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	<title>Digital Narrative Medicine</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>Progetto PERLA: intervista a Tiziana Nicoletti di Cittadinanzattiva APS</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 10:15:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[curaperlapersona]]></category>
		<category><![CDATA[PERLA]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[Una certificazione per la cura a misura di persona non nasce da sola. Dietro #PERLA, la certificazione promossa dall&#8217;associazione CuraPerlaPersona, c&#8217;è un network di associazioni che condividono una convinzione comune: la qualità della relazione di cura non è un&#8217;opzione, ma una priorità. Tra loro, anche Cittadinanzattiva APS, che attraverso le parole di Tiziana Nicoletti, Responsabile Coordinamento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/07/decalogo-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8320" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/07/decalogo-1-300x200.jpg" alt="decalogo-1" width="300" height="200" /></a>Una certificazione per la cura a misura di persona non nasce da sola.</p>
<p style="text-align: justify;">Dietro <strong class="ql-hashtag" data-test-ql-hashtag="true">#PERLA, </strong>la certificazione promossa dall&#8217;associazione<strong class="ql-hashtag" data-test-ql-hashtag="true"> CuraPerlaPersona,</strong> c&#8217;è un network di associazioni che condividono una convinzione comune: la qualità della relazione di cura non è un&#8217;opzione, ma una priorità.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra loro, anche <strong>Cittadinanzattiva APS</strong>, che attraverso le parole di<strong> Tiziana Nicoletti</strong>, Responsabile Coordinamento Associazioni Malati cronici e rari, ci ha lasciato una preziosa testimonianza di cosa significhi sostenere PERLA e perché è importante per loro essere <em>collaborating partner</em> del progetto:</p>
<h4 style="text-align: justify;"><em>&#8220;</em>𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐏𝐄𝐑𝐋𝐀?</h4>
<p style="text-align: justify;"><em>Cittadinanzattiva sostiene PERLA poiché il progetto risponde pienamente alla nostra missione storica: mettere la persona e i suoi diritti al centro del servizio sanitario. Inoltre, il progetto condivide tre pilastri fondamentali della nostra azione civica:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8211; Valutazione basata sull&#8217;esperienza diretta: riconosce le persone e le famiglie come primi e legittimi valutatori della qualità, in termini di esiti di salute, dell&#8217;assistenza ricevuta.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8211; Valorizzazione dell&#8217;umanizzazione: promuove l&#8217;ascolto, la relazione empatica e la medicina narrativa come elementi di cura indispensabili.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8211; Sviluppo di un’alleanza terapeutica: con l’obiettivo di creare un&#8217;effettiva collaborazione tra professionisti della salute e cittadini.</em></p>
<p><span id="more-8314"></span></p>
<h4 style="text-align: justify;">𝐐𝐮𝐚𝐥 𝐞̀ 𝐥&#8217;𝐢𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨?</h4>
<p style="text-align: justify;"><em>Secondo la visione di Cittadinanzattiva, l&#8217;impatto più profondo di PERLA è il cambiamento culturale del paradigma di cura: non più o meglio, non solo cura della malattia ma cura integrale della persona: PERLA dimostra come l&#8217;ascolto e la personalizzazione non sono concetti astratti, ma indicatori misurabili di qualità che incidono direttamente sull&#8217;aderenza terapeutica e sui risultati di salute.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questo si traduce in due vantaggi concreti:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8211; Empowerment dei cittadini: Restituisce voce e dignità alle persone nei momenti di maggiore fragilità.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8211; Crescita dei servizi sanitari: Stimola le strutture a un miglioramento continuo, premiando e rendendo visibili le buone pratiche e le eccellenze umane in sanità.</em></p>
<h4 style="text-align: justify;">𝐈𝐧𝐯𝐢𝐭𝐨 𝐚𝐢 𝐭𝐞𝐚𝐦 𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐫𝐚</h4>
<p style="text-align: justify;"><em>Scegliete di mettere al centro i bisogni di salute delle persone. Partecipate alla nuova edizione di PERLA, la certificazione che misura l’umanizzazione, l’ascolto e la personalizzazione dell&#8217;assistenza attraverso la voce diretta dei pazienti. Candidare il vostro reparto o servizio significa valorizzare il lavoro di squadra, rafforzare le competenze e scegliere un percorso di miglioramento continuo. Evidenziare l&#8217;eccellenza permette ad altri di replicare modelli vincenti, dimostrando concretamente che il nostro Servizio Sanitario Nazionale funziona ed è capace di eccellenza e umanità.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ringraziamo Tiziana Nicoletti per la disponibilità e il prezioso contributo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>III Forum Nazionale di Medicina Narrativa: &#8220;Medicina Narrativa, Prescrizione Sociale e Cure Palliative: Ripensare la qualità di vita&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 09:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[SIMeN]]></category>

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		<description><![CDATA[A Verona il terzo Forum Nazionale promosso da SIMeN Nel linguaggio della cura, la qualità di vita è ancora spesso declinata in termini prevalentemente clinici: controllo dei sintomi, tossicità dei farmaci, funzionalità residue, aderenza ai trattamenti. Sono dimensioni essenziali, ma non esauriscono l’esperienza di vivere con una malattia. La qualità di vita riguarda anche la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/07/180508-400x568.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8307" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/07/180508-400x568-211x300.png" alt="180508-400x568" width="211" height="300" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>A Verona il terzo Forum Nazionale promosso da SIMeN</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Nel linguaggio della cura, la qualità di vita è ancora spesso declinata in termini prevalentemente clinici: controllo dei sintomi, tossicità dei farmaci, funzionalità residue, aderenza ai trattamenti. Sono dimensioni essenziali, ma non esauriscono l’esperienza di vivere con una malattia.</p>
<p style="text-align: justify;">La qualità di vita riguarda anche la possibilità di mantenere autonomia, relazioni, desideri e progettualità nei limiti imposti dalla condizione. Riguarda ciò che per una persona resta importante, possibile, desiderabile; ciò che permette di continuare a riconoscersi nella propria storia anche quando la malattia la modifica profondamente.</p>
<p style="text-align: justify;">È da questa prospettiva che prende avvio il III Forum Nazionale di Medicina Narrativa, promosso da SIMeN – Società Italiana di Medicina Narrativa, in programma il <strong>17 ottobre 2026</strong> presso l’Aula Magna dell’Università di Verona.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Forum si propone come una giornata di riflessione su come la medicina narrativa possa contribuire a ripensare la qualità di vita all’interno di percorsi di cura integrati, tra prescrizione sociale, cure palliative e pratiche clinico-assistenziali orientate alla persona.</p>
<p style="text-align: justify;">L’evento, anteprima della rassegna Poeti Sociali 2026, avrà una vocazione interdisciplinare e riunirà clinica, scienze umane, neuroscienze cognitive, sociologia, pratiche artistiche e culturali.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8306"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oltre gli esiti clinici: costruire percorsi di cura</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La terapia farmacologica e gli interventi clinici sono fondamentali, ma non bastano per comprendere cosa significhi prendersi cura di una persona. Definire un percorso terapeutico appropriato richiede anche di riconoscere bisogni, preferenze, risorse, relazioni, contesto di vita e possibilità concrete di scelta.</p>
<p style="text-align: justify;">Curare significa quindi integrare, accanto agli interventi clinici, anche quelle risorse che attengono alle sfere relazionali, sociali, culturali ed esistenziali della persona. Non si tratta di aggiungere elementi accessori alla cura, ma di comprendere quali condizioni permettano alla persona di vivere nel modo più pieno possibile dentro i limiti della malattia.</p>
<p style="text-align: justify;">È qui che entra in gioco la medicina narrativa: come disciplina e come pratica capace di far emergere ciò che conta davvero per la persona in quel preciso momento della sua storia di vita. Attraverso l’ascolto e la raccolta delle narrazioni, la medicina narrativa permette di integrare nel percorso di cura informazioni, significati e priorità che spesso restano invisibili agli strumenti clinici tradizionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Forum promosso da SIMeN esplorerà dunque come la medicina narrativa possa contribuire a costruire percorsi di cura meno standardizzati, più aderenti all’esperienza delle persone e più capaci di sostenere una qualità di vita intesa non solo come riduzione del carico di malattia, ma come possibilità di autonomia, relazione e progettualità.</p>
<p><a href="https://www.simenitalia.it/3-forum-medicina-narrativa/" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Recensione a &#8220;Un’altra pratica della cura. Un ponte tra due sponde&#8221; di Sandro Spinsanti</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/recensione-a-unaltra-pratica-della-cura-un-ponte-tra-due-sponde-di-sandro-spinsanti/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 09:54:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[sandro spinsanti]]></category>

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		<description><![CDATA[Riportiamo la recensione del nuovo libro di Sandro Spinsanti scritta da Tania Milletti, medico e psicoterapeuta, membro del CD della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN). Leggere l’ultimo libro di Sandro Spinsanti, psicologo e teologo, significa immergersi in una scrittura intrisa di narrazione, dove il rigore clinico si fonde armoniosamente con inserzioni letterarie e sguardi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/06/9788849008340_0_0_536_0_75.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8303" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/06/9788849008340_0_0_536_0_75-198x300.jpg" alt="9788849008340_0_0_536_0_75" width="198" height="300" /></a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riportiamo la recensione del nuovo libro di Sandro Spinsanti scritta da Tania Milletti, medico e psicoterapeuta, membro del CD della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Leggere l’ultimo libro di Sandro Spinsanti, psicologo e teologo, significa immergersi in una scrittura intrisa di narrazione, dove il rigore clinico si fonde armoniosamente con inserzioni letterarie e sguardi sulla contemporaneità. È un’opera scritta in assenza di pregiudizio, capace di accompagnare il lettore con una semplicità quasi affettuosa, una carezza con cui riesce ad affrontare tematiche di notevole spessore e urgenza. La forza della sua penna risiede nella capacità di porsi al di sopra dei contrasti nei diversi ambiti della cura, ponendosi costantemente alla ricerca della “parola che congiunge”, quella parola capace di farsi ponte tra mondi spesso distanti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il cuore pulsante della riflessione di Spinsanti coincide e si fonde con l’orizzonte culturale della Medicina Narrativa. L’autore sottolinea come la cura nasca da un incontro “duale” che porta alla creazione di un soggetto inedito: un “Terzo Spazio” che non appartiene esclusivamente né al curante né al curato. Questo concetto evoca lo spazio analitico della relazione psicoterapeutica: una dimensione creativa, nuova rispetto a entrambi i soggetti, che diventa il luogo in cui la cura si personalizza e si trasforma in atto generativo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span id="more-8297"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Spinsanti non teme di addentrarsi nei territori più complessi del vivere contemporaneo, come il fine vita. Con sguardo lucido, l’autore osserva come nel nostro panorama attuale il morire sia stato eccessivamente medicalizzato; in risposta a ciò, la Medicina Narrativa e le Cure Palliative emergono non come una resa — un “subentrare quando non c’è più nulla da fare” — ma come forma altissima di cura in sé. Esse ci esortano a considerare la dimensione spirituale in senso ampio: una tensione esistenziale che abbraccia i valori profondi del paziente, ben oltre la sola appartenenza religiosa.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’opera non manca di concretezza sociologica, denunciando con vigore il cosiddetto “dolore burocratico” — quell’intoppo amministrativo che umilia il paziente — e invocando un necessario riconoscimento giuridico per la figura del caregiver, pilastro spesso invisibile del sistema di assistenza.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.simenitalia.it/recensione-unaltra-pratica-della-cura-un-ponte-tra-due-sponde/?_gl=1*5utqma*_up*MQ..*_ga*MTMwMjA4MzcxMy4xNzgxNjAzMjc3*_ga_K0XY4DVX6Y*czE3ODE2MDMyNzckbzEkZzAkdDE3ODE2MDMyNzckajYwJGwwJGgw" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>PERLA: scopri come partecipare alla terza edizione</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/perla-scopri-come-partecipare-alla-terza-edizione/</link>
		<comments>https://digitalnarrativemedicine.com/it/perla-scopri-come-partecipare-alla-terza-edizione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 09:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[PERLA]]></category>
		<category><![CDATA[personalizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;𝑀𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑡𝑡𝑢𝑟𝑒 𝑠𝑎𝑛𝑖𝑡𝑎𝑟𝑖𝑒 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑐𝑖𝑝𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑣𝑎𝑙𝑢𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑃𝑒𝑟𝑙𝑎, 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑡𝑡𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑝𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑡𝑖. 𝑁𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑢𝑛 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑠𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑡𝑜&#8221;. Sono le parole di Andrea Piccioli, direttore Istituto Superiore di Sanità, in occasione del Convegno &#8220;La cura a misura di persona&#8221; del 12 marzo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/06/1781174547457.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8291" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/06/1781174547457-300x200.jpg" alt="1781174547457" width="300" height="200" /></a>&#8220;𝑀𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑡𝑡𝑢𝑟𝑒 𝑠𝑎𝑛𝑖𝑡𝑎𝑟𝑖𝑒 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑐𝑖𝑝𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑣𝑎𝑙𝑢𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑃𝑒𝑟𝑙𝑎, 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑡𝑡𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑝𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑡𝑖. 𝑁𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑢𝑛 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑠𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑡𝑜&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono le parole di <strong>Andrea Piccioli</strong>, direttore Istituto Superiore di Sanità, in occasione del Convegno &#8220;La cura a misura di persona&#8221; del 12 marzo scorso, che ha segnato la conclusione della seconda edizione del progetto <strong>PERLA</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">PERLA è l&#8217;iniziativa promossa dall&#8217;Associazione <strong>CuraPerlaPersona</strong> che certifica i centri che si distinguono per la qualità della relazione e la personalizzazione delle cure.</p>
<p style="text-align: justify;">A marzo 2026 abbiamo certificato <strong>34 centri</strong> in tutta Italia sulla base delle valutazioni espresse dalle persone che hanno ricevuto le cure.</p>
<p>Se anche il tuo centro e il tuo team valorizzano <strong>la qualità della relazione con le persone e la personalizzazione dei percorsi di cura</strong>, scopri come partecipare alla nuova edizione: <a href="https://www.curaperlapersona.it/" target="_blank">www.curaperlapersona.it</a></p>
<p><span id="more-8290"></span></p>
<p>Contatta l&#8217;associazione per ulteriori informazioni: <a class="qmmOMGKOQSiSahrGeOyHMhYnajraiMcBPXPQ " tabindex="0" href="mailto:segreteria@curaperlapersona.it" target="_self" data-test-app-aware-link="">segreteria@curaperlapersona.it</a></p>
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		</item>
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		<title>Medicina narrativa e intelligenza artificiale: il progetto NARR-ARTI</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/medicina-narrativa-e-intelligenza-artificiale-il-progetto-narr-arti/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 14:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[cristina cenci]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Riportiamo l&#8217;articolo di Cristina Cenci, founder Digital Narrative Medicine, pubblicato sul blog Nòva de Il Sole 24Ore. &#8220;Nel 2017 ho condiviso su questo blog una piccola provocazione. Dopo l’ennesima risposta paternalistica del mio medico di base, ho immaginato di scrivere invece a un assistente virtuale che ho chiamato R2-D2, in omaggio a Guerre Stellari. La risposta che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-05-31-alle-15.50.14.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8287" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-05-31-alle-15.50.14-300x155.png" alt="Screenshot-2026-05-31-alle-15.50.14" width="300" height="155" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Riportiamo l&#8217;articolo di Cristina Cenci, founder Digital Narrative Medicine, pubblicato sul blog Nòva de Il Sole 24Ore.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nel <strong>2017</strong> ho condiviso su questo blog una piccola provocazione. Dopo l’ennesima risposta paternalistica del mio medico di base, ho immaginato di scrivere invece a un assistente virtuale che ho chiamato R2-D2, in omaggio a Guerre Stellari. La risposta che ho attribuito a R2-D2 era al tempo stesso empatica, personalizzata, utile per me. Concludevo con una domanda: <em>saranno le macchine ad aiutarci a superare il paternalismo nella relazione medico-paziente?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nove anni dopo, con l’arrivo degli LLM, le chatbot empatiche esistono davvero ma l’interrogativo resta valido.  Secondo uno <strong>studio</strong> di <strong>David Chen</strong> e colleghi del Princess Margaret Cancer Centre di Toronto, le persone con cancro valutano le risposte dei chatbot come più empatiche di quelle dei medici. La mia fantasia del 2017 è apparentemente diventata realtà. Ma non del tutto. Parlare di empatia per un chatbot rischia di non essere appropriato, visto che al massimo possiamo definirlo <em>mirroring</em> statistico. La situazione è al tempo stesso più problematica e più promettente.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2025 il Centro Studi SIMeN ha pubblicato un <strong>documento</strong> curato da <strong>Massimiliano Marinelli</strong> — <em>Medicina Narrativa e Intelligenza Artificiale. Una breve introduzione</em> — che sintetizza in modo molto efficace rischi e opportunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il testo descrive un paradosso identificato da diversi studiosi: “i sistemi sanitari cercano nell’AI efficienza e standardizzazione; la medicina narrativa insiste sulla singolarità del vissuto, sull’<em>illness script</em> come evento fenomenologico irriducibile”. Il rischio centrale è la nascita di un “(a)iRecord”, dominato dall’algoritmo e dalla presunta oggettività del dato, derivato da una procedura di codifica automatca. Avverte Marinelli: <em>“Quando la sofferenza di una madre — per il futuro dei figli, per esempio — viene compressa in una nota psicosociale o in una checkbox, la narrazione viene ‘dataficata’: trasformata in dato utile al sistema, ma impoverita come fonte di risonanza empatica e di comprensione condivisa. Il rischio, per la MN, è che la parola del paziente venga sì registrata, ma non davvero accolta.”</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8286"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sul risultato degli studi come quello di Chen et al., Marinelli segnala che il  vero banco di prova dell’empatia non è la messaggistica asincrona, ma la relazione in presenza: “<em>lo spazio in cui si sostengono silenzi, si tollera la confusione, si reggono sguardi che portano notizie che nessuno vorrebbe dare o ricevere</em>”. L’empatia è contestuale e relazionale ed è per gli umani, non per l’AI.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dossier segnala poi i rischi più sottili: la <em>passività narrativa</em> del clinico che accetta quasi in blocco i testi generati dall’AI, l’erosione della competenza narrativa, i bias algoritmici che rischiano di produrre una medicina che “sente” meglio certi aspetti e ne ignora altri rilevanti. La proposta richiama il cosiddetto modello <em>“centauro”</em>: <em>distant reading</em> all’AI, <em>close reading</em> all’umano. Bella formula. Come si può applicare nella pratica?</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo provato a proporre una declinazione concreta con il progetto <a href="http://digitalnarrativemedicine.com/it/narr-arti-il-progetto-al-policlinico-gemelli-che-unisce-medicina-narrativa-e-intelligenza-artificiale-per-valorizzare-la-storia-e-i-bisogni-di-ogni-persona/" target="_blank"><strong>NARR</strong><strong>-ARTI</strong></a>, realizzato con la <b>Medicina di Precisione in Senologia, </b>della <strong>Fondazione Policlinico Gemelli</strong>, guidata dalla dottoressa <strong>Alessandra Fabi, </strong>con il contributo incondizionato <strong>AstraZeneca.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le donne con tumore al seno in fase avanzata raccontano la propria esperienza con il diario narrativo digitale <strong>DNMLab</strong> — validato per utilità e fattibilità in diverse aree terapeutiche. Nel diario sono state integrate le <strong>API di ChatGPT</strong>, con la garanzia che le storie non vengano utilizzate per l’addestramento del sistema, preservando la privacy. L’AI analizza le narrazioni e genera per ogni paziente la <strong><em>Illness Digital StoryMap</em></strong> (IDS), visibile al team curante.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://cristinacenci.nova100.ilsole24ore.com/2026/05/31/medicina-narrativa-e-intelligenza-artificiale-il-progetto-narr-arti/" target="_blank">Continua a leggere l&#8217;articolo di Cristina Cenci</a></p>
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		<title>Certificazione PERLA: aperte le iscrizioni alla terza edizione</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/certificazione-perla-aperte-le-iscrizioni-alla-terza-edizione/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2026 09:24:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[curaamisuradipersona]]></category>
		<category><![CDATA[curaperlapersona]]></category>
		<category><![CDATA[PERLA]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono aperte le iscrizioni alla Terza edizione della Certificazione PERLA. PERLA è l&#8217;iniziativa promossa dall&#8217;associazione CuraPerlaPersona che certifica i centri che si distinguono per la qualità della relazione e la personalizzazione delle cure. Il percorso si avvale del contributo di un prestigioso Board scientifico che include, tra gli altri, Istituto Superiore di Sanità, Agenas, FNOMCeO, FNOPI, Società Italiana di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-22-112140.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8279" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-22-112140-300x226.png" alt="Screenshot 2026-05-22 112140" width="300" height="226" /></a>Sono aperte le iscrizioni alla Terza edizione della Certificazione PERLA.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">PERLA è l&#8217;iniziativa promossa dall&#8217;associazione <strong>CuraPerlaPersona</strong> che certifica i centri che si distinguono per la qualità della relazione e la personalizzazione delle cure.</p>
<p style="text-align: justify;">Il percorso si avvale del contributo di un prestigioso Board scientifico che include, tra gli altri, <strong>Istituto Superiore di Sanità, Agenas, FNOMCeO, FNOPI, Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN), Cittadinanzattiva APS e UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare</strong>.</p>
<p>Dopo il successo delle prime due edizioni, anche quest&#8217;anno si cercano team di professionisti che vogliano essere parte di un cambiamento significativo per una <span class="visually-hidden">Sanità</span> basata su <strong>ascolto, relazione e comunicazione</strong>.</p>
<p>A marzo 2026 sono stati certificati <strong>34 centri</strong> in tutta Italia sulla base delle valutazioni espresse dalle persone che hanno ricevuto le <span class="visually-hidden">cure.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8278"></span></p>
<p>Ecco le tappe del percorso PERLA 2026/2027:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Entro OTTOBRE: iscrizione e verifica dei requisiti</li>
<li>A NOVEMBRE: ricevi il kit per somministrare l&#8217;indagine anonima alle persone che hanno ricevuto cure nel tuo centro</li>
<li>A GENNAIO: ricevi un report personalizzato con i risultati della valutazione e l&#8217;assegnazione delle &#8220;perle</li>
<li>A MARZO: il momento più atteso. La consegna delle certificazioni e l&#8217;assegnazione del Premio PERLA alla presenza del Board Scientifico, di istituzioni e giornalisti</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;iscrizione è aperta a tutti i reparti e servizi sanitari e socio-sanitari con una relazione diretta con le persone. I centri che superano la valutazione ottengono il bollino PERLA: un riconoscimento per valorizzare le eccellenze nella cura a misura di persona e ispirare chi vuole migliorare.</p>
<p style="text-align: justify;">Scopri il Regolamento e come aderire: <a class="XZPZLzCGVVGMitilJQkVPYnHodichWWrlDkCbMm " tabindex="0" href="http://curaperlapersona.it/" target="_self" data-test-app-aware-link="">curaperlapersona.it</a></p>
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		<title>&#8220;Emicrania: ascoltare, comprendere, curare. Dalla medicina narrativa alla medicina di genere, tra benessere, innovazione e personalizzazione delle cure&#8221;, webconference il 17 giugno 2026</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/emicrania-ascoltare-comprendere-curare-dalla-medicina-narrativa-alla-medicina-di-genere-tra-benessere-innovazione-e-personalizzazione-delle-cure-webconference-il-17-giugno-2026/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2026 12:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 17 giugno 2026 alle ore 15 si terrà onlina la webconference dal titolo &#8220;Emicrania: ascoltare, comprendere, curare. Dalla medicina narrativa alla medicina di genere, tra benessere, innovazione e personalizzazione delle cure&#8221;. L’emicrania rappresenta una delle condizioni neurologiche croniche più diffuse e invalidanti, con un impatto significativo sulla qualità della vita, sulle relazioni personali, sul [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/ug31YLG8pquW.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8273" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/ug31YLG8pquW-300x169.png" alt="ug31YLG8pquW" width="300" height="169" /></a></p>
<h2 class="default-heading2"></h2>
<p id="isPasted" class="default" style="text-align: justify;">Il<strong> 17 giugno 2026 alle ore 15</strong> si terrà onlina la webconference dal titolo <strong>&#8220;Emicrania: ascoltare, comprendere, curare. Dalla medicina narrativa alla medicina di genere, tra benessere, innovazione e personalizzazione delle cure&#8221;</strong>.</p>
<p class="default" style="text-align: justify;">L’emicrania rappresenta una delle <strong>condizioni neurologiche croniche più diffuse e invalidanti</strong>, con un impatto significativo sulla qualità della vita, sulle relazioni personali, sul benessere psicofisico e sulla partecipazione sociale della persona. Tuttavia, accanto ai progressi della ricerca farmacologica e delle conoscenze fisiopatologiche, emerge con sempre maggiore evidenza <strong>la necessità di un approccio capace di andare oltre il sintomo</strong>, riconoscendo l’unicità della storia, dei vissuti e dei bisogni di ogni paziente.</p>
<p id="isPasted" class="default" style="text-align: justify;">Questa webconference nasce con l’obiettivo di offrire uno <strong>sguardo multidisciplinare e centrato sulla persona</strong>, integrando il contributo della <strong>Narrative Medicine</strong>, che invita ad ascoltare e comprendere l’esperienza soggettiva della malattia, con quello della Gender Medicine, oggi indispensabile per interpretare le differenze biologiche, ormonali e cliniche che caratterizzano l’emicrania lungo le diverse fasi della vita. Attraverso il dialogo tra esperienza dei pazienti, innovazione terapeutica, attenzione al benessere, alimentazione, età evolutiva e approcci integrati, l’incontro intende promuovere una cultura della cura sempre più personalizzata, capace non solo di trattare l’emicrania, ma di ascoltare, comprendere e prendersi cura della persona nella sua interezza.</p>
<p class="default" style="text-align: justify;"><span id="more-8272"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Comitato scientifico</strong></p>
<p>Paola Antonioli &#8211; Referente Bollini Rosa, Ospedale Apuane di Massa<br />
Sergio Ardis &#8211;  Referente Aziendale Bollini Rosa<br />
Federica Cetica &#8211;  Referente Bollini Rosa, Ospedale di Portoferraio<br />
Marzia Chellini &#8211;  Referente Bollini Rosa, Ospedale di Livorno</p>
<p>Monica Di Ricco &#8211; Referente Bollini Rosa, Ospedale San Luca di Lucca<br />
Cinzia Marchetti &#8211;  Referente Bollini Rosa, Ospedale Versilia di Lido di Camaiore<br />
Letizia Paoletti &#8211;  Referente Bollini Rosa, Ospedale di Cecina<br />
Laura Piaggesi &#8211;  Referente Bollini Rosa, Ospedale di Barga<br />
Roberta Tana &#8211;  Referente Bollini Rosa, Ospedale Lotti di Pontedera</p>
<p><strong>Iscrizione</strong></p>
<p>La webconference aperta al pubblico in maniera gratuita. L&#8217;iscrizione è necessaria al seguente link:</p>
<p><a id="isPasted" href="https://9wcxx.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeG13GxFw0mJc0WoRn7Xp/8uayJOw2kBQB" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf4gB9_yym_zSvE8io-Ao00gjbG5k3I5IWsxFadb0LhAyzE0A/viewform?usp=publish-editor</a></p>
<p>È una iniziativa di interesse per il Gruppo Italiano Felicità e Salute Positiva.</p>
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		<title>Medicina narrativa: le dieci eccellenze dell’ascolto</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/medicina-narrativa-le-dieci-eccellenze-dellascolto/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2026 17:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[narr-arti]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendiamo un recente articolo uscito su Fortune Italia a firma di Alessandro Pulcini, che cita dieci iniziative che rappresentano un&#8217;eccellenza nell&#8217;ambito della medicina narrativa. Tra queste, NARR-ARTI, il progetto in corso presso la UOSD di Medicina di Precisione in Senologia del Policlinico A. Gemelli, sostenuto da un contributo non condizionante di AstraZeneca, e che si avvale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/shutterstock_320035589.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8253" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/shutterstock_320035589-300x200.jpg" alt="shutterstock_320035589" width="300" height="200" /></a><strong>Riprendiamo un recente articolo uscito su Fortune Italia a firma di Alessandro Pulcini, che cita dieci iniziative che rappresentano un&#8217;eccellenza nell&#8217;ambito della medicina narrativa. Tra queste, <a href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/al-policlinico-gemelli-un-progetto-di-medicina-narrativa-digitale/" target="_blank">NARR-ARTI</a>, il progetto in corso presso la UOSD di Medicina di Precisione in Senologia del Policlinico A. Gemelli, sostenuto da un contributo non condizionante di AstraZeneca, e che si avvale della piattaforma digitale DNMLab.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Da Aifa a Simen, tutte quelle realtà che sono a fianco di medici e caregiver che hanno fatto della medicina narrativa un bene comune.</em></p>
<p style="text-align: justify;">No, la <strong>medicina narrativa</strong> non è solo un esperimento accademico: è ormai parte integrante del Servizio sanitario nazionale. Molte università, ospedali e associazioni stanno ridisegnando il concetto di cura, forti anche delle Linee di indirizzo dell’Istituto superiore di sanità che ne hanno riconosciuto la validità. Il nostro Paese vanta una rete capillare di ‘laboratori narrativi’: centri di ricerca che raccolgono storie per migliorare i percorsi clinici, master universitari che formano i medici del presente e del futuro, reparti dove alla cartella clinica vengono affiancate le parole del paziente.</p>
<p style="text-align: justify;">Realtà che lavorano per i medici, per i pazienti, per i caregiver: una rete capillare dove i singoli vissuti diventano patrimonio comune. Conoscere questi centri significa sapere dove trovare ascolto, formazione e spazi in cui la propria storia di malattia smette di essere un peso solitario per diventare una risorsa terapeutica. Ecco dieci enti, associazioni, centri di ricerca e ospedali da tenere a mente (in rigoroso ordine alfabetico).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8252"></span></p>
<h3 style="text-align: justify;">Aifa</h3>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>Agenzia italiana del farmaco</strong> ha adottato a fine 2025 il regolamento di<em> Aifa Ascolta</em>, uno spazio di dialogo con l’Agenzia riservato ad associazioni, reti e federazioni dei pazienti. Un’iniziativa che si inserisce nelle politiche di ascolto attivo degli stakeholder e che si unisce ad Aifa Incontra, dedicata ad aziende farmaceutiche e istituti di ricerca.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Area Sanità e Salute ISTUD</h3>
<p style="text-align: justify;">Centro di ricerca che lavora a indagini come quella <strong>sull’idrosadenite suppurativa</strong>, una patologia cronica della pelle che ha un impatto pesante sul benessere psicologico di chi ne è affetto (le giovani ragazze). Una prova dell’importanza della medicina narrativa contro lo stigma di alcune malattie.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Centro Nazionale Malattie Rare (ISS)</h3>
<p style="text-align: justify;">All’interno dell’<strong>Istituto superiore di sanità</strong>, si lavora da oltre quindici anni per valorizzare le storie dei pazienti, che per le malattie rare (dove i numeri statistici sono bassi) sono preziose. Nel 2015, l’Iss ha pubblicato le Linee di Indirizzo per l’utilizzo della medicina narrativa in ambito clinico assistenziale per le malattie croniche e rare.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Eunames</h3>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>European society for narrative medicine and health humanities</strong> è nata da un’idea della Simen ed è un’associazione di studiosi dedicata all’indagine e alla promozione dei settori della medicina narrativa, delle Scienze umanistiche mediche e umanistiche per la salute.</p>
<h3 style="text-align: justify;">EUPATI Italia (Accademia del Paziente)</h3>
<p style="text-align: justify;">Non è un centro di medicina narrativa ma forma i ‘pazienti esperti’ affinché sappiano sedersi ai tavoli decisionali della sanità. Per il cittadino attivo, è l’opportunità di imparare per dialogare con le istituzioni e le case farmaceutiche.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Fondazione Giancarlo Quarta</h3>
<p style="text-align: justify;">È una onlus focalizzata sulla relazione di cura e sul comportamento relazionale nelle strutture sanitarie. Lavora a ricerche e premi per tesi di laurea sul tema. Organizza spesso iniziative e concorsi per raccogliere storie di ‘buona sanità’.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Master in Salute e Medicina Narrativa Applicata</h3>
<p style="text-align: justify;">Siamo alla diciassettesima edizione del <strong>Master organizzato da Istud</strong>. Un percorso formativo per medici, infermieri, operatori sociosanitari, psicologi, farmacisti, formatori, comunicatori, antropologi, decision makers e tutti i professionisti del mondo della cura.</p>
<h3 style="text-align: justify;">NARR-ARTI</h3>
<p style="text-align: justify;">È il progetto al <strong>Policlinico Gemelli</strong> che unisce<strong> medicina narrativa e intelligenza artificiale</strong> per valorizzare la storia e i bisogni di ogni persona. Viene condotto sulla piattaforma dnmab.it. Protagoniste le pazienti in cura per un tumore del seno metastatico.</p>
<p><a href="https://www.fortuneita.com/2026/03/27/medicina-narrativa-le-dieci-eccellenze-dellascolto/" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
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		</item>
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		<title>Sessualità e cancro: ancora troppi pregiudizi</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/sessualita-e-cancro-ancora-troppi-pregiudizi/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 12:23:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Solo il 7% delle donne con un tumore ginecologico o mammario chiede aiuto per i problemi sessuali legati alla malattia. Dati che raccontano un ritardo culturale ancora da colmare Ogni anno in Italia più di 71mila donne ricevono una diagnosi di tumore della mammella o ginecologico. Certo, le attuali probabilità di guarigione sono aumentate, e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<header class="story__hero">
<div class="story__header has-medium-media">
<div class="story__summary">
<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/04/144500574-555b28f3-9fce-4b0b-8796-15c23da54baa.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8250" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/04/144500574-555b28f3-9fce-4b0b-8796-15c23da54baa-300x170.png" alt="144500574-555b28f3-9fce-4b0b-8796-15c23da54baa" width="300" height="170" /></a><strong><em>Solo il 7% delle donne con un tumore ginecologico o mammario chiede aiuto per i problemi sessuali legati alla malattia. Dati che raccontano un ritardo culturale ancora da colmare</em></strong></p>
</div>
</div>
</header>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno in Italia più di 71mila donne ricevono una diagnosi di tumore della mammella o ginecologico. Certo, le attuali probabilità di guarigione sono aumentate, e oggi superano il 70% solo per il cancro del seno. Per quelli al collo e al corpo dell’utero si attestano rispettivamente al 58% e al 69%. Per il carcinoma ovarico la percentuale scende al 32% ma stiamo assistendo ai primi miglioramenti. Numeri che raccontano una medicina sempre più capace di restituire una vita dignitosa alle persone colpite dalla malattia. Ma che allo stesso tempo mettono sotto i riflettori una domanda di cui solo oggi si comincia a dare una risposta: cosa accade alla vita intima di una donna, durante e dopo la malattia?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il silenzio tra medici e pazienti</strong><br />
Nelle pazienti oncologiche, infatti, anche nell’ambito della comunità LGBTQ+, la sfera sessuale resta spesso nell’ombra. Più del 40% delle donne vorrebbe ricevere assistenza per i problemi sessuali che sorgono in seguito alla diagnosi e ai trattamenti. Eppure solo il 7% di loro ha effettivamente chiesto aiuto consultando uno specialista. Un dato che racconta non solo la ritrosia delle pazienti, ma anche quanto ancora sia difficile, per il sistema medico nel suo complesso, affrontare questo tema con la stessa naturalezza con cui si tratta una recidiva o un protocollo terapeutico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un ritardo culturale</strong><br />
&#8220;Trattiamo da molti anni il tema della qualità di vita della donna affetta da tumore — spiega <strong>Alessandra Fabi</strong>, membro del Direttivo Nazionale dell&#8217;AIOM e responsabile scientifico del convegno nazionale Mi Amo Ancora, La Donna e i Tumori Femminili: “Io con il mio Io, Io nella Società” che si apre oggi a Solomeo (PG) — ma solo da poco tempo si è cominciato a studiare il tema della sessualità e dell&#8217;intimità&#8221;. Un ritardo culturale prima ancora che scientifico. Perché le donne che sopravvivono al cancro non smettono di essere donne, portando con sé non solo desideri e bisogni, ma anche un&#8217;identità corporea che la malattia e le terapie hanno spesso messo in discussione.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8249"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il pregiudizio di genere</strong><br />
Le équipe mediche, purtroppo, non sempre si occupano della salute sessuale delle loro pazienti. &#8220;Numerose ricerche dimostrano come vi sia una probabilità significativamente inferiore, rispetto agli uomini, di ottenere un&#8217;adeguata assistenza&#8221;, sottolinea <strong>Amalia Vetromile</strong>, responsabile del progetto Sex and Cancer®. I motivi sono soprattutto culturali: il sesso, in particolare al femminile, è ancora spesso un tabù, anche negli studi medici. E quando non è pudore, è distanza: quella stessa distanza che porta a non chiedere, a non offrire, a sorvolare. A tutto questo si aggiunge una disparità concreta e difficilmente giustificabile nella gestione medica di queste esigenze: le terapie disponibili per la sindrome urogenitale nelle pazienti oncologiche sono quasi tutte a pagamento e non erogate dal Servizio Sanitario Nazionale. Al contrario, i farmaci per la disfunzione erettile maschile godono di tutt&#8217;altro trattamento. &#8220;Un diritto negato e una evidente discriminazione&#8221;, dice Vetromile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’approccio multidisciplinare</strong><br />
La soluzione non può essere affidata a un singolo specialista. &#8220;La gestione delle problematiche legate al sesso e alla sessualità deve essere multidisciplinare&#8221;, conferma <strong>Gabriella Pravettoni</strong>, professoressa di Psicologia all&#8217;Università Statale di Milano e direttrice della Divisione di Psiconcologia all&#8217;Ieo. Serve insomma un approccio diverso in cui oncologia, ginecologia, psiconcologia e sessuologia siano capaci di dialogare tra loro e di guardare alla donna nella sua interezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il racconto come terapia</strong><br />
Un&#8217;altra chiave di accesso a questo mondo sommerso è offerta dalla Medicina narrativa. &#8220;Narrare la malattia, le proprie emozioni, le paure, ma anche le risorse soggettive, favorisce una migliore gestione dello stress&#8221;, spiega <strong>Cristina Cenci</strong>, antropologa e fondatrice di Digital Narrative Medicine. Raccontarsi, anche quando si parla di sesso e intimità, può diventare uno strumento terapeutico. &#8220;Il sesso e la sessualità non devono più essere considerati tabù&#8221;, aggiunge Cenci.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.repubblica.it/salute/dossier/oncoline/2026/04/17/news/sessualita-cancro-tabu-425288543/" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;La vita nelle mani tra relazione, tradizione e creatività&#8221;: il 16 e 17 maggio un Convegno multidisciplinare a Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 16 e il 17 maggio 2026 presso La Vaccheria, lo spazio espositivo in Via Giovanni L&#8217;Eltore 35 a Eoma, si terrà il Convegno multidisciplinare &#8220;La vita nelle mani tra relazione tradizione e creatività&#8220;, ideato e promosso da CDI Narr-AZIONI con il patrocinio del IX Municipio e il supporto, tra gli altri, di Digital Narrative Medicine. L&#8217;evento si inserisce [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-115320.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8244" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-115320-211x300.png" alt="Screenshot 2026-04-13 115320" width="211" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>16 e il 17 maggio 2026</strong> presso La Vaccheria, lo spazio espositivo in Via Giovanni L&#8217;Eltore 35 a Eoma, si terrà il Convegno multidisciplinare &#8220;<strong>La vita nelle mani tra relazione tradizione e creatività</strong>&#8220;, ideato e promosso da <strong>CDI Narr-AZIONI</strong> con il patrocinio del IX Municipio e il supporto, tra gli altri, di Digital Narrative Medicine.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento si inserisce all&#8217;interno dell&#8217;iniziativa &#8220;La vita nelle mani&#8221;, che si svolgerà dal 10 al 17 maggio, e rappresenta un&#8217;iniziativa dedicata alla <strong>connessione tra arte e benessere sociale</strong> e ospiterà interventi di rappresentanti delle istituzioni e dei servizi sanitari , docenti universitari, professionisti della salute, operatori culturali, artiterapeuti, artisti ed artigiani per sviluppare una piena consapevolezza del potere delle mani in tutte le sue declinazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Domenica 10 maggio è prevista l&#8217;inaugurazione della mostra &#8220;Le Arti nelle nostre mani&#8221; ideata e allestita  dagli studenti del Liceo Artistico San Giuseppe di Grottaferrat. Dal 12 al 15 maggio  ci saranno laboratori gratuiti di Drammaterapia Integrata, Artigianato Artistico, Scrittura Creativa, Grafica.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intento è quello di sviluppare un modello innovativo di<strong> welfare culturale</strong> rivolto alla prevenzione e alla cura del <strong>disagio giovanile</strong> in epoca digitale, un intervento importante in questo momento storico e per il nostro futuro, nell&#8217;educazione, nella terapia, nella cura, nelle relazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8243"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il programma completo è su <a href="https://www.cdinarrazioni.com/">www.cdinarrazioni.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli eventi sono gratuiti, ma richiedono<strong> prenotazione obbligatoria</strong> attraverso il <a href="https://www.cdinarrazioni.com/contatti">modulo di contatto</a>.</p>
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