Secondo l’OMS, formare i sanitari alle competenze umanistiche fa la differenza

“Supportare l’inclusione di materie artistiche e umanistiche nella formazione dei professionisti della salute per migliorare le loro competenze cliniche, individuali, e di comunicazione”. Ecco la politica formativa suggerita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in una recente review fino a coprire più di 3000 studi complessivi sull’impatto di interventi in ambito sanitario che includano aspetti relativi all’arte e alle discipline umanistiche.

Continua a leggere

Considerazioni di un medico-chirurgo sulle Medical Humanities

‘Sappho’-detalle-Charles-Mengin-1877

“Il medico umanista deve conoscere questi aspetti della vita di relazione che caratterizzano la sfera umana. In ogni paziente ci può essere un interesse per la musica, la letteratura, il cinema, lo sport, la pittura. Questi argomenti possono diventare la chiave giusta del curante per aprire la porta dell’anima di chi soffre e poter accedere, così, al bagaglio di informazioni che il paziente custodisce, utili per un riuscito percorso dapprima diagnostico, successivamente terapeutico. È il miracolo dell’empatia. E la buona letteratura può essere molto utile anche a tutti coloro che hanno abbracciato la nobile professione medica!”

Continua a leggere

Il posto dell’arte nella medical education

54515155_2055399161425826_5410853873139056640_n

Un numero open access della rivista Senses and Sciences dedicato a riflettere sul ruolo dell’arte nella medical education. Tra i contributi proposti anche un articolo del filosofo Alessandro Franceschini che mette in luce come l’osservazione attiva dell’arte risulta essere particolarmente significativa per favorire il benessere stesso dei professionisti della salute e lo sviluppo delle competenze specifiche che li riguardano.

Continua a leggere

Sclerosi multipla, le comunità online aiutano i pazienti

Condividere la storia della propria malattia è di grande supporto per i pazienti con Sclerosi Multipla. L’analisi condotta da Roche Italia insieme a Digital Narrative Medicine dice che le comunità digitali rappresentano uno strumento di conforto utile per l’efficacia della cura. Maggiori notizie nell’approfondimento de la Repubblica.

Continua a leggere