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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; cardionar</title>
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		<title>Corso ECM dell&#8217;Ospedale Sant&#8217;Andrea sulla Medicina Narrativa: la sintesi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Oct 2017 13:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Valente]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Una nuova metodologia per umanizzare la medicina rimettendo il paziente al centro del percorso di cura” </em><span id="more-5347"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Immagine.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5338" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Immagine-300x159.jpg" alt="Immagine" width="300" height="159" /></a></p>
<p>Lo scorso 23 ottobre, presso <a href="https://www.ospedalesantandrea.it/">l’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea</a>, una vasta platea di discenti si è riunita per conoscere e discutere lo stato dell’arte della <strong>Medicina Narrativa</strong>, la metodologia d’intervento clinico-assistenziale basata sulla <strong>narrazione</strong>, che ha il fine di ottenere la costruzione condivisa di un percorso di cura <strong>personalizzato</strong>.</p>
<p>Grande risalto è stato dato a <strong>DNM – Digital Narrative Medicine</strong>, la prima piattaforma per l’applicazione della <strong>Medicina Narrativa</strong> nella pratica clinica, strumento protagonista di ben due <strong>studi pilota</strong> presentati durante il corso. L’ideatrice della piattaforma, l’antropologa <strong>Cristina Cenci</strong>, era presente all’evento sia come relatrice che in veste di moderatrice.</p>
<p>La giornata, suddivisa in tre sezioni, si è aperta con una panoramica sulle <strong>Medical Humanities</strong> e sulla <strong>Medicina Narrativa</strong>. Dopo i saluti delle autorità, ha preso la parola <strong>Sandro Spinsanti</strong>, direttore dell’<a href="http://www.istitutogiano.it/">Istituto Giano</a> e autore del libro “<a href="http://www.pensiero.it/ecomm/pc/viewPrd.asp?idproduct=691">La medicina vestita di narrazione</a>“. Ha parlato della differenza tra <strong>umanizzazione</strong> e <strong>Medical Humanities</strong>, focalizzandosi sulla necessità di recuperare ciò che è stato escluso,  per una medicina <em>biologica</em> ma anche <em>antropologica</em>, <em>scientifica</em> ma anche <em>personalizzata</em>, <em>laica</em> ma sensibile ai <em>valori</em>.</p>
<p><strong>Luigi Abbate</strong>, nel suo intervento “<em>Dalla disease alla illness, curare la persona malata e non la malattia</em>” si è concentrato sulle differenze di accezione dei vocaboli inglesi, ognuno dei quali rappresenta un punto di vista specifico sulla stessa malattia: dalla sua rappresentazione biomedica (disease), alla reazione dell’individuo alla patologia (illness), fino alla sua rappresentazione sociale (sickness).</p>
<p>La sessione si è conclusa con<strong> Paola Chesi</strong> di <a href="http://www.istud.it/" target="_blank">ISTUD</a>, che ha descritto gli strumenti della <strong>Medicina Narrativa</strong>, illustrando nel dettaglio i diversi canali utili a comprendere gli specifici aspetti di una <strong>storia di cura</strong>: dal <em>diario</em> per il paziente, fino alla <em>cartella parallela </em>per il medico, passando per il racconto libero, l’intervista e la fiaba.</p>
<p>La seconda sessione del corso, che riguardava <strong>Medicina Narrativa, sanità pubblica e associazionismo</strong>, si è aperta con l’intervento di <strong>Fanny La Monica </strong>di <a href="http://www.pfizer.it/cont/pfizer-italia/pfizer-italia.asp" target="_blank">Pfizer</a> sul progetto <strong>Viverla Tutta</strong>, campagna nata nel 2010 da un’indagine di <a href="http://www.gfk.com/it/" target="_blank">GSK Eurisko</a> che evidenziava il bisogno e l’esigenza dei pazienti di <strong>essere ascoltati</strong>.</p>
<p><strong>Cristina Cenci</strong>, CEO di <strong>Digital Narrative Medicine</strong> e fondatrice del <a href="http://www.centerfordigitalhealthhumanities.com/it/" target="_blank">Center for Digital Health Humanities</a>, si è focalizzata sull’esperienza dell’<a href="http://www.medicinanarrativa.network/" target="_blank">Osservatorio di Medicina Narrativa Italia</a>, che costituisce uno spazio condiviso dedicato all’incontro tra tutti coloro che utilizzano le <strong>narrazioni</strong> in ambito sanitario e socio-sanitario. Chi fa parte della rete <strong>OMNI</strong> è consapevole che per il clinico non è sufficiente <em>contare </em>e<em> misurare</em> ciò che riguarda il paziente, ma c’è bisogno di un passaggio ulteriore: bisogna <strong>restituire valore</strong> al suo racconto, anche utilizzando gli strumenti che il digitale mette a disposizione. <strong>Cristina Cenci</strong> ha ricordato anche che <strong>OMNI</strong> è partner della <a href="http://www.digitalhealthacademy.com/">Digital Health Academy</a>, la prima accademia di <strong>Digital Health</strong> in Italia.</p>
<p>Nell’intervento successivo, <strong>Piero Santantonio</strong>, presidente di <a href="https://www.mitocon.it/" target="_blank">Mitocon Onlus</a>, ha raccontato la sua personale esperienza come genitore di un ragazzo colpito da <strong>malattia rara</strong>, evidenziando la grande esigenza di raccontare e raccontarsi che manifestano le persone con questo tipo di patologie, e sottolineando in tal modo il grande potere, anche terapeutico, della <strong>parola</strong>.</p>
<p>La terza e ultima parte del corso ha avuto come protagoniste le esperienze di applicazione diretta di <strong>Medicina Narrativa</strong> nella <strong>pratica clinica</strong>. La prima ad intervenire è stata <strong>Maria Assunta Longo</strong>, medico di famiglia, che ha ricordato di come la medicina generale sia caratterizzata da un approccio bio-psico-sociale, che deve necessariamente partire dalla <strong>narrazione </strong>del paziente, considerando anche l’assunto che ogni incontro tra medico e paziente inizia sempre con un <strong>racconto</strong>.</p>
<p><strong>Lucia Aite</strong>, psicologa e psicoterapeuta presso l’<a href="http://www.ospedalebambinogesu.it/home" target="_blank">Ospedale Pediatrico Bambino Gesù</a>, ha raccontato la propria esperienza in <strong>Terapia Intensiva Neonatale</strong>, passando in rassegna diverse narrazioni di operatori che lavorano nella TIN. Ha evidenziato come la narrazione possa trasformare una sequenza intollerabile di eventi in una storia, riuscendole a <strong>dare un senso</strong>.</p>
<p>L’oncologa ed epidemiologa <strong>Maria Cecilia Cercato</strong> ha illustrato i risultati dello studio pilota sull’applicazione della <strong>Medicina Narrativa</strong> in oncologia <a href="http://www.ifo.it/index/news/Maggio-2017/L-io-attraverso-l-altro.html" target="_blank">AMENO</a>, portato avanti negli ambulatori di chemioterapia degli <a href="http://www.ifo.it/index.html" target="_blank">Istituti Fisioterapici Ospitalieri-IFO</a>. Ha raccontato la genesi del progetto, lo stato attuale dei lavori e gli sviluppi futuri, sottolineando l’importanza di avere a disposizione una piattaforma interamente dedicata alla <strong>Medicina Narrativa</strong>: <strong>DNM – Digital Narrative Medicine</strong>, è il <em>diario digitale</em> che i pazienti utilizzano per narrare il loro viaggio con la malattia oncologica, e che gli specialisti usano per ottenere una <strong>personalizzazione</strong> sempre più efficace, un percorso terapeutico costruito su misura per tutti coloro che si trovano costretti a convivere con un tumore.</p>
<p>L’ultimo intervento è stato quello di <strong>Marco Testa</strong>, cardiologo e organizzatore del corso, che ha raccontato l’esperienza dello studio pilota <strong>CARDIONAR</strong>, dedicato all’applicazione della <strong>Medicina Narrativa </strong>per la personalizzazione del percorso dei pazienti con scompenso cardiaco. Anche per questo studio è stata utilizzata la piattaforma <strong>DNM</strong>, che ha reso possibile l’interazione di un team di curanti con il paziente, portando alla nascita di una <em>rete digitale empatica</em>.</p>
<p>I risultati preliminari dello studio hanno evidenziato che la <strong>narrazione </strong>ha effettivamente permesso di <strong>personalizzare la cura</strong> e di <strong>migliorare l’alleanza terapeutica</strong>, grazie anche all’utilizzo delle numerose funzioni che la piattaforma mette a disposizione, tra cui un sistema protetto di <strong>messaggistica</strong> tra curanti e pazienti, la possibilità di inserire <strong>dati clinici </strong>e di somministrare <strong>survey</strong>, la creazione di <strong>wordcloud</strong>.</p>
<p>La <strong>Medicina Narrativa</strong>, ha concluso <strong>Marco Testa</strong>, si è confermata uno strumento in grado di far emergere le <strong>dimensioni valoriali</strong> del paziente, altrimenti non evidenziabili con i classici strumenti qualitativi.</p>
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