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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; corso</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>Ultimi giorni per iscriversi alla III edizione del  Master Executive Cultura &amp; Salute: approfittane entro il 15 ottobre!</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Oct 2024 17:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 2021 CCW School realizza il Master Executive Cultura &#38; Salute, unico in Italia, dedicato alle connessioni e all&#8217;operatività integrata e sistemica di diverse professionalità provenienti dai mondi della Cultura, della Sanità e del Sociale. Per decisori, operatori e operatrici del mondo della pubblica amministrazione, del terzo settore, degli investitori sociali e delle imprese. Sfide [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/10/cs.png"><img class="size-medium wp-image-7716 alignleft" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/10/cs-300x169.png" alt="cs" width="300" height="169" /></a>Dal 2021 CCW School realizza il<strong> Master Executive Cultura &amp; Salute</strong>, unico in Italia, dedicato alle connessioni e all&#8217;operatività integrata e sistemica di diverse professionalità provenienti dai mondi della Cultura, della Sanità e del Sociale. Per decisori, operatori e operatrici del mondo della pubblica amministrazione, del terzo settore, degli investitori sociali e delle imprese.</p>
<p>Sfide complesse, fenomeni dinamici e multifattoriali impongono azioni intersettoriali. Vuoi abitare la complessità, cogliere le opportunità in corso di ridisegno dei sistemi, migliorando la lettura degli scenari, acquisendo competenze trasversali per disegnare azioni, strategie, politiche? Per progettare e agire per generare impatto dalla partecipazione e dall&#8217;espressione culturale per il ben-essere individuale e sociale, in un quadro di equità?</p>
<p>Iscriviti a un percorso che crea comunità, sviluppato con una faculty d&#8217;eccezione di soci, socie e del network di CCW, le partnership scientifiche di DoRS-Centro di Documentazione per la Promozione della Salute Regione Piemonte per la Sanità e Fondazione Fitzcarraldo per la Cultura, con la collaborazione di COREP &#8211; Consorzio per la Ricerca e l’Educazione Permanente.</p>
<p><span id="more-7714"></span></p>
<p><strong>Tre le formule di partecipazione, per consentire una scelta in base ai propri obiettivi e ruoli organizzativi:</strong><br />
Welfare Culturale: scenari, evidenze, impatti &#8211; 60 ore in digitale in 4 mesi<br />
Progettare il Welfare Culturale: dall’ideazione alla valutazione di impatto &#8211; 140 ore con due fine settimana in presenza in 8 mesi<br />
Welfare Culturale in azione: strumenti e pratiche per progettare e condurre interventi &#8211; 220 ore con quattro fine settimana in presenza in 12 mesi</p>
<p><strong>Le lezioni iniziano il 30 gennaio 2025</strong><br />
Master Executive Cultura &amp; Salute 2025<br />
Per maggiori informazioni e scaricare la brochure, <a href="https://culturalwelfare.center/master-executive-cultura-salute-2025/" target="_blank">consulta il nostro sito</a><br />
<a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScHjOTD79hdyCyke4tm7jH6B7KnQW9VyKZUfPX2nSq1ry_ozw/viewform?pli=1" target="_blank"><strong>Per iscriverti, clicca qui</strong></a></p>
<p><strong>Le iscrizioni chiudono martedì 15 ottobre!</strong></p>
<p>Le organizzazioni possono individuare tra i propri professionisti e professioniste coloro per cui un investimento formativo sviluppi un impatto sulla struttura a livello di innovazione nelle progettualità, segnalando al Master la finalità della partecipazione.</p>
<p>Fondazione Compagnia di San Paolo ha scelto CCW come alleato strategico sul tema Cultura e Salute, per l&#8217;Obiettivo Cultura &#8211; Missione Favorire partecipazione attiva.</p>
<p>Contatti: segreteria@culturalwelfare.center</p>
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		<title>Parole che curano, lezione 6 Cristina Cenci: «Così il digitale aiuta la medicina narrativa»</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 15:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Narrazioni digitali: pratiche e sfide. Su questo tema si snoderà la sesta lezione del corso “Parole che curano”, lunedì 4 dicembre al Campus est di Lugano (inizio alle 18, con ingresso libero). Il corso è promosso dalla Facoltà di scienze biomediche dell’Università della Svizzera italiana (USI) con la Divisione Cultura della Città di Lugano e con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/cristina-cenci.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7235" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/12/cristina-cenci-300x198.jpg" alt="cristina cenci" width="300" height="198" /></a>Narrazioni digitali: pratiche e sfide. Su questo tema si snoderà la sesta lezione del corso <strong><a href="https://www.ibsafoundation.org/it/progetti/cultura-e-salute/corso-universitario-2023" target="_blank">“Parole che curano”</a></strong>, lunedì 4 dicembre al Campus est di Lugano (inizio alle 18, con ingresso libero). Il corso è promosso dalla Facoltà di scienze biomediche dell’Università della Svizzera italiana (USI) con la Divisione Cultura della Città di Lugano e con IBSA Foundation per la ricerca scientifica, e con la collaborazione artistica del LAC (Lugano Arte e Cultura).<br />
Relatrice della serata sarà <strong>Cristina Cenci</strong>, antropologa, senior partner dell’Istituto di ricerca Eikon e fondatrice della <a href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/" target="_blank">Digital Narrative Medicine (DNM)</a>, una piattaforma digitale per l’applicazione di metodologie narrative nei percorsi assistenziali. «Questo strumento &#8211; spiega Cenci &#8211; vuole rispondere a un’ingiustizia epistemica (come si dice in termine tecnico, cioè legata alla sfera della conoscenza, ndr), ovvero al fatto che quando entrano in un percorso di cura le persone non sono messe nella condizioni di valorizzare il proprio patrimonio di conoscenze e i propri bisogni. Se non vengono applicati “modelli narrativi” della cura, le parole del malato rischiano di essere considerate di minor valore rispetto a quelle del curante».</p>
<p><span id="more-7234"></span></p>
<p><strong>Che cosa si può fare per cancellare, o almeno attenuare, questa ingiustizia?</strong></p>
<p>«Le persone oggi vogliono partecipare attivamente alla costruzione del proprio percorso di cura &#8211; risponde Cenci. &#8211; Per poter curare, le parole devono innanzitutto essere condivise e riconosciute, ed è importante anche cambiare le parole che utilizziamo, perché questo può aiutarci a rimettere in discussione modelli che non hanno funzionato. Sembrerà strano, ma una delle espressioni che cambierei è “il paziente al centro”. La  sostituirei con “la relazione al centro”. Troppo spesso, infatti, “il paziente al centro” rievoca e si associa all’idea del “cliente al centro”, facendoci pensare che ci sia un solo soggetto da soddisfare. È invece importante una costruzione condivisa della storia di cura, che valorizzi le conoscenze, i vissuti,  le aspettative sia del curante che del paziente. Siamo abituati ad attribuire “il sapere” al medico e “il bisogno” al malato. In realtà, pur nelle importanti differenze, anche il paziente è portatore di un sapere di valore, così come il medico è portatore di aspettative ed esigenze. Il curante non è un erogatore di servizi a un cliente. È un potenziale mediatore di vita e di morte. Le sue parole e i suoi gesti hanno un fortissimo impatto emotivo».</p>
<p><strong>Ma cosa c’entra il digitale con tutto ciò? E perché portare le tecnologie digitali della narrazione all’interno della pratica di cura? </strong></p>
<p>«Per molti anni ho realizzato una netnography, cioé una etnografia (uno studio) dei canali digitali di comunicazione, osservando le diverse dinamiche all’interno dei gruppi di pazienti online e analizzando le storie condivise. Prima del digitale, certamente esistevano i gruppi di mutuo aiuto, ma non erano molto accessibili e diffusi. In più l’interazione “in presenza”, quando si tratta di patologie invalidanti, può essere talvolta problematica. Il mondo digitale consente di entrare in connessione con le persone, e non solo con le malattie. Facilita la condivisione di esigenze, bisogni, emozioni che spesso non si riesce a condividere nel mondo “analogico” (cioè al di fuori delle tecnologie digitali). Un esempio è rappresentato dalla community <a href="https://www.parolefertili.it/" target="_blank">parolefertili.it</a>, che ho creato qualche anno fa, grazie anche al contributo incondizionato ma appassionato della IBSA Foundation. È una comunità di <em>story sharing</em>, in cui si dona la propria storia per elaborare il proprio vissuto e per aiutare chi sta attraversando un percorso simile. Le storie sono organizzate anche con parole-chiave emotive (speranza, paura, incertezza), in modo che ognuno possa scegliere di leggere la storia che abbia la tonalità emotiva che più gli corrisponde. L’infertilità è ancora un’area di grande tabù nell’interazione sociale offline.  Lo spazio digitale consente di uscire dalla solitudine, di incontrare chi sta vivendo percorsi simili, di aprirsi a scenari diversi, o attingere a risorse inaspettate. La narrazione digitale si prende cura e accompagna nel percorso».</p>
<p><strong>Dunque la comunicazione digitale supera in certi casi la medicina narrativa classica?</strong></p>
<p>«Quando si parla di medicina narrativa si pensa subito a una relazione medico-paziente caratterizzata da maggiore vicinanza e attenzione. E spesso si tende ad associare questi aspetti a una relazione faccia a faccia. Le community digitali di pazienti mostrano come la  narrazione mediata da un computer o uno smartphone possa essere ugualmente efficace ed empatica.<br />
Anche nei percorsi di cura lo schermo digitale non introduce maggiore spersonalizzazione nella relazione. Anzi, al contrario può facilitare l’ascolto. Nei tempi stretti delle visite in presenza, per esempio, i pazienti tendono a non ricordare con chiarezza quello che dice il medico, e sono confusi, talvolta in soggezione. Spesso faticano anche a riflettere sulle proprie esigenze e bisogni, leggendo la “fretta” nello sguardo del medico. L’uso della comunicazione digitale può invece consentire al medico e al paziente di scegliere i tempi della scrittura e dell’ascolto. Il paziente scrive quando si sente, quando riesce, quando ha il problema. Il medico legge quando può, e riesce anche meglio a condividere con l’intero team curante osservazioni e commenti. Stanno diventando sempre più numerose le startup e i dispositivi per il telemonitoraggio dei parametri clinici. Insomma, come dicevo, sono convinta  che il digitale sia fondamentale anche per rilanciare e valorizzare l’uso delle narrazioni nella pratica clinica».</p>
<p><strong>Proprio con questa convinzione, Lei ha sviluppato un ambizioso progetto per mettere insieme gli aspetti positivi del  digitale e la medicina narrativa</strong></p>
<p>«Il mio punto di partenza sono state le Linee di Indirizzo sulla medicina narrativa dell’Istituto Superiore di Sanità italiano del 2015, che considerano la narrazione lo strumento fondamentale “per acquisire, comprendere e integrare i diversi punti di vista” e  costruire una cura personalizzata. Mi sono chiesta: come possiamo farlo veramente? Ho così iniziato a lavorare con gli  informatici per sviluppare una piattaforma che potesse utilizzare le tecnologie digitali per l’uso delle metodologie narrative nei percorsi di cura.<br />
Si chiama DNMLab, esiste dal 2016 ed è stata validata in una serie di studi relativi all’oncologia e alla cura dell’epilessia. Si tratta di un diario narrativo digitale che consente alla persona di condividere con il team curante bisogni, esigenze, aspettative. I questionari per la qualità di vita mirano a rilevare gli effetti negativi dei farmaci, ma in modo standard e confrontabile. Con l’integrazione del diario narrativo digitale, possiamo rilevare l’impatto personalizzato degli effetti collaterali per ogni paziente, considerando la sua biografia, e capire anche quali risorse positive la persona sta sviluppando, o vorrebbe sviluppare, grazie al supporto dei curanti».</p>
<p><strong>E cosa dicono i risultati?</strong></p>
<p>«I risultati degli studi sono promettenti. I pazienti riescono a condividere aspetti importanti che non avevano potuto condividere in altri modi. Anche i giudizi dei curanti sono molto positivi, ma emergono criticità per l’applicazione effettiva, una volta terminato lo studio pilota. La mancanza del tempo necessario e delle risorse viene ancora oggi usata in modo difensivo. Credo, però, che il vero  problema sia legato al fatto che i curanti hanno ancora difficoltà a vedere la persona, oltre la malattia. Su questo bisogna lavorare molto, già a partire proprio dalla formazione universitaria, con corsi come questo».</p>
<p><strong>Articolo di Valeria Camia su <a href="https://www.ticinoscienza.ch/it/news.php?parole-che-curano-lezione-6-cristina-cenci-il-digitale-aiuta-la-medicina-narrativa" target="_blank"> Ticino Scienza</a></strong></p>
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		<title>La medicina narrativa nel colloquio clinico e nella televisita: evento ECM dal 13 ottobre</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 08:41:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aspetti relazionali e umanizzazione delle cure Dal 13 al 27 ottobre 2023 evento indirizzato a medici chirurgi e psicologi La partecipazione garantisce 19 crediti ECM La medicina narrativa ha l’obiettivo di centrare la cura sulla persona e, mediante la relazione, questo obiettivo deve essere raggiungibile in ogni colloquio clinico, sia in ambulatorio, sia in ospedale, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/06/jp.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7103" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/06/jp-300x184.jpg" alt="jp" width="300" height="184" /></a>Aspetti relazionali e umanizzazione delle cure</p>
<p>Dal 13 al 27 ottobre 2023 evento indirizzato a medici chirurgi e psicologi<br />
La partecipazione garantisce 19 crediti ECM</p>
<p>La medicina narrativa ha l’obiettivo di centrare la cura sulla persona e, mediante la relazione, questo obiettivo deve essere raggiungibile in ogni colloquio clinico, sia in ambulatorio, sia in ospedale, sia nei servizi diagnostici e territoriali. Il colloquio clinico è una sequenza comunicativa tra sanitario e paziente che, se ben condotto, fa emergere la storia di malattia e il suo punto di vista. Quando ciò accade la comunicazione è person-centred e, solo quanto è tale, produce effetti nei pazienti, nei medici e a livello organizzativo, rilevabili con studi riportati in letteratura scientifica. Il colloquio clinico basato sulla medicina narrativa può portare alla trascrizione dei contenuti nel consueto diario clinico, nella consulenza trascritta in cartella o nella cartella del paziente ove questa sia utilizzata come strumento di ascolto.<span id="more-7165"></span><br />
La formazione dei sanitari sulle metodologie relazionali e comunicative in ambito clinico ha prevalentemente lo scopo di modificare comportamenti acquisiti attraverso l’osservazione e l’imitazione dei professionisti più anziani. La società attuale richiede ai sanitari l’acquisizione di modalità comunicative nuove rispetto al passato ed impone al medico e agli altri professionisti della salute un adeguamento dei comportamenti comunicativi nella relazione con il paziente e i suoi familiari.<br />
La modifica dei comportamenti è spesso indipendente dalle conoscenze, quindi la formazione deve essere caratterizzata dal coinvolgimento dei partecipanti con video-sessioni e dibattiti, ma soprattutto basarsi sulla formazione simulata mediante role-play realizzati con pazienti standardizzati (sanitari o pazienti che sono in grado di simulare sempre con lo stesso livello di difficoltà) e feedback individuali. I professionisti sanitari richiedono una formazione basata sulle evidenze. Il progetto di formazione che viene proposto è evidence based e con una parte di formazione simulata. In particolare, tutti gli standard proposti durante la formazione sono basati su evidenze scientifiche.<br />
Nel corso verrà presentato un modello di comunicazione che unisce gli elementi essenziali del Kalamazoo Consensus Statement alla medicina narrativa con lo scopo di centrare il colloquio clinico sul paziente in modo da includere il suo punto di vista della sua storia.<br />
Il corso è on line in modalità sincrona e partecipativa; ogni partecipante, oltre alle 12 ore di formazione in aula virtuale, avrà 1 ora di formazione on line individuale con un docente (medico) insieme al quale simulerà una televisita. Al termine della simulazione il docente darà un feedback e commenterà la simulazione con il partecipante rispondendo ad eventuali quesiti.</p>
<p><strong>Modulo 1</strong><br />
<strong>Venerdì 13 ottobre ore 15.00 – 19.00</strong><br />
Nella prima sessione di 4 ore verrà presentata la medicina narrativa e la “postura” narrativa, verrà introdotto il concetto di modello di comunicazione con un inquadramento storico e il suo utilizzo nei Paesi dove esiste una lunga tradizione di formazione in ambito comunicativo. Nel mondo anglosassone i modelli comunicativi hanno permesso di definire gli standard per la valutazione del colloquio clinico, che sono richiesti per l’objective structured clinical examination ovvero l’esame di abilitazione che periodicamente il medico deve sostenere ai fini dell’abilitazione alla professione. Durante questo esame, che consiste nella simulazione di una visita medica, vengono valutate anche le abilità di comunicazione ed è per questo che sono nati degli standard evidence based utilizzati nella formazione e nella valutazione della comunicazione nel colloquio clinico. La presentazione della Checklist degli elementi essenziali della comunicazione nel colloquio clinico sarà seguita da una video-sessione con valutazione di una visita ambulatoriale. Per la televisita sarà analizzato anche il canale di comunicazione paraverbale<br />
<strong>Modulo 2</strong><br />
<strong>Venerdì 20 ottobre ore 15.00 – 19.00</strong><br />
La seconda sessione inizia con un&#8217;analisi dettagliata delle evidenze scientifiche a supporto dei compiti previsti per l’apertura del colloquio clinico. Presentarsi, nel colloquio clinico, è una fase che non viene molto curata e le evidenze ci mostrano che spesso viene omessa o realizzata in modo limitato. L’ascolto nell’apertura permette al paziente di esporre il suo problema, per contro i medici spesso interrompono il paziente e non sollecitano ulteriormente l’esposizione del problema.<br />
Dopo aver analizzato l’apertura del colloquio, sarà affrontata la costruzione della relazione e la comprensione del punto di vista del paziente. Il filo conduttore sarà l’empatia e un mini training cognitivo-comportamentale permetterà ai partecipanti di utilizzare strumenti semplici per aumentare l’efficacia nella comunicazione empatica.<br />
<strong>Modulo 3</strong><br />
<strong>Venerdì 27 ottobre ore 15.00-19.00</strong><br />
Nella terza sessione un’analisi dell’empatia come fenomeno neurobiologico servirà per definire il concetto di empatia cognitiva. Il passo successivo sarà la presentazione della definizione di empatia contenuta nel dizionario di medicina narrativa.<br />
La relazione tra empatia e burnout è complessa e ancora non del tutto chiara, tuttavia esistono evidenze che supportano l’efficacia della relazione empatica nella prevenzione. Verrà inoltre introdotto il concetto di compassion fatigue e un modello per spiegare l’effetto protettivo dell’empatia rispetto al burnout. Infine si analizzeranno le evidenze relative alla comprensione del punto di vista del paziente nel colloquio clinico narrativo. Infine, sarà studiato l’accordo sulla pianificazione per favorire l’aderenza e la soddisfazione del paziente.<br />
È prevista 1 ora di lezione individuale, che sarà definita singolarmente in accordo con il docente.<br />
Il corso è erogato come FAD sincrona con utilizzo della piattaforma Zoom®<br />
Sono previste 12 ore di formazione in plenaria e una di formazione individuale.<br />
Per partecipare al corso è necessario un pc dotato di microfono e webcam. Per tutta la durata delle sessioni i partecipanti dovranno tenere la webcam attiva.<br />
<strong>Docenti</strong><br />
• Sergio Ardis – Dirigente Medico, esperto di comunicazione in sanità – Azienda USL Toscana Nord Est,<br />
• Paolo Trenta – Sociologo, Consiglio Direttivo SIMeN,<br />
• Carlo Mazzatenta – Medico Dermatologo presso Azienda USL Toscana Nord Ovest, Area Lucca,<br />
• Valentina Ungaretti – Odontoiatra,<br />
• Alessandra Mazzoni – Medico cardiologo presso Azienda USL Toscana Nord Ovest,<br />
• Irene Cavasini – Medico Chirurgo Convenzionato con l’azienda Toscana Nordovest per l’Assistenza Primaria a ciclo di scelta ambito Lucca1,<br />
• Dario Nieri – Medico Chirurgo Dirigente Medico in Malattie dell’Apparato Respiratorio presso UO Pneumologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Pisa.<br />
La quota per la partecipazione al Webinar è di 400,00 euro<br />
Per gli iscritti a SIMeN la quota partecipazione è di 350,00 euro<br />
L’attestato ECM sarà reso disponibile in piattaforma nei giorni successivi alla conclusione del percorso formativo, previo superamento del questionario ECM con il 75% delle risposte corrette e il raggiungimento del 90% della frequenza.<br />
<strong>Iscrizioni</strong><br />
Per maggiori informazioni contattare la segreteria organizzativa del Provider Punto Formazione (ID 6002) al numero 0742.340904 o via mail, all’indirizzo ecm@puntoformazione.net o, in alternativa, consultare il sito di Punto Formazione:<br />
https://www.puntoformazione.net/ecm-formazione-sanitaria/la-medicina-narrativa-nel-colloquio-clinico-e-nella-televisita/</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La medicina narrativa nel colloquio clinico e nella televisita</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 08:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti i medici sanno comunicare,​ qualcuno può decidere di comunicare meglio Corso 19 ECM online per medici chirurghi​ &#8211; Preiscrizione entro il 20 giugno 2023​ La medicina narrativa ha l’obiettivo di centrare la cura sulla persona e, mediante la relazione, questo obiettivo deve essere raggiungibile in ogni colloquio clinico, sia in ambulatorio, sia in ospedale, sia nei servizi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tutti i medici sanno comunicare,</em><em>​ </em><em>qualcuno può decidere di comunicare meglio<br />
</em></p>
<p><strong><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/06/jp.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7103" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/06/jp-300x184.jpg" alt="jp" width="300" height="184" /></a>Corso 19 ECM online per medici chirurghi​ &#8211; </strong><strong>Preiscrizione entro il 20 giugno 2023​<br />
</strong>La medicina narrativa ha l’obiettivo di centrare la cura sulla persona e, mediante la relazione, questo obiettivo deve essere raggiungibile in ogni colloquio clinico, sia in ambulatorio, sia in ospedale, sia nei servizi diagnostici e territoriali. Il colloquio clinico è una sequenza comunicativa tra sanitario e paziente che, se ben condotto, fa emergere la storia di malattia e il suo punto di vista. Quando ciò accade la comunicazione è person-centred e, solo quanto è tale, produce effetti nei pazienti, nei medici e a livello organizzativo, rilevabili con studi riportati in letteratura scientifica.<span id="more-7102"></span></p>
<p>Il colloquio clinico basato sulla medicina narrativa può portare alla trascrizione dei contenuti nel consueto diario clinico, nella consulenza trascritta in cartella o nella cartella del paziente ove questa sia utilizzata come strumento di ascolto.La formazione dei sanitari sulle metodologie relazionali e comunicative in ambito clinico ha prevalentemente lo scopo di modificare comportamenti acquisiti attraverso l&#8217;osservazione e l&#8217;imitazione dei professionisti più anziani. La società attuale richiede ai sanitari l’acquisizione di modalità comunicative nuove rispetto al passato e impone al medico e agli altri professionisti della salute un adeguamento dei comportamenti comunicativi nella relazione con il paziente e i suoi familiari.</p>
<p>Le modifiche dei comportamenti è spesso indipendente dalle conoscenze, quindi la formazione deve essere caratterizzata dal coinvolgimento dei partecipanti con videossesioni e dibattiti, ma soprattutto basarsi sulla formazione simulata mediante role-play realizzati con pazienti standardizzati (sanitari o pazienti che sono in grado di simulare sempre con lo stesso livello si difficoltà) e feedback individuali. I professionisti sanitari richiedono una formazione basata sulle evidenze. Il progetto di formazione che viene proposto è evidence based e con una parte di formazione simulata. In particolare, tutti gli standard proposti durante la formazione sono basati su evidenze scientifiche.<br />
Nel corso verrà presentato un modello di comunicazione che unisce gli elementi essenziali del Kalamazoo Consensus Statement alla medicina narrativa con lo scopo di centrare il colloquio clinico sul paziente in modo da includere il suo punto di vista e la sua storia. ​<br />
Il corso è svolto a distanza in modalità sincrona e partecipativa; ogni partecipante avrà un’ora di formazione individuale con un docente (medico) insieme al quale simulerà una televisita. Al termine della simulazione il docente darà un feedback e commenterà la simulazione con il partecipante rispondendo ad eventuali quesiti. ​Nei giorni successivi il discente riceverà un link,  potrà rivedere la propria simulazione e fare un’autovalutazione utilizzando una checklist informatizzata che si basa sugli standard del colloquio clinico di medicina narrativa.</p>
<p><strong>Obiettivi formativi<br />
</strong>Obiettivo generale del corso è la modifica dei comportamenti comunicativo-relazionali nel colloquio clinico per centrare la cura sulla persona e sulla sua storia di malattia.<br />
Obiettivi secondari: 1) favorire il passaggio da un modello comunicativo basato sulla disease verso un modello comunicativo centrato sull’illness; 2) favorire l’uso di standard comunicavi del colloquio clinico narrativo; 3) aumentare le competenze empatiche (empatia cognitiva) nel colloquio clinico narrativo.</p>
<p><strong>Destinatari<br />
</strong>Il corso è destinato a medici di qualsiasi specialità clinica. Il numero massimo di partecipanti è 20.</p>
<p><strong>Modalità di erogazione</strong></p>
<p>Il corso è erogato come FAD sincrona con utilizzo della piattaforma Zoom®<br />
Sono previste 12 ore di formazione in plenaria e una di formazione individuale.<br />
Per partecipare al corso è necessario un pc dotato di microfono e webcam. Per tutta la durata delle sessioni i partecipanti dovranno tenere la webcam attiva.</p>
<p><strong>Programma<br />
</strong>Sessioni in plenaria<br />
13, 20 e 27 ottobre 2023<br />
15:00 &#8211; 19.10</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Medicina Narrativa come risorsa nella cura</title>
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		<pubDate>Tue, 02 May 2023 03:43:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/04/2023-11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7033" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2023/04/2023-11-300x169.jpg" alt="2023 (1)" width="300" height="169" /></a>L’importanza di una narrazione giusta e appropriata all’interno dei presidi di cura è un elemento fondamentale da tenere presente in una nuova organizzazione sanitaria. Lo ha sottolineato la Dott.ssa Cristina Cenci, antropologa e fondatrice di DNM – Digital Narrative Medicine, nel corso del Seminario <strong><em>“La Medicina Narrativa come risorsa nella cura: engagement delle associazioni dei pazienti e innovazione digitale”</em></strong> tenuto presso il Campus Universitario AOU Sant’Andrea di Roma nel Corso di Medicina Narrativa del Prof. Marco Testa.</p>
<p>Dopo la proiezione del docufilm <a href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/io-sono-stato-su-quel-letto-prima-di-te-pazienti-esperti-e-medicina-narrativa-digitale/" target="_blank">“Rukije, un raggio di sole”</a>, Cenci ha analizzato<strong> l’importanza della giusta narrazione</strong> e di un’appropriata comunicazione all’interno dei luoghi di cura.<span id="more-7041"></span></p>
<p>Come scrive anche il Prof. Fabrizio Benedetti nel suo libro (“<em>La speranza è un farmaco. Come le parole possono vincere la malattia</em>”, Mondadori), le parole possono avere un effetto placebo o nocebo. Per questo è importante che tutti coloro che gravitano intorno al paziente, dal medico all’infermiere, imparino a comunicare con lui in modo giusto, ognuno a seconda del proprio ruolo e delle proprie competenze.</p>
<p><strong>Le parole sbagliate</strong> (ad esempio la definizione di “lungosopravviventi”), o quelle negate (come la mancata comunicazione di effetti o conseguenze delle cure che si stanno per intraprendere), possono avere effetti devastanti sull’approccio verso la malattia e sugli esiti stessi della terapia. La <strong>storia di cura</strong> non è accessoria, ma parte fondamentale delle proprie abilità. Anche l<strong>’impatto dell’ospedalizzazione</strong> dovrebbe essere valutato, considerando ad esempio come un ambiente poco accogliente, o un vicino di letto particolarmente negativo, possano incidere sullo stato d’animo, e quindi sulla capacità di reazione del paziente.</p>
<p>L’<strong>empatia</strong> riveste dunque un ruolo fondamentale per qualsiasi formazione curante. Anche l<strong>’engagement di pazienti esperti</strong> come comunicatori empatici – lavoro svolto dai volontari dell’associazione Rukije all’interno del reparto di Ortopedia Oncologica dell’Istituto Regina Elena di Roma – si è rivelato, difatti, non un semplice supporto, ma un vero e proprio elemento determinante del percorso di cura: complementare, e non accessorio, al lavoro svolto dal personale medico, infermieristico, fisioterapico e di supporto psicologico.</p>
<p>È così che dobbiamo pensare alla Medicina Narrativa: come <strong>parte integrante del complesso percorso di cura</strong>, come strumento terapico, come esigenza e competenza.</p>
<p>Lo hanno dimostrato i risultati di <a href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/amenas/" target="_blank">AMENAS</a> (studio pilota multidisciplinare condotto da DNM con i pazienti dell’Istituto Tumori Regina Elena) e quelli ottenuti grazie all’applicazione del <a href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/pubblicati-risultati-ifo-dnm/" target="_blank">Diario Narrativo Digitale</a> &#8211; piattaforma DNMLab) su pazienti oncologici, con lo scopo di indagare l’azione benefica della narrazione.</p>
<p>Gli studi di fattibilità hanno evidenziato aspetti pratici &#8211; come l’importanza della<strong> competenza comunicativa</strong> del personale infermieristico prima ancora che del medico &#8211; e aspetti sociali &#8211; come il valore della condivisione di percorsi e problematiche comuni. Altrettando fondamentali, nell’applicazione degli stimoli narrativi, sono risultati il <strong>rispetto dei tempi soggettivi, la non obbligatorietà della risposta e la necessità di feedback</strong>, senza cui la narrazione diviene a senso unico e può risultare un boomerang. Il setting digitale permette tutto questo, come ha dimostrato l&#8217;uso diversificato del diario narrativo digitale, e suggerisce un intervento narrativo fortemente integrato in un ripensamento del modello organizzativo e con un feedback strutturato.</p>
<p>La Medicina Narrativa è di una soggettività estrema, non ha posologia e non dà ricette, non ha un obiettivo unico, ma costituisce uno strumento che può fare la differenza, modificando radicalmente la relazione di fiducia, l&#8217;approccio alla malattia, l&#8217;esito delle cure e il futuro del paziente.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Percorso di Medicina Narrativa nelle epilessie</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2022 16:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Migliorare le capacità di ascolto delle persone in cura, dei loro famigliari, dei medici e delle équipe di cura; facilitare il passaggio dalla cura del “paziente affetto da epilessia” a quella della “persona che vive l’epilessia”; apprendere strumenti da integrare alla propria pratica clinica; costruire un clima di lavoro migliore per se stessi e i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Miglior<img class=" size-medium wp-image-6741 alignleft" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2022/02/lice-300x164.jpg" alt="lice" width="300" height="164" />are le capacità di ascolto delle persone in cura, dei loro famigliari, dei medici e delle équipe di cura; facilitare il passaggio dalla cura del “paziente affetto da epilessia” a quella della “persona che vive l’epilessia”; apprendere strumenti da integrare alla propria pratica clinica; costruire un clima di lavoro migliore per se stessi e i colleghi: sono queste alcune delle finalità del “percorso di medicina narrativa nelle epilessie”, organizzato da <strong>LICE</strong> (Lega Italiana contro l’Epilessia), in collaborazione con <strong>ISTUD</strong> e <strong>Digital Narrative Medicine</strong> (DNM), con la partecipazione di SIMeN- Società Italiana di Medicina Narrativa.<span id="more-6740"></span></p>
<p>Il percorso si compone di due moduli, base e avanzato, che possono essere combinati o indipendenti, entrambi accreditati ai fini ECM.</p>
<p>Il modulo base, in partenza ad aprile, è rivolto a chi non ha ricevuto a oggi ancora nessuna formazione in Medicina Narrativa, è aperto a un massimo di 25 partecipanti (membri dei team multidisciplinari dei Centri per l’epilessia) e prevede un percorso in aula digitale di 15 ore, organizzato in 4 webinar settimanali di 3 ore ciascuno, più un webinar finale di condivisione dei <em>project work</em>.</p>
<p>Il modulo avanzato (<em><strong>“Le metafore come risorse nella cura”</strong></em>), che avrà inizio a ottobre, è rivolto a chi ha già seguito il modulo base, o ha già avuto esperienze di medicina narrativa. L’obiettivo è quello di approfondire il ruolo e le opportunità che ruotano intorno all’uso delle metafore in epilessia, di cui è noto il valore ma più rara l’applicazione. Il percorso prevede 15 ore distribuite in 4 webinar settimanali di 3 ore ciascuno, più un webinar finale di condivisione del <em>project work</em>.</p>
<p>Info e prenotazioni: <a href="https://www.medicinanarrativa-lice.net/" target="_blank">Percorso di medicina narrativa nelle epilessie</a></p>
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		<title>Al via il corso di perfezionamento in Medicina Narrativa a Napoli</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2016 11:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Complessità, multi-professionalità e medicina narrativa: un approccio multimetodologico &#160; &#160; L&#8217;Ateneo Federico II ha bandito il corso di perfezionamento in Complessità, Multiprofessionalità e Medicina Narrativa: un approccio multimetodologico.  Il corso fornisce una panoramica sulle metodologie quali-quantitative per la ricerca-azione sulla complessità e la medicina narrativa secondo un approccio multi-metodologico e multi-professionale. Il corso scaturisce dalla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Complessità, multi-professionalità e medicina narrativa: un approccio multimetodologico</em><span id="more-4140"></span></p>
<p><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Immagine.png"><img class=" size-medium wp-image-4141 aligncenter" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Immagine-300x85.png" alt="Immagine" width="300" height="85" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Ateneo Federico II ha bandito il corso di perfezionamento in <em>Complessità, Multiprofessionalità e Medicina Narrativa: un approccio multimetodologico. </em></p>
<p>Il corso fornisce una panoramica sulle metodologie quali-quantitative per la ricerca-azione sulla complessità e la <strong>medicina narrativa</strong> secondo un approccio multi-metodologico e multi-professionale. Il corso scaturisce dalla necessità di superare la frammentazione del processo di care/cure e tipica del paradigma bio-medico dominante. La medicina narrativa è una risposta innovativa a questa problematica. Tuttavia, il suo statuto scientifico è ancora in via di definizione , nonostante la moltiplicazione delle esperienze che si sta verificando a livello nazionale ed internazionale.</p>
<p>Ha la durata di <strong>sei mesi</strong> con un impegno orario di 125 ore pari a 5 CFU di cui 60 di didattica frontale e 65 di esercitazioni, studio di casi e studio individuale, anche attraverso l&#8217;utilizzo di sistemi di formazione a distanza (webinari, social network, software dedicato, e così via) . Si articola in<strong> 5 moduli</strong> full immersion di 12 ore ciascuno su 5 aree tematiche. Al termine  è previsto un esame finale.</p>
<p>La distribuzione del carico didattico prevede 60 ore di didattica frontale, 40 di studio individuale e 25 ore di esercitazioni. La <strong>frequenza è obbligatoria</strong> per almeno l&#8217;80% del totale dell&#8217;impegno orario previsto.</p>
<p>Per maggiori informazioni e per scaricare il bando e la modulistica rimandiamo <strong><a href="https://www.unina.it/-/11611214-pe_sp_complessita-multi-professionalita-e-medicina-narrativa-un-approccio-multimetodologico" target="_blank">alla pagina ufficiale del corso.</a></strong></p>
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