appropriata all’interno dei presidi di cura è un elemento fondamentale da tenere presente in una nuova organizzazione sanitaria. Lo ha sottolineato la Dott.ssa Cristina Cenci, antropologa e fondatrice di DNM – Digital Narrative Medicine, nel corso del Seminario “La Medicina Narrativa come risorsa nella cura: engagement delle associazioni dei [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/04/2023-11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7033" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/04/2023-11-300x169.jpg" alt="2023 (1)" width="300" height="169" /></a>L’importanza di una narrazione giusta e appropriata all’interno dei presidi di cura è un elemento fondamentale da tenere presente in una nuova organizzazione sanitaria. Lo ha sottolineato la Dott.ssa Cristina Cenci, antropologa e fondatrice di DNM – Digital Narrative Medicine, nel corso del Seminario <strong><em>“La Medicina Narrativa come risorsa nella cura: engagement delle associazioni dei pazienti e innovazione digitale”</em></strong> tenuto presso il Campus Universitario AOU Sant’Andrea di Roma nel Corso di Medicina Narrativa del Prof. Marco Testa.</p>
<p>Dopo la proiezione del docufilm <a href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/io-sono-stato-su-quel-letto-prima-di-te-pazienti-esperti-e-medicina-narrativa-digitale/" target="_blank">“Rukije, un raggio di sole”</a>, Cenci ha analizzato<strong> l’importanza della giusta narrazione</strong> e di un’appropriata comunicazione all’interno dei luoghi di cura.<span id="more-7041"></span></p>
<p>Come scrive anche il Prof. Fabrizio Benedetti nel suo libro (“<em>La speranza è un farmaco. Come le parole possono vincere la malattia</em>”, Mondadori), le parole possono avere un effetto placebo o nocebo. Per questo è importante che tutti coloro che gravitano intorno al paziente, dal medico all’infermiere, imparino a comunicare con lui in modo giusto, ognuno a seconda del proprio ruolo e delle proprie competenze.</p>
<p><strong>Le parole sbagliate</strong> (ad esempio la definizione di “lungosopravviventi”), o quelle negate (come la mancata comunicazione di effetti o conseguenze delle cure che si stanno per intraprendere), possono avere effetti devastanti sull’approccio verso la malattia e sugli esiti stessi della terapia. La <strong>storia di cura</strong> non è accessoria, ma parte fondamentale delle proprie abilità. Anche l<strong>’impatto dell’ospedalizzazione</strong> dovrebbe essere valutato, considerando ad esempio come un ambiente poco accogliente, o un vicino di letto particolarmente negativo, possano incidere sullo stato d’animo, e quindi sulla capacità di reazione del paziente.</p>
<p>L’<strong>empatia</strong> riveste dunque un ruolo fondamentale per qualsiasi formazione curante. Anche l<strong>’engagement di pazienti esperti</strong> come comunicatori empatici – lavoro svolto dai volontari dell’associazione Rukije all’interno del reparto di Ortopedia Oncologica dell’Istituto Regina Elena di Roma – si è rivelato, difatti, non un semplice supporto, ma un vero e proprio elemento determinante del percorso di cura: complementare, e non accessorio, al lavoro svolto dal personale medico, infermieristico, fisioterapico e di supporto psicologico.</p>
<p>È così che dobbiamo pensare alla Medicina Narrativa: come <strong>parte integrante del complesso percorso di cura</strong>, come strumento terapico, come esigenza e competenza.</p>
<p>Lo hanno dimostrato i risultati di <a href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/amenas/" target="_blank">AMENAS</a> (studio pilota multidisciplinare condotto da DNM con i pazienti dell’Istituto Tumori Regina Elena) e quelli ottenuti grazie all’applicazione del <a href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/pubblicati-risultati-ifo-dnm/" target="_blank">Diario Narrativo Digitale</a> &#8211; piattaforma DNMLab) su pazienti oncologici, con lo scopo di indagare l’azione benefica della narrazione.</p>
<p>Gli studi di fattibilità hanno evidenziato aspetti pratici &#8211; come l’importanza della<strong> competenza comunicativa</strong> del personale infermieristico prima ancora che del medico &#8211; e aspetti sociali &#8211; come il valore della condivisione di percorsi e problematiche comuni. Altrettando fondamentali, nell’applicazione degli stimoli narrativi, sono risultati il <strong>rispetto dei tempi soggettivi, la non obbligatorietà della risposta e la necessità di feedback</strong>, senza cui la narrazione diviene a senso unico e può risultare un boomerang. Il setting digitale permette tutto questo, come ha dimostrato l&#8217;uso diversificato del diario narrativo digitale, e suggerisce un intervento narrativo fortemente integrato in un ripensamento del modello organizzativo e con un feedback strutturato.</p>
<p>La Medicina Narrativa è di una soggettività estrema, non ha posologia e non dà ricette, non ha un obiettivo unico, ma costituisce uno strumento che può fare la differenza, modificando radicalmente la relazione di fiducia, l&#8217;approccio alla malattia, l&#8217;esito delle cure e il futuro del paziente.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Medicina Narrativa Digitale: pubblicati i risultati preliminari di due studi condotti da IFO con DNM</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2022 10:22:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono stati pubblicati gli studi pilota sulla fattibilità e la utilità di un diario narrativo digitale per pazienti con carcinoma mammario o del colon-retto (Medicina narrativa: studio di fattibilità sull&#8217;applicazione del diario narrativo digitale in oncologia ) e per pazienti con sarcoma (Medicina Narrativa: Un Diario Digitale nella Gestione dei Pazienti con Sarcoma Osseo e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2022/02/rid.jpg"><img class=" size-medium wp-image-6744 alignleft" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2022/02/rid-300x200.jpg" alt="rid" width="300" height="200" /></a>Sono stati pubblicati gli <strong>studi pilota sulla fattibilità e la utilità di un diario narrativo digitale</strong> per pazienti con carcinoma mammario o del colon-retto (<a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/03000605211045507" target="_blank">Medicina narrativa: studio di fattibilità sull&#8217;applicazione del diario narrativo digitale in oncologia </a>) e per pazienti con sarcoma (<a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35054100/" target="_blank">Medicina Narrativa: Un Diario Digitale nella Gestione dei Pazienti con Sarcoma Osseo e dei Tessuti Molli. Risultati preliminari di uno studio pilota multidisciplinare</a>). Gli studi sono stati ideati e condotti da <strong>IFO – Istituto Tumori Regina Elena con la collaborazione di Digital Narrative Medicine (DNM)</strong>. Scopo generale di entrambi gli studi è quello di rilevare il punto di vista di curanti e pazienti sull’introduzione della medicina narrativa per la personalizzazione del percorso di cura, utilizzando la piattaforma DNMLAB.</p>
<p><span id="more-6733"></span></p>
<p>Gli studi <strong>AMENO</strong> e <strong>AMENART</strong> hanno coinvolto 31 pazienti oncologici (di cui 84% donne), adulti e di lingua italiana che hanno utilizzato il diario dall’inizio del trattamento chemioterapico o radioterapico, condividendo la propria storia attraverso un percorso guidato di stimoli narrativi, in un ambiente digitale personalizzato e protetto.</p>
<p>Lo studio <strong>AMENAS</strong> è ancora in corso e ad oggi ha coinvolto oltre 20 pazienti (presentati i risultati preliminari su 7 pazienti).</p>
<p>Sia i pazienti, sia i curanti coinvolti (medici, infermieri, psicologi) delle strutture partecipanti ai progetti (Oncologia Medica1, Radioterapia, Ortopedia Oncologica, Unità Sarcomi e Tumori Rari) hanno confermato l’utilità del diario narrativo digitale e fortemente incoraggiato la sua introduzione nella regolare pratica clinica.</p>
<p><strong>Il diario favorisce la condivisione di aspetti rilevanti del vissuto di malattia</strong> e consente ai curanti di acquisire informazioni che portano a rivalutare l’impatto delle cure sulla vita quotidiana dei pazienti. &#8220;Ho scoperto che durante la chemioterapia, i pazienti hanno una vita quotidiana molto più intensa e attiva di quanto potessi immaginare” rileva la <strong>Dott.ssa Elvira Colella, </strong>della Oncologia Medica1, parte attiva nello studio.</p>
<p>Come sottolinea <strong>Maria Cecilia Cercato, responsabile scientifico degli studi:</strong> “Spesso l’approccio clinico attuale, quasi esclusivamente basato sui dati clinici e strumentali, porta i curanti a ridurre i pazienti alla loro malattia, ignorandone il vissuto; con la medicina narrativa la quotidianità di ciascuno, nelle difficoltà e nelle aspettative, entra a pieno titolo, come <strong>parte integrante delle cure,</strong> per garantirne qualità ed appropriatezza, nel rispetto del progetto esistenziale di vita di ciascuno”.</p>
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