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	<title>Digital Narrative Medicine &#187; Giulia Panella</title>
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	<description>Medicina Narrativa Digitale</description>
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		<title>Medicina narrativa: le dieci eccellenze dell’ascolto</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2026 17:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[narr-arti]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendiamo un recente articolo uscito su Fortune Italia a firma di Alessandro Pulcini, che cita dieci iniziative che rappresentano un&#8217;eccellenza nell&#8217;ambito della medicina narrativa. Tra queste, NARR-ARTI, il progetto in corso presso la UOSD di Medicina di Precisione in Senologia del Policlinico A. Gemelli, sostenuto da un contributo non condizionante di AstraZeneca, e che si avvale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/shutterstock_320035589.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8253" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/shutterstock_320035589-300x200.jpg" alt="shutterstock_320035589" width="300" height="200" /></a><strong>Riprendiamo un recente articolo uscito su Fortune Italia a firma di Alessandro Pulcini, che cita dieci iniziative che rappresentano un&#8217;eccellenza nell&#8217;ambito della medicina narrativa. Tra queste, <a href="https://digitalnarrativemedicine.com/it/al-policlinico-gemelli-un-progetto-di-medicina-narrativa-digitale/" target="_blank">NARR-ARTI</a>, il progetto in corso presso la UOSD di Medicina di Precisione in Senologia del Policlinico A. Gemelli, sostenuto da un contributo non condizionante di AstraZeneca, e che si avvale della piattaforma digitale DNMLab.</strong></em></p>
<p><em>Da Aifa a Simen, tutte quelle realtà che sono a fianco di medici e caregiver che hanno fatto della medicina narrativa un bene comune.</em></p>
<p>No, la <strong>medicina narrativa</strong> non è solo un esperimento accademico: è ormai parte integrante del Servizio sanitario nazionale. Molte università, ospedali e associazioni stanno ridisegnando il concetto di cura, forti anche delle Linee di indirizzo dell’Istituto superiore di sanità che ne hanno riconosciuto la validità. Il nostro Paese vanta una rete capillare di ‘laboratori narrativi’: centri di ricerca che raccolgono storie per migliorare i percorsi clinici, master universitari che formano i medici del presente e del futuro, reparti dove alla cartella clinica vengono affiancate le parole del paziente.</p>
<p>Realtà che lavorano per i medici, per i pazienti, per i caregiver: una rete capillare dove i singoli vissuti diventano patrimonio comune. Conoscere questi centri significa sapere dove trovare ascolto, formazione e spazi in cui la propria storia di malattia smette di essere un peso solitario per diventare una risorsa terapeutica. Ecco dieci enti, associazioni, centri di ricerca e ospedali da tenere a mente (in rigoroso ordine alfabetico).</p>
<p><span id="more-8252"></span></p>
<h3>Aifa</h3>
<p>L’<strong>Agenzia italiana del farmaco</strong> ha adottato a fine 2025 il regolamento di<em> Aifa Ascolta</em>, uno spazio di dialogo con l’Agenzia riservato ad associazioni, reti e federazioni dei pazienti. Un’iniziativa che si inserisce nelle politiche di ascolto attivo degli stakeholder e che si unisce ad Aifa Incontra, dedicata ad aziende farmaceutiche e istituti di ricerca.</p>
<h3>Area Sanità e Salute ISTUD</h3>
<p>Centro di ricerca che lavora a indagini come quella <strong>sull’idrosadenite suppurativa</strong>, una patologia cronica della pelle che ha un impatto pesante sul benessere psicologico di chi ne è affetto (le giovani ragazze). Una prova dell’importanza della medicina narrativa contro lo stigma di alcune malattie.</p>
<h3>Centro Nazionale Malattie Rare (ISS)</h3>
<p>All’interno dell’<strong>Istituto superiore di sanità</strong>, si lavora da oltre quindici anni per valorizzare le storie dei pazienti, che per le malattie rare (dove i numeri statistici sono bassi) sono preziose. Nel 2015, l’Iss ha pubblicato le Linee di Indirizzo per l’utilizzo della medicina narrativa in ambito clinico assistenziale per le malattie croniche e rare.</p>
<h3>Eunames</h3>
<p>L’<strong>European society for narrative medicine and health humanities</strong> è nata da un’idea della Simen ed è un’associazione di studiosi dedicata all’indagine e alla promozione dei settori della medicina narrativa, delle Scienze umanistiche mediche e umanistiche per la salute.</p>
<h3>EUPATI Italia (Accademia del Paziente)</h3>
<p>Non è un centro di medicina narrativa ma forma i ‘pazienti esperti’ affinché sappiano sedersi ai tavoli decisionali della sanità. Per il cittadino attivo, è l’opportunità di imparare per dialogare con le istituzioni e le case farmaceutiche.</p>
<h3>Fondazione Giancarlo Quarta</h3>
<p>È una onlus focalizzata sulla relazione di cura e sul comportamento relazionale nelle strutture sanitarie. Lavora a ricerche e premi per tesi di laurea sul tema. Organizza spesso iniziative e concorsi per raccogliere storie di ‘buona sanità’.</p>
<h3>Master in Salute e Medicina Narrativa Applicata</h3>
<p>Siamo alla diciassettesima edizione del <strong>Master organizzato da Istud</strong>. Un percorso formativo per medici, infermieri, operatori sociosanitari, psicologi, farmacisti, formatori, comunicatori, antropologi, decision makers e tutti i professionisti del mondo della cura.</p>
<h3>NARR-ARTI</h3>
<p>È il progetto al <strong>Policlinico Gemelli</strong> che unisce<strong> medicina narrativa e intelligenza artificiale</strong> per valorizzare la storia e i bisogni di ogni persona. Viene condotto sulla piattaforma dnmab.it. Protagoniste le pazienti in cura per un tumore del seno metastatico.</p>
<p><a href="https://www.fortuneita.com/2026/03/27/medicina-narrativa-le-dieci-eccellenze-dellascolto/" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
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		<title>Sessualità e cancro: ancora troppi pregiudizi</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 12:23:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Solo il 7% delle donne con un tumore ginecologico o mammario chiede aiuto per i problemi sessuali legati alla malattia. Dati che raccontano un ritardo culturale ancora da colmare Ogni anno in Italia più di 71mila donne ricevono una diagnosi di tumore della mammella o ginecologico. Certo, le attuali probabilità di guarigione sono aumentate, e [&#8230;]]]></description>
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<div class="story__summary">
<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/04/144500574-555b28f3-9fce-4b0b-8796-15c23da54baa.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8250" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/04/144500574-555b28f3-9fce-4b0b-8796-15c23da54baa-300x170.png" alt="144500574-555b28f3-9fce-4b0b-8796-15c23da54baa" width="300" height="170" /></a><strong><em>Solo il 7% delle donne con un tumore ginecologico o mammario chiede aiuto per i problemi sessuali legati alla malattia. Dati che raccontano un ritardo culturale ancora da colmare</em></strong></p>
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</div>
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<p style="text-align: justify;">Ogni anno in Italia più di 71mila donne ricevono una diagnosi di tumore della mammella o ginecologico. Certo, le attuali probabilità di guarigione sono aumentate, e oggi superano il 70% solo per il cancro del seno. Per quelli al collo e al corpo dell’utero si attestano rispettivamente al 58% e al 69%. Per il carcinoma ovarico la percentuale scende al 32% ma stiamo assistendo ai primi miglioramenti. Numeri che raccontano una medicina sempre più capace di restituire una vita dignitosa alle persone colpite dalla malattia. Ma che allo stesso tempo mettono sotto i riflettori una domanda di cui solo oggi si comincia a dare una risposta: cosa accade alla vita intima di una donna, durante e dopo la malattia?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il silenzio tra medici e pazienti</strong><br />
Nelle pazienti oncologiche, infatti, anche nell’ambito della comunità LGBTQ+, la sfera sessuale resta spesso nell’ombra. Più del 40% delle donne vorrebbe ricevere assistenza per i problemi sessuali che sorgono in seguito alla diagnosi e ai trattamenti. Eppure solo il 7% di loro ha effettivamente chiesto aiuto consultando uno specialista. Un dato che racconta non solo la ritrosia delle pazienti, ma anche quanto ancora sia difficile, per il sistema medico nel suo complesso, affrontare questo tema con la stessa naturalezza con cui si tratta una recidiva o un protocollo terapeutico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un ritardo culturale</strong><br />
&#8220;Trattiamo da molti anni il tema della qualità di vita della donna affetta da tumore — spiega <strong>Alessandra Fabi</strong>, membro del Direttivo Nazionale dell&#8217;AIOM e responsabile scientifico del convegno nazionale Mi Amo Ancora, La Donna e i Tumori Femminili: “Io con il mio Io, Io nella Società” che si apre oggi a Solomeo (PG) — ma solo da poco tempo si è cominciato a studiare il tema della sessualità e dell&#8217;intimità&#8221;. Un ritardo culturale prima ancora che scientifico. Perché le donne che sopravvivono al cancro non smettono di essere donne, portando con sé non solo desideri e bisogni, ma anche un&#8217;identità corporea che la malattia e le terapie hanno spesso messo in discussione.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8249"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il pregiudizio di genere</strong><br />
Le équipe mediche, purtroppo, non sempre si occupano della salute sessuale delle loro pazienti. &#8220;Numerose ricerche dimostrano come vi sia una probabilità significativamente inferiore, rispetto agli uomini, di ottenere un&#8217;adeguata assistenza&#8221;, sottolinea <strong>Amalia Vetromile</strong>, responsabile del progetto Sex and Cancer®. I motivi sono soprattutto culturali: il sesso, in particolare al femminile, è ancora spesso un tabù, anche negli studi medici. E quando non è pudore, è distanza: quella stessa distanza che porta a non chiedere, a non offrire, a sorvolare. A tutto questo si aggiunge una disparità concreta e difficilmente giustificabile nella gestione medica di queste esigenze: le terapie disponibili per la sindrome urogenitale nelle pazienti oncologiche sono quasi tutte a pagamento e non erogate dal Servizio Sanitario Nazionale. Al contrario, i farmaci per la disfunzione erettile maschile godono di tutt&#8217;altro trattamento. &#8220;Un diritto negato e una evidente discriminazione&#8221;, dice Vetromile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’approccio multidisciplinare</strong><br />
La soluzione non può essere affidata a un singolo specialista. &#8220;La gestione delle problematiche legate al sesso e alla sessualità deve essere multidisciplinare&#8221;, conferma <strong>Gabriella Pravettoni</strong>, professoressa di Psicologia all&#8217;Università Statale di Milano e direttrice della Divisione di Psiconcologia all&#8217;Ieo. Serve insomma un approccio diverso in cui oncologia, ginecologia, psiconcologia e sessuologia siano capaci di dialogare tra loro e di guardare alla donna nella sua interezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il racconto come terapia</strong><br />
Un&#8217;altra chiave di accesso a questo mondo sommerso è offerta dalla Medicina narrativa. &#8220;Narrare la malattia, le proprie emozioni, le paure, ma anche le risorse soggettive, favorisce una migliore gestione dello stress&#8221;, spiega <strong>Cristina Cenci</strong>, antropologa e fondatrice di Digital Narrative Medicine. Raccontarsi, anche quando si parla di sesso e intimità, può diventare uno strumento terapeutico. &#8220;Il sesso e la sessualità non devono più essere considerati tabù&#8221;, aggiunge Cenci.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.repubblica.it/salute/dossier/oncoline/2026/04/17/news/sessualita-cancro-tabu-425288543/" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
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		<title>&#8220;La vita nelle mani tra relazione, tradizione e creatività&#8221;: il 16 e 17 maggio un Convegno multidisciplinare a Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 16 e il 17 maggio 2026 presso La Vaccheria, lo spazio espositivo in Via Giovanni L&#8217;Eltore 35 a Eoma, si terrà il Convegno multidisciplinare &#8220;La vita nelle mani tra relazione tradizione e creatività&#8220;, ideato e promosso da CDI Narr-AZIONI con il patrocinio del IX Municipio e il supporto, tra gli altri, di Digital Narrative Medicine. L&#8217;evento si inserisce [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-115320.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8244" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-13-115320-211x300.png" alt="Screenshot 2026-04-13 115320" width="211" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>16 e il 17 maggio 2026</strong> presso La Vaccheria, lo spazio espositivo in Via Giovanni L&#8217;Eltore 35 a Eoma, si terrà il Convegno multidisciplinare &#8220;<strong>La vita nelle mani tra relazione tradizione e creatività</strong>&#8220;, ideato e promosso da <strong>CDI Narr-AZIONI</strong> con il patrocinio del IX Municipio e il supporto, tra gli altri, di Digital Narrative Medicine.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento si inserisce all&#8217;interno dell&#8217;iniziativa &#8220;La vita nelle mani&#8221;, che si svolgerà dal 10 al 17 maggio, e rappresenta un&#8217;iniziativa dedicata alla <strong>connessione tra arte e benessere sociale</strong> e ospiterà interventi di rappresentanti delle istituzioni e dei servizi sanitari , docenti universitari, professionisti della salute, operatori culturali, artiterapeuti, artisti ed artigiani per sviluppare una piena consapevolezza del potere delle mani in tutte le sue declinazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Domenica 10 maggio è prevista l&#8217;inaugurazione della mostra &#8220;Le Arti nelle nostre mani&#8221; ideata e allestita  dagli studenti del Liceo Artistico San Giuseppe di Grottaferrat. Dal 12 al 15 maggio  ci saranno laboratori gratuiti di Drammaterapia Integrata, Artigianato Artistico, Scrittura Creativa, Grafica.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intento è quello di sviluppare un modello innovativo di<strong> welfare culturale</strong> rivolto alla prevenzione e alla cura del <strong>disagio giovanile</strong> in epoca digitale, un intervento importante in questo momento storico e per il nostro futuro, nell&#8217;educazione, nella terapia, nella cura, nelle relazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8243"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il programma completo è su <a href="https://www.cdinarrazioni.com/">www.cdinarrazioni.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli eventi sono gratuiti, ma richiedono<strong> prenotazione obbligatoria</strong> attraverso il <a href="https://www.cdinarrazioni.com/contatti">modulo di contatto</a>.</p>
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		<title>Health Humanities in Translation, conferenza internazionale a L&#8217;Aquila il 29 e 30 maggio 2026</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 07:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[health humanities]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Health Humanities sono spesso definite come un movimento interdisciplinare che applica le strategie e i metodi delle discipline umanistiche alle scienze della salute. Inrealtà è molto più di questo. Le Health Humanities rappresentano uno spazio di dialogo e sfida per le scienze della salute e le discipline umanistiche. Uno spazio complesso che si estende tra la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/Locandina_HHinT_loghi1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8236" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/Locandina_HHinT_loghi1-212x300.jpg" alt="Locandina_HHinT_loghi" width="212" height="300" /></a>Le <strong>Health Humanities</strong> sono spesso definite come un movimento interdisciplinare che applica le strategie e i metodi delle discipline umanistiche alle scienze della salute. Inrealtà è molto più di questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Health Humanities rappresentano uno spazio di dialogo e sfida per le scienze della salute e le discipline umanistiche. Uno spazio complesso che si estende tra la tensione del primo verso la conoscenza medica e l&#8217;attenzione del secondo verso la sensibilità umana. L&#8217;irriducibile differenza tra queste due dimensioni ha alimentato il dibattito sulla possibilità della loro coesistenza nella pratica clinica e nella formazione, sollevando la questione della traducibilità delle Scienze Umanistiche della Salute.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come si possono tradurre le discipline umanistiche in processi di cura?</em><br />
<em>Come si possono formare i futuri operatori sanitari in questa pratica traduttiva?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Se ne parlerà a <strong>L&#8217;Aquila</strong>, il 29 e 30 maggio 2026, al Gran Sasso Science Institute, durante la conferenza internazionale <strong>&#8220;Health Humanities in Translation&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La questione della traduzione delle conoscenze mediche è centrale nell’approccio traslazionale, che si basa su una dinamica circolare che collega tre aspetti fondamentali della medicina: sperimentazione di laboratorio, cura del paziente e dialogo con la comunità. La medicina traslazionale non vede il laboratorio come il suo punto di partenza, ma piuttosto come la continuazione di un dialogo con le persone, da cui ha origine e a cui tende. La traduzione della conoscenza, infatti, può essere efficace solo se considera il contesto umano specifico, non solo nella fase applicativa, ma anche e soprattutto in quella generativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8241"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Lo spazio di dialogo aperto all&#8217;interno delle Health Humanities consente di esplorare e confrontare diversi modi per realizzare tale <strong>traduzione</strong>. Ponendo al centro di questo spazio le persone per le quali si costruiscono i processi assistenziali e coloro che li costruiscono, Health Humanities rappresenta un tentativo di mettere in discussione questi processi e, allo stesso tempo, un&#8217;opportunità per trovare soluzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa conferenza internazionale nasce dal desiderio di condividere le nostre esperienze nella pratica delle discipline umanistiche sanitarie e di promuovere il dibattito sul ruolo che svolgono nella traduzione della conoscenza medica, da parte delle persone e per le persone. Lo scopo della conferenza è esplorare nuove possibilità per tradurre le discipline umanistiche sanitarie nella pratica clinica, nell&#8217;educazione sanitaria e nel benessere di pazienti, operatori sanitari e studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli autori che desiderano contribuire alla conferenza, fino al <strong>30 marzo</strong> è possibile sottoporre il proprio abstract.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.medicalhumanitiesunivaq.it/health-humanities-in-translation" target="_blank">Maggiori informazioni</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Nuovo Web-I-Narr SIMeN: presentazione del volume &#8220;Raccontare la malattia. Le nuove froniere della medicina narrativa&#8221; di Rita Charon</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/nuovo-web-i-narr-simen-presentazione-del-volume-raccontare-la-malattia-le-nuove-froniere-della-medicina-narrativa-di-rita-charon/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[rita charon]]></category>
		<category><![CDATA[webinar]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 18 marzo 2026 alle 18:30, nell’ambito del ciclo di webinar Voci tra le righe: L’esperienza viva della narrazione, organizzato dalla Società Italiana di Medicina Narrativa, sarà presentato il volume Raccontare la malattia: Le nuove frontiere della medicina narrativa (Cortina, 2026) di Rita Charon. L’incontro, condotto da Mariateresa Dacquino, vedrà dialogare Nicoletta Suter e Marisa Del Ben con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/locandina-charon-def.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8232" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/locandina-charon-def-200x300.png" alt="locandina-charon-def" width="200" height="300" /></a>Il 18 marzo 2026 alle 18:30, nell’ambito del ciclo di webinar <strong><em>Voci tra le righe: L’esperienza viva della narrazione</em></strong>, organizzato dalla Società Italiana di Medicina Narrativa, sarà presentato il volume <strong><em>Raccontare la malattia: Le nuove frontiere della medicina narrativa</em></strong> (Cortina, 2026) di <strong>Rita Charon</strong>. L’incontro, condotto da <strong>Mariateresa Dacquino, </strong>vedrà dialogare<strong> Nicoletta Suter e Marisa Del Ben</strong> con il curatore e traduttore dell’opera, Christian Delorenzo, esperto internazionale di letterature comparate, medicina narrativa e<em> Medical humanities</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rita Charon</strong> è una figura di riferimento nota a livello mondiale: fondatrice della medicina narrativa nonché studiosa di Henry James, è medico internista e professoressa alla Columbia University, dove attualmente dirige il dipartimento di <em>Medical humanities </em>ed etica. È già autrice di <em>Medicina narrativa: Onorare le storie dei pazienti</em>, il libro che nel 2006 ha fondato la disciplina e che è stato tradotto in italiano nel 2019.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la nuova opera <em>Raccontare la malattia</em>, il curatore<strong> Christian Delorenzo h</strong>a riunito, introdotto e tradotto in italiano i contributi più innovativi e significativi che Rita Charon ha pubblicato negli ultimi vent’anni (proprio dopo aver dato alle stampe <em>Medicina narrativa</em>).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8231"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Affrontando le questioni fondamentali del <strong>corpo, delle pratiche e dei mondi che s’intrecciano con i racconti in sanità</strong>, il volume intende offrire un panorama aggiornato delle nuove frontiere che la medicina ha raggiunto o può raggiungere, rispondendo ad alcune domande fondamentali, tra cui: come rendere centrale la storia del paziente nel processo terapeutico? Quali sono i rapporti tra medicina narrativa e psicoanalisi? In che modo le narrazioni da leggere, da scrivere e da condividere contribuiscono non solo alla formazione degli studenti e dei professionisti sanitari ma anche alla pratica clinica e a una sanità più equa?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.simenitalia.it/raccontare-la-malattia/" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
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		<title>La relazione di cura come risorsa nel percorso sanitario dei pazienti, col progetto Perla un “bollino” a 34 strutture che la valorizzano</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 08:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un “bollino” di qualità per aver riservato all’interno della propria pratica clinica attenzione e risorse alla relazione di cura. E’ quello attribuito oggi a 34 centri sulla base della valutazione di più di 1600 pazienti in 9 regioni italiane durante il Convegno “La cura a misura di persona” all’Istituto Superiore di Sanità. Il progetto Perla, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/Logo-Perla_Tavola-disegno-1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8226" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/Logo-Perla_Tavola-disegno-1-300x143.png" alt="Logo-Perla_Tavola-disegno-1" width="300" height="143" /></a>Un “bollino” di qualità per aver riservato all’interno della propria pratica clinica attenzione e risorse alla relazione di cura. E’ quello attribuito oggi a 34 centri sulla base della valutazione di più di 1600 pazienti in 9 regioni italiane durante il Convegno “La cura a misura di persona” all’Istituto Superiore di Sanità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto Perla, promosso dall’associazione CuraPerlaPersona, è la prima certificazione che valuta la qualità della relazione e della comunicazione nei reparti e nei servizi sanitari attraverso la valutazione dell’esperienza diretta delle persone. Perla si avvale del contributo metodologico di un Board scientifico che include, tra gli altri, l’Istituto Superiore di Sanità, Agenas, SIMeN (Società italiana di medicina narrativa), Ordini degli infermieri e dei medici, Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere, Uniamo &#8211; Federazione italiana delle malattie rare e Cittadinanzattiva.</p>
<p style="text-align: justify;">“Negli ultimi anni – sottolinea Rocco Bellantone, presidente dell’Iss – il Servizio Sanitario Nazionale è chiamato a confrontarsi con trasformazioni profonde: l’aumento delle condizioni croniche, l’invecchiamento della popolazione, l’innovazione scientifica e tecnologica, ma anche il cambiamento delle aspettative delle persone e delle comunità. In questo contesto diventa sempre più importante interrogarsi non soltanto su quali interventi offrire, ma anche su come i sistemi sanitari riescano ad accompagnare le persone nei loro percorsi di cura, garantendo qualità, appropriatezza ed equità. L’Istituto Superiore di Sanità, in quanto ente pubblico di ricerca del Servizio Sanitario Nazionale, è impegnato a contribuire a questi processi non solo attraverso la produzione di evidenze scientifiche, ma anche sostenendo iniziative e strumenti che possano favorire il miglioramento continuo della qualità dei servizi. In questo contesto si collocano anche diverse attività dell’Istituto dedicate alla promozione di approcci che valorizzano la dimensione relazionale nei percorsi di cura, come quelle sviluppate dal Laboratorio di Health Humanities, che da anni integra ricerca, formazione e comunicazione per promuovere una visione della salute attenta alle relazioni tra persone, professionisti e contesti di cura”</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8225"></span></p>
<p style="text-align: justify;">“Molte strutture sanitarie- aggiunge Andrea Piccioli, direttore dell’Iss- hanno scelto di partecipare al percorso di valutazione previsto dal progetto Perla, accettando di confrontarsi anche con il punto di vista dei pazienti. Non è un passaggio scontato. Significa riconoscere che un servizio sanitario non si valuta soltanto attraverso indicatori clinici e organizzativi, ma anche attraverso il punto di vista delle persone che lo attraversano ogni giorno: una prospettiva che sempre più spesso integra i sistemi di valutazione e di governo dei servizi”.</p>
<p style="text-align: justify;">“La cura &#8211; rileva Amalia Egle Gentile, responsabile del laboratorio di Health Humanities dell’Iss &#8211; è sempre un processo complesso, che coinvolge conoscenze, organizzazioni, tecnologie, ma anche esperienze, emozioni e significati. Ed è proprio nella capacità di tenere insieme queste dimensioni che si gioca una parte importante del futuro dei sistemi sanitari. Per questo motivo, parlare di cura a misura di persona non significa semplicemente adattare le terapie alle caratteristiche individuali. Significa anche costruire sistemi sanitari capaci di riconoscere e valorizzare le relazioni che attraversano i percorsi di cura. Relazioni tra professionisti e pazienti. Relazioni tra professionisti diversi. Relazioni tra servizi sanitari e contesti di vita delle persone.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>I risultati dell’edizione 2026 di Perla</b></p>
<p style="text-align: justify;">La seconda edizione della certificazione Perla ha raccolto 1.684 valutazioni da parte di persone che hanno ricevuto cure in 9 regioni italiane. I centri coinvolti rappresentano un ampio spettro di specialità cliniche &#8211; tra cui oncologia, cardiologia, neurologia, ginecologia, gastroenterologia, psichiatria, chirurgia, riabilitazione, RSA e cure palliative &#8211; a testimonianza della trasversalità del modello della cura a misura di persona. La rete dei centri certificati si estende su tutto il territorio nazionale. Il Lazio è la regione più rappresentata, con 17 servizi certificati, gli altri centri di distribuiscono in modo abbastanza uniforme tra Friuli-Venezia Giulia, Campania, Puglia, Lombardia, Toscana, Piemonte e Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;"><b><i>La qualità della relazione di cura</i></b></p>
<p style="text-align: justify;">I risultati evidenziano livelli molto elevati di soddisfazione rispetto alla qualità della relazione con i professionisti sanitari. La quasi totalità delle persone intervistate attribuisce punteggi tra 8 e 10 alle diverse dimensioni della cura, con una prevalenza del punteggio massimo. Queste valutazioni emergono in modo costante in tutti i centri certificati e indipendentemente dal tipo di esperienza di cura, che si tratti di una prima visita, di un percorso ambulatoriale o di un ricovero. Il 97,6% delle persone valuta molto positivamente la qualità complessiva dell&#8217;assistenza ricevuta (81% attribuisce 10) e il 97,3% esprime una valutazione molto positiva della comunicazione con il personale sanitario (80%, 10). Sempre il 97% dichiara di essersi sentito accolto come persona, con i propri bisogni e le proprie aspettative (82,3%, 10) e una quota pressoché simile (97,4%) valuta molto positivamente la fiducia e la vicinanza trasmesse dal personale sanitario (79,9%, 10). Il 94,3% dei pazienti che ha interagito con un gruppo valuta molto positivamente la costanza e l’efficacia della comunicazione tra i membri del team di cura. (76,4%, 10). Il l 98,6% tornerebbe nello stesso centro per ricevere cure e il 99,2% consiglierebbe i professionisti del centro ad altre persone.</p>
<p><a href="https://www.iss.it/-/la-relazione-di-cura-come-risorsa-nel-percorso-sanitario-dei-pazienti-col-progetto-perla-un-bollino-a-34-strutture-che-la-valorizzano" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
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		<title>La cura a misura di persona: il 12 marzo convegno all’ISS e cerimonia della certificazioni PERLA 2026</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 08:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[health humanities]]></category>
		<category><![CDATA[iss]]></category>
		<category><![CDATA[PERLA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 12 marzo 2026, presso l’Aula Pocchiari dell’Istituto Superiore di Sanità, si terrà il convegno “La cura a misura di persona. Personalizzazione e qualità della relazione come risorse per la cura”, promosso dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’ISS con Digital Narrative Medicine Società Benefit, in collaborazione con EDRA Media. L’iniziativa offrirà un momento di confronto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-09-092853.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8223" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-09-092853-238x300.png" alt="Screenshot 2026-03-09 092853" width="238" height="300" /></a>Il <strong>12 marzo 2026</strong>, presso l’Aula Pocchiari dell’<strong>Istituto Superiore di Sanità</strong>, si terrà il convegno <strong>“La cura a misura di persona. Personalizzazione e qualità della relazione come risorse per la cura”</strong>, promosso dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’ISS con Digital Narrative Medicine Società Benefit, in collaborazione con EDRA Media.</p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa offrirà un momento di confronto tra istituzioni, professionisti, società scientifiche e associazioni sul valore della relazione e della comunicazione nei percorsi di cura, anche a partire dall’esperienza del <strong>progetto PERLA</strong>, la prima certificazione che valuta la qualità della relazione e della comunicazione nei reparti e nei servizi sanitari attraverso la valutazione dell’esperienza diretta delle persone.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento prevede una lectio introduttiva, la presentazione del progetto, una tavola rotonda e la cerimonia delle <strong>Certificazioni PERLA e il Premio PERLA</strong>. Nell’evento è inclusa la mostra virtuale ‘Anatomia e cura, il corpo si racconta. Immagini dal Fondo Rari per una medicina a misura di persona’, a cura del Gruppo di Lavoro per la Valorizzazione e la Conservazione del Fondo Rari della Biblioteca dell’Istituto Superiore di Sanità.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8221"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
Lo scopo del convegno è approfondire il significato operativo della cura a misura di persona. In particolare, l’iniziativa intende:<br />
• valorizzare la <strong>relazione</strong> e la <strong>comunicazione</strong> come dimensioni cliniche e organizzative;<br />
• condividere risultati e esperienze del <strong>progetto PERLA</strong>;<br />
• favorire il dialogo tra istituzioni, professionisti, società scientifiche e associazioni;<br />
• riflettere sulle prospettive future per una <strong>sanità</strong> più appropriata, sostenibile e condivisa</p>
<p style="text-align: justify;">
<a href="https://www.iss.it/documents/20126/0/La+Cura+a+misura+di+Persona_programma+preliminare.pdf/9e6cb540-c16f-0d20-a0dd-f71bfb6933e6?t=1772810674844" target="_blank">Scopri il programma</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://forms.office.com/pages/responsepage.aspx?id=_ccwzxZmYkutg7V0sn1ZEjDerhPwykBLo59QZAAubUdUNDc4OENER0NPQktTR0pEQ1RBNThPMTM5VS4u&amp;route=shorturl" target="_blank">Iscriviti</a></p>
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		<title>Dalle “corazze” ai sogni da realizzare, nei reels la realtà quotidiana delle malattie rare</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 09:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[malattie rare]]></category>
		<category><![CDATA[pegaso goes digital]]></category>
		<category><![CDATA[rare disease day]]></category>
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		<description><![CDATA[A volte le malattie rare impongono di indossare una “corazza”, anche fisica, per proteggersi dagli esiti della patologia stessa e dal dolore. In altri casi costringono a cambiare sguardo: una traiettoria di crescita che dovrebbe procedere in avanti si arresta o si rovescia, e i primi passi di un bambino possono diventare il traguardo più [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A volte le malattie rare impongono di indossare una “corazza”, anche fisica, per proteggersi dagli esiti della patologia stessa e dal dolore. In altri casi costringono a cambiare sguardo: una traiettoria di crescita che dovrebbe procedere in avanti si arresta o si rovescia, e i primi passi di un bambino possono diventare il traguardo più alto possibile. Eppure, anche se sottraggono forza al corpo, queste malattie non in tutti i casi riescono a spegnere i sogni.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono messaggi che arrivano con l’immediatezza e la potenza di un reel — il formato breve per i social media — quelli lanciati dai vincitori del concorso “Rare Reels: Pegaso goes digital!”, promosso dal Centro nazionale malattie rare dell’Istituto Superiore di Sanità. Pochi secondi di immagini e parole capaci di raccontare la complessità della malattia rara, ma anche la resilienza, l’identità e il desiderio di futuro di chi la vive ogni giorno. La premiazione del contest si è svolta oggi all’Iss, nell’ambito del convegno “Arte e scienza per le malattie rare” organizzato per la Giornata delle malattie rare 2026 dall’Istituto, nell’ambito del Laboratorio di Health Humanities diretto da Amalia Egle Gentile, insieme a Uniamo &#8211; Federazione Italiana Malattie Rare.</p>
<p style="text-align: justify;">“Le malattie rare – sottolinea il presidente dell’Iss Rocco Bellantone- ci interrogano ogni giorno su più piani: scientifico, clinico, organizzativo, sociale ed etico. Ci ricordano che la qualità di un sistema sanitario si misura anche dalla capacità di prendersi cura delle condizioni meno frequenti, spesso più complesse, e talvolta più invisibili. In questo senso, la Giornata delle Malattie Rare non è soltanto un appuntamento simbolico: è un’occasione per rinnovare un impegno, per ascoltare bisogni e aspettative, e per consolidare alleanze tra istituzioni, comunità scientifica e cittadini”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8213"></span></p>
<p style="text-align: justify;">“Credo fermamente – aggiunge Maria Luisa Scattoni, direttore del Centro nazionale malattie rare – che il progresso medico rimanga un esercizio monco se non cammina di pari passo con la cura del vissuto, della narrazione e della relazione. Per questo, il Centro continuerà a sostenere la contaminazione tra arti e scienze come strumento metodologico per una salute che sia realmente inclusiva e partecipata”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Siamo molto felici di rinnovare anche quest’anno la collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità &#8211; aggiunge Annalisa Scopinaro, presdiente di Uniamo- per un’iniziativa che mette al centro i giovani della comunità delle persone con malattia rara. È stato particolarmente significativo vedere la partecipazione attiva delle associazioni e dei ragazzi, capaci di raccontare la propria esperienza con consapevolezza, autoironia e desiderio di condivisione. Anche quest’anno Uiamo contribuisce con convinzione, attraverso il coinvolgimento di membri della giuria junior provenienti dalle associazioni di pazienti e con il Premio Uniamo,, per valorizzare sguardi e storie che meritano ascolto&#8221;.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><b>I vincitori di Pegaso</b></h4>
<ol style="text-align: justify;" start="1">
<li><b>Vincitore premio “Sociale” (Uniamo): Katia Moletta (Associazione San Filippo Fighters)</b></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Francesco ha 12 anni e convive con la sindrome di Sanfilippo, una malattia metabolica ereditaria e neurodegenerativa infantile. I bimbi progressivamente perdono le abilità acquisite ed è come se si “spegnessero”.  A due anni il mondo di Francesco era un grido di gioia. Correva incontro alla vita con un’irruenza che sembrava inesauribile. Oggi, quella corsa si è fermata. Francesco non parla più. La sua voce è stata sostituita dal silenzio e i suoi movimenti sono diventati una lotta contro il tempo. Ma se lo guardi bene, vedi che non ha smesso di provarci: lui si affida, ama e comunica con la lingua del cuore.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.iss.it/-/www.iss.it/-/pegaso2026" target="_blank">Continua a leggere<br />
</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://youtu.be/HdrPqyYWZVY" target="_blank">Guarda i reel vincitori</a></p>
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		<title>&#8220;Patient Experience. Prendersi cura costruendo relazioni di fiducia&#8221;, il 26 febbraio evento a Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 09:27:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[personalizzazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il prossimo 26 febbraio, presso l&#8217;NH Collection CityLife di Milano, si terrà una nuova edizione di CXNow Healthcare, l&#8217;appuntamento di riferimento per tutti gli attori del sistema salute che vogliono confrontarsi concretamente su innovazione, tecnologia e patient experience. L&#8217;evento, organizzato da CXNow Lab, è un laboratorio in cui operatori della sanità, pazienti, caregiver, aziende pharma [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-24-at-16.23.22.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8211" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-24-at-16.23.22-300x300.jpeg" alt="WhatsApp Image 2026-02-24 at 16.23.22" width="300" height="300" /></a>Il prossimo<strong> 26 febbraio</strong>, presso l&#8217;NH Collection CityLife di Milano, si terrà una nuova edizione di<strong> CXNow Healthcare</strong>, l&#8217;appuntamento di riferimento per tutti gli attori del sistema salute che vogliono confrontarsi concretamente su <em>innovazione, tecnologia e patient experience</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento, organizzato da <strong>CXNow Lab</strong>, è un laboratorio in cui operatori della sanità, pazienti, caregiver, aziende pharma e MedTech ed esperti di telemedicina si confronteranno e lavoreranno in maniera attiva per <strong>ripensare la patient journey</strong> attraverso metodologie di service design e strumenti di Intelligenza Artificiale generativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso <strong>working group interattivi e tavole rotonde</strong>, l&#8217;evento si concentrerà sulla costruzione di un ecosistema che superi la frammentazione sanitaria per arrivare a un <strong>modello di cura fluido e personalizzato</strong>, sfruttando tecnologie digitali e analisi dei dati per migliorare la <strong>comunicazione medico-paziente e l’aderenza terapeutica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra I momenti della mattinata, anche la sessione &#8220;Trame di Cura e Voci Digitali&#8221;, guidata da <strong>Cristina Cenci</strong>, founder DNM, insieme a Laura Patrucco, Presidente dell&#8217;Associazione Scientifica per la Sanità Digitale (ASSD).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8210"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non solo dati e tecnologie, dunque, ma anche <strong>narrazioni e relazioni</strong> al centro dei percorsi di cura per trasformare concretamente la qualità dell&#8217;esperienza vissuta dale persone, dai caregiver e dagli operatori sanitari.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la sessione plenaria, i partecipanti si divideranno in Working Group tematici per lavorare su sfide concrete legate alla <strong>creazione di esperienze di valore</strong> attraverso tutte le fasi del percorso di cura, a partire dalla prevenzione e dall&#8217;onboarding, passando per la comunicazione medico-paziente, fino alla continuità di cura.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel pomeriggio, i risultati dei lavori di gruppo verranno condivisi in tempo reale, consentendo approfondimenti e feedback.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento sarà un&#8217;occasione per ribadire che la trasformazione della sanità non passa solo attraverso la tecnica di settore, ma anche e soprattutto da un&#8217;alleanza più profonda tra intervento umano, tecnologie digitali, <strong>cure personalizzate e relazioni di fiducia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.cxnowlab.it/cxnow-healthcare/" target="_blank">Scopri di più</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Arte e Scienza per le malattie rare: il 19 febbraio presso l&#8217;ISS convegno e premiazione del contest &#8220;RARE REELS&#8221;</title>
		<link>https://digitalnarrativemedicine.com/it/arte-e-scienza-per-le-malattie-rare-il-19-febbraio-presso-liss-convegno-e-premiazione-del-contest-rare-reels/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 10:31:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Panella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[healthhumanities]]></category>
		<category><![CDATA[malattierare]]></category>
		<category><![CDATA[rarediseaseday]]></category>
		<category><![CDATA[rarereels]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 19 febbraio 2026, presso l&#8217;Istituto Superiore di Sanità a Roma, si terrà il convegno &#8220;Arte e Scienza per le malattie rare&#8221;. L&#8217;evento dove arte e scienza si incontrano per parlare di malattie rare con e per i giovani e le associazioni di pazienti. Durante il convegno si svolgerà anche la premiazione della nuova edizione del contest &#8220;RARE [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/02/1._Copertina_19.2.26.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8198" src="https://digitalnarrativemedicine.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/02/1._Copertina_19.2.26-212x300.jpg" alt="1._Copertina_19.2.26" width="212" height="300" /></a>Il <strong>19 febbraio 2026</strong>, presso l&#8217;<strong>Istituto Superiore di Sanità a Roma</strong>, si terrà il convegno <strong>&#8220;Arte e Scienza per le malattie rare&#8221;</strong>. L&#8217;evento dove arte e scienza si incontrano per parlare di malattie rare con e per i giovani e le associazioni di pazienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il convegno si svolgerà anche la premiazione della nuova edizione del contest <b>&#8220;RARE REELS: Pegaso goes digital!&#8221;</b>, il concorso promosso dall’Istituto Superiore di Sanità, attraverso il Laboratorio di Health Humanities del Centro Nazionale Malattie Rare, UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare, Agenzia Italiana per la Gioventù, EGInA e il network della Creative Skills Week.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i giurati del concorso e partecipanti al convegno anche <strong>Cristina Cenci</strong>, founder Digital Narrative Medicine.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8201"></span></p>
<p style="text-align: justify;">I vincitori saranno proclamati e premiati nell’ambito delle celebrazioni per il Rare Disease Day, con:</p>
<ul>
<li><b>un giorno da ricercatore all’Istituto Superiore di Sanità</b>: con visita al Museo ISS e attività per scoprire come promuovere la salute coniugando arti e scienze, quali sono le basi neurobiologiche dello stress, come utilizzare l’intelligenza artificiale per analizzare i dati per la scienza;</li>
<li><b>quattro giorni al Social Hackathon Umbria 2026</b> (SHU2026) che avrà luogo dal 2 al 5 luglio 2026 in Umbria;</li>
<li><b>un’esperienza culturale</b> (concerti, spettacoli teatrali, eventi) legata al Premio UNIAMO;</li>
<li><b>AIG Special Prize</b>, che regala l’opportunità di partecipare a una iniziativa europea organizzata dall’Agenzia Italiana per la Gioventù;</li>
<li><b>CSW Special Prize</b>, a cura del network della Creative Skills Week, sarà svelato il giorno della premiazione.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.iss.it/documents/20126/0/19.2.26_ARTE+%26+SCIENZA+x+MR_ISS-UNIAMO_Roma_RDD+2026.pdf/0751e2bd-bfa2-3212-b492-8c6a84d38291?t=1770633332180">Scopri il programma</a> e iscriviti gratuitamente a <a href="https://forms.office.com/e/aTceTPJLDy">questo link</a> (<strong>posti limitati</strong>).</p>
<p>Per ulteriori informazioni, è possibile inviare una e-mail a <span style="text-decoration: underline;">health.humanities@iss.it</span></p>
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			<wfw:commentRss>https://digitalnarrativemedicine.com/it/arte-e-scienza-per-le-malattie-rare-il-19-febbraio-presso-liss-convegno-e-premiazione-del-contest-rare-reels/feed/</wfw:commentRss>
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