Recensione del saggio di Wulff “Filosofia della medicina”

Il volume è stato scritto soprattutto per i rappresentanti della professione medica, gli studenti di medicina e per tutte le persone impegnate nei servizi sanitari. Si rivolge a coloro che “si prendono cura” dei pazienti e apprezzano l’importanza del progresso tecnologico, ma sono, nello stesso tempo, preoccupati che ci si possa dimenticare che i pazienti sono esseri umani consapevoli e non solo “macchine biologiche”.

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eventi

Il contributo delle Medical Humanities nella formazione dei professionisti sanitari

L’evento in programma il prossimo 4 ottobre a Roma, organizzato dall’Istituto di Bioetica e Medical Humanities (IBioMedH) – Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e dalla sezione AIS Sociologia della Salute e della Medicina, pone attenzione al tema delle Medical Humanities: da un lato al contributo essenziale da esse offerto negli scenari di cura, dall’altro lato allo spazio ancora residuale che queste discipline occupano nei corsi di insegnamento di area medica.

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Il posto dell’arte nella medical education

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Un numero open access della rivista Senses and Sciences dedicato a riflettere sul ruolo dell’arte nella medical education. Tra i contributi proposti anche un articolo del filosofo Alessandro Franceschini che mette in luce come l’osservazione attiva dell’arte risulta essere particolarmente significativa per favorire il benessere stesso dei professionisti della salute e lo sviluppo delle competenze specifiche che li riguardano.

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“Medicina narrativa” di Rita Charon: leggere con cura

Rita Charon viene tradotta in italiano, per Cortina Editore, grazie al lavoro di Micaela Castiglioni e Christian Delorenzo. La medicina narrativa, negli Stati Uniti e anche in Italia, in questi anni è cresciuta, ma attraverso questa pubblicazione è possibile riscoprirne le origini e il cuore pulsante. La recensione di Francesca Memini della Società Italiana di Medicina Narrativa.

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Dove si nasconde la salute

“Che cosa significa la malattia per la medicina?” è la domanda che si pone, oggi, il sapere medico strumentale. “Che significato ha la malattia per il malato?” era, al contrario, la questione che interessava Victor von Weizsäcker e altri importanti autori nel campo delle Medical Humanities.

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“Tumorial”, video-tutorial per aiutare i giovani ad affrontare il tumore

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È disponibile su YouTube una serie diversa e innovativa, che rompe dei tabù e racconta quanto della malattia oncologica non è stato ancora detto, soprattutto dell’impatto, dei segni e delle cicatrici che può lasciare sui pazienti più giovani. Si tratta di TUMORIAL, la serie di video-tutorial realizzata dai pazienti adolescenti del Progetto Giovani della Pediatria Oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT).

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Medical Humanities come vaccino contro le difficoltà delle relazioni di cura

Nel 1919 Sir William Osler tenne ad Oxford il suo ultimo discorso pubblico sull’eterno dualismo tra scienze mediche e scienze umanistiche (Humanities), auspicando una riunificazione. Rivisitato ai giorni nostri il suo discorso cosa può davvero insegnare ai medici moderni altamente tecnologici, divenuti oramai fornitori o erogatori di servizi nei confronti dei pazienti divenuti di contro consumatori?  Il messaggio di Osler è ancora valido ed utile o continuerà ad essere considerato una pretesa intellettuale?

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interviste

Filosofia della medicina, per un approccio personale alla malattia

Testa mani

Intervista di Adriana Soares al filosofo Alessandro Franceschini pubblicata su Il Giornale OFF. Un interessante approfondimento sulle Medical Humanities, la Medicina Narrativa e la Digital Health. L’apporto delle scienze umane e delle discipline umanistiche all’arte medica per cure sempre più personalizzate.

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