“Human Touch Academy” per educare al prendersi cura

In occasione del suo decennale di attività, la Fondazione Zoé (acronimo di Zambon Open Education), nata con l’obiettivo di diffondere la conoscenza sui temi della salute, presenta due nuovi progetti per il futuro, uno dei quali finalizzato alla formazione dei professionisti della salute e dei caregiver declinando il concetto “Human Touch”: una filosofia che guarda alla persona e alle relazioni e che diventa strumento di cura.

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Secondo l’OMS, formare i sanitari alle competenze umanistiche fa la differenza

“Supportare l’inclusione di materie artistiche e umanistiche nella formazione dei professionisti della salute per migliorare le loro competenze cliniche, individuali, e di comunicazione”. Ecco la politica formativa suggerita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in una recente review fino a coprire più di 3000 studi complessivi sull’impatto di interventi in ambito sanitario che includano aspetti relativi all’arte e alle discipline umanistiche.

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eventi

La Medicina Narrativa come strumento per ridurre il burnout

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L’Azienda Ospedaliero Universitaria Sant’Andrea di Roma, promuove un importante evento formativo ECM in programma il 2 dicembre, per riflettere sul contributo che le medical humanities e la medicina narrativa possono offrire nella gestione e riduzione del fenomeno di burnout degli operatori sanitari. Previsti 6,6 crediti ECM. Direzione scientifica: Marco Testa. Interventi di: Massimo Volpe, Daniela Alampi, Alessandro Franceschini, Paolo Trenta, Christian Delorenzo, Vincenza Ferrara. Laboratori su: close reading, cartella clinica parallela, visual thinking strategies.

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La bellezza curante. Parole, tempo e relazione di cura

Il corso ECM (2,8 crediti) che si terrà il 16 novembre ad Ancona, promosso e organizzato dall’Associazione L’Amore Donato onlus di Senigallia con il patrocinio della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN), partendo dall’assunto che il tempo di relazione è “Tempo di cura”, intende affrontare i temi e le azioni che sottendono alla cura ma che appartengono all’umano. Tra i relatori: Sandro Spinsanti, Silvia Giacomelli, Paola Arcadi, Edoardo Manzoni.

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Considerazioni di un medico-chirurgo sulle Medical Humanities

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“Il medico umanista deve conoscere questi aspetti della vita di relazione che caratterizzano la sfera umana. In ogni paziente ci può essere un interesse per la musica, la letteratura, il cinema, lo sport, la pittura. Questi argomenti possono diventare la chiave giusta del curante per aprire la porta dell’anima di chi soffre e poter accedere, così, al bagaglio di informazioni che il paziente custodisce, utili per un riuscito percorso dapprima diagnostico, successivamente terapeutico. È il miracolo dell’empatia. E la buona letteratura può essere molto utile anche a tutti coloro che hanno abbracciato la nobile professione medica!”

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Percorsi di trasformazione

In programma il 27 e 28 settembre a Torino, un nuovo appuntamento della Scuola Diffusa di Medical Humanities e Pratiche Narrative promossa dalla Società Italiana di Pedagogia Medica (SIPeM). Le due giornate sono organizzate in modo da affrontare il tema dei percorsi trasformativi attraverso diverse forme esperienziali e narrative, riferite – in modo talvolta esplicito, talaltra analogico – all’itinerario della malattia e della cura. L’evento è accreditato nel programma ECM per 19 crediti formativi.

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Recensione del saggio di Wulff “Filosofia della medicina”

Il volume è stato scritto soprattutto per i rappresentanti della professione medica, gli studenti di medicina e per tutte le persone impegnate nei servizi sanitari. Si rivolge a coloro che “si prendono cura” dei pazienti e apprezzano l’importanza del progresso tecnologico, ma sono, nello stesso tempo, preoccupati che ci si possa dimenticare che i pazienti sono esseri umani consapevoli e non solo “macchine biologiche”.

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Il contributo delle Medical Humanities nella formazione dei professionisti sanitari

L’evento in programma il prossimo 4 ottobre a Roma, organizzato dall’Istituto di Bioetica e Medical Humanities (IBioMedH) – Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e dalla sezione AIS Sociologia della Salute e della Medicina, pone attenzione al tema delle Medical Humanities: da un lato al contributo essenziale da esse offerto negli scenari di cura, dall’altro lato allo spazio ancora residuale che queste discipline occupano nei corsi di insegnamento di area medica.

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Il posto dell’arte nella medical education

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Un numero open access della rivista Senses and Sciences dedicato a riflettere sul ruolo dell’arte nella medical education. Tra i contributi proposti anche un articolo del filosofo Alessandro Franceschini che mette in luce come l’osservazione attiva dell’arte risulta essere particolarmente significativa per favorire il benessere stesso dei professionisti della salute e lo sviluppo delle competenze specifiche che li riguardano.

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