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	<title>Digital Narrative Medicine</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>&#8220;La vita nelle mani tra relazione, tradizione e creatività&#8221;: il 16 e 17 maggio un Convegno multidisciplinare a Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 16 e il 17 maggio 2026 presso La Vaccheria, lo spazio espositivo in Via Giovanni L&#8217;Eltore 35 a Eoma, si terrà il Convegno multidisciplinare &#8220;La vita nelle mani tra relazione tradizione e creatività&#8220;, ideato e promosso da CDI Narr-AZIONI con il patrocinio del IX Municipio e il supporto, tra gli altri, di Digital Narrative Medicine. L&#8217;evento si inserisce [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-115320.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8244" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-115320-211x300.png" alt="Screenshot 2026-04-13 115320" width="211" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>16 e il 17 maggio 2026</strong> presso La Vaccheria, lo spazio espositivo in Via Giovanni L&#8217;Eltore 35 a Eoma, si terrà il Convegno multidisciplinare &#8220;<strong>La vita nelle mani tra relazione tradizione e creatività</strong>&#8220;, ideato e promosso da <strong>CDI Narr-AZIONI</strong> con il patrocinio del IX Municipio e il supporto, tra gli altri, di Digital Narrative Medicine.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento si inserisce all&#8217;interno dell&#8217;iniziativa &#8220;La vita nelle mani&#8221;, che si svolgerà dal 10 al 17 maggio, e rappresenta un&#8217;iniziativa dedicata alla <strong>connessione tra arte e benessere sociale</strong> e ospiterà interventi di rappresentanti delle istituzioni e dei servizi sanitari , docenti universitari, professionisti della salute, operatori culturali, artiterapeuti, artisti ed artigiani per sviluppare una piena consapevolezza del potere delle mani in tutte le sue declinazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Domenica 10 maggio è prevista l&#8217;inaugurazione della mostra &#8220;Le Arti nelle nostre mani&#8221; ideata e allestita  dagli studenti del Liceo Artistico San Giuseppe di Grottaferrat. Dal 12 al 15 maggio  ci saranno laboratori gratuiti di Drammaterapia Integrata, Artigianato Artistico, Scrittura Creativa, Grafica.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intento è quello di sviluppare un modello innovativo di<strong> welfare culturale</strong> rivolto alla prevenzione e alla cura del <strong>disagio giovanile</strong> in epoca digitale, un intervento importante in questo momento storico e per il nostro futuro, nell&#8217;educazione, nella terapia, nella cura, nelle relazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8243"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il programma completo è su <a href="https://www.cdinarrazioni.com/">www.cdinarrazioni.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli eventi sono gratuiti, ma richiedono<strong> prenotazione obbligatoria</strong> attraverso il <a href="https://www.cdinarrazioni.com/contatti">modulo di contatto</a>.</p>
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		<title>Health Humanities in Translation, conferenza internazionale a L&#8217;Aquila il 29 e 30 maggio 2026</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 07:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[health humanities]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Health Humanities sono spesso definite come un movimento interdisciplinare che applica le strategie e i metodi delle discipline umanistiche alle scienze della salute. Inrealtà è molto più di questo. Le Health Humanities rappresentano uno spazio di dialogo e sfida per le scienze della salute e le discipline umanistiche. Uno spazio complesso che si estende tra la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/Locandina_HHinT_loghi1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8236" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/Locandina_HHinT_loghi1-212x300.jpg" alt="Locandina_HHinT_loghi" width="212" height="300" /></a>Le <strong>Health Humanities</strong> sono spesso definite come un movimento interdisciplinare che applica le strategie e i metodi delle discipline umanistiche alle scienze della salute. Inrealtà è molto più di questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Health Humanities rappresentano uno spazio di dialogo e sfida per le scienze della salute e le discipline umanistiche. Uno spazio complesso che si estende tra la tensione del primo verso la conoscenza medica e l&#8217;attenzione del secondo verso la sensibilità umana. L&#8217;irriducibile differenza tra queste due dimensioni ha alimentato il dibattito sulla possibilità della loro coesistenza nella pratica clinica e nella formazione, sollevando la questione della traducibilità delle Scienze Umanistiche della Salute.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come si possono tradurre le discipline umanistiche in processi di cura?</em><br />
<em>Come si possono formare i futuri operatori sanitari in questa pratica traduttiva?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Se ne parlerà a <strong>L&#8217;Aquila</strong>, il 29 e 30 maggio 2026, al Gran Sasso Science Institute, durante la conferenza internazionale <strong>&#8220;Health Humanities in Translation&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La questione della traduzione delle conoscenze mediche è centrale nell’approccio traslazionale, che si basa su una dinamica circolare che collega tre aspetti fondamentali della medicina: sperimentazione di laboratorio, cura del paziente e dialogo con la comunità. La medicina traslazionale non vede il laboratorio come il suo punto di partenza, ma piuttosto come la continuazione di un dialogo con le persone, da cui ha origine e a cui tende. La traduzione della conoscenza, infatti, può essere efficace solo se considera il contesto umano specifico, non solo nella fase applicativa, ma anche e soprattutto in quella generativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8241"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Lo spazio di dialogo aperto all&#8217;interno delle Health Humanities consente di esplorare e confrontare diversi modi per realizzare tale <strong>traduzione</strong>. Ponendo al centro di questo spazio le persone per le quali si costruiscono i processi assistenziali e coloro che li costruiscono, Health Humanities rappresenta un tentativo di mettere in discussione questi processi e, allo stesso tempo, un&#8217;opportunità per trovare soluzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa conferenza internazionale nasce dal desiderio di condividere le nostre esperienze nella pratica delle discipline umanistiche sanitarie e di promuovere il dibattito sul ruolo che svolgono nella traduzione della conoscenza medica, da parte delle persone e per le persone. Lo scopo della conferenza è esplorare nuove possibilità per tradurre le discipline umanistiche sanitarie nella pratica clinica, nell&#8217;educazione sanitaria e nel benessere di pazienti, operatori sanitari e studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli autori che desiderano contribuire alla conferenza, fino al <strong>30 marzo</strong> è possibile sottoporre il proprio abstract.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.medicalhumanitiesunivaq.it/health-humanities-in-translation" target="_blank">Maggiori informazioni</a></p>
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		<title>Nuovo Web-I-Narr SIMeN: presentazione del volume &#8220;Raccontare la malattia. Le nuove froniere della medicina narrativa&#8221; di Rita Charon</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 18 marzo 2026 alle 18:30, nell’ambito del ciclo di webinar Voci tra le righe: L’esperienza viva della narrazione, organizzato dalla Società Italiana di Medicina Narrativa, sarà presentato il volume Raccontare la malattia: Le nuove frontiere della medicina narrativa (Cortina, 2026) di Rita Charon. L’incontro, condotto da Mariateresa Dacquino, vedrà dialogare Nicoletta Suter e Marisa Del Ben con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/locandina-charon-def.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8232" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/locandina-charon-def-200x300.png" alt="locandina-charon-def" width="200" height="300" /></a>Il 18 marzo 2026 alle 18:30, nell’ambito del ciclo di webinar <strong><em>Voci tra le righe: L’esperienza viva della narrazione</em></strong>, organizzato dalla Società Italiana di Medicina Narrativa, sarà presentato il volume <strong><em>Raccontare la malattia: Le nuove frontiere della medicina narrativa</em></strong> (Cortina, 2026) di <strong>Rita Charon</strong>. L’incontro, condotto da <strong>Mariateresa Dacquino, </strong>vedrà dialogare<strong> Nicoletta Suter e Marisa Del Ben</strong> con il curatore e traduttore dell’opera, Christian Delorenzo, esperto internazionale di letterature comparate, medicina narrativa e<em> Medical humanities</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rita Charon</strong> è una figura di riferimento nota a livello mondiale: fondatrice della medicina narrativa nonché studiosa di Henry James, è medico internista e professoressa alla Columbia University, dove attualmente dirige il dipartimento di <em>Medical humanities </em>ed etica. È già autrice di <em>Medicina narrativa: Onorare le storie dei pazienti</em>, il libro che nel 2006 ha fondato la disciplina e che è stato tradotto in italiano nel 2019.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la nuova opera <em>Raccontare la malattia</em>, il curatore<strong> Christian Delorenzo h</strong>a riunito, introdotto e tradotto in italiano i contributi più innovativi e significativi che Rita Charon ha pubblicato negli ultimi vent’anni (proprio dopo aver dato alle stampe <em>Medicina narrativa</em>).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8231"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Affrontando le questioni fondamentali del <strong>corpo, delle pratiche e dei mondi che s’intrecciano con i racconti in sanità</strong>, il volume intende offrire un panorama aggiornato delle nuove frontiere che la medicina ha raggiunto o può raggiungere, rispondendo ad alcune domande fondamentali, tra cui: come rendere centrale la storia del paziente nel processo terapeutico? Quali sono i rapporti tra medicina narrativa e psicoanalisi? In che modo le narrazioni da leggere, da scrivere e da condividere contribuiscono non solo alla formazione degli studenti e dei professionisti sanitari ma anche alla pratica clinica e a una sanità più equa?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.simenitalia.it/raccontare-la-malattia/" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
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		<title>La relazione di cura come risorsa nel percorso sanitario dei pazienti, col progetto Perla un “bollino” a 34 strutture che la valorizzano</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 08:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[curaperlapersona]]></category>
		<category><![CDATA[iss]]></category>
		<category><![CDATA[PERLA]]></category>

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		<description><![CDATA[Un “bollino” di qualità per aver riservato all’interno della propria pratica clinica attenzione e risorse alla relazione di cura. E’ quello attribuito oggi a 34 centri sulla base della valutazione di più di 1600 pazienti in 9 regioni italiane durante il Convegno “La cura a misura di persona” all’Istituto Superiore di Sanità. Il progetto Perla, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/Logo-Perla_Tavola-disegno-1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8226" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/Logo-Perla_Tavola-disegno-1-300x143.png" alt="Logo-Perla_Tavola-disegno-1" width="300" height="143" /></a>Un “bollino” di qualità per aver riservato all’interno della propria pratica clinica attenzione e risorse alla relazione di cura. E’ quello attribuito oggi a 34 centri sulla base della valutazione di più di 1600 pazienti in 9 regioni italiane durante il Convegno “La cura a misura di persona” all’Istituto Superiore di Sanità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto Perla, promosso dall’associazione CuraPerlaPersona, è la prima certificazione che valuta la qualità della relazione e della comunicazione nei reparti e nei servizi sanitari attraverso la valutazione dell’esperienza diretta delle persone. Perla si avvale del contributo metodologico di un Board scientifico che include, tra gli altri, l’Istituto Superiore di Sanità, Agenas, SIMeN (Società italiana di medicina narrativa), Ordini degli infermieri e dei medici, Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere, Uniamo &#8211; Federazione italiana delle malattie rare e Cittadinanzattiva.</p>
<p style="text-align: justify;">“Negli ultimi anni – sottolinea Rocco Bellantone, presidente dell’Iss – il Servizio Sanitario Nazionale è chiamato a confrontarsi con trasformazioni profonde: l’aumento delle condizioni croniche, l’invecchiamento della popolazione, l’innovazione scientifica e tecnologica, ma anche il cambiamento delle aspettative delle persone e delle comunità. In questo contesto diventa sempre più importante interrogarsi non soltanto su quali interventi offrire, ma anche su come i sistemi sanitari riescano ad accompagnare le persone nei loro percorsi di cura, garantendo qualità, appropriatezza ed equità. L’Istituto Superiore di Sanità, in quanto ente pubblico di ricerca del Servizio Sanitario Nazionale, è impegnato a contribuire a questi processi non solo attraverso la produzione di evidenze scientifiche, ma anche sostenendo iniziative e strumenti che possano favorire il miglioramento continuo della qualità dei servizi. In questo contesto si collocano anche diverse attività dell’Istituto dedicate alla promozione di approcci che valorizzano la dimensione relazionale nei percorsi di cura, come quelle sviluppate dal Laboratorio di Health Humanities, che da anni integra ricerca, formazione e comunicazione per promuovere una visione della salute attenta alle relazioni tra persone, professionisti e contesti di cura”</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8225"></span></p>
<p style="text-align: justify;">“Molte strutture sanitarie- aggiunge Andrea Piccioli, direttore dell’Iss- hanno scelto di partecipare al percorso di valutazione previsto dal progetto Perla, accettando di confrontarsi anche con il punto di vista dei pazienti. Non è un passaggio scontato. Significa riconoscere che un servizio sanitario non si valuta soltanto attraverso indicatori clinici e organizzativi, ma anche attraverso il punto di vista delle persone che lo attraversano ogni giorno: una prospettiva che sempre più spesso integra i sistemi di valutazione e di governo dei servizi”.</p>
<p style="text-align: justify;">“La cura &#8211; rileva Amalia Egle Gentile, responsabile del laboratorio di Health Humanities dell’Iss &#8211; è sempre un processo complesso, che coinvolge conoscenze, organizzazioni, tecnologie, ma anche esperienze, emozioni e significati. Ed è proprio nella capacità di tenere insieme queste dimensioni che si gioca una parte importante del futuro dei sistemi sanitari. Per questo motivo, parlare di cura a misura di persona non significa semplicemente adattare le terapie alle caratteristiche individuali. Significa anche costruire sistemi sanitari capaci di riconoscere e valorizzare le relazioni che attraversano i percorsi di cura. Relazioni tra professionisti e pazienti. Relazioni tra professionisti diversi. Relazioni tra servizi sanitari e contesti di vita delle persone.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>I risultati dell’edizione 2026 di Perla</b></p>
<p style="text-align: justify;">La seconda edizione della certificazione Perla ha raccolto 1.684 valutazioni da parte di persone che hanno ricevuto cure in 9 regioni italiane. I centri coinvolti rappresentano un ampio spettro di specialità cliniche &#8211; tra cui oncologia, cardiologia, neurologia, ginecologia, gastroenterologia, psichiatria, chirurgia, riabilitazione, RSA e cure palliative &#8211; a testimonianza della trasversalità del modello della cura a misura di persona. La rete dei centri certificati si estende su tutto il territorio nazionale. Il Lazio è la regione più rappresentata, con 17 servizi certificati, gli altri centri di distribuiscono in modo abbastanza uniforme tra Friuli-Venezia Giulia, Campania, Puglia, Lombardia, Toscana, Piemonte e Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;"><b><i>La qualità della relazione di cura</i></b></p>
<p style="text-align: justify;">I risultati evidenziano livelli molto elevati di soddisfazione rispetto alla qualità della relazione con i professionisti sanitari. La quasi totalità delle persone intervistate attribuisce punteggi tra 8 e 10 alle diverse dimensioni della cura, con una prevalenza del punteggio massimo. Queste valutazioni emergono in modo costante in tutti i centri certificati e indipendentemente dal tipo di esperienza di cura, che si tratti di una prima visita, di un percorso ambulatoriale o di un ricovero. Il 97,6% delle persone valuta molto positivamente la qualità complessiva dell&#8217;assistenza ricevuta (81% attribuisce 10) e il 97,3% esprime una valutazione molto positiva della comunicazione con il personale sanitario (80%, 10). Sempre il 97% dichiara di essersi sentito accolto come persona, con i propri bisogni e le proprie aspettative (82,3%, 10) e una quota pressoché simile (97,4%) valuta molto positivamente la fiducia e la vicinanza trasmesse dal personale sanitario (79,9%, 10). Il 94,3% dei pazienti che ha interagito con un gruppo valuta molto positivamente la costanza e l’efficacia della comunicazione tra i membri del team di cura. (76,4%, 10). Il l 98,6% tornerebbe nello stesso centro per ricevere cure e il 99,2% consiglierebbe i professionisti del centro ad altre persone.</p>
<p><a href="https://www.iss.it/-/la-relazione-di-cura-come-risorsa-nel-percorso-sanitario-dei-pazienti-col-progetto-perla-un-bollino-a-34-strutture-che-la-valorizzano" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
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		<title>La cura a misura di persona: il 12 marzo convegno all’ISS e cerimonia della certificazioni PERLA 2026</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 08:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 12 marzo 2026, presso l’Aula Pocchiari dell’Istituto Superiore di Sanità, si terrà il convegno “La cura a misura di persona. Personalizzazione e qualità della relazione come risorse per la cura”, promosso dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’ISS con Digital Narrative Medicine Società Benefit, in collaborazione con EDRA Media. L’iniziativa offrirà un momento di confronto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-09-092853.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8223" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-09-092853-238x300.png" alt="Screenshot 2026-03-09 092853" width="238" height="300" /></a>Il <strong>12 marzo 2026</strong>, presso l’Aula Pocchiari dell’<strong>Istituto Superiore di Sanità</strong>, si terrà il convegno <strong>“La cura a misura di persona. Personalizzazione e qualità della relazione come risorse per la cura”</strong>, promosso dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’ISS con Digital Narrative Medicine Società Benefit, in collaborazione con EDRA Media.</p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa offrirà un momento di confronto tra istituzioni, professionisti, società scientifiche e associazioni sul valore della relazione e della comunicazione nei percorsi di cura, anche a partire dall’esperienza del <strong>progetto PERLA</strong>, la prima certificazione che valuta la qualità della relazione e della comunicazione nei reparti e nei servizi sanitari attraverso la valutazione dell’esperienza diretta delle persone.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento prevede una lectio introduttiva, la presentazione del progetto, una tavola rotonda e la cerimonia delle <strong>Certificazioni PERLA e il Premio PERLA</strong>. Nell’evento è inclusa la mostra virtuale ‘Anatomia e cura, il corpo si racconta. Immagini dal Fondo Rari per una medicina a misura di persona’, a cura del Gruppo di Lavoro per la Valorizzazione e la Conservazione del Fondo Rari della Biblioteca dell’Istituto Superiore di Sanità.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8221"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
Lo scopo del convegno è approfondire il significato operativo della cura a misura di persona. In particolare, l’iniziativa intende:<br />
• valorizzare la <strong>relazione</strong> e la <strong>comunicazione</strong> come dimensioni cliniche e organizzative;<br />
• condividere risultati e esperienze del <strong>progetto PERLA</strong>;<br />
• favorire il dialogo tra istituzioni, professionisti, società scientifiche e associazioni;<br />
• riflettere sulle prospettive future per una <strong>sanità</strong> più appropriata, sostenibile e condivisa</p>
<p style="text-align: justify;">
<a href="https://www.iss.it/documents/20126/0/La+Cura+a+misura+di+Persona_programma+preliminare.pdf/9e6cb540-c16f-0d20-a0dd-f71bfb6933e6?t=1772810674844" target="_blank">Scopri il programma</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://forms.office.com/pages/responsepage.aspx?id=_ccwzxZmYkutg7V0sn1ZEjDerhPwykBLo59QZAAubUdUNDc4OENER0NPQktTR0pEQ1RBNThPMTM5VS4u&amp;route=shorturl" target="_blank">Iscriviti</a></p>
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		<title>Dalle “corazze” ai sogni da realizzare, nei reels la realtà quotidiana delle malattie rare</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 09:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[malattie rare]]></category>
		<category><![CDATA[pegaso goes digital]]></category>
		<category><![CDATA[rare disease day]]></category>
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		<description><![CDATA[A volte le malattie rare impongono di indossare una “corazza”, anche fisica, per proteggersi dagli esiti della patologia stessa e dal dolore. In altri casi costringono a cambiare sguardo: una traiettoria di crescita che dovrebbe procedere in avanti si arresta o si rovescia, e i primi passi di un bambino possono diventare il traguardo più [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A volte le malattie rare impongono di indossare una “corazza”, anche fisica, per proteggersi dagli esiti della patologia stessa e dal dolore. In altri casi costringono a cambiare sguardo: una traiettoria di crescita che dovrebbe procedere in avanti si arresta o si rovescia, e i primi passi di un bambino possono diventare il traguardo più alto possibile. Eppure, anche se sottraggono forza al corpo, queste malattie non in tutti i casi riescono a spegnere i sogni.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono messaggi che arrivano con l’immediatezza e la potenza di un reel — il formato breve per i social media — quelli lanciati dai vincitori del concorso “Rare Reels: Pegaso goes digital!”, promosso dal Centro nazionale malattie rare dell’Istituto Superiore di Sanità. Pochi secondi di immagini e parole capaci di raccontare la complessità della malattia rara, ma anche la resilienza, l’identità e il desiderio di futuro di chi la vive ogni giorno. La premiazione del contest si è svolta oggi all’Iss, nell’ambito del convegno “Arte e scienza per le malattie rare” organizzato per la Giornata delle malattie rare 2026 dall’Istituto, nell’ambito del Laboratorio di Health Humanities diretto da Amalia Egle Gentile, insieme a Uniamo &#8211; Federazione Italiana Malattie Rare.</p>
<p style="text-align: justify;">“Le malattie rare – sottolinea il presidente dell’Iss Rocco Bellantone- ci interrogano ogni giorno su più piani: scientifico, clinico, organizzativo, sociale ed etico. Ci ricordano che la qualità di un sistema sanitario si misura anche dalla capacità di prendersi cura delle condizioni meno frequenti, spesso più complesse, e talvolta più invisibili. In questo senso, la Giornata delle Malattie Rare non è soltanto un appuntamento simbolico: è un’occasione per rinnovare un impegno, per ascoltare bisogni e aspettative, e per consolidare alleanze tra istituzioni, comunità scientifica e cittadini”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8213"></span></p>
<p style="text-align: justify;">“Credo fermamente – aggiunge Maria Luisa Scattoni, direttore del Centro nazionale malattie rare – che il progresso medico rimanga un esercizio monco se non cammina di pari passo con la cura del vissuto, della narrazione e della relazione. Per questo, il Centro continuerà a sostenere la contaminazione tra arti e scienze come strumento metodologico per una salute che sia realmente inclusiva e partecipata”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Siamo molto felici di rinnovare anche quest’anno la collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità &#8211; aggiunge Annalisa Scopinaro, presdiente di Uniamo- per un’iniziativa che mette al centro i giovani della comunità delle persone con malattia rara. È stato particolarmente significativo vedere la partecipazione attiva delle associazioni e dei ragazzi, capaci di raccontare la propria esperienza con consapevolezza, autoironia e desiderio di condivisione. Anche quest’anno Uiamo contribuisce con convinzione, attraverso il coinvolgimento di membri della giuria junior provenienti dalle associazioni di pazienti e con il Premio Uniamo,, per valorizzare sguardi e storie che meritano ascolto&#8221;.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><b>I vincitori di Pegaso</b></h4>
<ol style="text-align: justify;" start="1">
<li><b>Vincitore premio “Sociale” (Uniamo): Katia Moletta (Associazione San Filippo Fighters)</b></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Francesco ha 12 anni e convive con la sindrome di Sanfilippo, una malattia metabolica ereditaria e neurodegenerativa infantile. I bimbi progressivamente perdono le abilità acquisite ed è come se si “spegnessero”.  A due anni il mondo di Francesco era un grido di gioia. Correva incontro alla vita con un’irruenza che sembrava inesauribile. Oggi, quella corsa si è fermata. Francesco non parla più. La sua voce è stata sostituita dal silenzio e i suoi movimenti sono diventati una lotta contro il tempo. Ma se lo guardi bene, vedi che non ha smesso di provarci: lui si affida, ama e comunica con la lingua del cuore.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.iss.it/-/www.iss.it/-/pegaso2026" target="_blank">Continua a leggere<br />
</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://youtu.be/HdrPqyYWZVY" target="_blank">Guarda i reel vincitori</a></p>
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		<title>&#8220;Patient Experience. Prendersi cura costruendo relazioni di fiducia&#8221;, il 26 febbraio evento a Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 09:27:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[personalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il prossimo 26 febbraio, presso l&#8217;NH Collection CityLife di Milano, si terrà una nuova edizione di CXNow Healthcare, l&#8217;appuntamento di riferimento per tutti gli attori del sistema salute che vogliono confrontarsi concretamente su innovazione, tecnologia e patient experience. L&#8217;evento, organizzato da CXNow Lab, è un laboratorio in cui operatori della sanità, pazienti, caregiver, aziende pharma [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-24-at-16.23.22.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8211" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-24-at-16.23.22-300x300.jpeg" alt="WhatsApp Image 2026-02-24 at 16.23.22" width="300" height="300" /></a>Il prossimo<strong> 26 febbraio</strong>, presso l&#8217;NH Collection CityLife di Milano, si terrà una nuova edizione di<strong> CXNow Healthcare</strong>, l&#8217;appuntamento di riferimento per tutti gli attori del sistema salute che vogliono confrontarsi concretamente su <em>innovazione, tecnologia e patient experience</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento, organizzato da <strong>CXNow Lab</strong>, è un laboratorio in cui operatori della sanità, pazienti, caregiver, aziende pharma e MedTech ed esperti di telemedicina si confronteranno e lavoreranno in maniera attiva per <strong>ripensare la patient journey</strong> attraverso metodologie di service design e strumenti di Intelligenza Artificiale generativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso <strong>working group interattivi e tavole rotonde</strong>, l&#8217;evento si concentrerà sulla costruzione di un ecosistema che superi la frammentazione sanitaria per arrivare a un <strong>modello di cura fluido e personalizzato</strong>, sfruttando tecnologie digitali e analisi dei dati per migliorare la <strong>comunicazione medico-paziente e l’aderenza terapeutica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra I momenti della mattinata, anche la sessione &#8220;Trame di Cura e Voci Digitali&#8221;, guidata da <strong>Cristina Cenci</strong>, founder DNM, insieme a Laura Patrucco, Presidente dell&#8217;Associazione Scientifica per la Sanità Digitale (ASSD).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8210"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non solo dati e tecnologie, dunque, ma anche <strong>narrazioni e relazioni</strong> al centro dei percorsi di cura per trasformare concretamente la qualità dell&#8217;esperienza vissuta dale persone, dai caregiver e dagli operatori sanitari.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la sessione plenaria, i partecipanti si divideranno in Working Group tematici per lavorare su sfide concrete legate alla <strong>creazione di esperienze di valore</strong> attraverso tutte le fasi del percorso di cura, a partire dalla prevenzione e dall&#8217;onboarding, passando per la comunicazione medico-paziente, fino alla continuità di cura.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel pomeriggio, i risultati dei lavori di gruppo verranno condivisi in tempo reale, consentendo approfondimenti e feedback.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento sarà un&#8217;occasione per ribadire che la trasformazione della sanità non passa solo attraverso la tecnica di settore, ma anche e soprattutto da un&#8217;alleanza più profonda tra intervento umano, tecnologie digitali, <strong>cure personalizzate e relazioni di fiducia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.cxnowlab.it/cxnow-healthcare/" target="_blank">Scopri di più</a></p>
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		<title>Arte e Scienza per le malattie rare: il 19 febbraio presso l&#8217;ISS convegno e premiazione del contest &#8220;RARE REELS&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 10:31:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[healthhumanities]]></category>
		<category><![CDATA[malattierare]]></category>
		<category><![CDATA[rarediseaseday]]></category>
		<category><![CDATA[rarereels]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 19 febbraio 2026, presso l&#8217;Istituto Superiore di Sanità a Roma, si terrà il convegno &#8220;Arte e Scienza per le malattie rare&#8221;. L&#8217;evento dove arte e scienza si incontrano per parlare di malattie rare con e per i giovani e le associazioni di pazienti. Durante il convegno si svolgerà anche la premiazione della nuova edizione del contest &#8220;RARE [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/02/1._Copertina_19.2.26.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8198" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/02/1._Copertina_19.2.26-212x300.jpg" alt="1._Copertina_19.2.26" width="212" height="300" /></a>Il <strong>19 febbraio 2026</strong>, presso l&#8217;<strong>Istituto Superiore di Sanità a Roma</strong>, si terrà il convegno <strong>&#8220;Arte e Scienza per le malattie rare&#8221;</strong>. L&#8217;evento dove arte e scienza si incontrano per parlare di malattie rare con e per i giovani e le associazioni di pazienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il convegno si svolgerà anche la premiazione della nuova edizione del contest <b>&#8220;RARE REELS: Pegaso goes digital!&#8221;</b>, il concorso promosso dall’Istituto Superiore di Sanità, attraverso il Laboratorio di Health Humanities del Centro Nazionale Malattie Rare, UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare, Agenzia Italiana per la Gioventù, EGInA e il network della Creative Skills Week.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i giurati del concorso e partecipanti al convegno anche <strong>Cristina Cenci</strong>, founder Digital Narrative Medicine.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8201"></span></p>
<p style="text-align: justify;">I vincitori saranno proclamati e premiati nell’ambito delle celebrazioni per il Rare Disease Day, con:</p>
<ul>
<li><b>un giorno da ricercatore all’Istituto Superiore di Sanità</b>: con visita al Museo ISS e attività per scoprire come promuovere la salute coniugando arti e scienze, quali sono le basi neurobiologiche dello stress, come utilizzare l’intelligenza artificiale per analizzare i dati per la scienza;</li>
<li><b>quattro giorni al Social Hackathon Umbria 2026</b> (SHU2026) che avrà luogo dal 2 al 5 luglio 2026 in Umbria;</li>
<li><b>un’esperienza culturale</b> (concerti, spettacoli teatrali, eventi) legata al Premio UNIAMO;</li>
<li><b>AIG Special Prize</b>, che regala l’opportunità di partecipare a una iniziativa europea organizzata dall’Agenzia Italiana per la Gioventù;</li>
<li><b>CSW Special Prize</b>, a cura del network della Creative Skills Week, sarà svelato il giorno della premiazione.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.iss.it/documents/20126/0/19.2.26_ARTE+%26+SCIENZA+x+MR_ISS-UNIAMO_Roma_RDD+2026.pdf/0751e2bd-bfa2-3212-b492-8c6a84d38291?t=1770633332180">Scopri il programma</a> e iscriviti gratuitamente a <a href="https://forms.office.com/e/aTceTPJLDy">questo link</a> (<strong>posti limitati</strong>).</p>
<p>Per ulteriori informazioni, è possibile inviare una e-mail a <span style="text-decoration: underline;">health.humanities@iss.it</span></p>
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		<item>
		<title>Il colloquio clinico come spazio di cura. Formazione, modelli, evidenze ed esperienze: webconference il 16 e 17 gennaio 2026</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 20:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[colloquio clinico]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 16 e il 17 gennaio 2026 si terrà online la webconference dal titolo &#8220;Il colloquio clinico come spazio di cura. Formazione, modelli, evidenze ed esperienze&#8221; nell&#8217;ambito del IV Meeting Nazionale del Gruppo Italiano Felicità e Salute Positiva La webconference nasce con l’obiettivo di promuovere una riflessione condivisa sul ruolo della comunicazione clinica nella formazione e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/01/eYt3F-PkOV6v-1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8171" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/01/eYt3F-PkOV6v-1-300x200.png" alt="eYt3F-PkOV6v (1)" width="300" height="200" /></a>Il 16 e il 17 gennaio 2026</strong> si terrà online la webconference dal titolo <strong>&#8220;Il colloquio clinico come spazio di cura. Formazione, modelli, evidenze ed esperienze&#8221;</strong> nell&#8217;ambito del IV Meeting Nazionale del <strong>Gruppo Italiano Felicità e Salute Positiva</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>webconference</strong> nasce con l’obiettivo di promuovere una r<strong>iflessione condivisa sul ruolo della comunicazione clinica</strong> nella formazione e nella pratica sanitaria. In un contesto di <strong>cura</strong> sempre più complesso, la qualità del colloquio tra medico e paziente rappresenta una competenza centrale, con ricadute significative sia sugli esiti assistenziali sia sull’esperienza di cura.<br />
L’incontro è dedicato alla presentazione del volume <strong>&#8220;Comunicazione clinica e formazione dei giovani medici. Efficacia di un percorso di formazione&#8221;</strong> e del numero V della rivista <em>Il Colloquio Clinico</em>, rivista italiana di comunicazione sanitaria. La presentazione congiunta di un libro e di una rivista intende valorizzare la continuità tra r<strong>icerca, formazione e pratica clinica</strong>, mettendo in dialogo un approfondimento monografico sui percorsi formativi e uno spazio editoriale stabile di confronto scientifico.<br />
La webconference si propone come occasione per riflettere sul <strong>colloquio clinico come luogo relazionale fondamentale della cura</strong>, in cui competenze comunicative, responsabilità professionali e dimensioni etiche si intrecciano in modo inscindibile. Attraverso il confronto tra esperienze formative e riflessione scientifica, l’incontro mira a contribuire alla diffusione di una cultura della comunicazione in sanità fondata su consapevolezza, rigore e attenzione alla persona.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8170"></span><br />
<strong>Programma</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>16 gennaio 2026 &#8211; Orario CET</strong><br />
15:00 &#8211; 15:30: Saluti augurali<br />
15:30 &#8211; 15:50: Introduzione ai lavori<br />
<em><strong>Sergio Ardis</strong></em><br />
15:50 &#8211; 16:10: Il metodo di studio della comunicazione<br />
<strong><em>Veronica D’Elia</em></strong><br />
16:10 &#8211; 16:30: La simulazione come strumento essenziale per la formazione relazionale<br />
<strong><em>Marco De Luca</em></strong><br />
16:30 &#8211; 16:50: La formazione dei pazienti standard nella ATNO<br />
<strong><em>Licia Matteucci</em></strong><br />
16:50 &#8211; 17:10: Dibattito<br />
17:10 &#8211; 17:30: La formazione per la de-escalation<br />
<strong><em>Marcello Montomoli</em></strong><br />
17:30 &#8211; 17:50: Diario narrativo. Uno strumento pedagogico per Marco<br />
<strong><em>Manuela Carboni</em></strong><br />
17:50 &#8211; 18:10: Apertura del colloquio per centrare la comunicazione sulla persona<br />
<strong><em>Monica Torre</em></strong><br />
18:10 &#8211; 18:30: Raccogliere le informazioni con la storia del paziente al centro<br />
<em><strong>Luca Di Paolo</strong></em></p>
<p><strong>17 gennaio 2026</strong><br />
8:40 &#8211; 9:00: Apertura lavori<br />
9:00 &#8211; 9:20: Il ruolo dell’Human Caring e della compassion nel trattamento degli autori di abusi sessuali<br />
<strong><em>Joseph Giovannoni</em></strong><br />
9:20 &#8211; 9:40: PERLA: un’esperienza tra organizzazione e relazione<br />
<strong><em>Stefania Polvani</em></strong><br />
9:40 &#8211; 10:00: Comprendere la prospettiva del paziente: dall’disease all’illness<br />
<strong><em>Samantha Cipressi</em></strong><br />
10:00 &#8211; 10:20: Esperienza con il modello SPIKES<br />
<strong><em>Germana Ruggiano</em></strong><br />
10:20 &#8211; 10:40: Il Kalamazoo nella comunicazione dell’evento avverso e nell’evento indesiderato<br />
<strong><em>Tommaso Ballandi</em></strong><br />
10:40 &#8211; 11:00: Dibattito<br />
11:00 &#8211; 11:20: Un cambiamento evidente: dopo il corso sulla comunicazione centrata sulla persona<br />
<strong><em>Massimo Garbini </em></strong><br />
11:20 &#8211; 11:40: Non solo informare: condividere l’informazione con il paziente<br />
<strong><em>Irene Cavasini</em></strong><br />
11:40 &#8211; 12:00: Le evidenze e le scelte del paziente: raggiungere un accordo nella pianificazione futura<br />
<strong><em>Giovan Battista Previti</em></strong><br />
12:00 &#8211; 12:20: Colloquio clinico: simulazione vs auto-osservazione<br />
<strong><em>Mario Cerati</em></strong><br />
12:20 &#8211; 12:40: Costruzione della relazione: gentilezza ed empatia<br />
<strong><em>Sergio Ardis</em></strong><br />
12:40 &#8211; 13:00: Dibattito e conclusioni</p>
<h3><strong>Relatori</strong></h3>
<p><em>Sergio Ardis</em> &#8211; Segretario Nazionale GIFSP &#8211; Docente KCSI<br />
<em>Tommaso Bellandi</em> &#8211; Direttore UOC Sicurezza del Paziente ATNO &#8211; Docente KCSI<br />
<em>Manuela Carboni</em> &#8211; Pedagogista Clinico – Libera Professionista<br />
<em>Irene Cavasini</em> &#8211; Medico Medicina Generale, Lucca &#8211; Docente KCSI<br />
<em>Mario Cerati</em> &#8211; Vicepresidente SIMeN &#8211; Docente KCSI<br />
<em>Samantha Cipressi</em> &#8211; Radioterapista oncologo ATNO &#8211; KCSI<br />
<em>Veronica D’Elia</em> &#8211; Infermiera ATNO &#8211; Docente KCSI<br />
<em>Marco De Luca</em> &#8211; Presidente SIMMED<br />
<em>Luca Di Paolo</em> &#8211; Psichiatra ATNO &#8211; Docente KCSI<br />
<em>Massimo Garbini</em> &#8211; Psichiatra ATNO<br />
<em>Joseph Giovannoni</em> &#8211; Doctor of Nursing Practice &#8211; Hawaii US<br />
<em>Licia Matteucci</em> &#8211; U.O. Comunicazione ATNO &#8211; Docente KCSI<br />
<em>Marcello Montomoli</em> &#8211; Resp. del Centro di Simulation Training del DEU-118 &#8211; ATSE<br />
<em>Stefania Polvani</em> &#8211; Direttore UOC Governo percorsi amministrativi della formazione . Board PERLA<br />
<em>Giovan Battista Previti</em> &#8211; Rianimatore ATNO &#8211; Docente KCSI<br />
<em>Germana Ruggiano</em> &#8211; Direttore P. S. Ospedale Santa Maria Annunziata &#8211; AT Centro<br />
<em>Monica Torre</em> &#8211; Infermiera ATNO &#8211; Docente KCSI</p>
<h3><strong>Iscrizioni</strong></h3>
<p>La webconference è gratuita e aperta a tutti. Per ricevere il link è necessario compilare il form online<br />
<a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf8j9fk-ESdGdDemaTJR2e09O7i8r4CPBiiiGp9U_9KY5gxsw/viewform?usp=publish-editor" target="_blank">https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf8j9fk-ESdGdDemaTJR2e09O7i8r4CPBiiiGp9U_9KY5gxsw/viewform?usp=publish-editor</a></p>
<p><strong>È una iniziativa Gruppo Italiano Felicità e Salute Positiva.</strong><br />
Con il patrocinio di</p>
<ul>
<li>Aonia Edizioni</li>
<li>Associazione Italiana per gli studi sulla Qualità della Vita</li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Dalla salute mentale alla leadership, la medicina narrativa scende in campo con sei progetti sul territorio</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 09:54:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[health humanities]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[narrative medicine]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla salute mentale alla leadership, dall’integrazione socio-sanitaria alla gestione dello stress nei contesti ad alta intensità emotiva. Sono diversi i contesti della sanità pubblica nei quali la medicina narrativa può essere integrata con successo. In particolare, sono sei i progetti di lavoro direttamente applicabili sul territorio selezionati nell’ambito di un corso di formazione promosso dall’Istituto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dalla salute mentale alla leadership, dall’integrazione socio-sanitaria alla gestione dello stress nei contesti ad alta intensità emotiva. Sono diversi i contesti della sanità pubblica nei quali la medicina narrativa può essere integrata con successo. In particolare, sono sei i progetti di lavoro direttamente applicabili sul territorio selezionati nell’ambito di un corso di formazione promosso dall’Istituto superiore di sanità e dalla Società italiana di medicina narrativa (SIMeN), rivolto ai responsabili dei servizi di formazione di Asl, Aziende ospedaliero-universitarie e Irccs.</p>
<p style="text-align: justify;">“La formazione &#8211; evidenzia Marco Silano, Direttore del Centro nazionale malattie rare &#8211; può essere una leva strategica per l’innovazione organizzativa del servizio pubblico, capace di generare progetti immediatamente implementabili e di valore per i territori”.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i sei progetti di lavoro vi sono ad esempio un percorso narrativo per le Unità di Salute Mentale per migliorare l’ascolto di pazienti e caregiver; un progetto dedicato alla continuità assistenziale territoriale ispirato al DM 77/2022; un intervento per dirigenti e coordinatori finalizzato a trasformare narrazioni e reclami in strumenti di governance; un’iniziativa che combina Medicina narrativa e digitale per produrre podcast e video contro lo stigma; un laboratorio per coordinatori infermieristici volto a rafforzare leadership empatica e coesione dei team; e un percorso per i professionisti dei Dipartimenti di Emergenza centrato su intelligenza emotiva e micro-narrazioni audio/video.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8160"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sei partecipanti, provenienti da quattro Regioni, hanno già inserito i progetti nei piani formativi 2026 delle rispettive organizzazioni: due in Toscana, uno in Puglia, uno nel Lazio e due in Piemonte, tra approvazioni già formalizzate e processi autorizzativi in corso. Un risultato che testimonia il passaggio concreto “dalla formazione all’azione”. I partecipanti hanno inoltre valorizzato in modo particolare l’importanza del percorso fatto al corso di formazione come esperienza in sé, ritenuta fondamentale per la collaborazione e lo sviluppo di relazioni professionali.</p>
<p style="text-align: justify;">“La rete professionale emersa dal corso – aggiunge Amalia Egle Gentile, responsabile del Laboratorio di health humanities del Centro nazionale malattie rare- rappresenta un patrimonio da valorizzare: è anche nei legami tra colleghi che si costruisce la sostenibilità delle pratiche innovative”.</p>
<p style="text-align: justify;"> “La collaborazione Iss–SIMeN – conclude Marco Testa, Presidente SIMeN e co-responsabile del percorso formativo- ha permesso di costruire percorsi formativi basati sulla narrazione e sull’esperienza, valorizzando la dimensione umana e professionale dei partecipanti”.</p>
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