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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; co-presenze</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>Condividere le sedute di chemio influenza la sopravvivenza</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Aug 2017 07:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avere qualcuno accanto con cui poter parlare durante le sedute di terapia non solo migliora l&#8217;umore ma aumenta, sebbene di poco, la probabilità di vivere più a lungo. Alla base di questi risultati potrebbe esserci lo stress Articolo di Tina Simoniello, la Repubblica.it Condividere il tempo e lo spazio, e quindi le parole, i timori, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Avere qualcuno accanto con cui poter parlare durante le sedute di terapia non solo migliora l&#8217;umore ma aumenta, sebbene di poco, la probabilità di vivere più a lungo. Alla base di questi risultati potrebbe esserci lo stress<span id="more-5131"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/120755485-32fb7eed-66c5-47d9-a528-9848dcdc1d2b.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5132" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/120755485-32fb7eed-66c5-47d9-a528-9848dcdc1d2b-300x169.jpg" alt="120755485-32fb7eed-66c5-47d9-a528-9848dcdc1d2b" width="300" height="169" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Articolo di Tina Simoniello, <a href="http://www.repubblica.it/oncologia/qualita-di-vita/2017/07/31/news/condividere_le_sedute_di_chemio_influenza_la_sopravvivenza-172028558/">la Repubblica.it</a></p>
<p>Condividere il tempo e lo spazio, e quindi le parole, i timori, le emozioni che accompagnano le sedute di chemioterapia, aiuta. Anzi, di più: è in grado di aumentare, sebbene di poco, i tassi di sopravvivenza. È il risultato di uno studio longitudinale, il primo del suo genere su un campione così vasto e per un tempo così lungo (5000 persone seguite per circa 9 anni), che è stato realizzato dai ricercatori del NHGRI, <a href="https://www.genome.gov/">National Human Genome Research Institute</a> dell’<a href="https://www.nih.gov/">NIH</a> e di Oxford, e pubblicato sulla rivista Network Science. Più in dettaglio gli autori dell’indagine hanno dimostrato che la socialità, la possibilità di comunicare, di entrare in relazione, di stare fianco a fianco con altri pazienti nel corso delle sedute di chemio aumenta del 2% la sopravvivenza a 5 anni.</p>
<p><strong>La ricerca</strong>. Gli  scienziati – esperti di scienze sociali comportamentali &#8211; che hanno firmato la pubblicazione hanno analizzato i dati relativi a 4.691 uomini e donne di circa 60 anni affetti da varie forme di cancro, in chemioterapia presso due ospedali pubblici dell’Oxfordshire dal 2000 al 2009. Di ognuno hanno seguito i destini clinici e anche la posizione occupata nelle sale dove venire loro somministrata la chemioterapia lungo tutto il corso della malattia: chi fossero i loro vicini di poltrona, quelli con i quali scambiavano chiacchiere, preoccupazioni e magari anche battute, e che destino clinico avessero a loro volta questi pazienti. In termini più scientifici gli autori hanno costruito e analizzato un network, una rete, di co-presenze. <a href="http://www.repubblica.it/oncologia/qualita-di-vita/2017/07/31/news/condividere_le_sedute_di_chemio_influenza_la_sopravvivenza-172028558/">continua a leggere</a></p>
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